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    <title>Il quaderno del Cretino di Crescenzago</title>
    <link>https://log.livellosegreto.it/cretinodicrescenzago/</link>
    <description>Ciò che dice il titolo: un piccolo spazio virtuale in cui l&#39;internauta che si firma &#34;Cretino di Crescenzago&#34; pubblica pensieri sparsi.</description>
    <pubDate>Thu, 24 Sep 2026 21:02:54 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>Poesia dell&#39;equinozio d&#39;autunno</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/cretinodicrescenzago/poesia-dellequinozio-dautunno</link>
      <description>&lt;![CDATA[A una settimana e mezza dall&#39;inizio della scuola, va tutto bene.&#xA;&#xA;V-A T-U-T-T-O B-E-N-E&#xA;&#xA;E non me ne capacito.&#xA;&#xA;Cioè in realtà sì, me ne capacito: 10 anni che semino, finalmente raccolgo.&#xA;&#xA;Comunque è strano, ed è strano bello.&#xA;&#xA;Mi sento tanto amato dalle mie persone care, ivi comprese persone con cui pomicio (e anche altro). &#xA;Il me adolescente si commuove ogni volta che becco, per caso o per appuntamento, una delle mie amicizie del quartiere e parliamo della qualunque gironzolando nel parco o svaccandoci sulle panchine (o facendo pipì nel laghetto, ehm ehm): finalmente questa vita non è più un sogno remoto che sublimavo nelle sit-com.&#xA;Il me bambino si sente riconosciuto e accudito, perché tante questioni si sono concluse e ho finalmente iniziato un percorso di logopedia, ed è stato assurdamente bello fare gli esercizi di prima diagnosi sapendo che dall&#39;altra parte il Doc si stava occupando di me.&#xA;Nella mia nuova scuola, mi sento a mio agio, energico e propositivo, e spero di stare impostando bene il lavoro con le mie testoline matte, questi adolescenti cui voglio offrire strumenti per stare bene nel mondo e levare più che posso lo stress da performance.&#xA;&#xA;Oggi a scuola abbiamo ripulito un armadio dai libri di testo vecchi e tarmati e mi sono un po&#39; perso via a leggere i capitoli finali di una storia della letteratura italiana, ovviamente dedicati alla morte dell&#39;Intellettuale come alta funzione sociale e all&#39;ascesa del postmoderno e della comunicazione di massa, con Roberto Saviano e l&#39;autofiction posti a ultima frontiera artistica e due paginette a testa di ghetto femminile per Elena Ferrante, Michela Murgia e Patrizia Cavalli. Non un cenno, ovviamente, né alle scritture e auto-scritture della classe operaia fra il Miracolo Economico e il lungo Sessantotto, né alla letteratura militante cyberpunk prima e solarpunk poi, né allo sdoganamento del romanzo di formazione fantastico, né al citizen journalism inaugurato da IndyMedia, men che meno alle possibilità della letteratura elettronica, al fumetto &#34;colto&#34; lanciato per lo meno da Dino Buzzati nel &#39;69, e ai quasi quattro decenni di poesia italofona che si esprime nelle forme dell&#39;hip-hop (a tal proposito, date assolutamente un occhio a questo saggio dellx mix amicx Ellis).&#xA;&#xA;A inizio della quinta superiore, io volevo fare la tesina di maturità sull&#39;&#34;Intellettuale che forma il senso civico&#34;, mettendo in piedi un apparato comparativo fra Lucio Anneo Seneca, Luciano di Samosata, Italo Calvino, Pier Paolo Pasolini, Antonio Gramsci, Piero Gobetti, George Orwell e John Ronald Reuel Tolkien, ma entro Gennaio ebbi la buona idea di restringerla a un &#34;John Tolkien aedo dei tempi moderni&#34;. Quel sogno di una ricerca su vasta scala però non è mai andato via del tutto, come dimostra la mia biblioteca personale, e mi piace pensare di averne un po&#39; fatto la mia tesi di dottorato informale presso l&#39;Università della Strada (sic sigh); oggi, dopo aver sfogliato quel manuale così miope, ho scritto una poesia che credo possa costituire un articolo intermedio in peer review... se non addirittura la mia tesi finale. &#xA;&#xA;Perché come mi dice Ellis, come mi ha fatto presente un apprezzamento su Mastodon (grazie Jay, mi hai commosso), e come voglio comprovare alle mie classi, bisogna scrivere.&#xA;&#xA;Perché ancora compongo&#xA;&#xA;23 settembre 2026, 11:35 circa&#xA;&#xA;Certo che le mie poesie&#xA;non salveranno il mondo:&#xA;per quello servirebbero&#xA;tutte le gabbie vuote&#xA;mille ghiacciai ricomposti&#xA;e zappe e fucili in mano alle ultime.&#xA;&#xA;Le mie poesie salvano&#xA;me&#xA;innanzitutto&#xA;e cantano questa mente torbida&#xA;e un corpo storto ed elastico&#xA;sciocchezze risate corse&#xA;appetiti orgasmi e pianti.&#xA;&#xA;Poi, talvolta, io penso&#xA;le mie poesie soccorrono&#xA;te&#xA;che ci ritrovi dentro&#xA;l&#39;anomalia contenta&#xA;e la piazza elettrica,&#xA;il bisogno sacrosanto di tumulto&#xA;il lutto per chi abbiamo perso&#xA;le alte grida solenni di festa&#xA;lo schiocco dei baci in 3 o 4&#xA;il gesto beffardo di chi sullo spiazzo&#xA;alza ancora il medio od il pugno&#xA;ai padroni nel palazzo.&#xA;&#xA;Le mie poesie non salvano un bel niente&#xA;perché la salvezza non spetta al presente:&#xA;cantano rabbia ed amore&#xA;e i nostri progetti &#xA;di diserzione,&#xA;d&#39;insurrezione.&#xA;&#xA;Cantano il sogno&#xA;di mille altri mondi.&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>A una settimana e mezza dall&#39;inizio della scuola, va tutto bene.</p>

<p>V-A T-U-T-T-O B-E-N-E</p>

<p>E non me ne capacito.</p>

<p>Cioè in realtà sì, me ne capacito: 10 anni che semino, finalmente raccolgo.</p>

<p>Comunque è strano, ed è strano bello.</p>

<p>Mi sento tanto amato dalle mie persone care, ivi comprese persone con cui pomicio (e anche altro).
Il me adolescente si commuove ogni volta che becco, per caso o per appuntamento, una delle mie amicizie del quartiere e parliamo della qualunque gironzolando nel parco o svaccandoci sulle panchine (o facendo pipì nel laghetto, ehm ehm): finalmente questa vita non è più un sogno remoto che sublimavo nelle sit-com.
Il me bambino si sente riconosciuto e accudito, perché tante questioni si sono concluse e ho finalmente iniziato un percorso di logopedia, ed è stato assurdamente bello fare gli esercizi di prima diagnosi sapendo che dall&#39;altra parte il Doc si stava occupando di me.
Nella mia nuova scuola, mi sento a mio agio, energico e propositivo, e <em>spero</em> di stare impostando bene il lavoro con le mie testoline matte, questi adolescenti cui voglio offrire strumenti per stare bene nel mondo e levare più che posso lo stress da performance.</p>

<p>Oggi a scuola abbiamo ripulito un armadio dai libri di testo vecchi e tarmati e mi sono un po&#39; perso via a leggere i capitoli finali di una storia della letteratura italiana, <em>ovviamente</em> dedicati alla morte dell&#39;Intellettuale come alta funzione sociale e all&#39;ascesa del postmoderno e della comunicazione di massa, con Roberto Saviano e l&#39;<em>autofiction</em> posti a ultima frontiera artistica e due paginette a testa di ghetto femminile per Elena Ferrante, Michela Murgia e Patrizia Cavalli. Non un cenno, ovviamente, né alle scritture e auto-scritture della classe operaia fra il Miracolo Economico e il lungo Sessantotto, né alla letteratura militante cyberpunk prima e solarpunk poi, né allo sdoganamento del romanzo di formazione fantastico, né al <em>citizen journalism</em> inaugurato da IndyMedia, men che meno alle possibilità della <a href="https://www.argonline.it/prodotto/manuale-di-letteratura-elettronica-fabrizio-venerandi/" rel="nofollow">letteratura elettronica</a>, al fumetto “colto” lanciato <em>per lo meno</em> da Dino Buzzati nel &#39;69, e ai quasi quattro decenni di poesia italofona che si esprime nelle forme dell&#39;hip-hop (a tal proposito, date assolutamente un occhio a <a href="https://aqueeloni.com/p/la-iperreale-storia-dellhip-hop-italiano-0-watch-the-party-die/" rel="nofollow">questo saggio dellx mix amicx Ellis</a>).</p>

<p>A inizio della quinta superiore, io volevo fare la tesina di maturità sull&#39;“Intellettuale che forma il senso civico”, mettendo in piedi un apparato comparativo fra <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lucio_Anneo_Seneca" rel="nofollow">Lucio Anneo Seneca</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Luciano_di_Samosata" rel="nofollow">Luciano di Samosata</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italo_Calvino" rel="nofollow">Italo Calvino</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Paolo_Pasolini" rel="nofollow">Pier Paolo Pasolini</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Gramsci" rel="nofollow">Antonio Gramsci</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Gobetti" rel="nofollow">Piero Gobetti</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/George_Orwell" rel="nofollow">George Orwell</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/J._R._R._Tolkien" rel="nofollow">John Ronald Reuel Tolkien</a>, ma entro Gennaio ebbi la buona idea di restringerla a un “John Tolkien aedo dei tempi moderni”. Quel sogno di una ricerca su vasta scala però non è mai andato via del tutto, come dimostra la mia biblioteca personale, e mi piace pensare di averne un po&#39; fatto la mia tesi di dottorato informale presso l&#39;Università della Strada (sic sigh); oggi, dopo aver sfogliato quel manuale così miope, ho scritto una poesia che credo possa costituire un articolo intermedio in <em>peer review</em>... se non addirittura la mia tesi finale.</p>

<p>Perché come mi dice Ellis, come mi ha fatto presente un apprezzamento su Mastodon (grazie Jay, mi hai commosso), e come voglio comprovare alle mie classi, <em>bisogna scrivere</em>.</p>

<h2 id="perché-ancora-compongo">Perché ancora compongo</h2>

<p>23 settembre 2026, 11:35 circa</p>

<p>Certo che le mie poesie
non salveranno il mondo:
per quello servirebbero
tutte le gabbie vuote
mille ghiacciai ricomposti
e zappe e fucili in mano alle ultime.</p>

<p>Le mie poesie salvano
me
innanzitutto
e cantano questa mente torbida
e un corpo storto ed elastico
sciocchezze risate corse
appetiti orgasmi e pianti.</p>

<p>Poi, talvolta, io penso
le mie poesie soccorrono
te
che ci ritrovi dentro
l&#39;anomalia contenta
e la piazza elettrica,
il bisogno sacrosanto di tumulto
il lutto per chi abbiamo perso
le alte grida solenni di festa
lo schiocco dei baci in 3 o 4
il gesto beffardo di chi sullo spiazzo
alza ancora il medio od il pugno
ai padroni nel palazzo.</p>

<p>Le mie poesie non salvano un bel niente
perché la salvezza non spetta al presente:
cantano rabbia ed amore
e i nostri progetti
di diserzione,
d&#39;insurrezione.</p>

<p>Cantano il sogno
di mille altri mondi.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://log.livellosegreto.it/cretinodicrescenzago/poesia-dellequinozio-dautunno</guid>
      <pubDate>Wed, 23 Sep 2026 13:30:38 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Poesia per l&#39;inizio della scuola</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/cretinodicrescenzago/poesia-per-linizio-della-scuola</link>
      <description>&lt;![CDATA[Fra circa 9 ore, qui in Lombardia, inizia la scuola dell&#39;obbligo.&#xA;Io scalpito per conoscere le mie classi, sperando di riuscire a voler loro bene e a donargli un qualcosa di cui abbiano bisogno.&#xA;In realtà, poche decine di ore fa, ero preso dal panico e dall&#39;ansia dolorosa di dover diventare una volta per tutte il professore sbirro, come dice l&#39;adagio&#xA;&#xA;  La disoccupazione ti ha fatto celerino&#xA;ma senza manganello:&#xA;professorino&#xA;&#xA;Ne sono uscito, perché è andata avanti la vicenda di cui ho raccontato in «Prima poesia dei miei 31 anni»: fra venerdì sera e ora, domenica sera, ho trascorso in proporzione variabile, e con una qualità assurdamente alta, tanto tanto tempo sia con Lei (&#34;Lety&#34;) sia con Lui (&#34;Giulio&#34;), e non mi sentivo così felice, accolto e amato da tanto, tanto tempo. C&#39;è stata, anzi, abbiamo scelto di creare, condivisione, ascolto sincero, espressione e rispetto di confini, compartecipazione sincera a rispettive questioni, quel tocco di arte che non guasta mai, e anche quel tocco di sconcio che a noi persone finocchie gaudenti piace. &#xA;E c&#39;è stato, da parte mia, anche del tempo in solitudine per visitare compagn di lotte amic di persone mie amic, due compas che ci hanno tolto anzitempo, e per cui io ancora un po&#39; piango, anche se Davide mica lo ho conosciuto e Rino mi conosceva vagamente solo di vista... però, se si ama forte, brucia sempre dentro. &#xA;&#xA;Per cui, siccome brucia forte questo affetto, per chi non c&#39;è più e per chi c&#39;è ora, e per chi verrà poi, ho scritto questi versi. Che vi facciano compagnia, a voi studenti insegnanti persone lavoranti e chiunque avverta un senso di nuovo inizio a Settembre, e soprattutto chi vuole sbattere in faccia ai padroni un po&#39; di autunno caldo... e a chi vuole tenere al caldo sé e le proprie persone care.&#xA;&#xA;Amic, non demordete, ci siamo dentro assieme.&#xA;Vi voglio bene.&#xA;&#xA;Spirito del &#39;77&#xA;In memoria di Rino. Se puoi e vuoi, veglia su di noi, là dal parco Segantini.&#xA;&#xA;13 settembre 2026, 22:31&#xA;&#xA;Sono certo che infiniti professori compagnoni &#xA;siano già tutti turgidi e pontefici&#xA;per sciorinarci da imbarazzanti pulpiti&#xA;che l&#39;imminente mezzo secolo fu&#xA;spranghe rivoltelle&#xA;bombe siringhette&#xA;gli autonomi gli indiani&#xA;la mafia la P2&#xA;Deleuze Foucault Guattari.&#xA;&#xA;Vecchi fannulloni,&#xA;levatevi di torno.&#xA;&#xA;Lo spirito di allora,&#xA;già spirito di Stonewall,&#xA;non sta là nei libroni&#xA;non sta là nei cordoni&#xA;nei festini al parco&#xA;o nelle occupazioni.&#xA;&#xA;Sta invece in ogni sogno&#xA;che osiamo fare assieme,&#xA;in ogni abbraccio caldo&#xA;e scazzo con amore.&#xA;&#xA;Sta in cucina, dentro al letto&#xA;nei compagni di via Gola e in Casoretto,&#xA;nel pianto condiviso,&#xA;in ogni grammo di sorriso,&#xA;in chi ami e ti confida, carino,&#xA;che oggi ha detto un bel &#34;Ti amo&#34;&#xA;e lo senti più vicino.&#xA;&#xA;È in ogni passo avanti&#xA;che vogliamo fare assieme&#xA;affrontando mille intoppi&#xA;i padroni e le sirene&#xA;per seguire quel bel sogno:&#xA;delle relazioni vere.&#xA;&#xA;Per cui, non dirmi, idiota,&#xA;che non c&#39;è, &#xA;lo spirito di allora:&#xA;perché la decenza tua, non c&#39;è.&#xA;&#xA;Perché dentro a ogni cordone&#xA;ogni sghemba occupazione&#xA;ogni bel puntello al parco&#xA;ogni ballo ed ogni piazzo&#xA;ogni gioia ed ogni rabbia&#xA;per spaccare un po&#39; la gabbia...&#xA;sì che c&#39;è.&#xA;&#xA;Ma certo che qui c&#39;è.&#xA;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Fra circa 9 ore, qui in Lombardia, inizia la scuola dell&#39;obbligo.
Io scalpito per conoscere le mie classi, sperando di riuscire a voler loro bene e a donargli un qualcosa di cui abbiano bisogno.
In realtà, poche decine di ore fa, ero preso dal panico e dall&#39;ansia dolorosa di dover diventare una volta per tutte il professore sbirro, come dice l&#39;adagio</p>

<blockquote><p>La disoccupazione ti ha fatto celerino
ma senza manganello:
professorino</p></blockquote>

<p>Ne sono uscito, perché è andata avanti la vicenda di cui ho raccontato in <a href="https://log.livellosegreto.it/cretinodicrescenzago/prima-poesia-dei-miei-31-anni" rel="nofollow">«Prima poesia dei miei 31 anni»</a>: fra venerdì sera e ora, domenica sera, ho trascorso in proporzione variabile, e con una qualità assurdamente alta, tanto tanto tempo sia con Lei (“Lety”) sia con Lui (“Giulio”), e non mi sentivo così felice, accolto e amato da tanto, tanto tempo. C&#39;è stata, anzi, abbiamo scelto di creare, condivisione, ascolto sincero, espressione e rispetto di confini, compartecipazione sincera a rispettive questioni, quel tocco di arte che non guasta mai, e anche quel tocco di sconcio che a noi persone finocchie gaudenti piace.
E c&#39;è stato, da parte mia, anche del tempo in solitudine per visitare compagn* di lotte amic* di persone mie amic*, due compas che ci hanno tolto anzitempo, e per cui io ancora un po&#39; piango, anche se Davide mica lo ho conosciuto e Rino mi conosceva vagamente solo di vista... però, se si ama forte, brucia sempre dentro.</p>

<p>Per cui, siccome brucia forte questo affetto, per chi non c&#39;è più e per chi c&#39;è ora, e per chi verrà poi, ho scritto questi versi. Che vi facciano compagnia, a voi studenti insegnanti persone lavoranti e chiunque avverta un senso di nuovo inizio a Settembre, e soprattutto chi vuole sbattere in faccia ai padroni un po&#39; di autunno caldo... e a chi vuole tenere al caldo sé e le proprie persone care.</p>

<p>Amic*, non demordete, ci siamo dentro assieme.
Vi voglio bene.</p>

<h2 id="spirito-del-77-https-it-wikipedia-org-wiki-movimento-del-settantasette">Spirito del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Movimento_del_Settantasette" rel="nofollow">&#39;77</a></h2>

<p><em>In memoria di Rino. Se puoi e vuoi, veglia su di noi, là dal parco Segantini.</em></p>

<p>13 settembre 2026, 22:31</p>

<p>Sono certo che infiniti professori compagnoni
siano già tutti turgidi e pontefici
per sciorinarci da imbarazzanti pulpiti
che l&#39;imminente mezzo secolo fu
spranghe rivoltelle
bombe siringhette
<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Autonomia_Operaia" rel="nofollow">gli autonomi</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Indiani_metropolitani" rel="nofollow">gli indiani</a>
la mafia la P2
Deleuze Foucault Guattari.</p>

<p>Vecchi fannulloni,
levatevi di torno.</p>

<p>Lo spirito di allora,
già spirito di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Moti_di_Stonewall" rel="nofollow">Stonewall</a>,
non sta là nei libroni
non sta là nei cordoni
nei festini al parco
o nelle occupazioni.</p>

<p>Sta invece in ogni sogno
che osiamo fare assieme,
in ogni abbraccio caldo
e scazzo con amore.</p>

<p>Sta in cucina, dentro al letto
nei compagni <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_di_Dax" rel="nofollow">di via Gola</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_di_Fausto_e_Iaio" rel="nofollow">in Casoretto</a>,
nel pianto condiviso,
in ogni grammo di sorriso,
in chi ami e ti confida, carino,
che oggi ha detto un bel “Ti amo”
e lo senti più vicino.</p>

<p>È in ogni passo avanti
che vogliamo fare assieme
affrontando mille intoppi
i padroni e le sirene
per seguire quel bel sogno:
delle relazioni vere.</p>

<p>Per cui, non dirmi, idiota,
che non c&#39;è,
lo spirito di allora:
perché la decenza tua, non c&#39;è.</p>

<p>Perché dentro a ogni cordone
ogni sghemba occupazione
ogni bel puntello al parco
ogni ballo ed ogni piazzo
ogni gioia ed ogni rabbia
per spaccare un po&#39; la gabbia...
sì che c&#39;è.</p>

<p>Ma certo che qui c&#39;è.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://log.livellosegreto.it/cretinodicrescenzago/poesia-per-linizio-della-scuola</guid>
      <pubDate>Sun, 13 Sep 2026 21:35:07 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Prima poesia dei miei 31 anni</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/cretinodicrescenzago/prima-poesia-dei-miei-31-anni</link>
      <description>&lt;![CDATA[In queste settimane appiccicose di fine estate, mi sono fatto piovere addosso una valanga relazionale. È successo che con due persone è accelerata vertiginosamente la costruzione di confidenza, in modi antipodici e speculari. Lui lo ho conosciuto un anno fa, mentre era incasinato, e ho battuto il ferro per tenerlo caldo, finché ora, effettivamente, ha trovato disponibilità anche per me. Lei me l&#39;ha presentata di sfuggita una conoscenza comune e l&#39;avevo derubricata ad &#34;amica di...&#34;, ma dopo parecchi mesi si è fatta sentire di sua iniziativa e mi ha braccato il giusto per accalappiarmi; non mi capita quasi mai, e già questo stimola.&#xA;Con Lui sto parlando un sacco di pedagogia ed estetica, con Lei di etica e della fine del mondo (sì sto facendo una smaccata réclame occulta alla bella rivista di fumetti «La fine del mondo»); con ambedue di scopate sadomasochiste e di costruzioni sociali dissidenti.&#xA;Mentre scrivo, sono appena tornato da uno spettacolo teatrale di Lui, e sulla via di casa ho ascoltato il nuovo album dei Bull Brigade e l&#39;ho consigliato, con buon riscontro, pure a Lei; domani beccherò Lei per apericena vegano (sì sì lo so, &#34;Milano c&#39;ha la carota in ano&#34;), invece Lui mi farà sapere che ne pensa del bigliettino di compleanno che gli ho recapitato in ritardo. &#xA;Non avevo voglia di infilarmi in casa a ciondolare invano come uno scapolo medio, quindi ho girato per il mio isolato e sono rimasto apposta appeso alla recinzione della stazione, per guardare l&#39;ultimo treno notturno transitare orrendamente lento. Alla fin fine, cena con yogurt di soia bianco cosparso di marmellata al limone; Lei stuzzicherebbe la mia paura di essere un cliché ambulante e direbbe che sì, è stereotipico, quanto ascoltare i Brigade e guardare L&#39;odio. Lui invece spero sia rincasato, dal suo rientro spericolato in bici.&#xA;&#xA;E in aggiunta a tutto questo, a questa mia serata media da cretinodicrescenzago, ho pure composto una poesia su Lui e Lei. La pubblico qui con i loro nomi sostituiti da pseudonimi metricamente equivalenti, perché se ambedue hanno ragione, non voglio il rimpianto di non aver cantato nell&#39;etere, prima del collasso.&#xA;&#xA;&#34;Lety&#34; e &#34;Giulio&#34;, spero di non aver detto troppo, e spero che sia a te sia a te non dispiaccia se, non avendo altro, ti e ti dedico questo pezzo.&#xA;&#xA;Balletto finocchio di Apollo e Bacco&#xA;&#xA;7 settembre 2026, 23:01&#xA;&#xA;Lety mi ricorda dove stiamo andando:&#xA;a ramengo, e lo sapevo da un sacco -&#xA;da quando, non dico, mi tagliavo&#xA;però mi pestavo, viscido, marcendo.&#xA;&#xA;Giulio mi scuote, mi sveglia,&#xA;mi energizza, mi dice sincero&#xA;&#34;creativo&#34;&#xA;e io non so se illudermi&#xA;se sono ancora in tempo&#xA;per farvi tutt* ridere.&#xA;&#xA;Non so se posso crederci&#xA;o è una malattia&#xA;se è tutto un grande inganno&#xA;o resta dello spazio&#xA;per un grammo di utopia.&#xA;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>In queste settimane appiccicose di fine estate, mi sono fatto piovere addosso una valanga relazionale. È successo che con due persone è accelerata vertiginosamente la costruzione di confidenza, in modi antipodici e speculari. Lui lo ho conosciuto un anno fa, mentre era incasinato, e ho battuto il ferro per tenerlo caldo, finché ora, effettivamente, ha trovato disponibilità anche per me. Lei me l&#39;ha presentata di sfuggita una conoscenza comune e l&#39;avevo derubricata ad “amica di...”, ma dopo parecchi mesi si è fatta sentire di sua iniziativa e mi ha braccato il giusto per accalappiarmi; non mi capita quasi mai, e già questo stimola.
Con Lui sto parlando un sacco di pedagogia ed estetica, con Lei di etica e della fine del mondo (sì sto facendo una smaccata réclame occulta alla bella rivista di fumetti <a href="https://ilmanifesto.it/la-fine-del-mondo" rel="nofollow">«La fine del mondo»</a>); con ambedue di scopate sadomasochiste e di costruzioni sociali dissidenti.
Mentre scrivo, sono appena tornato da uno spettacolo teatrale di Lui, e sulla via di casa ho ascoltato <a href="https://bullbrigade.bandcamp.com/album/perch-non-si-sa-mai" rel="nofollow">il nuovo album dei Bull Brigade</a> e l&#39;ho consigliato, con buon riscontro, pure a Lei; domani beccherò Lei per apericena vegano (sì sì lo so, “Milano c&#39;ha la carota in ano”), invece Lui mi farà sapere che ne pensa del bigliettino di compleanno che gli ho recapitato in ritardo.
Non avevo voglia di infilarmi in casa a ciondolare invano come uno scapolo medio, quindi ho girato per il mio isolato e sono rimasto apposta appeso alla recinzione della stazione, per guardare l&#39;ultimo treno notturno transitare orrendamente lento. Alla fin fine, cena con yogurt di soia bianco cosparso di marmellata al limone; Lei stuzzicherebbe la mia paura di essere un cliché ambulante e direbbe che sì, è stereotipico, quanto ascoltare i Brigade e guardare <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/L%27odio" rel="nofollow"><em>L&#39;odio</em></a>. Lui invece spero sia rincasato, dal suo rientro spericolato in bici.</p>

<p>E in aggiunta a tutto questo, a questa mia serata media da cretinodicrescenzago, ho pure composto una poesia su Lui e Lei. La pubblico qui con i loro nomi sostituiti da pseudonimi metricamente equivalenti, perché se ambedue hanno ragione, non voglio il rimpianto di non aver cantato nell&#39;etere, prima del collasso.</p>

<p>“Lety” e “Giulio”, spero di non aver detto troppo, e spero che sia a te sia a te non dispiaccia se, non avendo altro, ti e ti dedico questo pezzo.</p>

<h2 id="balletto-finocchio-di-apollo-e-bacco">Balletto finocchio di Apollo e Bacco</h2>

<p>7 settembre 2026, 23:01</p>

<p>Lety mi ricorda dove stiamo andando:
a ramengo, e lo sapevo da un sacco -
– da quando, non dico, mi tagliavo
però mi pestavo, viscido, marcendo.</p>

<p>Giulio mi scuote, mi sveglia,
mi energizza, mi dice sincero
“creativo”
e io non so se illudermi
se sono ancora in tempo
per farvi tutt* ridere.</p>

<p>Non so se posso crederci
o è una malattia
se è tutto un grande inganno
o resta dello spazio
per un grammo di utopia.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://log.livellosegreto.it/cretinodicrescenzago/prima-poesia-dei-miei-31-anni</guid>
      <pubDate>Mon, 07 Sep 2026 22:16:33 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>In difesa di Autistici/Inventati, e una chiamata all&#39;azione</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/cretinodicrescenzago/in-difesa-di-autistici-inventati-e-una-chiamata-allazione</link>
      <description>&lt;![CDATA[Scrivo questo articolo fresco da un mese di vacanze, in cui mi ero concesso di prendere le cose con calma, godermi le persone care, ponderare bene i miei impegni e decidere di staccare da quelli più stressanti che gratificanti, così da recuperare del sano tempo di gioco e scopat- ehm, godimento estetico.&#xA;&#xA;Ma i tempi della Storia raramente ci lasciano fiato.&#xA;&#xA;Perché il 26 agosto il governo statunitense ha classificato come organizzazione terroristica il collettivo italiano Autistici/Inventati, e ci ha scatenato contro una grandine di sanzioni economiche, atte a renderlo insostenibile e farlo collassare su sé stesso: la famosa tattica di primo assalto letale tanto cara alla dottrina del Pentagono, ed efficace solo contro bersagli piccoli, fragili e mal strutturati come l&#39;Iraq baathista della I Guerra del Golfo o il regime personalistico di Maduro in Venezuela.&#xA;Ma che ha fatto A/I di criminoso, agli occhi della cricca MAGA? &#xA;In buona sostanza, delitti affini a quelli della relatrice ONU Francesca Albanese, che nell&#39;ultimo anno è stata bersagliata da sanzioni discretamente simili: aver tenuto posizione contro la marea nera neofascista. &#xA;&#xA;Facciamo un passo indietro. A/I nasce dal movimento No Global degli anni Novanta, quel momento di alta marea in cui speravamo di poter arrestare e invertire il cammino inarrestabile della Storia verso un mondo dominato dalle multinazionali e inquinato da far schifo, e credevamo che anche Internet potesse diventare uno strumento di liberazione: un mezzo di comunicazione accessibile, democratico e autogestito. Trenta e rotti anni fa, in Italia crescevano come funghi i progetti di attivismo hacker, e la fusione osmotica fra il collettivo milanese degli Autistici (sic) e quello fiorentino degli Inventati (sic) ha dato alla luce proprio A/I, il cui battesimo del fuoco venne a luglio 2001: tante persone del gruppo neonato erano a Genova durante il G8, per gestire l&#39;ufficio stampa, anzi no, il centro media del Genoa Social Forum, e furono in prima linea nella grande opera di giornalismo popolare che ha ricostruito le violenze di quei giorni e bucato la propaganda della stampa ufficiale, quella che oscillava allegramente fra le &#34;orde di manifestanti facinorosi&#34; sobillate dal Social Forum, e le fantomatiche &#34;cellule di infiltrati in mezzo alla gente perbene&#34;. &#xA;&#xA;Da allora è passato un quarto di secolo e lu compagnu di A/I hanno messo su qualcosa di clamoroso: un&#39;infrastruttura informatica finanziata unicamente con donazioni e lavoro volontario, costruita su software libero in costante rifinitura e aggiornamento, e messa a disposizione di qualunque realtà nel mondo si riconosca nei principi di &#34;antifascismo, antirazzismo, antisessismo, antiomofobia, antitransfobia, antimilitarismo e non commercialità&#34; (cito), così che tali realtà possano abitare il ciberspazio in modo, appunto, accessibile, democratico e autogestito... e soprattutto, il più possibile blindato contro le talpe e le ispezioni della forza pubblica, perché sappiamo benissimo che, quando le autorità si muovono contro un progetto antifascita/antirazzista/antisessista/antiqeerfobico/antimilitarista, probabilmente quelle autorità hanno la coscienza sporca e il portafogli pieno di mazzette.&#xA;È grazie ad A/I se esiste un portale di coordinamento della campagna Free All Antifas, a supporto dell compagn accusat di scontri coi neonazisti ungheresi nel febbraio &#39;23, fra cui Ilaria Salis è scampata alla galera grazie a un miracolo elettorale, ma Maja Worach è stata estradata illegalmente e sbattuta a marcire fra gli scarafaggi (e adesso è tassativo mobilitarci per salvare Gino e Zaid); è tramite A/I che la compagna siculopiemontese Filomena &#34;Filo&#34; Sottile ci racconta dei suoi lavori meravigliosi di scrittura e teatro, con cui porta dritto nei nostri cuoricini quel nesso magico quasi tolkieniano che corre fra gli assalti ai cantieri della TAV e il furto dei farmaci ormonali per persone transgenere; è tramite A/I che la Rete Sotterranea Transfemminista raccoglie su scala nazionale articolate testimonianze di misoginia e queerfobia entro progetti che, evidentemente, sono &#34;progressisti&#34; a targhe alterne e guardano con favore, piuttosto, ora l&#39;inciucio elettorale coi progetti centristi patinati, ora il machismo sanguinario dell&#39;URSS stalinista.&#xA;&#xA;E questo lavoro risulta tanto più fondamentale oggi, dopo 10 se non 15 anni di rimbambimento generale, in cui tropp di noi hanno totalmente disimparato cosa fosse l&#39;Internet dei piccoli siti e dei ritmi umani, e si sono fatt infinocchiare dal miraggio di cambiare il mondo infiltrandosi nei social media delle grandi corporazioni, in un Internet ipnotico fatto apposta per succhiarci via la privacy, i dati personali e la salute mentale stessa.&#xA;&#xA;Il regime trumpista negli USA ha già avviato da quasi un anno una campagna di criminalizzazione dei movimenti antifascisti, complementare alla pioggia di verdoni sui gruppi neo-hitleriani e neo-mussoliniani, e più che gradita agli amici putiniani con cui si gioca alle guerre per procura senza fine (un po&#39; di Sudamerica a Washington, un po&#39; di Sahel a Mosca, e siamo tutti felici); cecchinare in testa A/I è un altro tassello di questo progetto, perché vuol dire distruggere un angolo di ciberspazio creato da compagn per compagn, una piattaforma che dà la parola sia a un progetto secchione cileno di filosofia neo-marxista sia a un sito polacco che credo parli di geografia economica ed ecologia... oltreché, per quanto ne so io, a compagnu in Russia e Bielorussia che usano e-mail altamente cifrate per organizzare gli attentati incendiari contro fabbriche di munizioni e ferrovie militari, in modo da inceppare almeno un pochino la macchina bellica di regime e assistere oltreconfine lu loro compagnu in Ucraina.&#xA;&#xA;Eh ebbene sì, lo ho detto. Su su, non scandalizzatevi. &#xA;È inutile andare ogni 25 Aprile a omaggiare le lapidi dei bisnonni partigiani che hanno vinto per noi la guerra civile del &#39;43-&#39;45, ma poi fare finta che oggi, magicamente, non sia più necessario resistere con la forza e la violenza alle angherie dei potenti. O al più che sia necessario unicamente dove lo decidete voi, ed è tanto più accettabile quanto più è lontano da casa vostra. &#xA;Non sarò io a dirvi che dovete assumervi personalmente il rischio di vestire i panni di Robin Hood o Luke Skywalker o Guglielmo Tell, e rischiare la pellaccia sulle barricate; sarò io a dirvi, però, che dietro ogni eroe rivoluzionario c&#39;è una comunità intera che prende posizione e si ribella, anche disarmata, e anche con l&#39;agire quotidiano. Lo sapevano bene i bisnonni partigiani, che hanno vinto la guerra civile anche grazie a chi li nascondeva nei pagliai e rifocillava di nascosto con pane e formaggio, e per questo ha pure subito stragi di rappresaglia da parte del regime. &#xA;&#xA;Dopo quei giorni a Genova nel luglio 2001, in cui Carlo Giuliani morì in uno scontro con le autorità (autorità che si affrettarono seduta stante a inquinare le prove, alla faccia delle &#34;regole di ingaggio pienamente rispettate&#34;), è stato dipinto un murales dedicato a Giuliani, recante una massima di José Miguel Beñarán Ordeñana, nome di battaglia &#34;Argala&#34;, uno dei responsabili della famosa Operazione Orco: l&#39;attentato dinamitardo che uccise il successore designato di Francisco Franco e agevolò il crollo della dittatura fascista in Spagna. Non so dirvi se quello specifico aforisma fosse davvero un motto personale di Carlo, ma, a quanto pare, è coerente con come lo ricorda chi lo conosceva:&#xA;&#xA;  «Ognuno di noi deve dare qualcosa, per per fare in modo che alcuni non siano costretti a dare tutto.»&#xA;&#xA;Persone che mi leggete, la guerra non è laggiù in Donbass, in Cisgiordania, nel Minnesota, o in qualche foresta del Bengala Occidentale. La guerra è globale, è nelle vostre case, ed è guerra fra tutti i popoli della Terra e i tiranni che vogliono spappolarci.&#xA;Distruggere Autistici/Inventati vuol dire distruggere un pezzo di comunicazione libera, indipendente e responsabile di sé stessa, e spingerci un altro po&#39; nel ciberspazio-galera; difendere Autistici/Inventati, e riprodurre il loro lavoro a casa nostra, vuol dire nascondere in casa una partigiana dalle scarpe rotte che tira il fiato nella notte.&#xA;&#xA;Vuol dire dare il vostro pezzetto, per non obbligare quella partigiana a dare tutto.&#xA;&#xA;Non sappiamo come finirà questa storia, considerando che A/I si sta ancora riprendendo da un attacco hacker di sabotaggio apertamente firmato dai MAGA e, a quanto ne sappiamo, potenzialmente commissionato dalla polizia politica trumpista. Sappiamo che l compagn di Sabot Media hanno delineato in aiuto di A/I un&#39;analisi della situazione, con tanto di primi spunti su come organizzarsi nell&#39;arco di questo mese. &#xA;&#xA;Sappiamo, so, che non vinceremo, se non ci schieriamo tutt con serietà e disciplina, ciascuna persona nel suo modo, facendo il suo pezzetto.&#xA;&#xA;Come tentammo di fare a Genova, in quei giorni di Luglio. &#xA;Come tenteremo di fare oggi, con immutata rabbia e amore nel pugno.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Scrivo questo articolo fresco da un mese di vacanze, in cui mi ero concesso di prendere le cose con calma, godermi le persone care, ponderare bene i miei impegni e decidere di staccare da quelli più stressanti che gratificanti, così da recuperare del sano tempo di gioco e scopat- ehm, godimento estetico.</p>

<p>Ma i tempi della Storia raramente ci lasciano fiato.</p>

<p>Perché il 26 agosto il governo statunitense ha classificato come organizzazione terroristica il collettivo italiano <a href="https://www.inventati.org/" rel="nofollow">Autistici/Inventati</a>, e ci ha scatenato contro una grandine di sanzioni economiche, atte a renderlo insostenibile e farlo collassare su sé stesso: la famosa tattica di primo assalto letale tanto cara alla dottrina del Pentagono, ed efficace solo contro bersagli piccoli, fragili e mal strutturati come l&#39;Iraq baathista della I Guerra del Golfo o il regime personalistico di Maduro in Venezuela.
Ma che ha fatto A/I di criminoso, agli occhi della cricca MAGA?
In buona sostanza, delitti affini a quelli della relatrice ONU Francesca Albanese, che nell&#39;ultimo anno è stata bersagliata da sanzioni discretamente simili: aver tenuto posizione contro la marea nera neofascista.</p>

<p>Facciamo un passo indietro. A/I nasce dal movimento No Global degli anni Novanta, quel momento di alta marea in cui speravamo di poter arrestare e invertire il cammino inarrestabile della Storia verso un mondo dominato dalle multinazionali e inquinato da far schifo, e credevamo che anche Internet potesse diventare uno strumento di liberazione: un mezzo di comunicazione accessibile, democratico e autogestito. Trenta e rotti anni fa, in Italia crescevano come funghi i progetti di attivismo hacker, e la fusione osmotica fra il collettivo milanese degli Autistici (sic) e quello fiorentino degli Inventati (sic) ha dato alla luce proprio A/I, il cui battesimo del fuoco venne a luglio 2001: tante persone del gruppo neonato erano a Genova durante il G8, per gestire l&#39;ufficio stampa, anzi no, il centro media del Genoa Social Forum, e furono in prima linea nella grande opera di giornalismo popolare che ha ricostruito le violenze di quei giorni e bucato la propaganda della stampa ufficiale, quella che oscillava allegramente fra le “orde di manifestanti facinorosi” sobillate dal Social Forum, e le fantomatiche “cellule di infiltrati in mezzo alla gente perbene”.</p>

<p>Da allora è passato un quarto di secolo e lu compagnu di A/I hanno messo su qualcosa di clamoroso: un&#39;infrastruttura informatica finanziata unicamente con donazioni e lavoro volontario, costruita su software libero in costante rifinitura e aggiornamento, e messa a disposizione di qualunque realtà nel mondo si riconosca nei principi di “antifascismo, antirazzismo, antisessismo, antiomofobia, antitransfobia, antimilitarismo e non commercialità” (<a href="https://www.inventati.org/who/policy" rel="nofollow">cito</a>), così che tali realtà possano abitare il ciberspazio in modo, appunto, accessibile, democratico e autogestito... e soprattutto, il più possibile blindato contro le talpe e le ispezioni della forza pubblica, perché sappiamo benissimo che, quando le autorità si muovono contro un progetto antifascita/antirazzista/antisessista/antiqeerfobico/antimilitarista, probabilmente quelle autorità hanno la coscienza sporca e il portafogli pieno di mazzette.
È grazie ad A/I se esiste un portale di coordinamento della campagna <a href="https://freeallantifas.noblogs.org/" rel="nofollow">Free All Antifas</a>, a supporto dell* compagn* accusat* di scontri coi neonazisti ungheresi nel febbraio &#39;23, fra cui Ilaria Salis è scampata alla galera grazie a un miracolo elettorale, ma Maja Worach è stata estradata illegalmente e sbattuta a marcire fra gli scarafaggi (e adesso è tassativo mobilitarci per salvare Gino e Zaid); è tramite A/I che la compagna siculopiemontese <a href="https://filosottile.noblogs.org/" rel="nofollow">Filomena “Filo” Sottile</a> ci racconta dei suoi lavori meravigliosi di scrittura e teatro, con cui porta dritto nei nostri cuoricini quel nesso magico quasi tolkieniano che corre fra gli assalti ai cantieri della TAV e il furto dei farmaci ormonali per persone transgenere; è tramite A/I che la <a href="https://rest25.noblogs.org/" rel="nofollow">Rete Sotterranea Transfemminista</a> raccoglie su scala nazionale articolate testimonianze di misoginia e queerfobia entro progetti che, evidentemente, sono “progressisti” a targhe alterne e guardano con favore, piuttosto, ora l&#39;inciucio elettorale coi progetti centristi patinati, ora il machismo sanguinario dell&#39;URSS stalinista.</p>

<p>E questo lavoro risulta tanto più fondamentale oggi, dopo 10 se non 15 anni di rimbambimento generale, in cui tropp* di noi hanno totalmente disimparato cosa fosse l&#39;Internet dei piccoli siti e dei ritmi umani, e si sono fatt* infinocchiare dal miraggio di cambiare il mondo infiltrandosi nei social media delle grandi corporazioni, in un Internet ipnotico fatto apposta per succhiarci via la privacy, i dati personali e la salute mentale stessa.</p>

<p>Il regime trumpista negli USA ha già avviato da quasi un anno <a href="https://www.whitehouse.gov/presidential-actions/2025/09/designating-antifa-as-a-domestic-terrorist-organization/" rel="nofollow">una campagna di criminalizzazione dei movimenti antifascisti</a>, complementare alla <a href="https://globalextremism.org/post/sarah-rogers/" rel="nofollow">pioggia di verdoni sui gruppi neo-hitleriani e neo-mussoliniani</a>, e più che gradita agli amici putiniani con cui si gioca alle guerre per procura senza fine (un po&#39; di Sudamerica a Washington, un po&#39; di Sahel a Mosca, e siamo tutti felici); cecchinare in testa A/I è un altro tassello di questo progetto, perché vuol dire distruggere un angolo di ciberspazio creato da compagn* per compagn*, una piattaforma che dà la parola sia a un <a href="https://necplusultra.noblogs.org/" rel="nofollow">progetto secchione cileno di filosofia neo-marxista</a> sia a <a href="https://centrumdanychbb.noblogs.org/2026/06/22/prawdziwy-koszt-elektroniki/" rel="nofollow">un sito polacco che <em>credo</em> parli di geografia economica ed ecologia</a>... oltreché, per quanto ne so io, a compagnu in Russia e Bielorussia che usano e-mail altamente cifrate per organizzare gli attentati incendiari contro fabbriche di munizioni e ferrovie militari, in modo da inceppare almeno un pochino la macchina bellica di regime e assistere oltreconfine lu loro compagnu in Ucraina.</p>

<p>Eh ebbene sì, lo ho detto. Su su, non scandalizzatevi.
È inutile andare ogni 25 Aprile a omaggiare le lapidi dei bisnonni partigiani che hanno vinto per noi la guerra civile del &#39;43-&#39;45, ma poi fare finta che oggi, magicamente, non sia più necessario resistere con la forza e la violenza alle angherie dei potenti. O al più che sia necessario unicamente dove lo decidete voi, ed è tanto più accettabile quanto più è lontano da casa vostra.
Non sarò io a dirvi che <strong>dovete</strong> assumervi personalmente il rischio di vestire i panni di Robin Hood o Luke Skywalker o Guglielmo Tell, e rischiare la pellaccia sulle barricate; sarò io a dirvi, però, che dietro ogni eroe rivoluzionario c&#39;è una comunità intera che prende posizione e si ribella, anche disarmata, e anche con l&#39;agire quotidiano. Lo sapevano bene i bisnonni partigiani, che hanno vinto la guerra civile anche grazie a chi li nascondeva nei pagliai e rifocillava di nascosto con pane e formaggio, e per questo ha pure subito stragi di rappresaglia da parte del regime.</p>

<p>Dopo quei giorni a Genova nel luglio 2001, in cui Carlo Giuliani morì in uno scontro con le autorità (autorità che si affrettarono seduta stante a inquinare le prove, alla faccia delle “regole di ingaggio pienamente rispettate”), è stato dipinto <a href="https://ilglocale.wordpress.com/wp-content/uploads/2011/07/a-carlo.jpg" rel="nofollow">un murales dedicato a Giuliani</a>, recante una massima di José Miguel Beñarán Ordeñana, nome di battaglia “Argala”, uno dei responsabili della famosa <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Uccisione_di_Luis_Carrero_Blanco" rel="nofollow">Operazione Orco</a>: l&#39;attentato dinamitardo che uccise il successore designato di Francisco Franco e agevolò il crollo della dittatura fascista in Spagna. Non so dirvi se quello specifico aforisma fosse davvero un motto personale di Carlo, ma, a quanto pare, è coerente con come lo ricorda chi lo conosceva:</p>

<blockquote><p>«Ognuno di noi deve dare qualcosa, per per fare in modo che alcuni non siano costretti a dare tutto.»</p></blockquote>

<p>Persone che mi leggete, la guerra non è laggiù in Donbass, in Cisgiordania, nel Minnesota, o in qualche foresta del Bengala Occidentale. La guerra è globale, è nelle vostre case, ed è guerra fra tutti i popoli della Terra e i tiranni che vogliono spappolarci.
Distruggere Autistici/Inventati vuol dire distruggere un pezzo di comunicazione libera, indipendente e responsabile di sé stessa, e spingerci un altro po&#39; nel ciberspazio-galera; difendere Autistici/Inventati, e riprodurre il loro lavoro a casa nostra, vuol dire nascondere in casa una partigiana dalle scarpe rotte che tira il fiato nella notte.</p>

<p>Vuol dire dare il vostro pezzetto, per non obbligare quella partigiana a dare tutto.</p>

<p>Non sappiamo come finirà questa storia, considerando che A/I si sta ancora riprendendo da un attacco hacker di sabotaggio apertamente firmato dai MAGA e, a quanto ne sappiamo, potenzialmente <strong>commissionato</strong> dalla polizia politica trumpista. Sappiamo che l* compagn* di Sabot Media hanno delineato in aiuto di A/I <a href="https://sabotmedia.noblogs.org/the-server-called-paranoia-defend-autistici-inventati-before-september-25/" rel="nofollow">un&#39;analisi della situazione</a>, con tanto di primi spunti su come organizzarsi nell&#39;arco di questo mese.</p>

<p>Sappiamo, so, che non vinceremo, se non ci schieriamo tutt* con serietà e disciplina, ciascuna persona nel suo modo, facendo il suo pezzetto.</p>

<p>Come tentammo di fare a Genova, in quei giorni di Luglio.
Come tenteremo di fare oggi, con immutata rabbia e amore nel pugno.</p>
]]></content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 28 Aug 2026 23:22:27 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Crescere erbacce, custodire la fiamma, avvampare l&#39;incendio</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/cretinodicrescenzago/crescere-erbacce-custodire-la-fiamma-avvampare-lincendio</link>
      <description>&lt;![CDATA[  Questo pezzo è particolarmente dedicato a M. e G. (e alla loro prole), che mi hanno invitato con loro alla conferenza di presentazione di Nessun Rimorso Reloaded. Vi ringrazio gente, perché è in piccole situazioni tranquille così che si impara e ci si porta poi dietro, in quelle tese, cosa vuol dire partire e tornare assieme.&#xA;&#xA;Sono passati 25 anni dai giorni del G8 di Genova in cui, per la prima volta nel XXI secolo, il blocco atlantico ha spezzato una mobilitazione popolare con pieno sfoggio di tutto il suo arsenale ultratecnologico e primordialmente sanguinario; fra chi, quel giorno, c&#39;era e ha perso, ancora cinque lustri dopo, persistono certi soloni affranti di lacrime di coccodrillo, intenti a distribuire patentini per decretare chi ha giocato pulito e chi ha rovinato tutto, o viceversa chi era lì solo a passeggiare le passerelle e chi invece era maschiamente disposto a usare a ogni mezzo necessario. Soloni, al maschile, e, poco sorprendentemente, col culone al caldo sullo scranno dell&#39;intervista con la stampa mainstream, o della scrivania segreta da cui dispensare controinformazione.&#xA;&#xA;Sarà che i soloni mi hanno già rotto le scatole con le loro salmodie susseguite agli sgomberi del Leoncavallo e dell&#39;Askatasuna; sarà che, seppur maschio, sono abbastanza frocio e matto da sentire di avere molto più da spartire con altrx compagnx frocix e mattx; sarà che sono almento cinque anni, da quando ho rimesso assieme i fatti del luglio 2001, che mi sale il groppo alla gola ogni volta che passo per Genova con il treno verso la Toscana, nella mia vacanza annuale con le amicizie toscane. Sarà quel che vi pare, ma io non ci sto a lasciare la memoria della generazione No Global a capetti e pap(p)oni che vivono come vampiri rimuginando meriti svaporati e forse nemmeno propri in partenza, capetti e pap(p)oni affatto diversi dai vampiri che si arroccano e infeudano nell&#39;accademia dello Stato e del padronato.&#xA;&#xA;Il 19 luglio, al corteo nazionale in ricordo del G8, io c&#39;ero; sono arrivato a Genova con altru compagnu milanesi provenienti da varie frange e settori, ho incrociato con ammirazione delegazioni di altre città (ivi compresa la mia amata ex-GKN), ho sfilato col cuore in gola sotto le scuole Diaz e lungo via Tolemaide fino a piazza De Ferrari... ho pregato sul cippo per Carlo Giuliani in piazza Alimonda e vi ho lasciato sopra un dado a sei facce poggiato sul 6, un dado a sei facce che mi ero ritrovato in tasca per caso mesi e mesi fa e ora, a suo modo, là nel lugo più sacro di Genova, ora rappresenta il cifrario &#34;161&#34; dell&#39;espressione &#34;Anti-Faschistische Aktion&#34;, lo stesso cifrario che appare pure nel CAP del mio quartiere. &#xA;&#xA;Ora quel groppo alla mia gola è diventato un passaggio del testimone, quel &#34;fuoco d&#39;amore che avampa nel cuore di chi porta avanti la lotta&#34;, un fuoco che ci sta motivando a migliaia, ora che lo Stato ha ammazzato il facchino Abderrahim Fakir e in suo nome, forse, finalmente, riusciremo a ravvivare la grande marea già smossa lo scorso anno dagli scioperi generali per Gaza.&#xA;&#xA;  Deviazione velocissima: PORCODDUE, quell&#39;uomo si chiamava Abderrhaim di nome proprio e Fakir di cognome. Smettetela di fare finta di non capirlo e scrivere gli striscioni a cazzo, con il solo cognome &#34;Fakir&#34; o con &#34;Fakir Abderrahjm&#34; (la lettera j piazzata così non significa un cazzo, PORCODDUE), solo perché siete troppo razzist dentro per scomodarvi a imparare l&#39;onomastica arabofona. Merde opportuniste.&#xA;&#xA;Io non ci sto, a lasciar fare chi vuole intestarsi il No Global come un successo personale che è andato irrimedabilmente perduto, sempre per colpa d&#39;altri. Non ci sto al disfattismo frignone di chi afferma che dopo Genova sia andato tutto perduto. Se a ventisei anni mi sono dato una svegliata e ho preso posizione, è perché dopo Genova ci sono state le mobilitazioni contro la guerra e per i beni comuni, l&#39;Onda Anomala e Occupy Wall Street, e sì, certamente, la fase di stanca precedente alla mazzata della quarantena pandemica, ma ora la Guerra Globale è qui e dobbiamo combatterla nell&#39;ottica di vincere; dobbiamo mettere in campo tutto ciò che hanno elaborato i sindacati della logistica e le cooperative agricole e manifatturiere, le lotte indigene dal Chiapas all&#39;Amazzonia fino al Kurdistan, le collettive di autodifesa separata per genere e di mutuo-aiuto finocchio e disabile, e chi più ne trova più ne metta graziemille. &#xA;Perché il patrimonio di pratiche e risorse c&#39;è, è plurisecolare e multilingue e in costante aggiornamento da Minneapolis a Mosca; serve il coraggio di prenderlo e applicarlo, nella diversità di tecniche e nella cooperazione reciproca fra classi oppresse. Il coraggio che ebbe chi, in via Tolemaide, osò resistere e respingere gli scherani del padronato, ivi compreso quel compagno di nome Carlo.&#xA;&#xA;Ed eccovi, quindi, una mia poesia da leggere alle vostre proli, &#34;a scuola e nei racconti che disegnano le sere&#34;.&#xA;&#xA;Notte prima del pellegrinaggio&#xA;18 luglio 2026, 22:44&#xA;&#xA;È puerile, ne sono certo,&#xA;ammantare di eroismo e mito&#xA;città, persone, eventi di lutto&#xA;ma non è forse il puerile, il sogno fanciullesco,&#xA;la parte più bella, più onesta&#xA;di quella strana bestia&#xA;ch&#39;è la creatura umana?&#xA;&#xA;Per cui, va bene,&#xA;ben vengano i miti e gli eroi&#xA;Genova repubblicana in rivolta&#xA;e l&#39;odio per la mattanza digotta&#xA;e cosa importa,&#xA;se il mito fosse troppo bello, &#xA;troppo largo?&#xA;&#xA;Eroi, lo diventiamo&#xA;nel ricordo di Carlo.&#xA;&#xA;==========&#xA;&#xA;... siete ancora qui?&#xA;&#xA;Oh sono contento, perché c&#39;è il seguito. Ne ho scritta un&#39;altra il giorno dopo l&#39;anniversario, grazie a delle bellissime chiacchiere con una compagna tolkienista come me, per rispondere alla pervicace ostinatezza dei neofascisti nostrani a rivendicarsi come cosa propria il Legendarium della Terra di Mezzo; l&#39;ho scritta proprio ora, perché non ero mai stato prima a Genova, e appena sono entrato nel centro storico è montata potente la sensazione di trovarmi in una Minas Tirith costiera, e ho constatano quanto fosse esteticamente molto appropriato che l&#39;ultima battaglia campale della scorsa guerra si sia combattuta proprio lì, e che noi orde di orchetti lanciati all&#39;assedio siamo stati macellati dalle legioni gondoriane già schierate in vantaggiosissima posizione difensiva (sì potremmo parlare per ore della possibile metaforizzazione degli orchetti tolkieniani come classi operaie sobillate contro l&#39;ordine costituito dall&#39;ingannatore Sauron/Lenin, ma non adesso).&#xA;Sia per le suggestioni tolkieniane sia per certe scelti lessicali della prossima poesia, tanti tanti ringraziamenti vanno a Filomena &#34;Filo&#34; Sottile, che da due anni è e resta una delle mie letterate viventi preferite, oltreché (o forse proprio per questo) una compagna (tolkienista) dalla schiena drittissima e dalla sensibilità rara. &#xA;&#xA;Sicuramente io non sono una punkastorie alla maniera di Filo, ma credo stia entrando tanto del suo modello, in come scrivo molte delle mie &#34;cantate cretine&#34;, e la prossima non fa eccezione. Fa così:&#xA;&#xA;Fanculo a Evola&#xA;20 luglio 2026, 00:15&#xA;&#xA;I signori padroni e i loro leccapiedi&#xA;quelli con le penne, e quelli coi bastoni,&#xA;lo sappiamo, posseggono la scuola&#xA;e scrivono la storia&#xA;con libroni ponderosi e le sprangate sopra i denti&#xA;pertanto è evidente&#xA;(siamo noi* scemetti)&#xA;che il mondo gira attorno al soldo&#xA;alla decenza e al rispetto fra ineguali...&#xA;è un ordine insindacabile, ma certo!&#xA;e non lo sradichi con grida&#xA;sediziose, vandalismi,&#xA;o un sindacato inetto.&#xA;L&#39;Ordine civico è quercia,&#xA;è faggio, è palissandro.&#xA;&#xA;E sapete quanto me ne frega,&#xA;in casetta o dentro al raggio&#xA;di un albero infestante e&#xA;francamente&#xA;purulento di marcescenze,&#xA;il vostro senso del dominio?&#xA;Non so se riuscirò,&#xA;io,&#xA;a vedervelo bruciare&#xA;(ma magari!)&#xA;so però dove li trovo&#xA;i miei arbusti civici:&#xA;in cella, in viuzza,&#xA;al circolino,&#xA;nello spazio occupato,&#xA;sotto ogni targa, sopra ciascun cippo&#xA;in via Zamenhof, in via Pinelli&#xA;sul Lungarno, nella Vanchiglia,&#xA;in un lontano villaggio in Siria&#xA;e quaggiù sul Tirreno&#xA;il cippo sullo spiazzo&#xA;dedicato a un compagno eversivo&#xA;ragazzo.&#xA;&#xA;A voi padroni e lacché&#xA;le radici marce vegliarde&#xA;dei tronchi un po&#39; fallici&#xA;a noi, che fischiamo il vento,&#xA;le radici rosse profonde&#xA;di povere dolci piante&#xA;che vi spaccano il cemento.&#xA;&#xA;==========&#xA;&#xA;Ehmbeh, siete ancora qui? &#xA;Dài, andiamo a spaccare assieme il cemento.&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Questo pezzo è particolarmente dedicato a M. e G. (e alla loro prole), che mi hanno invitato con loro alla conferenza di presentazione di <a href="https://www.supportolegale.org/2026/nessun-rimorso-reloaded/" rel="nofollow"><em>Nessun Rimorso Reloaded</em></a>. Vi ringrazio gente, perché è in piccole situazioni tranquille così che si impara e ci si porta poi dietro, in quelle tese, cosa vuol dire partire e tornare assieme.</p></blockquote>

<p>Sono passati 25 anni dai giorni del G8 di Genova in cui, per la prima volta nel XXI secolo, il blocco atlantico ha spezzato una mobilitazione popolare con pieno sfoggio di tutto il suo arsenale ultratecnologico e primordialmente sanguinario; fra chi, quel giorno, c&#39;era e ha perso, ancora cinque lustri dopo, persistono certi soloni affranti di lacrime di coccodrillo, intenti a distribuire patentini per decretare chi ha giocato pulito e chi ha rovinato tutto, o viceversa chi era lì solo a passeggiare le passerelle e chi invece era maschiamente disposto a usare a ogni mezzo necessario. Soloni, al maschile, e, poco sorprendentemente, col culone al caldo sullo scranno dell&#39;intervista con la stampa mainstream, o della scrivania segreta da cui dispensare controinformazione.</p>

<p>Sarà che i soloni mi hanno già rotto le scatole con le loro salmodie susseguite agli sgomberi del Leoncavallo e dell&#39;Askatasuna; sarà che, seppur maschio, sono abbastanza frocio e matto da sentire di avere molto più da spartire con altrx compagnx frocix e mattx; sarà che sono almento cinque anni, da quando ho rimesso assieme i fatti del luglio 2001, che mi sale il groppo alla gola ogni volta che passo per Genova con il treno verso la Toscana, nella mia vacanza annuale con le amicizie toscane. Sarà quel che vi pare, ma io non ci sto a lasciare la memoria della generazione No Global a capetti e pap(p)oni che vivono come vampiri rimuginando meriti svaporati e forse nemmeno propri in partenza, capetti e pap(p)oni affatto diversi dai vampiri che si arroccano e infeudano nell&#39;accademia dello Stato e del padronato.</p>

<p>Il 19 luglio, al corteo nazionale in ricordo del G8, io c&#39;ero; sono arrivato a Genova con altru compagnu milanesi provenienti da varie frange e settori, ho incrociato con ammirazione delegazioni di altre città (ivi compresa la mia amata ex-GKN), ho sfilato col cuore in gola sotto le scuole Diaz e lungo via Tolemaide fino a piazza De Ferrari... ho pregato sul cippo per Carlo Giuliani in piazza Alimonda e vi ho lasciato sopra un dado a sei facce poggiato sul 6, un dado a sei facce che mi ero ritrovato in tasca per caso mesi e mesi fa e ora, a suo modo, là nel lugo più sacro di Genova, ora rappresenta il cifrario “161” dell&#39;espressione “<strong>A</strong>nti-<strong>F</strong>aschistische <strong>A</strong>ktion”, lo stesso cifrario che appare pure nel CAP del mio quartiere.</p>

<p>Ora quel groppo alla mia gola è diventato un passaggio del testimone, quel “fuoco d&#39;amore che avampa nel cuore di chi porta avanti la lotta”, un fuoco che ci sta motivando a migliaia, ora che lo Stato ha ammazzato il facchino Abderrahim Fakir e in suo nome, forse, finalmente, riusciremo a ravvivare la grande marea già smossa lo scorso anno dagli scioperi generali per Gaza.</p>

<blockquote><p>Deviazione velocissima: PORCODDUE, quell&#39;uomo si chiamava Abderrhaim di nome proprio e Fakir di cognome. Smettetela di fare finta di non capirlo e scrivere gli striscioni a cazzo, con il solo cognome “Fakir” o con “Fakir Abderrahjm” (la lettera j piazzata così non significa un cazzo, PORCODDUE), solo perché siete troppo razzist* dentro per scomodarvi a imparare l&#39;onomastica arabofona. Merde opportuniste.</p></blockquote>

<p>Io non ci sto, a lasciar fare chi vuole intestarsi il No Global come un successo personale che è andato irrimedabilmente perduto, sempre per colpa d&#39;altri. Non ci sto al disfattismo frignone di chi afferma che dopo Genova sia andato tutto perduto. Se a ventisei anni mi sono dato una svegliata e ho preso posizione, è perché dopo Genova ci sono state le mobilitazioni contro la guerra e per i beni comuni, l&#39;Onda Anomala e Occupy Wall Street, e sì, certamente, la fase di stanca precedente alla mazzata della quarantena pandemica, ma ora la Guerra Globale è qui e dobbiamo combatterla nell&#39;ottica di vincere; dobbiamo mettere in campo tutto ciò che hanno elaborato i sindacati della logistica e le cooperative agricole e manifatturiere, le lotte indigene dal Chiapas all&#39;Amazzonia fino al Kurdistan, le collettive di autodifesa separata per genere e di mutuo-aiuto finocchio e disabile, e chi più ne trova più ne metta graziemille.
Perché il patrimonio di pratiche e risorse c&#39;è, è plurisecolare e multilingue e in costante aggiornamento da Minneapolis a Mosca; serve il coraggio di prenderlo e applicarlo, nella diversità di tecniche e nella cooperazione reciproca fra classi oppresse. Il coraggio che ebbe chi, in via Tolemaide, osò resistere e respingere gli scherani del padronato, ivi compreso quel compagno di nome Carlo.</p>

<p>Ed eccovi, quindi, una mia poesia da leggere alle vostre proli, “a scuola e nei racconti che disegnano le sere”.</p>

<h2 id="notte-prima-del-pellegrinaggio">Notte prima del pellegrinaggio</h2>

<p>18 luglio 2026, 22:44</p>

<p>È puerile, ne sono certo,
ammantare di eroismo e mito
città, persone, eventi di lutto
ma non è forse il puerile, il sogno fanciullesco,
la parte più bella, più onesta
di quella strana bestia
ch&#39;è la creatura umana?</p>

<p>Per cui, va bene,
ben vengano i miti e gli eroi
Genova repubblicana in rivolta
e l&#39;odio per la mattanza digotta
e cosa importa,
se il mito fosse troppo bello,
troppo largo?</p>

<p>Eroi, lo diventiamo
nel ricordo di Carlo.</p>

<p><strong>==========</strong></p>

<p>... siete ancora qui?</p>

<p>Oh sono contento, perché c&#39;è il seguito. Ne ho scritta un&#39;altra il giorno dopo l&#39;anniversario, grazie a delle bellissime chiacchiere con una compagna tolkienista come me, per rispondere alla pervicace ostinatezza dei neofascisti nostrani a rivendicarsi come cosa propria il Legendarium della Terra di Mezzo; l&#39;ho scritta proprio ora, perché non ero mai stato prima a Genova, e appena sono entrato nel centro storico è montata potente la sensazione di trovarmi in una Minas Tirith costiera, e ho constatano quanto fosse esteticamente molto appropriato che l&#39;ultima battaglia campale della scorsa guerra si sia combattuta proprio lì, e che noi orde di orchetti lanciati all&#39;assedio siamo stati macellati dalle legioni gondoriane già schierate in vantaggiosissima posizione difensiva (sì potremmo parlare per ore della possibile metaforizzazione degli orchetti tolkieniani come classi operaie sobillate contro l&#39;ordine costituito dall&#39;ingannatore Sauron/Lenin, ma non adesso).
Sia per le suggestioni tolkieniane sia per certe scelti lessicali della prossima poesia, tanti tanti ringraziamenti vanno a <a href="https://filosottile.noblogs.org/" rel="nofollow">Filomena “Filo” Sottile</a>, che da due anni è e resta una delle mie letterate viventi preferite, oltreché (o forse proprio per questo) una compagna (tolkienista) dalla schiena drittissima e dalla sensibilità rara.</p>

<p>Sicuramente io non sono una punkastorie alla maniera di Filo, ma credo stia entrando tanto del suo modello, in come scrivo molte delle mie “cantate cretine”, e la prossima non fa eccezione. Fa così:</p>

<h2 id="fanculo-a-evola-https-it-wikipedia-org-wiki-julius-evola">Fanculo a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Julius_Evola" rel="nofollow">Evola</a></h2>

<p>20 luglio 2026, 00:15</p>

<p>I signori padroni e i loro leccapiedi
quelli con le penne, e quelli coi bastoni,
lo sappiamo, posseggono la scuola
e scrivono la storia
con libroni ponderosi e le sprangate sopra i denti
pertanto è evidente
(siamo <em>noi</em> scemetti)
che il mondo gira attorno al soldo
alla decenza e al rispetto fra ineguali...
è un ordine insindacabile, ma certo!
e non lo sradichi con grida
sediziose, vandalismi,
o un sindacato inetto.
L&#39;Ordine civico è quercia,
è faggio, è palissandro.</p>

<p>E sapete quanto me ne frega,
in casetta o dentro al raggio
di un albero infestante e
francamente
purulento di marcescenze,
il vostro senso del dominio?
Non so se riuscirò,
io,
a vedervelo bruciare
(ma magari!)
so però dove li trovo
i miei arbusti civici:
in cella, in viuzza,
al circolino,
nello spazio occupato,
sotto ogni targa, sopra ciascun cippo
in via Zamenhof, in via Pinelli
sul Lungarno, nella Vanchiglia,
in un lontano villaggio in Siria
e quaggiù sul Tirreno
il cippo sullo spiazzo
dedicato a un compagno eversivo
ragazzo.</p>

<p>A voi padroni e lacché
le radici marce vegliarde
dei tronchi un po&#39; fallici
a noi, che fischiamo il vento,
le radici rosse profonde
di povere dolci piante
che vi spaccano il cemento.</p>

<p><strong>==========</strong></p>

<p>Ehmbeh, siete ancora qui?
Dài, andiamo a spaccare assieme il cemento.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://log.livellosegreto.it/cretinodicrescenzago/crescere-erbacce-custodire-la-fiamma-avvampare-lincendio</guid>
      <pubDate>Wed, 22 Jul 2026 21:19:54 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Pensando a Genova</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/cretinodicrescenzago/pensando-a-genova</link>
      <description>&lt;![CDATA[Fra meno di tre settimane sarà il 25° anniversario del G8 di Genova, cioè la seconda sconfitta mai del tutto processata dalla sinistra extraparlamentare italiana (e non solo) assieme ai tumulti del 1977 (e di quelli se ne parla il prossimo anno), e dopo la quale non abbiamo più raggiunto strutture e numeri tali da fare davvero tremare il padronato.&#xA;Stasera avrei dovuto spulciare tutti i siti web in chiaro ancora esistenti dei centri sociali di Milano per capire se qualcun organizza una maledetta carovana per scendere a Genova, invece mi sono messo a frugare nella mia cloud Google, allo scopo di recuperare e salvarmi in locale tutto il materiale che non voglio lasciare in pasto ai tecno-plutocrati... e per combinazione ho ritrovato una poesia risalente a poco meno di 3 anni fa esatti: una riscrittura beffarda della canzone di rock neofascista &#34;Claretta e Ben&#34; dei 270 Bis, composta da un cretinodicrescenzago giovane ed entusiasta come inno a quel Movimento delle masse oppresse in cui credeva con tutto il cuore, prima di accumulare anche lui mazzate (metaforiche), esaurimenti (da assemblee incastrate su sé stesse) e candelotti di lacrimogeni (pochi ma forti).&#xA;&#xA;Oggi la pubblico qui, come sputo limaccioso sul busto ebete del Duce, come prima preghiera del pellegrinaggio fino alla tomba di Carlo Giuliani, e come dono a chi vorrà remixare un po&#39; la partitura della canzone originale per mettere in musica la mia versione senza rotture legali. Se lo fate, accreditatemi come paroliere, e o mandatemi una registrazione, o invitatemi direttamente; perché starci dentro &#34;è difficile / ma ci credo!&#34;.&#xA;&#xA;O almeno, ci voglio ancora credere.&#xA;&#xA;In Piazzale Loreto&#xA;&#xA;Su svegliatevi&#xA;riscuotetevi&#xA;vedo in terra una rossa bandiera&#xA;come un angelo&#xA;tra le fabbriche&#xA;che si lancia a colpire il cielo!&#xA;&#xA;Forse è un inno&#xA;o solo un sogno&#xA;il ricordo di una canzone&#xA;ma ora sale sai&#xA;come il ritmo&#xA;di una furia dentro al mio cuore.&#xA;&#xA;Han ballato sui nostro corpi,&#xA;han sputato sul nostro nome,&#xA;han nascosto le nostre tombe,&#xA;ma non ci possono cancellare!&#xA;&#xA;Puoi vederli sai,&#xA;sono qui con noi&#xA;con le braccia levate al Sole;&#xA;lottan qui con noi&#xA;io le vedo,&#xA;stan ballando in Piazzale Loreto&#xA;&#xA;È una piazza piena di sogni&#xA;un&#39;armata di care amiche,&#xA;mille anime di caduti&#xA;ma nel ricordo per sempre vivi.&#xA;&#xA;Son studenti di Valle Giulia&#xA;e compagne in Alimonda,&#xA;il [picchetto&#xA;di Sanremo](https://it.wikipedia.org/wiki/ManifestazionediSanremodel1972)&#xA;le mondine di Molinella.&#xA;&#xA;E ora sono qui,&#xA;son per sempre qui,&#xA;son tornate a marciare ancora&#xA;dalle carceri&#xA;dalle tombe&#xA;dagli scrigni della memoria.&#xA;&#xA;Mille innanzi a me&#xA;mille dietro a te&#xA;e altre mille per ogni lato&#xA;è difficile&#xA;ma ci credo!&#xA;Ci si vede in piazzale Loreto!&#xA;Ci si vede in piazzale Loreto!&#xA;&#xA;E io ho il cuore rosso-nero&#xA;e re Umberto&#xA;io lo mando al cimitero.&#xA;E io ho il cuore verde-nero&#xA;perciò non cedo e difendo &#xA;il mondo intero.&#xA;&#xA;E io ho il cuore rosa-nero&#xA;tripla luna brilla&#xA;nel mio cielo.&#xA;E io ho il cuore viola-nero&#xA;o compagna, compagna&#xA;io ti credo.&#xA;&#xA;Insieme ora partiamo, &#xA;insieme torneremo.* (Ad libitum in dissolvenza)&#xA;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Fra meno di tre settimane sarà il 25° anniversario del G8 di Genova, cioè la seconda sconfitta mai del tutto processata dalla sinistra extraparlamentare italiana (e non solo) assieme ai tumulti del 1977 (e di quelli se ne parla il prossimo anno), e dopo la quale non abbiamo più raggiunto strutture e numeri tali da fare <em>davvero</em> tremare il padronato.
Stasera avrei dovuto spulciare tutti i siti web in chiaro ancora esistenti dei centri sociali di Milano per capire se qualcun* organizza una maledetta carovana per scendere a Genova, invece mi sono messo a frugare nella mia cloud Google, allo scopo di recuperare e salvarmi in locale tutto il materiale che non voglio lasciare in pasto ai tecno-plutocrati... e per combinazione ho ritrovato una poesia risalente a poco meno di 3 anni fa esatti: una riscrittura beffarda della canzone di rock neofascista “Claretta e Ben” dei 270 Bis, composta da un cretinodicrescenzago giovane ed entusiasta come inno a quel Movimento delle masse oppresse in cui credeva con tutto il cuore, prima di accumulare anche lui mazzate (metaforiche), esaurimenti (da assemblee incastrate su sé stesse) e candelotti di lacrimogeni (pochi ma forti).</p>

<p>Oggi la pubblico qui, come sputo limaccioso sul busto ebete del Duce, come prima preghiera del pellegrinaggio fino alla tomba di Carlo Giuliani, e come dono a chi vorrà remixare un po&#39; la partitura della canzone originale per mettere in musica la mia versione senza rotture legali. Se lo fate, accreditatemi come paroliere, e o mandatemi una registrazione, o invitatemi direttamente; perché starci dentro “è difficile / ma ci credo!”.</p>

<p>O almeno, ci voglio ancora credere.</p>

<h2 id="in-piazzale-loreto">In Piazzale Loreto</h2>

<p>Su svegliatevi
riscuotetevi
vedo in terra una rossa bandiera
come un angelo
tra le fabbriche
che si lancia a colpire il cielo!</p>

<p>Forse è un inno
o solo un sogno
il ricordo di una canzone
ma ora sale sai
come il ritmo
di una furia dentro al mio cuore.</p>

<p>Han ballato sui nostro corpi,
han sputato sul nostro nome,
han nascosto le nostre tombe,
ma non ci possono cancellare!</p>

<p>Puoi vederli sai,
sono qui con noi
con le braccia levate al Sole;
lottan qui con noi
io le vedo,
stan ballando in Piazzale Loreto</p>

<p>È una piazza piena di sogni
un&#39;armata di care amiche,
mille anime di caduti
ma nel ricordo per sempre vivi.</p>

<p>Son <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Valle_Giulia" rel="nofollow">studenti di Valle Giulia</a>
e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Piazza_Alimonda" rel="nofollow">compagne in Alimonda</a>,
il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Manifestazione_di_Sanremo_del_1972" rel="nofollow">picchetto
di Sanremo</a>
le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Margotti" rel="nofollow">mondine di Molinella</a>.</p>

<p>E ora sono qui,
son per sempre qui,
son tornate a marciare ancora
dalle carceri
dalle tombe
dagli scrigni della memoria.</p>

<p>Mille innanzi a me
mille dietro a te
e altre mille per ogni lato
è difficile
ma ci credo!
Ci si vede in piazzale Loreto!
Ci si vede in piazzale Loreto!</p>

<p>E io ho il cuore rosso-nero
e re Umberto
io lo mando al cimitero.
E io ho il cuore verde-nero
perciò non cedo e difendo
il mondo intero.</p>

<p>E io ho il cuore rosa-nero
tripla luna brilla
nel mio cielo.
E io ho il cuore viola-nero
o compagna, compagna
io ti credo.</p>

<p><em>Insieme ora partiamo,
insieme torneremo.</em> (Ad libitum in dissolvenza)</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://log.livellosegreto.it/cretinodicrescenzago/pensando-a-genova</guid>
      <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 21:36:27 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Lettera postuma a un amico lontano</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/cretinodicrescenzago/lettera-postuma-a-un-amico-lontano</link>
      <description>&lt;![CDATA[Alla c.a. del signor Howard, Robert Ervin&#xA;&#xA;Egregio sig. Howard&#xA;&#xA;Spero che la presente mia La trovi in salute... compatibilmente con la salute di cui potete godere voi artisti che decidete di farla finita con una pallottola nel cranio. &#xA;&#xA;Due righe di presentazione: sono l&#39;ennesimo Suo lettore postumo che aveva ben in mente sin dall&#39;adolescenza, per osmosi culturale, l&#39;esistenza di un tal Conan (rigorsamente &#34;il barbaro&#34;, mai &#34;il cimmero&#34;), e dopo aver guardato la pellicola di John Milius ebbe il ghiribizzo di leggere i Suoi racconti autentici; prima il ciclo di Conan, poi in sequela il fantasmagorico re Kull, il melancolico Bran Mak Morn, messer Solomon Kane con i suoi tumulti d&#39;animo così squisitamente calvinisti, gli straordinari racconti di cappa e spada su vichinghi e crociati e mamelucchi e orde mongole, iFaccia di teschio/i e le altre vicende dell&#39;orrore, tanto le Yog-Sothoth-erie quanto i capolavori di Gotico texano... ma sto divagando, non è certo a Lei che serve un catalogo della Sua stessa produzione.  &#xA;&#xA;Signor Howard, che dire. Io sottoscritto son nato 89 anni dopo di Lei e, in capo a pochi mesi, sarò vissuto più di Lei, non tanto per mio merito, quanto per la fortuna di aver avuto accesso a strumenti medici salvavita che m&#39;hanno distolto dalla decisione, nelle circostanze peggiori, di farmi saltare le cervella, pertanto non so se vi siano le basi perché Lei possa reputarmi un soggetto comprensibile, apprezzabile e men che meno stimabile. Anzi, non escludo Lei possa da un lato disdegnarmi, viste le mie pratiche di vita sedentarie, molli e licenziose (e tipicamente italiane, possiamo dirlo?) o i miei valori smaccatamente socialisti e moderatamente filantropi, e dall&#39;altro lato invidiarmi, essendo io cresciuto, come Lei, in un territorio agricolo discretamente sonnacchioso ove le mie inclinazioni accademiche erano scarsamente valorizzate, ma a differenza Sua ho avuto a disposizione le risorse per dileguarmi dalla provincia e ricollocarmi con discreto successo nella metropoli (e anche qui, potremmo aprire un capitolo sulla liceità e opportunità delle belle lettere in un contesto schietto e rurale, ma non voglio lanciarmi in troppe divagazioni). &#xA;&#xA;Nondimeno, signor Howard, consapevole di queste premesse e riserve, tuttavia Le ho voluto indirizzare questa mia, in questi giorni del 90ennale della Sua scomparsa, e la compongo avendo ben impressa in mente un&#39;altra lettera, forse la più nota del canone letterario italiano. &#xA;Alludo alla &#34;Lettera a Francesco Vettori del 10 dicembre 1513&#34; composta da Niccolò Machiavelli, figuro che, immagino, Lei aborra in quanto epitome della decadenza morale apportata all&#39;umanità dai grandi Stati imperiali (in primis i miei antenati), con la loro ingessatura del vivere sociale in protocolli, mascherate, sotterfugi, calcoli sottobanco e altre pratiche tanto decorose quanto velenose, insomma le pratiche che ne &#34;Il regno d&#39;ombra&#34; Lei attribuiva alla cabala degli uomini-serpente nel loro complotto per controllare gli umani di Valusia. &#xA;Ora, nella suddetta lettera il Machiavelli, esule nelle campagne fuori Firenze per aver perso degli intrighi di palazzo, riferisce all&#39;amico Vettori che il suo maggior diletto, segregato com&#39;era fuori dal mondo, era leggere le opere dei grandi pensatori del passato, dall&#39;antichità greco-romana al Medioevo italiano, e interloquire con quei grand&#39;uomini attraverso il tempo e lo spazio, stabilendo con loro quella che, suppergiù 300 anni dopo, sarebbe stata chiamata corrispondenza d&#39;amorosi sensi da un altro poeta laureato della mia cultura, l&#39;esimio &#34;letterato in divisa&#34; Ugo Foscolo (ecco, il signor Foscolo credo sarebbe più nelle Sue corde, coi suoi versi sullo &#34;spirito guerrier ch&#39;entro mi rugge&#34;, ma non divaghiamo). &#xA;&#xA;Signor Howard... Robert. Col cuore in mano, a centovent&#39;anni dalla Sua nascita, a novant&#39;anni dal Suo suicidio, a circa dieci anni da quando per la prima volta lessi con i miei occhi delle Sue righe, a cinque anni da quando La inserii come personaggio ampiamente romanzato in una mia novella, a circa quattro anni da quando tradussi di mio pungo le Sue &#34;Lines Written in the Realization that I Must Die&#34; (traduzione tristemente dispersa e ancora non ricostruita, ahimé)... Robert, io La ringrazio con tutto il cuore. La ringrazio perché è stato uno dei primi artisti con cui ho vissuto una corrispondenza d&#39;amorosi sensi: a partire dalla straordinaria teofania (o cosmo-fania) nella pagina climatica de &#34;La torre dell&#39;elefante&#34;, proseguendo con le meditazioni sulla direzionaltà del tempo ne &#34;I re della notte&#34; e sulla vergogna del fallimento ne &#34;Le ali notturne&#34;, fino alle vette di piccolezza e finitudine ne &#34;I vermi della terra&#34; e alle lacerazioni intuibili nel Suo stesso cuore entro gli straordinari &#34;I piccioni dall&#39;inferno&#34; e &#34;I morti ricordano&#34;. &#xA;&#xA;Sicuramente voi morti ricordate, Robert. E sicuramente noi vivi abbiamo la memora un po&#39; troppo corta, in questo secolo di melma e immondizia e marcescenza purulenta in cui la cosiddetta civiltà dell&#39;Occidente ha raggiunto dei picchi di parossismo autodistruttivo imbarazzanti, tali che forse persino Lei si ritroverebbe a parteggiare contro il proprio governo e a sostegno dei teocrati persiani (per altro, sarebbe uno scenario interessante in cui calare Conan: un&#39;avventata spedizione di Nemedia e Brythunia contro l&#39;impero di Turan). Però, Robert, io mi ricordo. Mi ricordo la solitudine e l&#39;impotenza, la tentazione di porre fine a tutto, e il solacio di aggrapparsi ai libri di storia per sognare sulle vicende di capitani ed esploratori, di vagabondi e negromanti. Mi ricordo il sangue macellato e le urla di vendetta dei popoli barbarizzati e brutalizzati dagli imperi, e le rappresaglie che i barbari hanno lanciato ancora e ancora contro la mano che li accalappiava, a partire dall&#39;impresa di Spartaco, qui nel mio paese e fra i miei antenati, sino alle astuzie del grande Cochise nel vostro Sud-Ovest, e ora tento anche io, giorno per giorno, di farmi barbaro e prepararmi ad alzare la testa, quando verrà il momento di saccheggiare nuovamente Roma, con la speranza che, questa volta, sia la volta in cui non sorgeranno mai più civiltà né imperi, e noi esseri umani torneremo, in qualche modo, a rabbrividere attorno ai fuochi, le mani strette ai randelli davanti all&#39;assedio dei misteri notturni... ma con una punta di serenità nel cuore, consapevoli che essere piccoli ma forti nel vasto glaciale universo è la nostra giusta condizione. &#xA;&#xA;Per avermi insegnato tutto questo, e per avermi reso l&#39;uomo che sono, un milione di grazie, Robert... anzi, Bob.&#xA;&#xA;Non ti dimenticherò mai, caro amico. &#xA;Anzi, caro fratello.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Alla c.a. del signor Howard, Robert Ervin</p>

<p>Egregio sig. Howard</p>

<p>Spero che la presente mia La trovi in salute... compatibilmente con la salute di cui potete godere voi artisti che decidete di farla finita con una pallottola nel cranio.</p>

<p>Due righe di presentazione: sono l&#39;ennesimo Suo lettore postumo che aveva ben in mente sin dall&#39;adolescenza, per osmosi culturale, l&#39;esistenza di un tal Conan (rigorsamente “il barbaro”, mai “il cimmero”), e dopo aver guardato la pellicola di John Milius ebbe il ghiribizzo di leggere i Suoi racconti autentici; prima il ciclo di Conan, poi in sequela il fantasmagorico re Kull, il melancolico Bran Mak Morn, messer Solomon Kane con i suoi tumulti d&#39;animo così squisitamente calvinisti, gli straordinari racconti di cappa e spada su vichinghi e crociati e mamelucchi e orde mongole, <i>Faccia di teschio</i> e le altre vicende dell&#39;orrore, tanto le Yog-Sothoth-erie quanto i capolavori di Gotico texano... ma sto divagando, non è certo a Lei che serve un catalogo della Sua stessa produzione.</p>

<p>Signor Howard, che dire. Io sottoscritto son nato 89 anni dopo di Lei e, in capo a pochi mesi, sarò vissuto più di Lei, non tanto per mio merito, quanto per la fortuna di aver avuto accesso a strumenti medici salvavita che m&#39;hanno distolto dalla decisione, nelle circostanze peggiori, di farmi saltare le cervella, pertanto non so se vi siano le basi perché Lei possa reputarmi un soggetto comprensibile, apprezzabile e men che meno stimabile. Anzi, non escludo Lei possa da un lato disdegnarmi, viste le mie pratiche di vita sedentarie, molli e licenziose (e tipicamente italiane, possiamo dirlo?) o i miei valori smaccatamente socialisti e moderatamente filantropi, e dall&#39;altro lato invidiarmi, essendo io cresciuto, come Lei, in un territorio agricolo discretamente sonnacchioso ove le mie inclinazioni accademiche erano scarsamente valorizzate, ma a differenza Sua ho avuto a disposizione le risorse per dileguarmi dalla provincia e ricollocarmi con discreto successo nella metropoli (e anche qui, potremmo aprire un capitolo sulla liceità e opportunità delle belle lettere in un contesto schietto e rurale, ma non voglio lanciarmi in troppe divagazioni).</p>

<p>Nondimeno, signor Howard, consapevole di queste premesse e riserve, tuttavia Le ho voluto indirizzare questa mia, in questi giorni del 90ennale della Sua scomparsa, e la compongo avendo ben impressa in mente un&#39;altra lettera, forse la più nota del canone letterario italiano.
Alludo alla “Lettera a Francesco Vettori del 10 dicembre 1513” composta da Niccolò Machiavelli, figuro che, immagino, Lei aborra in quanto epitome della decadenza morale apportata all&#39;umanità dai grandi Stati imperiali (in primis i miei antenati), con la loro ingessatura del vivere sociale in protocolli, mascherate, sotterfugi, calcoli sottobanco e altre pratiche tanto decorose quanto velenose, insomma le pratiche che ne “Il regno d&#39;ombra” Lei attribuiva alla cabala degli uomini-serpente nel loro complotto per controllare gli umani di Valusia.
Ora, nella suddetta lettera il Machiavelli, esule nelle campagne fuori Firenze per aver perso degli intrighi di palazzo, riferisce all&#39;amico Vettori che il suo maggior diletto, segregato com&#39;era fuori dal mondo, era leggere le opere dei grandi pensatori del passato, dall&#39;antichità greco-romana al Medioevo italiano, e interloquire con quei grand&#39;uomini attraverso il tempo e lo spazio, stabilendo con loro quella che, suppergiù 300 anni dopo, sarebbe stata chiamata <em>corrispondenza d&#39;amorosi sensi</em> da un altro poeta laureato della mia cultura, l&#39;esimio “letterato in divisa” Ugo Foscolo (ecco, il signor Foscolo credo sarebbe più nelle Sue corde, coi suoi versi sullo “spirito guerrier ch&#39;entro mi rugge”, ma non divaghiamo).</p>

<p>Signor Howard... Robert. Col cuore in mano, a centovent&#39;anni dalla Sua nascita, a novant&#39;anni dal Suo suicidio, a circa dieci anni da quando per la prima volta lessi con i miei occhi delle Sue righe, a cinque anni da quando La inserii come personaggio ampiamente romanzato in una mia novella, a circa quattro anni da quando tradussi di mio pungo le Sue “Lines Written in the Realization that I Must Die” (traduzione tristemente dispersa e ancora non ricostruita, ahimé)... Robert, io La ringrazio con tutto il cuore. La ringrazio perché è stato uno dei primi artisti con cui ho vissuto una corrispondenza d&#39;amorosi sensi: a partire dalla straordinaria teofania (o cosmo-fania) nella pagina climatica de “La torre dell&#39;elefante”, proseguendo con le meditazioni sulla direzionaltà del tempo ne “I re della notte” e sulla vergogna del fallimento ne “Le ali notturne”, fino alle vette di piccolezza e finitudine ne “I vermi della terra” e alle lacerazioni intuibili nel Suo stesso cuore entro gli straordinari “I piccioni dall&#39;inferno” e “I morti ricordano”.</p>

<p>Sicuramente voi morti ricordate, Robert. E sicuramente noi vivi abbiamo la memora un po&#39; troppo corta, in questo secolo di melma e immondizia e marcescenza purulenta in cui la cosiddetta civiltà dell&#39;Occidente ha raggiunto dei picchi di parossismo autodistruttivo imbarazzanti, tali che forse persino Lei si ritroverebbe a parteggiare contro il proprio governo e a sostegno dei teocrati persiani (per altro, sarebbe uno scenario interessante in cui calare Conan: un&#39;avventata spedizione di Nemedia e Brythunia contro l&#39;impero di Turan). Però, Robert, io mi ricordo. Mi ricordo la solitudine e l&#39;impotenza, la tentazione di porre fine a tutto, e il solacio di aggrapparsi ai libri di storia per sognare sulle vicende di capitani ed esploratori, di vagabondi e negromanti. Mi ricordo il sangue macellato e le urla di vendetta dei popoli barbarizzati e brutalizzati dagli imperi, e le rappresaglie che i barbari hanno lanciato ancora e ancora contro la mano che li accalappiava, a partire dall&#39;impresa di Spartaco, qui nel mio paese e fra i miei antenati, sino alle astuzie del grande Cochise nel vostro Sud-Ovest, e ora tento anche io, giorno per giorno, di farmi barbaro e prepararmi ad alzare la testa, quando verrà il momento di saccheggiare nuovamente Roma, con la speranza che, questa volta, sia la volta in cui non sorgeranno mai più civiltà né imperi, e noi esseri umani torneremo, in qualche modo, a rabbrividere attorno ai fuochi, le mani strette ai randelli davanti all&#39;assedio dei misteri notturni... ma con una punta di serenità nel cuore, consapevoli che essere piccoli ma forti nel vasto glaciale universo è la nostra giusta condizione.</p>

<p>Per avermi insegnato tutto questo, e per avermi reso l&#39;uomo che sono, un milione di grazie, Robert... anzi, Bob.</p>

<p>Non ti dimenticherò mai, caro amico.
Anzi, caro fratello.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://log.livellosegreto.it/cretinodicrescenzago/lettera-postuma-a-un-amico-lontano</guid>
      <pubDate>Sat, 20 Jun 2026 15:53:22 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Convergere e insorgere</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/cretinodicrescenzago/convergere-e-insorgere</link>
      <description>&lt;![CDATA[  Iersera sono crollato dopo il lavoro e ho rinunciato a partecipare a un&#39;assemblea politica in altra zona della città, ma poi di punto in bianco salta fuori che letteralmente davanti casa mia ci sarebbe stata una conferenza di Dario Salvietti, il delegato del collettivo di fabbrica ex-GKN e portavoce della Global Sumud Flotilla. Dopo la conferenza del compagno Dario, è emersa spontaneamente una serata di chiacchiere a cuore aperto con persone carine del quartiere che già conoscevo di vista, e con cui, in poche ore, ho fatto grandi passi verso l&#39;amicizia in senso proprio (sì sono uno che quando si apre va a fondo, ed è una capacità cui tengo tanto). &#xA;Ora sono così pieno di rabbia e di gioia che ho deciso di trascrivere qui una mia poesiola, assolutamente banalotta a livello di struttura metrica e immagini, ma che, proprio per questo, credo possa risultare incisiva.&#xA;Forza, chi vuole: leggete, fate girare, e poi agiamo.&#xA;&#xA;Qui non si molla&#xA;26 marzo 202, 22:46&#xA;&#xA;E anche se non ritorneranno&#xA;il vero vecchio Leoncavallo&#xA;né quei cordoni da spavento&#xA;né Davide, Lorenzo e Carlo&#xA;resta nei cuori quel fomento&#xA;delle bandiere rosse al vento.&#xA;&#xA;Perché se non ritorneranno&#xA;le stesse lotte di quel tempo&#xA;comunque il fuoco non si è spento:&#xA;sta a noi fischiare il vento.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Iersera sono crollato dopo il lavoro e ho rinunciato a partecipare a un&#39;assemblea politica in altra zona della città, ma poi di punto in bianco salta fuori che letteralmente davanti casa mia ci sarebbe stata una conferenza di Dario Salvietti, il delegato del collettivo di fabbrica ex-GKN e portavoce della Global Sumud Flotilla. Dopo la conferenza del compagno Dario, è emersa spontaneamente una serata di chiacchiere a cuore aperto con persone carine del quartiere che già conoscevo di vista, e con cui, in poche ore, ho fatto grandi passi verso l&#39;amicizia in senso proprio (sì sono uno che quando si apre va a fondo, ed è una capacità cui tengo tanto).
Ora sono così pieno di rabbia e di gioia che ho deciso di trascrivere qui una mia poesiola, assolutamente banalotta a livello di struttura metrica e immagini, ma che, proprio per questo, credo possa risultare incisiva.
Forza, chi vuole: leggete, fate girare, e poi agiamo.</p></blockquote>

<h2 id="qui-non-si-molla">Qui non si molla</h2>

<p>26 marzo 202, 22:46</p>

<p>E anche se non ritorneranno
il vero vecchio Leoncavallo
né quei cordoni da spavento
né <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_di_Dax" rel="nofollow">Davide</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lorenzo_Orsetti" rel="nofollow">Lorenzo</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Giuliani" rel="nofollow">Carlo</a>
resta nei cuori quel fomento
delle bandiere rosse al vento.</p>

<p>Perché se non ritorneranno
le stesse lotte di quel tempo
comunque il fuoco non si è spento:
sta a noi fischiare il vento.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://log.livellosegreto.it/cretinodicrescenzago/convergere-e-insorgere</guid>
      <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 22:25:59 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Serendipità calcarea</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/cretinodicrescenzago/serendipita-calcarea</link>
      <description>&lt;![CDATA[Chi mi ha letto nell&#39;ultimo anno avrà intuito che sono giusto un po&#39; affezionato all&#39;opera di Michele &#34;Zerocalcare&#34; Rech il fumettista... ma tipo che iniziai a leggerlo negli ultimi mesi della 5a superiore perché ne parlavano bene tutti, entro il diploma mi ero sciroppato tutta la produzione dei suoi primi 4 anni, e da allora ho seguito assiduamente ogni suo nuovo lavoro come per nessun altr artista vivente, tranne forse Filomena &#34;Filo&#34; Sottile da qualche tempo a questa parte.&#xA;&#xA;Che posso dire, Michele Rech piombò nella mia vita solitaria di nerd di periferia un po&#39; destronzo come la biblica folgorazione sulla via di Damasco, e grazie ai suoi disegnetti, piano piano, ho fatto miei tanti pezzettini dell&#39;uomo che sono adesso, a partire da quel primo timido approccio al punk comico dei 666 che mi ha portato, un decennio dopo, a girare in jeans e bretelle con le spillette dell&#39;orgoglio finocchio sulla camicia a quadri e [Gli Ultimi](&#xA;https://ultimi.bandcamp.com/album/sine-metu) nelle orecchie, fino alla scoperta del confederalismo democratico curdo che mi ha indicato il Nord magnetico su cui orientare la mia bussola politica, facendo di me quell&#39;assurdo eretico che riesce a tenere assieme con pari curiosità ecologia antispecista, spiritualità antagonista, pedagogie libertarie, il gioco come vettore di comunità, e tutte le altre robe picchiatelle che piacciono a noi umanistu svitatu... per tacere delle svolte in positivo nelle relazioni coi miei genitori, rese possibili anche dagli spunti che ho tratto dai fumetti autobiografici di Rech sulle sue svolte positive coi genitori. &#xA;E poi, ovviamente, ci fu il firmacopie di Macerie Prime. Parte prima fino a notte fonda cui andai assieme al mio ragazzo dell&#39;uni per farmi fare un ritratto, e in cui Michele mi raccontò che da pischello aveva flirtato con una tizia nata nella mia stessa zona; il mio Erasmus in Belgio allietato dalle note di &#34;Ipocondria&#34; di Giancane animata da Michele (e in tale sede scoprii anche il loro amico Rancore), presciente dei suoi successivi corti di commento diretto alla pandemia di Covid-19; il mio trasloco in una Milano tappezzata dai poster zerocalcarei per il ventennale dell&#39;omicidio del compagno Davide &#34;Dax&#34; Cesare; la rete di solidarietà che ci ha tenuti assieme nel tirar fuori la comune amica Ilaria Salis dalle galere ungheresi (ok Ila non è direttamente amica mia ma è amica di amici e io una minuscola mano la ho data, non mi rompete)... la prosa stessa che adotto nei miei scritti, la quale mi rendo perfettamente conto che ricalchi il Michele Rech sceneggiatore (anche se spero ci sia anche altro, e che quell&#39;altro sia genuinamente mio). &#xA;&#xA;Ebbene, in questi giorni succede che Michele pubblica con Netflix la terza e ultima delle tre miniserie animate interconnesse fra loro e col suo universo narrativo fumettistico, e al contempo ha un po&#39; diradato la sua produzione cartacea: la narrativa autobiografica sulla vita a Rebibbia, il Calcareverso propriamente detto, è di fatto &#34;ferma&#34; a Scheletri e si è mossa su una piccola scala con Quando muori resta a me (che resta un signorissimo lavoro!), mentre prosegue di gran carriera il reportage militante per la rete Free All Antifas con Nel nido dei serpenti (che invero devo ancora recuperare). E a pensare che Michele è da sempre una penna della Sinistra extraparlamentare, e sono 15 anni che è un artista affermato in senso nazionalpopolare, mi viene un po&#39; di capogiro: di fatto ho trascorso metà della mia vita accompagnato e addirittura educato dall&#39;opera di quest&#39;uomo, prima o poi lo vedrò pensionarsi, e avrò l&#39;onere morale di riconoscere nella generazione successiva la voce o le voci che risulteranno altrettanto iconiche, sì da non perdere un linguaggio condiviso con lu compagnu che verranno dopo di noi.&#xA;&#xA;  Senti cretinodicrescenzago, ma perché tutto questo pippone retrospettivo t&#39;è partito proprio oggidì?&#xA;&#xA;Serendipità, Amicu Lettoru. &#xA;Serendipità, come il film che piace a mia madre.&#xA;&#xA;Nei giorni scorsi in classe non avevamo una fava da fare e ho convinto le bestiole a guardarsi la prima delle tre miniserie di Michele (sì voglio farmi la ri-visione completa), e ci siamo fermatu all&#39;episodio 3, quando lo Zerocalcare personaggio ricapitola la scoperta della distanza professionale fra studente e docente (quella che la merdosa scuola pubblica italiana azzera con il suo armamentario di pratiche pedagogiche infantilizzanti ora paternaliste ora maternaliste), nonché le gioie e i dolori, le grandi speranze e i sonori fallimenti delle ripetizioni con cui Zero campava da giovine.  &#xA;Io per campare faccio l&#39;insegnante (sì questo blog deve restare anonimo proprio perché non voglio farmi calciorotare in culo dai miei capi al Ministero), a giorni saprò se e dove mi spostano di scuola, e ho la mente intenta a macinare tutto ciò che ho imparato in quest&#39;ultimo paio d&#39;anni di gavetta in situazioni di sbando completo, e tutti i miei propositi per insegnare con rigore e deontologia tecnica ma preservando i giusti spazi personali, per cui inevitabilmente mi ha toccato tanto rivedere quella scena sul rapporto docente-studente, guardata per la prima volta quando ancora ero un supplentino fresco di laurea.&#xA;&#xA;E però, quello stesso pomeriggio, ho pure rivisto il mio Discepolo di ripetizioni che seguo ormai da un anno, cioè da quando mi sono trasferito ufficialmente qui ad Affori, in questo quartiere nell&#39;estrema periferia di Milano che ancora sembra un paesotto un po&#39; campagnolo, ove osavano vendere un appartamentino da scapolo a portata delle mie tasche. Un anno quasi che piano piano imparo a conoscere questo ragazzo, che nel quartiere ci è nato e cresciuto, un anno quasi che ricompongo i pezzi della sua vitaccia da ragazzino sottoproletario di periferia, cavandogli fuori i patemi di bocca mentre tento di fargli imparare a memoria la trama dei Promessi sposi (l&#39;ho già detto che la scuola pubblica italiana è un disastro?). Un anno di stress, telefonate troppo lunghe a genitori troppo assenti, demoralizzazione mia e sua, e piccoli risultati confortanti, fino al momento di abbattimento ed esaurimento che abbiamo affrontato pochi giorni fa... ma poi, due giorni dopo, il ragazzo mi racconta che ha iniziato a tenere un diario per mettere in ordine i suoi casini ed effettivamente lo fa stare meglio (lui che odia scrivere i temi), e che vuole tirarsi fuori dalla vitaccia che ha dovuto sopportare supinamente sino ad ora. &#xA;&#xA;Circa un anno dopo il firmacopie in cui Zerocalcare mi ritrasse, io e il mio ragazzo dell&#39;università stavamo guardando assieme  Your Name e io scoppiai a piangere perché da adolescente non ero riuscito a vivere &#34;avventure da adolescente&#34; con i miei pari, ma non ero ancora abbastanza grande da diventare l&#39;adulto positivo in una storia di crescita, e quindi non potermi identificare in nessun personaggio entro un racconto di formazione era davvero doloroso.&#xA;Otto anni dopo, a quanto pare, sono diventato un adulto positivo che offre degli appigli a chi è più giovane di me, così da tirarlu fuori dalla melma piano piano ma con tenacia. Oltreché una persona benvoluta nel suo quartiere, dove ormai sono di casa in osteria, in libreria, all&#39;alimentari, dal sarto, al baretto, in pizzeria, al ristorante cinese, alla trattoria egiziana, al centro culturale finocchio, (ovviamente) al circolino ARCI (dove ho sulle spalle l&#39;impresa del ricambio generazionale) ed entro l&#39;estate spero pure dal gelataio, quando io e il mio amicone di Bruzzano (il quartiere adiacente, alias Bronxano) inizieremo a &#34;pijà er gelato&#34; assieme. &#xA;&#xA;Sono passati dodici anni da quando ho scoperto Zerocalcare, e il suo lavoro mi ha indicato, vignetta dopo vignetta, il percorso di vita che sentivo mio, il sogno da realizzare per potermi tirar fuori dal pantano della provincia sonnolenta e bigotta. Dopo dodici anni, eccomi qui, con il frigorifero tappezzato di adesivi dei vari centri sociali ancora operativi a Milano, la testa piena di idee su come costruire ponti fra varie realtà cittadine grandi e piccole che porcoddue devono parlarsi di più e lanciare progetti a lungo termine assieme, altrimenti non ci salviamo... e un ragazzino che vuole prendere la sua vita in mano ed è disposto a fidarsi di me per capire da che parte andare, uno che si è stufato di andare in oratorio (non chiedetemi perché, cavolacci suoi) e potrebbe essere disposto a fare un salto esplorativo in qualche spazio aggregativo bazzicato da noi zecche finocchie. &#xA;&#xA;Non so se dopo aver concluso la trilogia Strappare lungo i bordi - Questo mondo non mi renderà cattivo - Due spicci Michele Rech appenderà la matita al chiodo, reputando che il suo tempo sia passato e che sia ora di un ricambio generazionale entro il fumetto komunista, ma so che il compagno Michele mi ha lasciato tantissimo, più di tanti insegnanti, e spero di poter seminare altrettanto qui nel quartiere che mi ha adottato e che ho deciso di amare, questo posto che, ok, non si chiama &#34;Rebibbia Regna&#34; ma intanto è &#34;Affori Azione-Anti-Fascista&#34; (controllate il nostro CAP, se non ci credete)... e scusate se è poco. Questo quartiere dove, chissà, lu ragazzinu allo sbando di oggi, se solo trovassimo il tempo e le energie per parlarci davvero, potranno unirsi a noi nel mettere assieme qualcosa di bello domani, e poi prenderci tutto per tuttu dopodomani, perché non è vero che certe idee e certe attitudini le hanno uccise e sepolte. &#xA;&#xA;Quando Davide Dax venne ammazzato, cantammo&#xA;&#xA;  16 di Marzo, bandiere rosse al vento&#xA;uccidono un compagno, ne nascono altri cento.&#xA;&#xA;però io ci tengo molto, a precisare, &#xA;&#xA;  [che] il redskin mica si fa&#xA;solo a Marzo nei giorni di Dax.&#xA;&#xA;E io, il mio, credo di starlo facendo. Non ho ancora fatto una cresta, ho pochi tatuaggi, non sono riuscito a diventare straight edge*, ma l&#39;attitudine del punk ormai è cosa mia, e spero sì, di passarla ad altru compagnu grandi e piccolu, e di farne nascere altru cento. &#xA;&#xA;Grazie, Michele; grazie della tua educazione sentimentale ad amare il Movimento. &#xA;Ci vediamo presto in piazzetta.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Chi mi ha letto nell&#39;ultimo anno avrà intuito che sono <em>giusto un po&#39;</em> affezionato all&#39;opera di Michele “Zerocalcare” Rech il fumettista... ma tipo che iniziai a leggerlo negli ultimi mesi della 5a superiore perché ne parlavano bene tutti, entro il diploma mi ero sciroppato tutta la produzione dei suoi primi 4 anni, e da allora ho seguito assiduamente ogni suo nuovo lavoro come per nessun altr* artista vivente, tranne forse <a href="https://filosottile.noblogs.org/filo-chi/" rel="nofollow">Filomena “Filo” Sottile</a> da qualche tempo a questa parte.</p>

<p>Che posso dire, Michele Rech piombò nella mia vita solitaria di nerd di periferia un po&#39; destronzo come la biblica folgorazione sulla via di Damasco, e grazie ai suoi disegnetti, piano piano, ho fatto miei tanti pezzettini dell&#39;uomo che sono adesso, a partire da quel primo timido approccio al punk comico dei <a href="https://666tributeband883.bandcamp.com/album/perch-in-fondo-lo-squallore-siamo-noi" rel="nofollow">666</a> che mi ha portato, un decennio dopo, a girare in jeans e bretelle con le spillette dell&#39;orgoglio finocchio sulla camicia a quadri e <a href="https://ultimi.bandcamp.com/album/sine-metu" rel="nofollow">Gli Ultimi</a> nelle orecchie, fino alla scoperta del confederalismo democratico curdo che mi ha indicato il Nord magnetico su cui orientare la mia bussola politica, facendo di me quell&#39;assurdo eretico che riesce a tenere assieme con pari curiosità ecologia antispecista, spiritualità antagonista, pedagogie libertarie, il gioco come vettore di comunità, e tutte le altre robe picchiatelle che piacciono a noi umanistu svitatu... per tacere delle svolte in positivo nelle relazioni coi miei genitori, rese possibili <em>anche</em> dagli spunti che ho tratto dai fumetti autobiografici di Rech sulle <em>sue</em> svolte positive coi genitori.
E poi, ovviamente, ci fu il firmacopie di <em>Macerie Prime. Parte prima</em> fino a notte fonda cui andai assieme al mio ragazzo dell&#39;uni per farmi fare un ritratto, e in cui Michele mi raccontò che da pischello aveva flirtato con una tizia nata nella mia stessa zona; il mio Erasmus in Belgio allietato dalle note di <a href="https://www.youtube.com/watch?v=o-lQtwwxvQU&amp;t=1" rel="nofollow">“Ipocondria” di Giancane</a> animata da Michele (e in tale sede scoprii anche il loro amico Rancore), presciente dei suoi successivi corti di commento diretto alla pandemia di Covid-19; il mio trasloco in una Milano tappezzata dai poster zerocalcarei per il ventennale dell&#39;omicidio del compagno Davide “Dax” Cesare; la rete di solidarietà che ci ha tenuti assieme nel tirar fuori la comune amica Ilaria Salis dalle galere ungheresi (ok Ila non è direttamente amica mia ma è amica di amici e io una minuscola mano la ho data, non mi rompete)... la prosa stessa che adotto nei miei scritti, la quale mi rendo perfettamente conto che ricalchi il Michele Rech sceneggiatore (anche se spero ci sia anche altro, e che quell&#39;altro sia genuinamente mio).</p>

<p>Ebbene, in questi giorni succede che Michele pubblica con Netflix la terza e ultima delle tre miniserie animate interconnesse fra loro e col suo universo narrativo fumettistico, e al contempo ha un po&#39; diradato la sua produzione cartacea: la narrativa autobiografica sulla vita a Rebibbia, il Calcareverso propriamente detto, è di fatto “ferma” a <a href="https://www.zerocalcare.net/prodotto/scheletri/" rel="nofollow"><em>Scheletri</em></a> e si è mossa su una piccola scala con <a href="https://www.zerocalcare.net/prodotto/quando-muori-resta-a-me/" rel="nofollow"><em>Quando muori resta a me</em></a> (che resta un signorissimo lavoro!), mentre prosegue di gran carriera il reportage militante per la rete <a href="https://freeallantifas.noblogs.org/" rel="nofollow">Free All Antifas</a> con <a href="https://baopublishing.it/prodotti/nel-nido-dei-serpenti/" rel="nofollow"><em>Nel nido dei serpenti</em></a> (che invero devo ancora recuperare). E a pensare che Michele è <em>da sempre</em> una penna della Sinistra extraparlamentare, e sono 15 anni che è un artista affermato in senso nazionalpopolare, mi viene un po&#39; di capogiro: di fatto ho trascorso metà della mia vita accompagnato e addirittura educato dall&#39;opera di quest&#39;uomo, prima o poi lo vedrò pensionarsi, e avrò l&#39;onere morale di riconoscere nella generazione successiva la voce o le voci che risulteranno altrettanto iconiche, sì da non perdere un linguaggio condiviso con lu compagnu che verranno dopo di noi.</p>

<blockquote><p>Senti cretinodicrescenzago, ma perché tutto questo pippone retrospettivo t&#39;è partito proprio oggidì?</p></blockquote>

<p>Serendipità, Amicu Lettoru.
Serendipità, come il film che piace a mia madre.</p>

<p>Nei giorni scorsi in classe non avevamo una fava da fare e ho convinto le bestiole a guardarsi la prima delle tre miniserie di Michele (sì voglio farmi la ri-visione completa), e ci siamo fermatu all&#39;episodio 3, quando lo Zerocalcare personaggio ricapitola la scoperta della distanza professionale fra studente e docente (quella che la merdosa scuola pubblica italiana azzera con il suo armamentario di pratiche pedagogiche infantilizzanti ora paternaliste ora maternaliste), nonché le gioie e i dolori, le grandi speranze e i sonori fallimenti delle ripetizioni con cui Zero campava da giovine.<br>
Io per campare faccio l&#39;insegnante (sì questo blog <strong>deve</strong> restare anonimo proprio perché non voglio farmi calciorotare in culo dai miei capi al Ministero), a giorni saprò se e dove mi spostano di scuola, e ho la mente intenta a macinare tutto ciò che ho imparato in quest&#39;ultimo paio d&#39;anni di gavetta in situazioni di sbando completo, e tutti i miei propositi per insegnare con rigore e deontologia tecnica ma preservando i giusti spazi personali, per cui inevitabilmente mi ha toccato <strong>tanto</strong> rivedere quella scena sul rapporto docente-studente, guardata per la prima volta quando ancora ero un supplentino fresco di laurea.</p>

<p>E però, quello stesso pomeriggio, ho pure rivisto il mio Discepolo di ripetizioni che seguo ormai da un anno, cioè da quando mi sono trasferito ufficialmente qui ad Affori, in questo quartiere nell&#39;estrema periferia di Milano che ancora sembra un paesotto un po&#39; campagnolo, ove osavano vendere un appartamentino da scapolo a portata delle mie tasche. Un anno quasi che piano piano imparo a conoscere questo ragazzo, che nel quartiere ci è nato e cresciuto, un anno quasi che ricompongo i pezzi della sua vitaccia da ragazzino sottoproletario di periferia, cavandogli fuori i patemi di bocca mentre tento di fargli imparare a memoria la trama dei <em>Promessi sposi</em> (l&#39;ho già detto che la scuola pubblica italiana è un disastro?). Un anno di stress, telefonate troppo lunghe a genitori troppo assenti, demoralizzazione mia e sua, e piccoli risultati confortanti, fino al momento di abbattimento ed esaurimento che abbiamo affrontato pochi giorni fa... ma poi, due giorni dopo, il ragazzo mi racconta che ha iniziato a tenere un diario per mettere in ordine i suoi casini ed effettivamente lo fa stare meglio (lui che odia scrivere i temi), e che vuole tirarsi fuori dalla vitaccia che ha dovuto sopportare supinamente sino ad ora.</p>

<p>Circa un anno dopo il firmacopie in cui Zerocalcare mi ritrasse, io e il mio ragazzo dell&#39;università stavamo guardando assieme  <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Your_Name." rel="nofollow"><em>Your Name</em></a> e io scoppiai a piangere perché da adolescente non ero riuscito a vivere “avventure da adolescente” con i miei pari, ma non ero ancora abbastanza grande da diventare l&#39;adulto positivo in una storia di crescita, e quindi non potermi identificare in nessun personaggio entro un racconto di formazione era davvero doloroso.
Otto anni dopo, a quanto pare, sono diventato un adulto positivo che offre degli appigli a chi è più giovane di me, così da tirarlu fuori dalla melma piano piano ma con tenacia. Oltreché una persona benvoluta nel suo quartiere, dove ormai sono di casa in osteria, in libreria, all&#39;alimentari, dal sarto, al baretto, in pizzeria, al ristorante cinese, alla trattoria egiziana, al centro culturale finocchio, (ovviamente) al circolino ARCI (dove ho sulle spalle l&#39;impresa del ricambio generazionale) ed entro l&#39;estate spero pure dal gelataio, quando io e il mio amicone di Bruzzano (il quartiere adiacente, alias Bronxano) inizieremo a “pijà er gelato” assieme.</p>

<p>Sono passati dodici anni da quando ho scoperto Zerocalcare, e il suo lavoro mi ha indicato, vignetta dopo vignetta, il percorso di vita che sentivo mio, il sogno da realizzare per potermi tirar fuori dal pantano della provincia sonnolenta e bigotta. Dopo dodici anni, eccomi qui, con il frigorifero tappezzato di adesivi dei vari centri sociali ancora operativi a Milano, la testa piena di idee su come costruire ponti fra varie realtà cittadine grandi e piccole che <strong>porcoddue</strong> devono parlarsi di più e lanciare progetti a lungo termine assieme, altrimenti non ci salviamo... e un ragazzino che vuole prendere la sua vita in mano ed è disposto a fidarsi di me per capire da che parte andare, uno che si è stufato di andare in oratorio (non chiedetemi perché, cavolacci suoi) e potrebbe essere disposto a fare un salto esplorativo in qualche spazio aggregativo bazzicato da noi zecche finocchie.</p>

<p>Non so se dopo aver concluso la trilogia <em>Strappare lungo i bordi</em> – <em>Questo mondo non mi renderà cattivo</em> – <em>Due spicci</em> Michele Rech appenderà la matita al chiodo, reputando che il suo tempo sia passato e che sia ora di un ricambio generazionale entro il fumetto komunista, ma so che il compagno Michele mi ha lasciato tantissimo, più di tanti insegnanti, e spero di poter seminare altrettanto qui nel quartiere che mi ha adottato e che ho deciso di amare, questo posto che, ok, non si chiama “Rebibbia Regna” ma intanto è “Affori Azione-Anti-Fascista” (controllate il nostro CAP, se non ci credete)... e scusate se è poco. Questo quartiere dove, chissà, lu ragazzinu allo sbando di oggi, se solo trovassimo il tempo e le energie per parlarci davvero, potranno unirsi a noi nel mettere assieme qualcosa di bello domani, e poi prenderci tutto per tuttu dopodomani, perché non è vero che certe idee e certe attitudini le hanno uccise e sepolte.</p>

<p>Quando Davide Dax venne ammazzato, cantammo</p>

<blockquote><p> 16 di Marzo, bandiere rosse al vento
uccidono un compagno, ne nascono altri cento.</p></blockquote>

<p>però io ci tengo molto, a precisare,</p>

<blockquote><p>[che] il redskin mica si fa
solo a Marzo nei giorni di Dax.</p></blockquote>

<p>E io, il mio, credo di starlo facendo. Non ho ancora fatto una cresta, ho pochi tatuaggi, non sono riuscito a diventare <em>straight edge</em>, ma l&#39;attitudine del punk ormai è cosa mia, e spero sì, di passarla ad altru compagnu grandi e piccolu, e di farne nascere altru cento.</p>

<p>Grazie, Michele; grazie della tua educazione sentimentale ad amare il Movimento.
Ci vediamo presto in piazzetta.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://log.livellosegreto.it/cretinodicrescenzago/serendipita-calcarea</guid>
      <pubDate>Wed, 27 May 2026 21:51:20 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Da Reggio Calabria a Milano-Cortina</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/cretinodicrescenzago/da-reggio-calabria-a-milano-cortina</link>
      <description>&lt;![CDATA[  Questo articolo parlerà, come mio solito, di scienze sociali e massimi sistemi, ma per una volta sarà prevalente il taglio autobiografico da vero e proprio diario online. Se non vi interessa, pregovi di passare oltre senza insultare (per favore :( ).&#xA;&#xA;Quando mi sono trasferito a Milano, nel 2023, sono entrato in un gruppo di volontariato che erogava innanzitutto forniture alimentari nei quartieri di Turro-Gorla e di Lorenteggio-Giambellino, ma mirava a occuparsi anche di diritto all&#39;abitare, nel quadro più ampio di contrastare il carovita e la speculazione edilizia. Visto che sulla città incombeva la spada di Damocle delle Olimpiadi di Milano-Cortina del 2026, mi chiesi se ci fossero modi per fare agitpropaganda contro l&#39;economia rapace dei grandi eventi, e trovai uno spunto nella memoria dei moti di Reggio Calabria del luglio 1970-febbraio &#39;71. &#xA;Per chi non lo sapesse (immagino, chiunque non sia un secchione sinistronzo come me) il capoluogo della regione Calabria doveva essere (e tuttora è) collocato a Catanzaro, ma la sezione reggina del Movimento Sociale Italiano colse l&#39;occasione per scatenare in città mesi e mesi di tumulti di protesta, grazie ai quali i neofascisti si costruirono un notevole consenso locale e strapparono importanti meccanismi di clientele al governo nazionale... ovviamente senza che, alla fin fine, il capoluogo fosse davvero spostato a Reggio; fra le altre cose, il 22 luglio &#39;70 ci fu un incidente ferroviario mortale alla stazione di Gioia Tauro, e se la magistratura non ha mai del tutto chiarito i fatti, molta storiografia (me compreso) lo annovera fra le stragi dinamitarde neofasciste del &#39;68-&#39;80, assieme a piazza Fontana, il treno Italicus, piazza della Loggia e la stazione di Bologna. E lo annoveriamo come tale anche perché cinque giovani militanti della Federazione Anarchica reggina, in nemmeno due mesi, misero assieme un dossier di controinformazione che collocava i moti di Reggio entro un più ampio disegno nazionale di eversione nera... e furono ammazzati il 27 settembre in un incidente stradale proprio mentre protavano il plico a Roma, alla redazione del settimanale anarchico «Umanità Nova». I loro nomi erano Gianni Aricò, Annelise &#34;Muki&#34; Borth, Angelo Casile, Franco Scordo e Luigi Lo Celso, gli &#34;anarchici della Baracca&#34;, e per chi si riconosce nella A cerchiata rossa e nera, i loro nomi sono stelle polari, assieme a quelli di Giuseppe &#34;Pino&#34; Pinelli e Franco Serantini.&#xA;&#xA;Ora, al di là del sacrificio di sangue pagato dal movimento anarchico, tutte le formazioni di Sinistra calabresi fecero del loro meglio per sviare la popolazione dalla demagogia dei missini e dimostrare che la povertà strutturale della Calabria non si sarebbe certo risolta con una guerra fra poveri per accaparrarsi la mangiatoia della pubblica amministrazione regionale: l&#39;apice fu raggiunto nel settembre &#39;72 con la marea umana di operai del Nord (e chissà in quanti erano meridionali migrati) confluiti a Reggio per una manifestazione nazionale, narrata ne &#34;I treni per Reggio Calabria&#34; di Giovanna Marini, ma già l&#39;anno precedente il Partito Comunista reggino aveva commissionato agli omologhi bolognesi una canzone di propaganda ad hoc: &#34;La rabbia esplode a Reggio Calabria&#34; del Canzoniere delle Lame. &#xA;&#xA;Ebbene, io sono nato e cresciuto in Lombardia ma mio padre è nato e cresciuto proprio in provincia di Reggio ed era bambino durante i mesi dei moti, e a quanto pare mio nonno paterno, in quei giorni, tolse il saluto a un cugino (ben più ricco) che si era schierato coi missini. Per cui, la riscrittura della canzone venne da sé: mi bastò scambiare il sindaco reggino Pietro Battaglia con il meneghino Giuseppe Sala e il suo assessore Piefrancesco Maran, e sostituire il rione delle Sbarre, periferia della periferia di Reggio, con i quartieri popolari milanesi storicamente dormitorio per i migranti prima padani, poi meridionali, ora terzomondisti. Poi certo, aggiunsi la lobby cattolica di Comunione &amp; Liberazione, da decenni una potenza entro la Destra lombarda, e quanto alla mafia..., ah la mafia non manca mai. &#xA;&#xA;  «Contro le Olimpiadi di Milano-Cortina»&#xA;&#xA;  Piazza Corvetto esplode: / la miccia brucia già&#xA;Ma chi l’ha accesa / sono gli stessi / che ruban case qua.&#xA;Quest’Olimpiade serve / solo al PD e ai mafiosi&#xA;per ottenere ancor più potere / di quello che hanno già&#xA;Maran e Beppe Sala servon da copertura&#xA;dietro han le banche, i palazzinari&#xA;pure Ci-Elle e Lega.&#xA;Che importa dare un tetto / alla povera gente?&#xA;Che cosa importa se chi lavora / non può comprare niente?&#xA;Piazza Loreto esplode: / la miccia brucia già&#xA;Ma chi l’ha accesa / sono gli stessi / che ruban case qua.&#xA;Musocco, San Siro, e Gola / la gente insorge già&#xA;contro gli sfratti, contro la fame, contro questo PD!&#xA;Fascisti con le guardie, mafiosi col potere&#xA;i proletari sole le braccia hanno da far valere.&#xA;Padroni i vostri giochi / vi esploderanno in mano&#xA;Perché Milano a questo schifo / ora risponde no!&#xA;Milano adesso esplode / la gente adesso sa&#xA;contro chi deve usare la rabbia / la mafia non passerà.&#xA;&#xA;Alla fine non la incidemmo mai, questa riscrittura. Il gruppo di volontariato è andato pressoché in bancarotta, io ho cambiato quartiere e mi sono spostato su altri progetti un filino più solidi, le Olimpiadi del 2026 sono andate e venute lasciandosi dietro le proprie macerie di opere inutili, e purtroppo non siamo statu capaci di fare i tumulti &#34;contro il PD e i mafiosi&#34;; certo, a Settembre 2025 si è vandalizzato il cantiere dell&#39;ennesimo grattacielo obbrobrioso eretto dal solito architetto ammanicato, ma poca roba, niente di paragonabile ai moti contro l&#39;Expo 2015, che comunque non furono neanche lontanamente sufficenti. &#xA;&#xA;Per cui, piuttosto che lasciarla per sempre nel mio taccuino, la pubblico qui, la mia poesiola; una piccola testimonianza di cosa sognavamo di fare a Milano in attesa della tempesta delle Olimpiadi, un tassello su cui costruire i progetti da qui al 2030 e oltre... un filo riannodato nella storia della mia famiglia, di quel percorso tortuoso che l&#39;altro ieri ci vedeva sottoproletari nella Piana di Goia Tauro e ora alto-proletari fra la profonda Brianza e le periferie di Milano. Da cinquant&#39;anni classe lavoratrice, da cinquant&#39;anni gente del Sud testardo e martoriato, di quel Sud che va da Lampedusa a certi quartieri popolari, qui in Padania, che &#34;etnicamente&#34; fanno provincia a Reggio, a Napoli o a Bari.&#xA;&#xA;Nei miei trent&#39;anni di vita ho certamente dovuto affrontare tanto razzismo antimeridionalista interiorizzato, e tante tensioni sociali con quella parte della mia famiglia che la mia visione di mondo non la sposa (anzi), ma quando ripenso alla presa di posizione di mio nonno, ai trascorsi da sindacalista di mio padre, e alla pacata flemma mediterannea che riconoscono in me sia i compagni e le compagne polentoni, sia quellu che come me sono figliu della Diaspora terrona, oggi non ho dubbi: almeno in parte, su calabrisi e calabrisi sugnu [...] fazzu li cosi mei cu’ forza e ‘mpegnu e casa mia, come posso, la difendo. Come la cinquina della Baracca ieri, come le case occupate di via Emilo Gola oggi, come chiunque arriverà domani a lottare con noi.&#xA;&#xA;  Da Reggio a Milano, ogni città trasformata,&#xA;solidarietà, non più &#34;libero&#34; mercato;&#xA;con tanti abbracci e tanta commozione&#xA;noi ancora la vogliamo, la rivoluzione. ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Questo articolo parlerà, come mio solito, di scienze sociali e massimi sistemi, ma per una volta sarà prevalente il taglio autobiografico da vero e proprio diario online. Se non vi interessa, pregovi di passare oltre senza insultare (per favore :( ).</p></blockquote>

<p>Quando mi sono trasferito a Milano, nel 2023, sono entrato in un gruppo di volontariato che erogava innanzitutto forniture alimentari nei quartieri di Turro-Gorla e di Lorenteggio-Giambellino, ma mirava a occuparsi anche di diritto all&#39;abitare, nel quadro più ampio di contrastare il carovita e la speculazione edilizia. Visto che sulla città incombeva la spada di Damocle delle Olimpiadi di Milano-Cortina del 2026, mi chiesi se ci fossero modi per fare agitpropaganda contro l&#39;economia rapace dei grandi eventi, e trovai uno spunto nella memoria dei moti di Reggio Calabria del luglio 1970-febbraio &#39;71.
Per chi non lo sapesse (immagino, chiunque non sia un secchione sinistronzo come me) il capoluogo della regione Calabria doveva essere (e tuttora è) collocato a Catanzaro, ma la sezione reggina del Movimento Sociale Italiano colse l&#39;occasione per scatenare in città mesi e mesi di tumulti di protesta, grazie ai quali i neofascisti si costruirono un notevole consenso locale e strapparono importanti meccanismi di clientele al governo nazionale... ovviamente <em>senza</em> che, alla fin fine, il capoluogo fosse davvero spostato a Reggio; fra le altre cose, il 22 luglio &#39;70 ci fu un incidente ferroviario mortale alla stazione di Gioia Tauro, e se la magistratura non ha mai del tutto chiarito i fatti, molta storiografia (me compreso) lo annovera fra le stragi dinamitarde neofasciste del &#39;68-&#39;80, assieme a piazza Fontana, il treno Italicus, piazza della Loggia e la stazione di Bologna. E lo annoveriamo come tale anche perché cinque giovani militanti della Federazione Anarchica reggina, in nemmeno due mesi, misero assieme un dossier di controinformazione che collocava i moti di Reggio entro un più ampio disegno nazionale di eversione nera... e furono ammazzati il 27 settembre in un incidente stradale proprio mentre protavano il plico a Roma, alla redazione del settimanale anarchico «Umanità Nova». I loro nomi erano Gianni Aricò, Annelise “Muki” Borth, Angelo Casile, Franco Scordo e Luigi Lo Celso, gli “anarchici della Baracca”, e per chi si riconosce nella A cerchiata rossa e nera, i loro nomi sono stelle polari, assieme a quelli di Giuseppe “Pino” Pinelli e Franco Serantini.</p>

<p>Ora, al di là del sacrificio di sangue pagato dal movimento anarchico, tutte le formazioni di Sinistra calabresi fecero del loro meglio per sviare la popolazione dalla demagogia dei missini e dimostrare che la povertà strutturale della Calabria non si sarebbe certo risolta con una guerra fra poveri per accaparrarsi la mangiatoia della pubblica amministrazione regionale: l&#39;apice fu raggiunto nel settembre &#39;72 con la marea umana di operai del Nord (e chissà in quanti erano meridionali migrati) confluiti a Reggio per una manifestazione nazionale, narrata ne <a href="https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=4067" rel="nofollow">“I treni per Reggio Calabria” di Giovanna Marini</a>, ma già l&#39;anno precedente il Partito Comunista reggino aveva commissionato agli omologhi bolognesi una canzone di propaganda ad hoc: <a href="https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=4699&amp;lang=it" rel="nofollow">“La rabbia esplode a Reggio Calabria” del Canzoniere delle Lame</a>.</p>

<p>Ebbene, io sono nato e cresciuto in Lombardia ma mio padre è nato e cresciuto proprio in provincia di Reggio ed era bambino durante i mesi dei moti, e a quanto pare mio nonno paterno, in quei giorni, tolse il saluto a un cugino (ben più ricco) che si era schierato coi missini. Per cui, la riscrittura della canzone venne da sé: mi bastò scambiare il sindaco reggino Pietro Battaglia con il meneghino Giuseppe Sala e il suo assessore Piefrancesco Maran, e sostituire il rione delle Sbarre, periferia della periferia di Reggio, con i quartieri popolari milanesi storicamente dormitorio per i migranti prima padani, poi meridionali, ora terzomondisti. Poi certo, aggiunsi la lobby cattolica di Comunione &amp; Liberazione, da decenni una potenza entro la Destra lombarda, e quanto alla mafia..., ah la mafia non manca mai.</p>

<blockquote><p>«Contro le Olimpiadi di Milano-Cortina»</p>

<p>Piazza Corvetto esplode: / la miccia brucia già
Ma chi l’ha accesa / sono gli stessi / che ruban case qua.
Quest’Olimpiade serve / solo al PD e ai mafiosi
per ottenere ancor più potere / di quello che hanno già
Maran e Beppe Sala servon da copertura
dietro han le banche, i palazzinari
pure Ci-Elle e Lega.
Che importa dare un tetto / alla povera gente?
Che cosa importa se chi lavora / non può comprare niente?
Piazza Loreto esplode: / la miccia brucia già
Ma chi l’ha accesa / sono gli stessi / che ruban case qua.
Musocco, San Siro, e Gola / la gente insorge già
contro gli sfratti, contro la fame, contro questo PD!
Fascisti con le guardie, mafiosi col potere
i proletari sole le braccia hanno da far valere.
Padroni i vostri giochi / vi esploderanno in mano
Perché Milano a questo schifo / ora risponde no!
Milano adesso esplode / la gente adesso sa
contro chi deve usare la rabbia / la mafia non passerà.</p></blockquote>

<p>Alla fine non la incidemmo mai, questa riscrittura. Il gruppo di volontariato è andato pressoché in bancarotta, io ho cambiato quartiere e mi sono spostato su altri progetti un filino più solidi, le Olimpiadi del 2026 sono andate e venute lasciandosi dietro le proprie macerie di opere inutili, e purtroppo non siamo statu capaci di fare i tumulti “contro il PD e i mafiosi”; certo, a Settembre 2025 <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2025/09/06/al-via-il-primo-corteo-per-il-leoncavallo-5mila-in-piazza.-blitz-nel-cantiere_09fe0c1a-2003-4102-962a-2ed989a05bd7.html" rel="nofollow">si è vandalizzato il cantiere dell&#39;ennesimo grattacielo obbrobrioso eretto dal solito architetto ammanicato</a>, ma poca roba, niente di paragonabile ai moti contro l&#39;Expo 2015, che comunque non furono neanche lontanamente sufficenti.</p>

<p>Per cui, piuttosto che lasciarla per sempre nel mio taccuino, la pubblico qui, la mia poesiola; una piccola testimonianza di cosa sognavamo di fare a Milano in attesa della tempesta delle Olimpiadi, un tassello su cui costruire i progetti da qui al 2030 e oltre... un filo riannodato nella storia della mia famiglia, di quel percorso tortuoso che l&#39;altro ieri ci vedeva sottoproletari nella Piana di Goia Tauro e ora alto-proletari fra la profonda Brianza e le periferie di Milano. Da cinquant&#39;anni classe lavoratrice, da cinquant&#39;anni gente del Sud testardo e martoriato, di quel Sud che va da Lampedusa a certi quartieri popolari, qui in Padania, che “etnicamente” fanno provincia a Reggio, a Napoli o a Bari.</p>

<p>Nei miei trent&#39;anni di vita ho certamente dovuto affrontare tanto razzismo antimeridionalista interiorizzato, e tante tensioni sociali con quella parte della mia famiglia che la mia visione di mondo non la sposa (anzi), ma quando ripenso alla presa di posizione di mio nonno, ai trascorsi da sindacalista di mio padre, e alla pacata flemma mediterannea che riconoscono in me sia i compagni e le compagne polentoni, sia quellu che come me sono figliu della Diaspora terrona, oggi non ho dubbi: almeno in parte, <em>su calabrisi e calabrisi sugnu [...] fazzu li cosi mei cu’ forza e ‘mpegnu</em> e casa mia, come posso, la difendo. Come la cinquina della Baracca ieri, come le case occupate di via Emilo Gola oggi, come chiunque arriverà domani a lottare con noi.</p>

<blockquote><p>Da Reggio a Milano, ogni città trasformata,
solidarietà, non più “libero” mercato;
con tanti abbracci e tanta commozione
noi ancora la vogliamo, la rivoluzione.</p></blockquote>
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      <pubDate>Sun, 10 May 2026 15:12:04 +0000</pubDate>
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