Ore liete

Ricordi dolci, perché un po' di dolcezza ci spettava.


Erano questi giorni, i primi di settembre, ma di decine di anni fa. È un rito che ancora si perpetua, probabilmente, ma non ho più l'età per viverlo, nè una discendenza con cui condividerlo. Gli acquisti scolastici per il nuovo anno (scolastico)

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Mi è capitato di fare le medie ai tempi del C64, quando ancora costava parecchio (sulle 400.000 lire scarse), pur non essendo più una roba esclusivamente da ricchi; per la mia famiglia, per tutti quelli che conoscevo, quella era una grossa somma.
Mi comprarono il C64C, nel 1987, solo in seguito a una piccola vincita al lotto, lo prendemmo in un negozio di elettronica alle spalle della Ferrovia, assieme a un orologio della Inno-Hit, questa fusione italo-giapponese tra Elektromarket Innovazione e la Hitachi. 370.000 lire il Commodore, 18.000 l'orologio che , imperterrito, come se il passaggio di alcune decine di anni non lo riguardasse, impegnatissimo contare i secondi, ancora svetta in cucina. Del C64C, invece, mi è rimasto solo il manuale. In olandese. Ah, pure una montagna di ricordi.

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Mia zia nacque in uno dei paesini più o meno rasi al suolo dal sisma del 1980, di quei paesini poi in qualche modo ricostruiti e lasciati a morire di vecchiaia, un abitante alla volta. Nel 2003, circa, ci infiliamo in cinque macchina e torniamo a visitare questo paesino, dopo chissà quanti anni; siamo rimasti in tre, ora.

Classico paesino collinare del Sud: silenzioso, prevedibilmente lindo, vuoto, con un edificio importante posto in cima, in questo caso la chiesa; ci dirigiamo verso quella e, disappunto, è chiusa nonostante sia, probabilmente, la domenica mattina. Incontriamo un essere umano nei paraggi e chiediamo degli orari, la signora «Venite, ve la apro io.» Aveva la chiave.

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Il primo film ad avermi folgorato, credo. Intanto, per chi ha una certa età, si chiama Guerre Stellari. Se siete giovani, o vi sentite tali, chiamatelo pure Star Wars. Come l’Uomo Ragno, anche se oggi si vuol chiamarlo Spiderman.

Dicevo. Era pomeriggio, l’immediato dopopranzo domenicale. Dovete sapere, i pomeriggi domenicali erano dedicati alla visita ai miei zii, mentre quelli del sabato li dedicavamo alla nonna, che abitava a Napoli. Su una rete locale, di quelle che avevano un concetto tutto loro dei diritti televisivi, stavano trasmettendo questo film. Astronavi. Un robot che sembrava d’oro, accompagnato da una specie di bidone a rotelle. Viaggi spaziali, deserto. Una spada laser, non so se rendo l’idea. Complessivamente, quanto può essere potente, per un bambino, un immaginario simile? Una vera e propria esplosione, roba mai vista prima. E volevano strapparmi a quella visione per andare da mia zia! Da mia zia ci andavamo ogni settimana, quante volte nella vita si vede Guerre Stellari per la prima volta?

Puntai i piedi: sarebbe servito un raggio traente, non disponevano di mezzi talmente potenti da staccarmi dal televisore: uno dei due 12” pollici, ovviamente in bianco e nero, lasciatici da nostro nonno. Uno era bianco, l’altro rosso: li facevamo girare, ne avevamo due da dividere per tre famiglie . Arrivammo a un compromesso: approfittare della pubblicità per sfrecciare a casa di mia zia, compiendo il viaggio in meno di 12 parsec.

E sull'altro televisore, credo quello rosso, per la prima volta ho visto esplodere la Morte Nera.