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    <title>Miceliø</title>
    <link>https://log.livellosegreto.it/micelio/</link>
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    <pubDate>Mon, 31 Aug 2026 08:54:31 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>CAPIRE LA PORTATA DI UN ATTACCO IMPERIALISTA</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/micelio/capire-la-portata-di-un-attacco-imperialista</link>
      <description>&lt;![CDATA[CAPIRE LA PORTATA DI UN ATTACCO IMPERIALISTA&#xA;[/su Autistici/Inventati e sul perché questa notizia riguarda anche noi e chiunque voglia continuare a pensare, organizzarsi e comunicare liberamente]&#xA;&#xA;/non pubblichiamo questa notizia per chiedere a chi ci segue di riconoscersi in una particolare tradizione politica, né perché pretendiamo di commentare ogni avvenimento internazionale /condividiamo questa vicenda perché ciò che sta accadendo ad Autistici/Inventati riguarda direttamente le condizioni materiali attraverso cui anche noi possiamo produrre cultura, conservare memoria, condividere conoscenze e costruire relazioni senza dipendere interamente dal permesso di uno stato, di una banca o di una multinazionale&#xA;/il 26 agosto scorso l’amministrazione statunitense ha inserito Autistici/Inventati nel dispositivo sanzionatorio riservato al “terrorismo globale” /non in seguito a una sentenza, né dopo un processo nel quale il collettivo abbia potuto difendersi: attraverso un atto dell’esecutivo che produce immediatamente isolamento finanziario, congelamento dei beni e interdizione dei rapporti economici /le sanzioni possono investire non soltanto soggetti statunitensi, ma anche persone, banche e fornitori stranieri che continuino a intrattenere determinati rapporti con il collettivo /è una forma di interdizione civile globale pronunciata da Washington&#xA;/nel proprio comunicato ufficiale ( https://home.treasury.gov/news/press-releases/sb0616/ ), il Dipartimento del Tesoro non attribuisce ad A/I l’esecuzione di uno specifico attentato /ciò che viene criminalizzato è l’aver fornito infrastrutture digitali — posta cifrata, hosting, mailing list, chat, videoconferenze e blog — a movimenti che gli Stati Uniti considerano nemici: organizzazioni anarchiche, antifasciste e palestinesi, gruppi impegnati contro l’ICE, Stop Cop City, Rose City Antifa e Jane’s Revenge /il passaggio è enorme: il fornitore di uno strumento viene trasformato nell’autore di ciò che attraverso quello strumento viene comunicato; la tutela della riservatezza diventa occultamento; la solidarietà tecnica diventa direzione operativa; la presenza di un utente &#34;sgradito&#34; diventa colpa dell’intera infrastruttura&#xA;/Autistici/Inventati nasce nel marzo 2001 dalla costellazione degli hacklab, di Indymedia e dei movimenti anticapitalisti, pochi mesi prima del G8 di Genova /da venticinque anni una manciata di persone mantiene un bene comune digitale utilizzato, secondo le stesse cifre citate dal governo americano, da circa 16.000 caselle di posta, 5.500 mailing list, 1.500 siti e 10.000 Noblogs /non è una piattaforma commerciale: non fonda il proprio funzionamento sulla vendita dei dati degli utenti, non organizza la visibilità dei contenuti secondo il profitto pubblicitario e non costruisce algoritmi per trattenere le persone davanti a uno schermo /fornisce strumenti di autodifesa digitale attraverso i quali singole persone, collettivi, associazioni e movimenti possono comunicare, pubblicare documenti e conservare la propria memoria senza consegnarla alle multinazionali della sorveglianza &#xA;/A/I conosce da tempo la repressione /nel 2004 la polizia copiò un suo server ospitato da Aruba, coinvolgendo i dati di migliaia di persone completamente estranee all’indagine /da quell’attacco nacque il Piano R*: un’architettura distribuita, cifrata e ridondante, costruita affinché il sequestro di una singola macchina non potesse distruggere l’intera rete /nel 2010, quando la polizia norvegese intervenne su un altro nodo, i servizi poterono continuare proprio grazie a quel metodo &#xA;/oggi il salto di qualità è evidente: non si tenta soltanto di sequestrare un server, ma vengono colpite le condizioni che permettono alla rete stessa di esistere e di essere raggiunta /denaro, domini, sistemi di indirizzamento, fornitori, certificati e accesso pubblico &#xA;/nella notte tra il 27 e il 28 agosto &#39;autistici.org&#39; è stato posto in &#39;serverHold&#39; dal registro statunitense del dominio &#39;.org&#39; /la causale formale non è stata ancora resa pubblica, ma l’effetto è concreto: il dominio viene sottratto al sistema mondiale degli indirizzi e diventa irraggiungibile, anche se le macchine alle quali conduce continuano a esistere &#xA;/al momento in cui scriviamo, alcune infrastrutture collocate in Svizzera e nei Paesi Bassi risultano ancora operative e il collettivo è riuscito a ripristinare una parte importante del servizio di posta: chi possiede un indirizzo &#39;@autistici.org&#39; non può ancora inviare o ricevere nuovi messaggi, perché le caselle stanno venendo trasferite su un altro dominio, ma può però accedere al proprio account e ritrovare intatto tutto l’archivio /l’attacco ha sottratto il dominio, ma non ha cancellato la memoria custodita sui server /la rete è stata colpita, ma non è caduta; e mentre il potere statunitense tenta di cancellarne gli indirizzi, il collettivo sposta le caselle, riapre i collegamenti e continua a ricostruire&#xA;/tenere duro, in questo momento, non è una metafora /è il lavoro materiale attraverso cui una rete sotto attacco continua a esistere /Noblogs è stato manomesso con una pagina filotrumpiana contenente la rivendicazione di avere sottratto e consegnato i dati degli utenti al governo americano: questa affermazione, al momento, non è sostenuta da alcuna prova e non costituisce fatto accertato&#xA;/il monitor indipendente ( https://kuma.accol.li/status/aimonitor ) mostra una rete ferita e parzialmente operativa, non una rete già annientata /questa distinzione è importante &#xA;/interessarsi a ciò che sta accadendo significa anche imparare a separare i fatti dalle rivendicazioni, un dominio irraggiungibile da un server distrutto, una pagina manomessa da una sottrazione dimostrata di dati /la confusione e il panico sono parte del danno che un attacco di questo genere può produrre&#xA;&#xA;/il paragone con un attacco imperialista a una rete partigiana internazionale non è una decorazione retorica /le reti perseguitate dal nazifascismo non erano costituite soltanto da chi impugnava le armi /erano tipografie clandestine, giornali, staffette, radio, archivi, fondi, documenti, case sicure e persone incaricate di mantenere i collegamenti [/&#39;Combat&#39;, &#39;Libération&#39; e &#39;Défense de la France&#39; furono movimenti organizzati attorno ai propri strumenti di comunicazione prima ancora che semplici testate]  /la repressione colpiva quelle infrastrutture perché era attraverso di esse che gruppi dispersi potevano riconoscersi, coordinarsi e diventare una forza politica &#xA;/la grammatica repressiva è la stessa: colpire le connessioni, criminalizzare la prossimità, isolare i nodi, interrompere la circolazione delle informazioni e rendere pericoloso persino offrire ospitalità, strumenti o ascolto /oggi questa operazione viene condotta su scala digitale, attraverso il potere finanziario e infrastrutturale degli Stati Uniti /Washington non ha bisogno di entrare fisicamente in una sede italiana: può utilizzare la centralità americana nei circuiti bancari, nei registri dei domini e nelle filiere tecnologiche per rendere un soggetto &#34;straniero&#34; economicamente intoccabile e tecnicamente invisibile /e se tutto questo non fosse bastato per sentirsi coinvoltə direttamente, è qui che questa storia smette di riguardare soltanto A/I e comincia a riguardare anche noi&#xA;/noi: chi scrive, disegna, suona, fotografa, traduce, cura, impagina, stampa, archivia, insegna, studia, organizza incontri, apre uno spazio, mantiene una biblioteca o fa arrivare un libro nelle mani di qualcun altro&#xA;/quando raccogliamo un&#39;esperienza in una pubblicazione, la sottraiamo alla dispersione e costruiamo una relazione tra opere, persone, luoghi e lettori /produciamo un oggetto, ma anche un archivio: rendiamo durevole qualcosa che, secondo i criteri del mercato, potrebbe essere considerato troppo piccolo, laterale o poco redditizio per meritare memoria /quando un testo viene reso liberamente accessibile, stampato a costo di produzione, acquistato collettivamente, depositato in un archivio digitale o fatto circolare attraverso librerie, centri, circoli e relazioni territoriali, la cultura smette di essere un prodotto calato dall’alto su un pubblico di consumatori /diventa qualcosa che molte persone contribuiscono a produrre, custodire, finanziare, raccontare e rimettere in movimento /questo è il significato di socializzare la conoscenza: non semplicemente pubblicare qualcosa gratuitamente su Internet, ma riconoscere che sapere e cultura sono il risultato di un lavoro collettivo e che anche i mezzi necessari alla loro diffusione devono poter essere condivisi, moltiplicati e sottratti al controllo esclusivo di pochi soggetti&#xA;/A/I realizza sul piano infrastrutturale una delle condizioni necessarie a ciò che cerchiamo di rendere possibile sul piano culturale: l’esistenza di luoghi nei quali parole, immagini, documenti, relazioni e memorie possano circolare senza essere immediatamente trasformati in dati da vendere, contenuti da sorvegliare o prodotti da rendere redditizi /possiamo essere completamente liberi nella scelta di ciò che pubblichiamo; ma se il dominio, la posta elettronica, gli archivi, i pagamenti, le newsletter e il contatto con chi ci legge dipendono da soggetti capaci di interromperli unilateralmente, quella libertà rimane precaria /a dimostrazione che l’indipendenza editoriale senza indipendenza infrastrutturale è soltanto un permesso revocabile&#xA;/questo non significa che ogni piccola realtà culturale sia oggi il bersaglio della stessa operazione /significa che abitiamo una medesima ecologia culturale e comunicativa, che viene impoverita ogni volta che una sua infrastruttura autonoma viene distrutta, intimidita o resa inutilizzabile; e significa che il precedente costruito contro A/I potrebbe essere applicato ad altre realtà, e non sulla base di un reato commesso, ma delle idee espresse da qualcuno che vi ha trovato ospitalità, delle persone con cui hanno collaborato o dei documenti che hanno contribuito a conservare &#xA;/non diremo che questa vicenda non è politica /lo è profondamente: il bersaglio dichiarato è l’antagonismo internazionale e l’operazione serve precisamente a restringerne la capacità di organizzarsi /ma è il bersaglio ad essere politico, mentre il diritto che viene minacciato non appartiene a una parte partocolare, ma a tuttə noi&#xA;/non è necessario essere qualcosa in particolare per comprendere il pericolo di cui stiamo parlando /e non è necessario approvare internamente ogni contenuto ospitato da A/I (così come difendere una biblioteca non significa condividere ogni libro presente sui suoi scaffali) /la questione non è stabilire se siamo d’accordo con tutte le persone che attraversano una rete, ma è decidere se accettiamo che un governo possa far scomparire quella rete perché considera alcune di quelle persone incompatibili con i propri interessi &#xA;/per questo, prima ancora di chiedere a chi ci legge di difendere A/I, chiediamo di capire che cosa sta accadendo&#xA;/queste operazioni riescono più facilmente quando appaiono troppo tecniche per riguardarci e troppo politicamente lontane per meritare la nostra attenzione /quando un dominio smette di funzionare, una mail non parte o un archivio diventa irraggiungibile, vediamo soltanto un malfunzionamento, dietro al quale possono invece nascondersi (e nemmeno troppo) decisioni politiche, rapporti di potere, sanzioni economiche e il lavoro cancellato di migliaia di persone &#xA;/interessarsi significa dare un nome ai meccanismi, verificare le fonti, seguire gli aggiornamenti, conservare i documenti e non lasciare che una realtà venga isolata nel silenzio /capire non è mai un gesto passivo: è il primo modo per impedire che l’infrastruttura della comunicazione venga distrutta nell’indifferenza di chi non sapeva nemmeno che esistesse &#xA;/non chiediamo quindi a chi ci legge e sostiene un’adesione preventiva, né di assumere come propria ogni posizione del collettivo /chiediamo invece di leggere questa storia e di comprenderne il precedente, perché la possibilità di parlare e pensare liberamente dipende anche dall’esistenza di persone disposte a costruire e mantenere i luoghi nei quali parole, opere, lotte e memorie possono incontrarsi &#xA;/quando una rete scompare, è troppo tardi per domandarsi quali preziosi eventi rendeva possibile&#xA;/il Collettivo Autistici/Inventati ha dichiarato ( https://cavallette.noblogs.org/2026/08/10076 ) : «L’antifascismo e l’anticapitalismo non sono terrorismo. Protestare non è terrorismo. E tutti hanno il diritto di prendere parola e di lottare per tutta l’umanità.»&#xA;Per il momento A/I chiede di non effettuare donazioni e di attendere indicazioni, evitando iniziative economiche non concordate /le informazioni cambiano rapidamente: gli aggiornamenti verificati vengono pubblicati sul blog del collettivo ( https://cavallette.noblogs.org/ ), sul suo account Mastodon ( https://mastodon.bida.im/@cavallette ) e sul monitor indipendente dei servizi.&#xA;&#xA;/per conoscere meglio la storia di questo progetto: +KAOS. Dieci anni di hacking e mediattivismo, Autistici/Inventati, Agenzia X, 2012 ( https://archive.org/details/kaosDieciAnniDiHackingEMediattivismo )&#xA;/il motto è e rimane &#34;socializzare saperi senza fondare poteri&#34;&#xA;&#xA;POSTILLA — NON STA ACCADENDO LONTANO DA NOI&#xA;&#xA;/l’attacco contro Autistici/Inventati può sembrare qualcosa di remoto: una decisione del governo statunitense, un dominio cancellato, dei server distribuiti in diversi paesi, un’infrastruttura conosciuta soprattutto da chi attraversa i movimenti antagonisti /ma negli stessi giorni, qui in Italia, il governo Meloni sta compiendo un’operazione che rende immediatamente visibile a tuttə la stessa centralità politica dei mezzi attraverso cui la conoscenza viene prodotta e fatta circolare /sì, perchè dal 1° ottobre Rai Scuola perderà il proprio canale sul digitale terrestre e al suo posto arriverà “Italiana”, una nuova rete dedicata all’identità nazionale, ai territori, alle tradizioni, ai borghi, al Made in Italy e alle “eccellenze produttive” /la Rai sostiene che non si tratti di una chiusura, perché i contenuti educativi rimarranno disponibili su RaiPlay, ma la questione non è se qualche video continuerà a esistere dentro un archivio: la questione è quale progetto culturale il potere abbia deciso di togliere dallo spazio pubblico e quale abbia scelto di metterci al suo posto&#xA;/formalmente la decisione è stata presa dal CdA della Rai; politicamente appartiene al governo Meloni /la Rai è il servizio radiotelevisivo pubblico controllato dallo stato e il suo amministratore delegato, Giampaolo Rossi, è stato designato dal Consiglio dei ministri /non serve che Giorgia Meloni firmi personalmente un palinsesto: il potere si esercita attraverso le persone che nomina, le istituzioni che occupa, le risorse che distribuisce e l’immaginario che decide di alimentare /fingere che questa sia una semplice riorganizzazione aziendale significa nascondere la responsabilità politica di chi governa&#xA;/rai Scuola, già da tempo impoverita e riempita in larga parte di repliche, conserva uno straordinario patrimonio di scienza, filosofia, storia, antropologia, lingue straniere, tecnologia, educazione civica, diritti e divulgazione /nel suo archivio si incontrano lezioni sul mondo arabo, sulle differenze di genere, sul cambiamento climatico, sul metodo scientifico, sulla sociologia, sull’Europa e sul Manifesto di Ventotene, eccetera &#xA;/la conoscenza, quando è pluralista, mette continuamente in crisi l’idea che la nazione sia il confine naturale del nostro pensiero /sostituire quello spazio con una rete costruita attorno alle “emozioni identitarie” significa scegliere una direzione precisa: meno mondo e più patria, meno strumenti critici e più autorappresentazione nazionale /non c’è nulla di innocente nel proporre un’Italia raccontata attraverso borghi, tradizioni ed eccellenze mentre guerre, migrazioni, crisi ecologica e violenza coloniale attraversano il presente /non perché non si debbano raccontare i territori, ma perché un territorio privato delle sue relazioni con il resto del mondo diventa una cartolina; una tradizione ripulita dalle contaminazioni diventa propaganda; una nazione liberata dai propri conflitti diventa un mito utile a chi la governa&#xA;/nessuna cultura è pura e nessun paese è autosufficiente /ciò che chiamiamo Italia è il risultato di migrazioni, traduzioni, reinterpretazioni, scambi, invasioni, lotte sociali, rapporti coloniali e continue contaminazioni /e il nazionalismo tiene molto a cancellare questa storia, perché una popolazione capace di riconoscere le relazioni che la legano agli altri è anche potenzialmente capace di vedere il lavoro migrante dietro le merci, lo sfruttamento dietro le “eccellenze”, la violenza dietro le frontiere e le responsabilità italiane in ciò che accade fuori dall’Italia /una popolazione educata a contemplare soltanto la propria immagine, invece, è più semplice da isolare e governare, gestire&#xA;/il fascismo storico aveva compreso perfettamente che non bastava reprimere gli oppositori: bisognava occupare la scuola, la radio, la stampa e ogni luogo nel quale una società imparava a guardare se stessa /la costruzione del consenso passava attraverso una pedagogia nazionale capace di trasformare la patria nell’unico orizzonte possibile e di espellere dal racconto comune tutto ciò che la contraddiceva /è questa memoria che la sostituzione di Rai Scuola con “Italiana” inevitabilmente riattiva: non perché la storia si ripeta con le stesse forme, ma perché torna il progetto di restringere il mondo visibile e di presentare questa mutilazione come tutela dell’identità&#xA;/e pure il trasferimento su RaiPlay partecipa a questa operazione /un canale pubblico non è un magazzino di file: è programmazione, continuità editoriale, produzione di nuovi contenuti, lavoro, accesso gratuito e possibilità di incontrare una conoscenza che non avevamo già deciso di cercare /un archivio digitale richiede invece una connessione, un dispositivo, competenze e una ricerca intenzionale; conserva ciò che è stato prodotto, ma non garantisce che continui a vivere, a essere finanziato e a raggiungere un pubblico /prima si indebolisce una rete, poi se ne misura il declino, infine si usa quel declino per giustificarne la scomparsa&#xA;/è anche questo che la vicenda di A/I ci sta mostrando con brutale chiarezza: i dati possono essere ancora intatti sui server, ma se viene sottratto il dominio attraverso cui raggiungerli, la loro semplice sopravvivenza materiale non basta /allo stesso modo, lasciare dei programmi dentro RaiPlay non significa conservare Rai Scuola /la libertà della conoscenza non dipende soltanto dal fatto che qualcosa esista da qualche parte, ma dalla possibilità concreta di accedervi, incontrarlo, condividerlo e continuare a generarlo&#xA;/per questo quanto sta accadendo alla Rai è importante anche per chi Rai Scuola non l’ha mai guardata /è un’operazione che avviene davanti a noi, dentro un’istituzione che conosciamo, attraverso decisioni che possiamo verificare e i cui effetti saranno visibili semplicemente accendendo il televisore /dimostra che il controllo delle infrastrutture culturali non è un problema astratto, né una minaccia confinata agli Stati Uniti o agli spazi antagonisti: sta già modificando quotidianamente il nostro accesso al sapere e l’orizzonte entro il quale ci viene consentito di pensare&#xA;/quando il potere spegne le reti che ci mettono in relazione con il mondo e accende quelle che ci riconducono all’identità nazionale, sta cercando di cambiare noi&#xA;/capire che cosa sta accadendo ad Autistici/Inventati significa anche imparare a riconoscere questa stessa lotta quando attraversa luoghi più vicini e familiari; significa difendere non soltanto dei contenuti, ma il diritto ad avere canali, archivi e infrastrutture attraverso cui poter conoscere ciò che il potere preferirebbe lasciarci fuori dallo sguardo&#xA;/contro l’isolamento, realizziamo contaminazione &#xA;/contro la propaganda identitaria, generiamo conoscenza condivisa&#xA;/contro l’occupazione fascista della cultura, affrontiamo la ri-costruzione ostinata di tutte le nostre reti&#xA;/liberə tuttə_&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>CAPIRE LA PORTATA DI UN ATTACCO IMPERIALISTA
[/su Autistici/Inventati e sul perché questa notizia riguarda anche noi e chiunque voglia continuare a pensare, organizzarsi e comunicare liberamente_]</p>

<p>/non pubblichiamo questa notizia per chiedere a chi ci segue di riconoscersi in una particolare tradizione politica, né perché pretendiamo di commentare ogni avvenimento internazionale_ /condividiamo questa vicenda perché ciò che sta accadendo ad Autistici/Inventati riguarda direttamente le condizioni materiali attraverso cui anche noi possiamo produrre cultura, conservare memoria, condividere conoscenze e costruire relazioni senza dipendere interamente dal permesso di uno stato, di una banca o di una multinazionale_
/il 26 agosto scorso l’amministrazione statunitense ha inserito Autistici/Inventati nel dispositivo sanzionatorio riservato al “terrorismo globale”_ /non in seguito a una sentenza, né dopo un processo nel quale il collettivo abbia potuto difendersi: attraverso un atto dell’esecutivo che produce immediatamente isolamento finanziario, congelamento dei beni e interdizione dei rapporti economici_ /le sanzioni possono investire non soltanto soggetti statunitensi, ma anche persone, banche e fornitori stranieri che continuino a intrattenere determinati rapporti con il collettivo_ /è una forma di interdizione civile globale pronunciata da Washington_
/nel proprio comunicato ufficiale ( <a href="https://home.treasury.gov/news/press-releases/sb0616/" rel="nofollow">https://home.treasury.gov/news/press-releases/sb0616/</a> ), il Dipartimento del Tesoro non attribuisce ad A/I l’esecuzione di uno specifico attentato_ /ciò che viene criminalizzato è l’aver fornito infrastrutture digitali — posta cifrata, hosting, mailing list, chat, videoconferenze e blog — a movimenti che gli Stati Uniti considerano nemici: organizzazioni anarchiche, antifasciste e palestinesi, gruppi impegnati contro l’ICE, Stop Cop City, Rose City Antifa e Jane’s Revenge_ /il passaggio è enorme: il fornitore di uno strumento viene trasformato nell’autore di ciò che attraverso quello strumento viene comunicato; la tutela della riservatezza diventa occultamento; la solidarietà tecnica diventa direzione operativa; la presenza di un utente “sgradito” diventa colpa dell’intera infrastruttura_
/Autistici/Inventati nasce nel marzo 2001 dalla costellazione degli hacklab, di Indymedia e dei movimenti anticapitalisti, pochi mesi prima del G8 di Genova_ /da venticinque anni una manciata di persone mantiene un bene comune digitale utilizzato, secondo le stesse cifre citate dal governo americano, da circa 16.000 caselle di posta, 5.500 mailing list, 1.500 siti e 10.000 Noblogs_ /non è una piattaforma commerciale: non fonda il proprio funzionamento sulla vendita dei dati degli utenti, non organizza la visibilità dei contenuti secondo il profitto pubblicitario e non costruisce algoritmi per trattenere le persone davanti a uno schermo_ /fornisce strumenti di autodifesa digitale attraverso i quali singole persone, collettivi, associazioni e movimenti possono comunicare, pubblicare documenti e conservare la propria memoria senza consegnarla alle multinazionali della sorveglianza_
/A/I conosce da tempo la repressione_ /nel 2004 la polizia copiò un suo server ospitato da Aruba, coinvolgendo i dati di migliaia di persone completamente estranee all’indagine_ /da quell’attacco nacque il Piano R*: un’architettura distribuita, cifrata e ridondante, costruita affinché il sequestro di una singola macchina non potesse distruggere l’intera rete_ /nel 2010, quando la polizia norvegese intervenne su un altro nodo, i servizi poterono continuare proprio grazie a quel metodo_
/oggi il salto di qualità è evidente: non si tenta soltanto di sequestrare un server, ma vengono colpite le condizioni che permettono alla rete stessa di esistere e di essere raggiunta_ /denaro, domini, sistemi di indirizzamento, fornitori, certificati e accesso pubblico_
/nella notte tra il 27 e il 28 agosto &#39;autistici.org&#39; è stato posto in &#39;serverHold&#39; dal registro statunitense del dominio &#39;.org&#39;_ /la causale formale non è stata ancora resa pubblica, ma l’effetto è concreto: il dominio viene sottratto al sistema mondiale degli indirizzi e diventa irraggiungibile, anche se le macchine alle quali conduce continuano a esistere_
/al momento in cui scriviamo, alcune infrastrutture collocate in Svizzera e nei Paesi Bassi risultano ancora operative e il collettivo è riuscito a ripristinare una parte importante del servizio di posta: chi possiede un indirizzo &#39;@autistici.org&#39; non può ancora inviare o ricevere nuovi messaggi, perché le caselle stanno venendo trasferite su un altro dominio, ma può però accedere al proprio account e ritrovare intatto tutto l’archivio_ /l’attacco ha sottratto il dominio, ma non ha cancellato la memoria custodita sui server_ /la rete è stata colpita, ma non è caduta; e mentre il potere statunitense tenta di cancellarne gli indirizzi, il collettivo sposta le caselle, riapre i collegamenti e continua a ricostruire_
/tenere duro, in questo momento, non è una metafora_ /è il lavoro materiale attraverso cui una rete sotto attacco continua a esistere_ /Noblogs è stato manomesso con una pagina filotrumpiana contenente la rivendicazione di avere sottratto e consegnato i dati degli utenti al governo americano: questa affermazione, al momento, non è sostenuta da alcuna prova e non costituisce fatto accertato_
/il monitor indipendente ( <a href="https://kuma.accol.li/status/aimonitor" rel="nofollow">https://kuma.accol.li/status/aimonitor</a> ) mostra una rete ferita e parzialmente operativa, non una rete già annientata_ /questa distinzione è importante_
/interessarsi a ciò che sta accadendo significa anche imparare a separare i fatti dalle rivendicazioni, un dominio irraggiungibile da un server distrutto, una pagina manomessa da una sottrazione dimostrata di dati_ /la confusione e il panico sono parte del danno che un attacco di questo genere può produrre_</p>

<p>/il paragone con un attacco imperialista a una rete partigiana internazionale non è una decorazione retorica_ /le reti perseguitate dal nazifascismo non erano costituite soltanto da chi impugnava le armi_ /erano tipografie clandestine, giornali, staffette, radio, archivi, fondi, documenti, case sicure e persone incaricate di mantenere i collegamenti_ [/&#39;Combat&#39;, &#39;Libération&#39; e &#39;Défense de la France&#39; furono movimenti organizzati attorno ai propri strumenti di comunicazione prima ancora che semplici testate<em>]  /la repressione colpiva quelle infrastrutture perché era attraverso di esse che gruppi dispersi potevano riconoscersi, coordinarsi e diventare una forza politica</em>
/la grammatica repressiva è la stessa: colpire le connessioni, criminalizzare la prossimità, isolare i nodi, interrompere la circolazione delle informazioni e rendere pericoloso persino offrire ospitalità, strumenti o ascolto_ /oggi questa operazione viene condotta su scala digitale, attraverso il potere finanziario e infrastrutturale degli Stati Uniti_ /Washington non ha bisogno di entrare fisicamente in una sede italiana: può utilizzare la centralità americana nei circuiti bancari, nei registri dei domini e nelle filiere tecnologiche per rendere un soggetto “straniero” economicamente intoccabile e tecnicamente invisibile_ /e se tutto questo non fosse bastato per sentirsi coinvoltə direttamente, è qui che questa storia smette di riguardare soltanto A/I e comincia a riguardare anche noi_
/noi: chi scrive, disegna, suona, fotografa, traduce, cura, impagina, stampa, archivia, insegna, studia, organizza incontri, apre uno spazio, mantiene una biblioteca o fa arrivare un libro nelle mani di qualcun altro_
/quando raccogliamo un&#39;esperienza in una pubblicazione, la sottraiamo alla dispersione e costruiamo una relazione tra opere, persone, luoghi e lettori_ /produciamo un oggetto, ma anche un archivio: rendiamo durevole qualcosa che, secondo i criteri del mercato, potrebbe essere considerato troppo piccolo, laterale o poco redditizio per meritare memoria_ /quando un testo viene reso liberamente accessibile, stampato a costo di produzione, acquistato collettivamente, depositato in un archivio digitale o fatto circolare attraverso librerie, centri, circoli e relazioni territoriali, la cultura smette di essere un prodotto calato dall’alto su un pubblico di consumatori_ /diventa qualcosa che molte persone contribuiscono a produrre, custodire, finanziare, raccontare e rimettere in movimento_ /questo è il significato di socializzare la conoscenza: non semplicemente pubblicare qualcosa gratuitamente su Internet, ma riconoscere che sapere e cultura sono il risultato di un lavoro collettivo e che anche i mezzi necessari alla loro diffusione devono poter essere condivisi, moltiplicati e sottratti al controllo esclusivo di pochi soggetti_
/A/I realizza sul piano infrastrutturale una delle condizioni necessarie a ciò che cerchiamo di rendere possibile sul piano culturale: l’esistenza di luoghi nei quali parole, immagini, documenti, relazioni e memorie possano circolare senza essere immediatamente trasformati in dati da vendere, contenuti da sorvegliare o prodotti da rendere redditizi_ /possiamo essere completamente liberi nella scelta di ciò che pubblichiamo; ma se il dominio, la posta elettronica, gli archivi, i pagamenti, le newsletter e il contatto con chi ci legge dipendono da soggetti capaci di interromperli unilateralmente, quella libertà rimane precaria_ /a dimostrazione che l’indipendenza editoriale senza indipendenza infrastrutturale è soltanto un permesso revocabile_
/questo non significa che ogni piccola realtà culturale sia oggi il bersaglio della stessa operazione_ /significa che abitiamo una medesima ecologia culturale e comunicativa, che viene impoverita ogni volta che una sua infrastruttura autonoma viene distrutta, intimidita o resa inutilizzabile; e significa che il precedente costruito contro A/I potrebbe essere applicato ad altre realtà, e non sulla base di un reato commesso, ma delle idee espresse da qualcuno che vi ha trovato ospitalità, delle persone con cui hanno collaborato o dei documenti che hanno contribuito a conservare_
/non diremo che questa vicenda non è politica_ /lo è profondamente: il bersaglio dichiarato è l’antagonismo internazionale e l’operazione serve precisamente a restringerne la capacità di organizzarsi_ /ma è il bersaglio ad essere politico, mentre il diritto che viene minacciato non appartiene a una parte partocolare, ma a tuttə noi_
/non è necessario essere qualcosa in particolare per comprendere il pericolo di cui stiamo parlando_ /e non è necessario approvare internamente ogni contenuto ospitato da A/I (così come difendere una biblioteca non significa condividere ogni libro presente sui suoi scaffali)_ /la questione non è stabilire se siamo d’accordo con tutte le persone che attraversano una rete, ma è decidere se accettiamo che un governo possa far scomparire quella rete perché considera alcune di quelle persone incompatibili con i propri interessi_
/per questo, prima ancora di chiedere a chi ci legge di difendere A/I, chiediamo di capire che cosa sta accadendo_
/queste operazioni riescono più facilmente quando appaiono troppo tecniche per riguardarci e troppo politicamente lontane per meritare la nostra attenzione_ /quando un dominio smette di funzionare, una mail non parte o un archivio diventa irraggiungibile, vediamo soltanto un malfunzionamento, dietro al quale possono invece nascondersi (e nemmeno troppo) decisioni politiche, rapporti di potere, sanzioni economiche e il lavoro cancellato di migliaia di persone_
/interessarsi significa dare un nome ai meccanismi, verificare le fonti, seguire gli aggiornamenti, conservare i documenti e non lasciare che una realtà venga isolata nel silenzio_ /capire non è mai un gesto passivo: è il primo modo per impedire che l’infrastruttura della comunicazione venga distrutta nell’indifferenza di chi non sapeva nemmeno che esistesse_
/non chiediamo quindi a chi ci legge e sostiene un’adesione preventiva, né di assumere come propria ogni posizione del collettivo_ /chiediamo invece di leggere questa storia e di comprenderne il precedente, perché la possibilità di parlare e pensare liberamente dipende anche dall’esistenza di persone disposte a costruire e mantenere i luoghi nei quali parole, opere, lotte e memorie possono incontrarsi_
/quando una rete scompare, è troppo tardi per domandarsi quali preziosi eventi rendeva possibile_
/il Collettivo Autistici/Inventati ha dichiarato ( <a href="https://cavallette.noblogs.org/2026/08/10076" rel="nofollow">https://cavallette.noblogs.org/2026/08/10076</a> ) : «L’antifascismo e l’anticapitalismo non sono terrorismo. Protestare non è terrorismo. E tutti hanno il diritto di prendere parola e di lottare per tutta l’umanità.»_
Per il momento A/I chiede di non effettuare donazioni e di attendere indicazioni, evitando iniziative economiche non concordate_ /le informazioni cambiano rapidamente: gli aggiornamenti verificati vengono pubblicati sul blog del collettivo ( <a href="https://cavallette.noblogs.org/" rel="nofollow">https://cavallette.noblogs.org/</a> ), sul suo account Mastodon ( <a href="https://mastodon.bida.im/@cavallette" rel="nofollow">https://mastodon.bida.im/@cavallette</a> ) e sul monitor indipendente dei servizi.</p>

<p>/per conoscere meglio la storia di questo progetto: +KAOS. Dieci anni di hacking e mediattivismo, Autistici/Inventati, Agenzia X, 2012 ( <a href="https://archive.org/details/kaosDieciAnniDiHackingEMediattivismo" rel="nofollow">https://archive.org/details/kaosDieciAnniDiHackingEMediattivismo</a> )_
/il motto è e rimane “socializzare saperi senza fondare poteri”_</p>

<p>POSTILLA — NON STA ACCADENDO LONTANO DA NOI</p>

<p>/l’attacco contro Autistici/Inventati può sembrare qualcosa di remoto: una decisione del governo statunitense, un dominio cancellato, dei server distribuiti in diversi paesi, un’infrastruttura conosciuta soprattutto da chi attraversa i movimenti antagonisti_ /ma negli stessi giorni, qui in Italia, il governo Meloni sta compiendo un’operazione che rende immediatamente visibile a tuttə la stessa centralità politica dei mezzi attraverso cui la conoscenza viene prodotta e fatta circolare_ /sì, perchè dal 1° ottobre Rai Scuola perderà il proprio canale sul digitale terrestre e al suo posto arriverà “Italiana”, una nuova rete dedicata all’identità nazionale, ai territori, alle tradizioni, ai borghi, al Made in Italy e alle “eccellenze produttive”_ /la Rai sostiene che non si tratti di una chiusura, perché i contenuti educativi rimarranno disponibili su RaiPlay, ma la questione non è se qualche video continuerà a esistere dentro un archivio: la questione è quale progetto culturale il potere abbia deciso di togliere dallo spazio pubblico e quale abbia scelto di metterci al suo posto_
/formalmente la decisione è stata presa dal CdA della Rai; politicamente appartiene al governo Meloni_ /la Rai è il servizio radiotelevisivo pubblico controllato dallo stato e il suo amministratore delegato, Giampaolo Rossi, è stato designato dal Consiglio dei ministri_ /non serve che Giorgia Meloni firmi personalmente un palinsesto: il potere si esercita attraverso le persone che nomina, le istituzioni che occupa, le risorse che distribuisce e l’immaginario che decide di alimentare_ /fingere che questa sia una semplice riorganizzazione aziendale significa nascondere la responsabilità politica di chi governa_
/rai Scuola, già da tempo impoverita e riempita in larga parte di repliche, conserva uno straordinario patrimonio di scienza, filosofia, storia, antropologia, lingue straniere, tecnologia, educazione civica, diritti e divulgazione_ /nel suo archivio si incontrano lezioni sul mondo arabo, sulle differenze di genere, sul cambiamento climatico, sul metodo scientifico, sulla sociologia, sull’Europa e sul Manifesto di Ventotene, eccetera_
/la conoscenza, quando è pluralista, mette continuamente in crisi l’idea che la nazione sia il confine naturale del nostro pensiero_ /sostituire quello spazio con una rete costruita attorno alle “emozioni identitarie” significa scegliere una direzione precisa: meno mondo e più patria, meno strumenti critici e più autorappresentazione nazionale_ /non c’è nulla di innocente nel proporre un’Italia raccontata attraverso borghi, tradizioni ed eccellenze mentre guerre, migrazioni, crisi ecologica e violenza coloniale attraversano il presente_ /non perché non si debbano raccontare i territori, ma perché un territorio privato delle sue relazioni con il resto del mondo diventa una cartolina; una tradizione ripulita dalle contaminazioni diventa propaganda; una nazione liberata dai propri conflitti diventa un mito utile a chi la governa_
/nessuna cultura è pura e nessun paese è autosufficiente_ /ciò che chiamiamo Italia è il risultato di migrazioni, traduzioni, reinterpretazioni, scambi, invasioni, lotte sociali, rapporti coloniali e continue contaminazioni_ /e il nazionalismo tiene molto a cancellare questa storia, perché una popolazione capace di riconoscere le relazioni che la legano agli altri è anche potenzialmente capace di vedere il lavoro migrante dietro le merci, lo sfruttamento dietro le “eccellenze”, la violenza dietro le frontiere e le responsabilità italiane in ciò che accade fuori dall’Italia_ /una popolazione educata a contemplare soltanto la propria immagine, invece, è più semplice da isolare e governare, gestire_
/il fascismo storico aveva compreso perfettamente che non bastava reprimere gli oppositori: bisognava occupare la scuola, la radio, la stampa e ogni luogo nel quale una società imparava a guardare se stessa_ /la costruzione del consenso passava attraverso una pedagogia nazionale capace di trasformare la patria nell’unico orizzonte possibile e di espellere dal racconto comune tutto ciò che la contraddiceva_ /è questa memoria che la sostituzione di Rai Scuola con “Italiana” inevitabilmente riattiva: non perché la storia si ripeta con le stesse forme, ma perché torna il progetto di restringere il mondo visibile e di presentare questa mutilazione come tutela dell’identità_
/e pure il trasferimento su RaiPlay partecipa a questa operazione_ /un canale pubblico non è un magazzino di file: è programmazione, continuità editoriale, produzione di nuovi contenuti, lavoro, accesso gratuito e possibilità di incontrare una conoscenza che non avevamo già deciso di cercare_ /un archivio digitale richiede invece una connessione, un dispositivo, competenze e una ricerca intenzionale; conserva ciò che è stato prodotto, ma non garantisce che continui a vivere, a essere finanziato e a raggiungere un pubblico_ /prima si indebolisce una rete, poi se ne misura il declino, infine si usa quel declino per giustificarne la scomparsa_
/è anche questo che la vicenda di A/I ci sta mostrando con brutale chiarezza: i dati possono essere ancora intatti sui server, ma se viene sottratto il dominio attraverso cui raggiungerli, la loro semplice sopravvivenza materiale non basta_ /allo stesso modo, lasciare dei programmi dentro RaiPlay non significa conservare Rai Scuola_ /la libertà della conoscenza non dipende soltanto dal fatto che qualcosa esista da qualche parte, ma dalla possibilità concreta di accedervi, incontrarlo, condividerlo e continuare a generarlo_
/per questo quanto sta accadendo alla Rai è importante anche per chi Rai Scuola non l’ha mai guardata_ /è un’operazione che avviene davanti a noi, dentro un’istituzione che conosciamo, attraverso decisioni che possiamo verificare e i cui effetti saranno visibili semplicemente accendendo il televisore_ /dimostra che il controllo delle infrastrutture culturali non è un problema astratto, né una minaccia confinata agli Stati Uniti o agli spazi antagonisti: sta già modificando quotidianamente il nostro accesso al sapere e l’orizzonte entro il quale ci viene consentito di pensare_
/quando il potere spegne le reti che ci mettono in relazione con il mondo e accende quelle che ci riconducono all’identità nazionale, sta cercando di cambiare noi_
/capire che cosa sta accadendo ad Autistici/Inventati significa anche imparare a riconoscere questa stessa lotta quando attraversa luoghi più vicini e familiari; significa difendere non soltanto dei contenuti, ma il diritto ad avere canali, archivi e infrastrutture attraverso cui poter conoscere ciò che il potere preferirebbe lasciarci fuori dallo sguardo_
/contro l’isolamento, realizziamo contaminazione_
/contro la propaganda identitaria, generiamo conoscenza condivisa_
/contro l’occupazione fascista della cultura, affrontiamo la ri-costruzione ostinata di tutte le nostre reti_
/liberə tuttə_</p>
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      <guid>https://log.livellosegreto.it/micelio/capire-la-portata-di-un-attacco-imperialista</guid>
      <pubDate>Fri, 28 Aug 2026 15:20:41 +0000</pubDate>
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