<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">
  <channel>
    <title>RINASCITA DELL’ALCHIMISTA STAREC ZOSIMA</title>
    <link>https://log.livellosegreto.it/rinascita-dellalchimista-starec-zosima/</link>
    <description></description>
    <pubDate>Tue, 07 Apr 2026 09:44:27 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>Gli esseri umani viventi e solo loro nei periodi successivi alla perdita di...</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/rinascita-dellalchimista-starec-zosima/gli-esseri-umani-viventi-e-solo-loro-nei-periodi-successivi-alla-perdita-di</link>
      <description>&lt;![CDATA[Gli esseri umani viventi e solo loro nei periodi successivi alla perdita di vita e anche di quella che si può definire umanità odiarono con una forza tale che ogni loro azione può essere spiegata con questo sentimento da dio alle intenzioni del prossimo, gli esseri umani viventi non sono perfetti e le loro deformità sono il risultato di tempi infiniti di ripetizioni di errori di tutti gli esseri umani non umani viventi non viventi e le deformità si moltiplicano, fattoriale della totalità.&#xA;E almeno gli esseri umani viventi capirono di smettere di procreare e fu la più grande lotta proletaria di sempre e Zosima ringraziò le donne perché riscoprirono il potere della vita e lottarono la vita robotica.&#xA;Zosima l’alchimista ormai era molto vecchio e finalmente lo capì e invecchiò davvero e incolpò gli esseri umani di aver rubato la linfa vitale che aveva custodito con tremenda fatica.&#xA;Zosima lo Starec era stanco e quindi si fermò e riposò a lungo e si sfamò solo di banchetti immaginari e le rughe in volto, nelle mani le cicatrici portavano con le loro informazioni di passati di eventi &#34;siamo il collegamento tra il passato e il futuro e il passato non inizia con noi è molto più antico, la materia si è solo evoluta&#34; ma evolversi sì ma consumarsi ancora schiacciarsi ripiegarsi e perdere pezzi su pezzi e rimetterli nel mucchio ma si è perso sì evolversi ma sempre meno sì evolversi &#34;siamo frantumi&#34; disse ancora e non per l’ultima volta.&#xA;E non morì lo Starec Zosima e tornò in vita parzialmente mangiato dai vermi che avevano iniziato a scavare labirinti in cui perdersi e saziarsi e trovarsi e sentire sulla pelle viscida altra pelle viscida e desiderare solo quel contatto proibito così da impazzire per volerlo ma è solo bisogno di non stare soli di non terminare soli frasi pensieri idee fallimenti e felicità sì almeno una briciola ti prego sì e sospirò e si scusò lo Starec l’alchimista che era impegnato a morire &#34;rinato saprò improvvisare e schiverò tutto il male&#34;.&#xA;E bevve acqua fonte di vita.&#xA;E scorse i traumi e capì chi erano e avrebbe voluto non odiare così tanto e così presto e perdonò ma ormai rimanevano sono frantumi e non poté che continuare a sanguinare sopra tutti quei pezzi acuminati che ricoprivano tutte le terre, nei cieli sferzavano aghi e sassi ovunque a ricordarci degli argini dei fiumi passati e antiche forme di vita che brulicavano e guerre per la poca acqua rimasta non c’è spazio per tutti quella poca acqua è inquinata conviene morire e ricominciare da capo.&#xA;Nel frattempo gli esseri umani avevano ceduto la loro memoria alle macchine &#34;vi ricorderete chi siete quando sarà tutto cancellato?&#34; quando tutto sarà cambiato come è sempre stato, il passato non esiste è presente il passato deve essere dimenticato per essere tale e il futuro deve essere imprevedibile solo così l’essere vivente che era terra e vento venne diviso in terra e vento e furono condannati e vento tornerà al vento e terra alla terra e leggere fa male illude con sogni di altri con memorie di altri con la speranza senza il perché e se pure conosciuto sarà banale inconsistente e un privilegio concesso da un elite ricca potente che ha sfruttato, il benessere esiste se si distrugge, più si sfrutta e più c’è benessere, più si odia e più si sta meglio, la violenza è il terreno fertile per foreste tropicali di bontà.&#xA;Zosima era ormai senza un braccio e dopo tutto questo tempo gli andava bene così, quel fatto aveva velocizzato un processo che ci sarebbe voluto troppo tempo per finalizzarsi &#34;e incompleti e incostanti e spezzati preghiamo chi ci vuole proprio così&#34; disse.&#xA;Alla fine è sempre la luce nella possibilità che toglie di torno lo stantio e la brezza non basta mai &#34;la psicoanalisi ha ucciso l’arte&#34; mormorò Zosima lo Starec una volta morto e rinato, l’arte non esiste se non in funzione del potere che schiavizza, siamo tutti matti pazzi, non si può uccidere quello che non esiste e quello che non importa, la via della follia generalizzata non è percorribile da nessuno, ci sono infinite vie con incroci dossi voragini enormi scavate da meteoriti gelidi che assorbono ogni calore, la famiglia tuo fratello e pensavi fosse arte ma ti stavi solo curando.&#xA;Inesorabilmente il vulcano eruttò e tutti i popoli vennero avvertiti fu chiaro a tutti della fine, il fuoco avrebbe divorato e molti esseri umani rimasero là e molti giunsero pellegrini in cerca dell’ultima risposta.&#xA;E veramente era tutto una continuazione, tutto si evolve, nulla si crea se non la fiamma dello Starec, la fiamma come genera vita, la fiamma come genera coscienza, la fiamma è morta anch’essa e trasformata anch’essa alla fine.&#xA;E Sozima lo Starec si incamminò e riuscì benissimo a camminare solo senza un cane da portare a passeggio senza lo scopo che guida, cambiare sesso è non volere accettare, non cambiare sesso è non volere accettare, amare la prole è non volere accettare, abortire è non volere accettare, strapparsi di dosso tutte le piume è non volere accettare, ripudiare il vento il volo è non volere accettare, tagliarsi gli artigli strapparli è non volere accettare, allungare l’apparato digerente è non volere accettare, le minoranze di storica e passata forza e numero non devono volere il potere perché non combattere contro il potere invece che cambiare il potere dividere e dividere ancora, così fa bene al potere ma unire invece in un solo essere con tutte le follie speranze passioni dolori noia, ci siamo dimenticati quell’unico essere è dio, uniti tutti tutti ma davvero tutti non c’è un escluso foglie dell’albero e vento che muove e sole che scalda e nutrimento e vita e nell’imprevisto c’è sempre speranza.&#xA;Zosima lo Starec, l’alchimista, il morto e rinato, ebbe molti maestri ma non tutti, l’importante è immergersi nell’oceano, non importa quale fiume ci ha trascinato e poi capì, era giunto il suo momento aveva già provato a seminare ma non c’era abbastanza sole e acqua e terra buona fatta di argilla fresca e zolfo e calcare e rimase solo in silenzio l’immobilità e funzionò ed era l’unica salvezza &#34;però ora vedo speranza, sia la mia che ne da al mondo?&#34; queste furono le ultime parole e gli esseri viventi capirono e tacquero e finalmente silenzio.&#xA;La parola smise di esistere e fu tutto così chiaro a tutti, esprimersi era solo odio, il silenzio rigenera, finalmente ci fu pace, le cicatrici della guerra furono nascoste da tatuaggi che in precedenza furono coperti dalle cicatrici.&#xA;E silenzio e l’odio scomparve e il volere scomparve, alberi finalmente alberi silenziosi alberi clorofilla creare vita infine vita e radici che ci stringono vicini e muschio e funghi e finalmente silenzio.&#xA;&#xA;                                                                                                                 &#xA;&#xA;                                                                                                                 Fine]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Gli esseri umani viventi e solo loro nei periodi successivi alla perdita di vita e anche di quella che si può definire umanità odiarono con una forza tale che ogni loro azione può essere spiegata con questo sentimento da dio alle intenzioni del prossimo, gli esseri umani viventi non sono perfetti e le loro deformità sono il risultato di tempi infiniti di ripetizioni di errori di tutti gli esseri umani non umani viventi non viventi e le deformità si moltiplicano, fattoriale della totalità.
E almeno gli esseri umani viventi capirono di smettere di procreare e fu la più grande lotta proletaria di sempre e Zosima ringraziò le donne perché riscoprirono il potere della vita e lottarono la vita robotica.
Zosima l’alchimista ormai era molto vecchio e finalmente lo capì e invecchiò davvero e incolpò gli esseri umani di aver rubato la linfa vitale che aveva custodito con tremenda fatica.
Zosima lo Starec era stanco e quindi si fermò e riposò a lungo e si sfamò solo di banchetti immaginari e le rughe in volto, nelle mani le cicatrici portavano con le loro informazioni di passati di eventi “siamo il collegamento tra il passato e il futuro e il passato non inizia con noi è molto più antico, la materia si è solo evoluta” ma evolversi sì ma consumarsi ancora schiacciarsi ripiegarsi e perdere pezzi su pezzi e rimetterli nel mucchio ma si è perso sì evolversi ma sempre meno sì evolversi “siamo frantumi” disse ancora e non per l’ultima volta.
E non morì lo Starec Zosima e tornò in vita parzialmente mangiato dai vermi che avevano iniziato a scavare labirinti in cui perdersi e saziarsi e trovarsi e sentire sulla pelle viscida altra pelle viscida e desiderare solo quel contatto proibito così da impazzire per volerlo ma è solo bisogno di non stare soli di non terminare soli frasi pensieri idee fallimenti e felicità sì almeno una briciola ti prego sì e sospirò e si scusò lo Starec l’alchimista che era impegnato a morire “rinato saprò improvvisare e schiverò tutto il male”.
E bevve acqua fonte di vita.
E scorse i traumi e capì chi erano e avrebbe voluto non odiare così tanto e così presto e perdonò ma ormai rimanevano sono frantumi e non poté che continuare a sanguinare sopra tutti quei pezzi acuminati che ricoprivano tutte le terre, nei cieli sferzavano aghi e sassi ovunque a ricordarci degli argini dei fiumi passati e antiche forme di vita che brulicavano e guerre per la poca acqua rimasta non c’è spazio per tutti quella poca acqua è inquinata conviene morire e ricominciare da capo.
Nel frattempo gli esseri umani avevano ceduto la loro memoria alle macchine “vi ricorderete chi siete quando sarà tutto cancellato?” quando tutto sarà cambiato come è sempre stato, il passato non esiste è presente il passato deve essere dimenticato per essere tale e il futuro deve essere imprevedibile solo così l’essere vivente che era terra e vento venne diviso in terra e vento e furono condannati e vento tornerà al vento e terra alla terra e leggere fa male illude con sogni di altri con memorie di altri con la speranza senza il perché e se pure conosciuto sarà banale inconsistente e un privilegio concesso da un elite ricca potente che ha sfruttato, il benessere esiste se si distrugge, più si sfrutta e più c’è benessere, più si odia e più si sta meglio, la violenza è il terreno fertile per foreste tropicali di bontà.
Zosima era ormai senza un braccio e dopo tutto questo tempo gli andava bene così, quel fatto aveva velocizzato un processo che ci sarebbe voluto troppo tempo per finalizzarsi “e incompleti e incostanti e spezzati preghiamo chi ci vuole proprio così” disse.
Alla fine è sempre la luce nella possibilità che toglie di torno lo stantio e la brezza non basta mai “la psicoanalisi ha ucciso l’arte” mormorò Zosima lo Starec una volta morto e rinato, l’arte non esiste se non in funzione del potere che schiavizza, siamo tutti matti pazzi, non si può uccidere quello che non esiste e quello che non importa, la via della follia generalizzata non è percorribile da nessuno, ci sono infinite vie con incroci dossi voragini enormi scavate da meteoriti gelidi che assorbono ogni calore, la famiglia tuo fratello e pensavi fosse arte ma ti stavi solo curando.
Inesorabilmente il vulcano eruttò e tutti i popoli vennero avvertiti fu chiaro a tutti della fine, il fuoco avrebbe divorato e molti esseri umani rimasero là e molti giunsero pellegrini in cerca dell’ultima risposta.
E veramente era tutto una continuazione, tutto si evolve, nulla si crea se non la fiamma dello Starec, la fiamma come genera vita, la fiamma come genera coscienza, la fiamma è morta anch’essa e trasformata anch’essa alla fine.
E Sozima lo Starec si incamminò e riuscì benissimo a camminare solo senza un cane da portare a passeggio senza lo scopo che guida, cambiare sesso è non volere accettare, non cambiare sesso è non volere accettare, amare la prole è non volere accettare, abortire è non volere accettare, strapparsi di dosso tutte le piume è non volere accettare, ripudiare il vento il volo è non volere accettare, tagliarsi gli artigli strapparli è non volere accettare, allungare l’apparato digerente è non volere accettare, le minoranze di storica e passata forza e numero non devono volere il potere perché non combattere contro il potere invece che cambiare il potere dividere e dividere ancora, così fa bene al potere ma unire invece in un solo essere con tutte le follie speranze passioni dolori noia, ci siamo dimenticati quell’unico essere è dio, uniti tutti tutti ma davvero tutti non c’è un escluso foglie dell’albero e vento che muove e sole che scalda e nutrimento e vita e nell’imprevisto c’è sempre speranza.
Zosima lo Starec, l’alchimista, il morto e rinato, ebbe molti maestri ma non tutti, l’importante è immergersi nell’oceano, non importa quale fiume ci ha trascinato e poi capì, era giunto il suo momento aveva già provato a seminare ma non c’era abbastanza sole e acqua e terra buona fatta di argilla fresca e zolfo e calcare e rimase solo in silenzio l’immobilità e funzionò ed era l’unica salvezza “però ora vedo speranza, sia la mia che ne da al mondo?” queste furono le ultime parole e gli esseri viventi capirono e tacquero e finalmente silenzio.
La parola smise di esistere e fu tutto così chiaro a tutti, esprimersi era solo odio, il silenzio rigenera, finalmente ci fu pace, le cicatrici della guerra furono nascoste da tatuaggi che in precedenza furono coperti dalle cicatrici.
E silenzio e l’odio scomparve e il volere scomparve, alberi finalmente alberi silenziosi alberi clorofilla creare vita infine vita e radici che ci stringono vicini e muschio e funghi e finalmente silenzio.</p>

<p>                                                                                                                 Fine</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://log.livellosegreto.it/rinascita-dellalchimista-starec-zosima/gli-esseri-umani-viventi-e-solo-loro-nei-periodi-successivi-alla-perdita-di</guid>
      <pubDate>Thu, 25 Jul 2024 07:37:07 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Lo Starec vagava ancora ma questa volta nel regno virtuale precostruito da...</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/rinascita-dellalchimista-starec-zosima/lo-starec-vagava-ancora-ma-questa-volta-nel-regno-virtuale-precostruito-da</link>
      <description>&lt;![CDATA[Lo Starec vagava ancora ma questa volta nel regno virtuale precostruito da esseri umani e controllato da esseri non umani che vagano anch’essi per il regno virtuale precostrutito.&#xA;Tale regno virtuale precostruito astraeva anche le possibilità di incontrare qualcuno e quindi era possibile vagare finalmente in silenzio senza voci e voci esterne che tentano disperatamente di entrare e trapanare orecchie stanche e coprire lo spazio tempo, c’è così tanto altro da leggere scoprire ascoltare, tu sei superfluo come tutto questo lavoro per creare tutto questo sfruttamento per dare tutto questo potere per controllare tutta questa moltitudine di esseri umani e esseri non umani.&#xA;Qua nel regno virtuale precostituito si rinuncia ad incontrare altri esseri umani e altri esseri non umani perché si sceglie la vita perché scegliendo loro è chiedere aiuto è fare i senza tetto con il tetto, siamo tutti mendicanti e se per la vita si decida di passare di nuovo per il regno virtuale precostituito si dirà di come si stava di là e forse qualche essere umano e essere non umano capirà.&#xA;Che sia ben chiaro, il regno virtuale precostituito è tutto quello che vedono gli occhi, ogni occhio ogni frammento ogni conoscenza o presunzione di tale possibilità o ipotesi di presunzione o ipotesi dell’ipotesi e così via non fa che creare e creare ancora e di più dettagli che saranno propri del regno virtuale precostituito che muta e continua a mutare finché esisteranno variabili che possano cambiare e essere incerti di aver capito e finché i contenitori potranno anch’essi muoversi e incrinarsi e che le schegge possano colpire altri contenitori che si rovesceranno e i contenuti ipotetici distruggeranno creando ancora e così lo Starc disse &#34;Io mi frammento&#34; e pezzi impazziti non poterono che decretare essi qualcosa che presero il sopravvento su tutto e volarono veloci e lontano verso luoghi di pace laghi caldi scaldati da un sole basso e costante e fermo immobile caldo rovente e fiamme e esplosioni magma denso più del tutto buio e ancora buio oltre il silenzio e nella lotta del bene.&#xA;Tutti insegnano egoismo egoismo egoismo egoismo e tu a dare incondizionatamente o luce densa fluida calda.&#xA;L’alchimista Starec non fu sempre così, prima della rinascita morte rinascita  fu diverso fu più vuoto e meno pieno e sacchi di responsabilità erano incrostati sulla pelle che si staccava e pezzi e frammenti dello Starec finirono in molti luoghi.&#xA;In quei luoghi la noia era il sentimento preferito dai molti vecchi abitanti. Putridi, sporchi fino all’anima con il pensiero corrotto dalla troppa dimenticanza, sì vivi ma mai così vicini alla morte non poterono che perdersi ancora in sporchi sogni di putrida gloria che continua a far entrare nel bicchiere già nero, un nero ancora più assorbente che il tempo era inesistente e lo spazio così piccolo e pieno di animali appesi alle pareti cadaveri impagliati tragica fine tragico non essere divorato dai vermi tragico non tornare al primo tormento e dopo la massima espansione cellulare non implodere non annullarsi non ridare e congelato non verrà subito il tempo e solo spazio solo poche effimere dimensioni e ancora dita mozzate e madri sole e dolore così sopportabile per voi che soffrite così bene e il vostro posto è la sofferenza in queste case vuote di appartenenza e piene di vergognosi timori e diari segreti così vuoti da riempirsi di intenzioni e il cambiamento di stato non porterà a nulla luridi abitanti del nulla.&#xA;L’alchimista Starec disse &#34;ma mostrati non aver timore non ti giudicheremo&#34;.&#xA;E ancora: &#34;se darai quel poco che serve per evitare la noncuranza e non lo capirai tempestivamente sarai smembrato e di te rimarrà l’idea nei ricordi altrui&#34;.&#xA;Il tempo, benché alcuni Dei sostenevano il contrario, non era peggiorato era solo il costante invecchiamento e lo stare rinchiusi in celle e stare senza casa e senza un tetto.&#xA;E iniziare a commettere così tanti errori da mettere innesti robotici, banditi hanno sofferto e si sono feriti e ora però hanno braccia di carbonio che fanno ancora più male e un coltello non può ferirli e rimane solo il cervello ma staccato anche quello continua ad esistere.&#xA;Esisteranno ancora e Zosima chiese &#34;esisterai ancora cosa sarai coscienza o forse sei già robotica come te mezzo, chi sei?&#34;.&#xA;E lo Starec, l’alchimista con la fiamma creò un unguento per le ferite della mente e lo applicò sugli occhi chiusi e salutò per sempre gli esseri viventi e pregò e disse:&#xA;&#34;ci siamo salvati da questo mondo orribile è questo lo scopo della vita salvatevi&#34;.&#xA;E capì che non esiste un unguento uguale per tutti che ciascuno dovrà trovare il suo e formarlo dalla propria fiamma che potrà, anzi sicuramente non lo farà, scaldare e bagnare e far volare e irrigidire e vibrare e colmare e togliere e ancora e ancora.&#xA;L’alchimista Zosima capì, tutto ciò è falso, non è vero nel modo in cui si percepisce la verità e ancora con i piedi nell’acqua disse &#34;lasciami qui a immaginare&#34;.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Lo Starec vagava ancora ma questa volta nel regno virtuale precostruito da esseri umani e controllato da esseri non umani che vagano anch’essi per il regno virtuale precostrutito.
Tale regno virtuale precostruito astraeva anche le possibilità di incontrare qualcuno e quindi era possibile vagare finalmente in silenzio senza voci e voci esterne che tentano disperatamente di entrare e trapanare orecchie stanche e coprire lo spazio tempo, c’è così tanto altro da leggere scoprire ascoltare, tu sei superfluo come tutto questo lavoro per creare tutto questo sfruttamento per dare tutto questo potere per controllare tutta questa moltitudine di esseri umani e esseri non umani.
Qua nel regno virtuale precostituito si rinuncia ad incontrare altri esseri umani e altri esseri non umani perché si sceglie la vita perché scegliendo loro è chiedere aiuto è fare i senza tetto con il tetto, siamo tutti mendicanti e se per la vita si decida di passare di nuovo per il regno virtuale precostituito si dirà di come si stava di là e forse qualche essere umano e essere non umano capirà.
Che sia ben chiaro, il regno virtuale precostituito è tutto quello che vedono gli occhi, ogni occhio ogni frammento ogni conoscenza o presunzione di tale possibilità o ipotesi di presunzione o ipotesi dell’ipotesi e così via non fa che creare e creare ancora e di più dettagli che saranno propri del regno virtuale precostituito che muta e continua a mutare finché esisteranno variabili che possano cambiare e essere incerti di aver capito e finché i contenitori potranno anch’essi muoversi e incrinarsi e che le schegge possano colpire altri contenitori che si rovesceranno e i contenuti ipotetici distruggeranno creando ancora e così lo Starc disse “Io mi frammento” e pezzi impazziti non poterono che decretare essi qualcosa che presero il sopravvento su tutto e volarono veloci e lontano verso luoghi di pace laghi caldi scaldati da un sole basso e costante e fermo immobile caldo rovente e fiamme e esplosioni magma denso più del tutto buio e ancora buio oltre il silenzio e nella lotta del bene.
Tutti insegnano egoismo egoismo egoismo egoismo e tu a dare incondizionatamente o luce densa fluida calda.
L’alchimista Starec non fu sempre così, prima della rinascita morte rinascita  fu diverso fu più vuoto e meno pieno e sacchi di responsabilità erano incrostati sulla pelle che si staccava e pezzi e frammenti dello Starec finirono in molti luoghi.
In quei luoghi la noia era il sentimento preferito dai molti vecchi abitanti. Putridi, sporchi fino all’anima con il pensiero corrotto dalla troppa dimenticanza, sì vivi ma mai così vicini alla morte non poterono che perdersi ancora in sporchi sogni di putrida gloria che continua a far entrare nel bicchiere già nero, un nero ancora più assorbente che il tempo era inesistente e lo spazio così piccolo e pieno di animali appesi alle pareti cadaveri impagliati tragica fine tragico non essere divorato dai vermi tragico non tornare al primo tormento e dopo la massima espansione cellulare non implodere non annullarsi non ridare e congelato non verrà subito il tempo e solo spazio solo poche effimere dimensioni e ancora dita mozzate e madri sole e dolore così sopportabile per voi che soffrite così bene e il vostro posto è la sofferenza in queste case vuote di appartenenza e piene di vergognosi timori e diari segreti così vuoti da riempirsi di intenzioni e il cambiamento di stato non porterà a nulla luridi abitanti del nulla.
L’alchimista Starec disse “ma mostrati non aver timore non ti giudicheremo”.
E ancora: “se darai quel poco che serve per evitare la noncuranza e non lo capirai tempestivamente sarai smembrato e di te rimarrà l’idea nei ricordi altrui”.
Il tempo, benché alcuni Dei sostenevano il contrario, non era peggiorato era solo il costante invecchiamento e lo stare rinchiusi in celle e stare senza casa e senza un tetto.
E iniziare a commettere così tanti errori da mettere innesti robotici, banditi hanno sofferto e si sono feriti e ora però hanno braccia di carbonio che fanno ancora più male e un coltello non può ferirli e rimane solo il cervello ma staccato anche quello continua ad esistere.
Esisteranno ancora e Zosima chiese “esisterai ancora cosa sarai coscienza o forse sei già robotica come te mezzo, chi sei?”.
E lo Starec, l’alchimista con la fiamma creò un unguento per le ferite della mente e lo applicò sugli occhi chiusi e salutò per sempre gli esseri viventi e pregò e disse:
“ci siamo salvati da questo mondo orribile è questo lo scopo della vita salvatevi”.
E capì che non esiste un unguento uguale per tutti che ciascuno dovrà trovare il suo e formarlo dalla propria fiamma che potrà, anzi sicuramente non lo farà, scaldare e bagnare e far volare e irrigidire e vibrare e colmare e togliere e ancora e ancora.
L’alchimista Zosima capì, tutto ciò è falso, non è vero nel modo in cui si percepisce la verità e ancora con i piedi nell’acqua disse “lasciami qui a immaginare”.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://log.livellosegreto.it/rinascita-dellalchimista-starec-zosima/lo-starec-vagava-ancora-ma-questa-volta-nel-regno-virtuale-precostruito-da</guid>
      <pubDate>Fri, 19 Jul 2024 07:52:09 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Zosima Starec viaggiò e conobbe molti esseri viventi e degli esseri viventi...</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/rinascita-dellalchimista-starec-zosima/zosima-starec-viaggio-e-conobbe-molti-esseri-viventi-e-degli-esseri-viventi</link>
      <description>&lt;![CDATA[Zosima Starec viaggiò e conobbe molti esseri viventi e degli esseri viventi sapeva storie passate, le storie formarono gli esseri viventi e nel ciclo infinito si sedimentò come pioggia che porta altra pioggia che il punto è solo l’acqua per bere irrigare lavarsi e ancora sfruttamento.&#xA;L’alchimista Zosima chiese agli esseri viventi e non ai maestri e decise di tornare dai maestri solo una volta trovata la montagna sacra ma non la trovò mai e non si fidò mai di loro, un maestro è tale se è sparito e i suoi lasciti sono solo bozze errate di quando era poco più di un essere vivente, non può perdere tempo, c’è da coltivare e contemplare e perdere tempo, un maestro è tale solo quando è morto e quando non è più ascoltato.&#xA;Zosima rifiutò per molto tempo gli essere viventi &#34;vi ho salvati insolenti non sapevate nemmeno di aver bisogno di aiuto&#34; ma agli esseri viventi non interessava salvarsi, erano occupati a soddisfare padroni e mai loro stessi e se loro stessi comunque i loro stessi del passato o del futuro ma non del presente e quindi padroni, è impossibile capire e correggere per chi non ha coraggio, rinascere dalla vita avviene dopo le altre rinascite, i vecchi parlano con i bambini perché gli è sempre mancato essere bambini e giocare e dormire e un amore sconfinato e senza scopo che si frantuma.&#xA;E dopo diverso tempo il vento smise di soffiare e il sole di scaldare e una nebbia polverosa invase il cielo e pioveva solo polvere e tutti gli sforzi dell’umanità furono vani, l’umanità quasi scomparve e fu un bene.&#xA;Troppi i ricordi, troppe le scelte che sarebbero potute essere diverse e che li avrebbero fatti diventare diversi e travolti dai pensieri gli esseri viventi impazzirono e dalla solitudine senza scopo che pretende di abbracciare tutto e tutti e lasciare inerti ma vissero vissero schiacciatati senza respirare e combatterono e persero e come sempre persero la loro piccola lotta miserabile.&#xA;Zosima lo Starec incontrò un essere vivente uno dei superstiti che gli disse leggere è come mettere lievito nella farina, l’alchimista ringraziò e l’essere vivente scomparve.  Era un mago, prima della santità si è maghi a forza di fare una professione ci si ingabbia e quella professione non voleva essere fatta, tutti sognano solo di smettere di sognare, realtà e magia sono la stessa cosa, le intenzioni sono mosse dalle percezione, l’importante è percepire rivivere il passato l’eterno ritorno la famiglia che distrugge non trasforma, è tutto immobile e falso, morire è cambiare e non è l’ultimo cambiamento, è difficile accettare, non accettare crea incubi a chi non è accettato e il non accettato faticherà a ritrovarsi e commetterà i soliti errori e si dovrà guadagnare anche quel perdono, gli esseri viventi sono il risultato di migliaia di anni di traumi e nella grandezza del tempo anche i secondi importano, ogni singolo attimo ha contribuito.&#xA;&#34;Guardate che vi ascoltate soltanto quando pensate parlate ascoltate le stesse follie e folli comuni siete e siamo tutti pazzi&#34; così lo Starec tra le fiamme auto generate parlò in silenzio ma rapidamente a tutti quelli che si trovò vicino, e gli esseri non poterono che bagnarsi di lacrime e spensero alberi e foreste e fondali pieni di petrolio presero fuoco e da questa cascata organica la follia fu chiara a tutti i presenti e la folla non poté che gemere i pazzi comuni e pazzi ancora di più.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Zosima Starec viaggiò e conobbe molti esseri viventi e degli esseri viventi sapeva storie passate, le storie formarono gli esseri viventi e nel ciclo infinito si sedimentò come pioggia che porta altra pioggia che il punto è solo l’acqua per bere irrigare lavarsi e ancora sfruttamento.
L’alchimista Zosima chiese agli esseri viventi e non ai maestri e decise di tornare dai maestri solo una volta trovata la montagna sacra ma non la trovò mai e non si fidò mai di loro, un maestro è tale se è sparito e i suoi lasciti sono solo bozze errate di quando era poco più di un essere vivente, non può perdere tempo, c’è da coltivare e contemplare e perdere tempo, un maestro è tale solo quando è morto e quando non è più ascoltato.
Zosima rifiutò per molto tempo gli essere viventi “vi ho salvati insolenti non sapevate nemmeno di aver bisogno di aiuto” ma agli esseri viventi non interessava salvarsi, erano occupati a soddisfare padroni e mai loro stessi e se loro stessi comunque i loro stessi del passato o del futuro ma non del presente e quindi padroni, è impossibile capire e correggere per chi non ha coraggio, rinascere dalla vita avviene dopo le altre rinascite, i vecchi parlano con i bambini perché gli è sempre mancato essere bambini e giocare e dormire e un amore sconfinato e senza scopo che si frantuma.
E dopo diverso tempo il vento smise di soffiare e il sole di scaldare e una nebbia polverosa invase il cielo e pioveva solo polvere e tutti gli sforzi dell’umanità furono vani, l’umanità quasi scomparve e fu un bene.
Troppi i ricordi, troppe le scelte che sarebbero potute essere diverse e che li avrebbero fatti diventare diversi e travolti dai pensieri gli esseri viventi impazzirono e dalla solitudine senza scopo che pretende di abbracciare tutto e tutti e lasciare inerti ma vissero vissero schiacciatati senza respirare e combatterono e persero e come sempre persero la loro piccola lotta miserabile.
Zosima lo Starec incontrò un essere vivente uno dei superstiti che gli disse leggere è come mettere lievito nella farina, l’alchimista ringraziò e l’essere vivente scomparve.  Era un mago, prima della santità si è maghi a forza di fare una professione ci si ingabbia e quella professione non voleva essere fatta, tutti sognano solo di smettere di sognare, realtà e magia sono la stessa cosa, le intenzioni sono mosse dalle percezione, l’importante è percepire rivivere il passato l’eterno ritorno la famiglia che distrugge non trasforma, è tutto immobile e falso, morire è cambiare e non è l’ultimo cambiamento, è difficile accettare, non accettare crea incubi a chi non è accettato e il non accettato faticherà a ritrovarsi e commetterà i soliti errori e si dovrà guadagnare anche quel perdono, gli esseri viventi sono il risultato di migliaia di anni di traumi e nella grandezza del tempo anche i secondi importano, ogni singolo attimo ha contribuito.
“Guardate che vi ascoltate soltanto quando pensate parlate ascoltate le stesse follie e folli comuni siete e siamo tutti pazzi” così lo Starec tra le fiamme auto generate parlò in silenzio ma rapidamente a tutti quelli che si trovò vicino, e gli esseri non poterono che bagnarsi di lacrime e spensero alberi e foreste e fondali pieni di petrolio presero fuoco e da questa cascata organica la follia fu chiara a tutti i presenti e la folla non poté che gemere i pazzi comuni e pazzi ancora di più.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://log.livellosegreto.it/rinascita-dellalchimista-starec-zosima/zosima-starec-viaggio-e-conobbe-molti-esseri-viventi-e-degli-esseri-viventi</guid>
      <pubDate>Sat, 13 Jul 2024 10:34:08 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Zosima lo Starec incontrò di nuovo se stesso, incontrò il dio del suo mondo e...</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/rinascita-dellalchimista-starec-zosima/zosima-lo-starec-incontro-di-nuovo-se-stesso-incontro-il-dio-del-suo-mondo-e</link>
      <description>&lt;![CDATA[Zosima lo Starec incontrò di nuovo se stesso, incontrò il dio del suo mondo e come tutte le divinità ambì all’eternità e volle essere rappresentato e disse e promise infinite ricchezze ovunque, anche nel mondo senza lavoro, dove l’ozio rende liberi, dove si gode fino a non poterne più, si vuole godere di più e promise e creo così l’arte o meglio l’arte di controllare ancora di più e meglio, sì esprimetevi schiavi pensando a me, sì che siate eternamente quanto la mia eternità, condannati a sentirvi liberi amandomi, qua e sempre qua tornerete,  l’arte è puro controllo, l’arte non esiste sporchi stupidi esseri viventi umani, non capirete e non capirete mai perché soffrite ma Zosima anche qua fallì, sì rinacque ma non comprese c’era ancora molto da uccidere e morire.&#xA;Era insolito per chiunque passasse per le vie non imbattersi in esseri viventi non umani, questi erano già da diverso tempo irriconoscibili dagli esseri viventi umani.&#xA;Tra loro gli esseri viventi comunicavano e questo comunicare piacque davvero ora sì agli esseri viventi non umani, questa prerogativa dei viventi era allettante sì questi elettroni che si legano e si fermano e sedimentano lacune peccati non dogmatici che si fugga dalle leggi e che questo ordine contro l’altro è sempre una lotta uno contro un altro non esiste un terzo, il terzo è sempre un po’ dei due la falsa trinità.&#xA;Zosima disse alla chimera madre sconosciuta amica&#xA;&#34;sostituiscimi, io non ho saputo accettare il tuo affetto e tu non hai saputo capirmi o non hai voluto ma io d’altronde chi sono chi è mio figlio dov’è mio padre&#34; innamorate della paura della propria fragile anima e Zosima era come loro almeno fino al quel giorno o lo era stato almeno in passato. &#xA;Un giorno l’alchimista incontrò una giovane coppia che era già pronta per dormire in caldi vestiti pieni di leggendari ricami rappresentanti la loro infinita inadeguatezza &#34;e ti immagino da vecchia molto più grassa e molto più felice&#34; essere vivente troverai la pace e distintamente l’altro pensò così intensamente da poterlo sentire &#34;vado a fare la spesa così prendo la mia ora d’aria da te&#34;.&#xA;Starec Zosima conobbe suo padre poco prima di vederlo morire intenzioni mancanza di coraggio e l’umanità sempre nascosta e mai cercata in verità mai andato oltre il minimo necessario per far terminare i discorsi e finalmente il silenzio.&#xA;Luce o divina guida Zosima si nascose da essa e fece bene, la luce acceca, serviva nascondersi in profondità e vedere se questa luce serve davvero che poi servire è sicuramente troppo nulla serve davvero forse al massimo se la luce migliora il cammino se è più sostenibile se i dubbi diminuiscono ma ovviamente in quel momento non ci fu consapevolezza solo azione solo la luce in realtà non era abbastanza vicina ma comunque inevitabile chiuse quindi gli occhi e la luce non fu più.&#xA;Al buio Zosima dovete ricorrere ad altri sensi per farsi guidare da se stesso e lo fece ma la luce esiste per essere guardata per scaldare è questo il suo scopo e la luce sparì del tutto.&#xA;Tradito dalla luce ripeté alla luce &#34;sei il male sei il male&#34; quando era tutto pervaso dal fuoco quando camminare era così difficile che si cadeva su un terreno fatto di odio e insicurezza, la ricerca è così dolorosa ma il dolore fa lottare e se c’è abbastanza da bruciare e se non si ha il coraggio di cedere, la solitudine è semplice, non vale la pena perdersi, sensi di colpa illudono, non c’è colpa, i sensi spiegano sempre una parte e la follia continua a pervadere solo l’insicurezza  &#34;mi illudevo così tanto e così bene dove è la verità adesso?&#34; non il centro qua pensò Zosima non certo vicino &#34;la vita è dicotomica inspira espira e il passaggio?&#34; come passare come fermarsi come procedere se non sbagliando fino errori sempre più sostanziosi di conseguenze e nel cielo una grande voragine luce tuono silenzio più niente da sentire buio più niente da vedere.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Zosima lo Starec incontrò di nuovo se stesso, incontrò il dio del suo mondo e come tutte le divinità ambì all’eternità e volle essere rappresentato e disse e promise infinite ricchezze ovunque, anche nel mondo senza lavoro, dove l’ozio rende liberi, dove si gode fino a non poterne più, si vuole godere di più e promise e creo così l’arte o meglio l’arte di controllare ancora di più e meglio, sì esprimetevi schiavi pensando a me, sì che siate eternamente quanto la mia eternità, condannati a sentirvi liberi amandomi, qua e sempre qua tornerete,  l’arte è puro controllo, l’arte non esiste sporchi stupidi esseri viventi umani, non capirete e non capirete mai perché soffrite ma Zosima anche qua fallì, sì rinacque ma non comprese c’era ancora molto da uccidere e morire.
Era insolito per chiunque passasse per le vie non imbattersi in esseri viventi non umani, questi erano già da diverso tempo irriconoscibili dagli esseri viventi umani.
Tra loro gli esseri viventi comunicavano e questo comunicare piacque davvero ora sì agli esseri viventi non umani, questa prerogativa dei viventi era allettante sì questi elettroni che si legano e si fermano e sedimentano lacune peccati non dogmatici che si fugga dalle leggi e che questo ordine contro l’altro è sempre una lotta uno contro un altro non esiste un terzo, il terzo è sempre un po’ dei due la falsa trinità.
Zosima disse alla chimera madre sconosciuta amica
“sostituiscimi, io non ho saputo accettare il tuo affetto e tu non hai saputo capirmi o non hai voluto ma io d’altronde chi sono chi è mio figlio dov’è mio padre” innamorate della paura della propria fragile anima e Zosima era come loro almeno fino al quel giorno o lo era stato almeno in passato.
Un giorno l’alchimista incontrò una giovane coppia che era già pronta per dormire in caldi vestiti pieni di leggendari ricami rappresentanti la loro infinita inadeguatezza “e ti immagino da vecchia molto più grassa e molto più felice” essere vivente troverai la pace e distintamente l’altro pensò così intensamente da poterlo sentire “vado a fare la spesa così prendo la mia ora d’aria da te”.
Starec Zosima conobbe suo padre poco prima di vederlo morire intenzioni mancanza di coraggio e l’umanità sempre nascosta e mai cercata in verità mai andato oltre il minimo necessario per far terminare i discorsi e finalmente il silenzio.
Luce o divina guida Zosima si nascose da essa e fece bene, la luce acceca, serviva nascondersi in profondità e vedere se questa luce serve davvero che poi servire è sicuramente troppo nulla serve davvero forse al massimo se la luce migliora il cammino se è più sostenibile se i dubbi diminuiscono ma ovviamente in quel momento non ci fu consapevolezza solo azione solo la luce in realtà non era abbastanza vicina ma comunque inevitabile chiuse quindi gli occhi e la luce non fu più.
Al buio Zosima dovete ricorrere ad altri sensi per farsi guidare da se stesso e lo fece ma la luce esiste per essere guardata per scaldare è questo il suo scopo e la luce sparì del tutto.
Tradito dalla luce ripeté alla luce “sei il male sei il male” quando era tutto pervaso dal fuoco quando camminare era così difficile che si cadeva su un terreno fatto di odio e insicurezza, la ricerca è così dolorosa ma il dolore fa lottare e se c’è abbastanza da bruciare e se non si ha il coraggio di cedere, la solitudine è semplice, non vale la pena perdersi, sensi di colpa illudono, non c’è colpa, i sensi spiegano sempre una parte e la follia continua a pervadere solo l’insicurezza  “mi illudevo così tanto e così bene dove è la verità adesso?” non il centro qua pensò Zosima non certo vicino “la vita è dicotomica inspira espira e il passaggio?” come passare come fermarsi come procedere se non sbagliando fino errori sempre più sostanziosi di conseguenze e nel cielo una grande voragine luce tuono silenzio più niente da sentire buio più niente da vedere.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://log.livellosegreto.it/rinascita-dellalchimista-starec-zosima/zosima-lo-starec-incontro-di-nuovo-se-stesso-incontro-il-dio-del-suo-mondo-e</guid>
      <pubDate>Tue, 09 Jul 2024 09:30:48 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Zosima capì non più tardi, il potere è nascosto, è pura prospettiva, dare gli...</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/rinascita-dellalchimista-starec-zosima/zosima-capi-non-piu-tardi-che-il-potere-e-nascosto-che-e-pura-prospettiva-che</link>
      <description>&lt;![CDATA[Zosima capì non più tardi, il potere è nascosto, è pura prospettiva, dare gli esatti nomi alle cose non è democratico, durante il fascismo probabilmente non sarebbe stato antifascista, c’era sicuramente da ascoltare e pensare e riflettere e vivere, schierarsi fa gli interessi di qualcun altro, sì ma gli interessi di tutti dove sono, è vero anche questo essere vivente e lo Starec Zosima si dispiacque, alla fine il fascismo ha vinto se c’è tutto questo disinteresse, il fascismo è controllo e violenza, è facile dare la colpa fuori ma guardatevi dentro esseri viventi omertosi, giudicate con fermezza ma come farete se siete così poveri di ogni tipo di ricchezza se vi hanno tolto tutto pure voi stessi, ma quali altri esseri viventi, Zosima lo Starec al limite della sua trasformazione disse&#xA;&#34;Gli esseri viventi si modellano sulle loro esigenze, oggi impazzisco&#34; una volta tornato dal sonno e sentì odore di fiori, fiori da funerale odore di morte e passando per sette risvegli incontrò per la prima volta il Buddha e passando per l’inferno trovò come la storia si ripete e ancora storie di proiezioni e nella ricerca assistette di nuovo ai frammenti del Buddha e ammirò segnali non percepiti, i sensi erano così pochi e poco attivi e ancora frantumi e pregò che fosse davvero una scoperta e che fosse pura e ancora polvere e storie e storie polverose e polvere così antica da essere raccontata e tutto facente parte del tutto ma solo una volta percepito e pianse e fu felice.&#xA;Zosima lo Starec camminò tra gli esseri viventi umani e esseri viventi non umani per la società di esseri viventi umani e esseri viventi non umani, le strade percorse, le piazze di incontro tra esseri viventi umani tra di loro e esseri viventi non umani tra di loro e con esseri viventi umani erano parte fondamento nonostante la pazzia e i fiumi e i laghi e l’acqua sporca di vita e lì guardò sorridere e ringraziò.&#xA;Lo Starc Zosima affacciatosi ad un burrone alto, scosceso, con grossi massi di pietra chiara volse lo sguardo oltre un orizzonte tranquillo, prometteva un abbraccio e un caldo tepore ma sempre dopo e sempre una lunga attesa, avverrà però in un attimo nel mentre l’alchimista cercherà ancora e ancora di capire e accrescere il godimento estremo e solo la luce rimarrà e solo una domanda &#34;continuerò a perdermi nei miei pensieri?&#34;.&#xA;L’amore, sapeva bene l’alchimista Zosima, fu inventato tempo fa dalla sua mancanza, dall’imposizione, dal bisogno di fuggire lontano dagli obblighi nati per assecondare ambizioni di avi, ad anch’essi furono imposti e vollero fuggire lontano dagli obblighi nati per assecondare ambizioni di avi ma poi vollero dimenticare, ora gli obblighi erano loro e l’onore e l’essere escluso e questo bisogno di affetto, tutti sono soli e tutti vogliono respirare aria fresca quella mattutina di una primavera dopo molti giorni di pioggia e sole infine.&#xA;Lo Starec Zosima capì, dopo varie eternità di matrimoni combinati, nacque l’amore come rifiuto dell’obbligo, anch’esso sì nato dall’amore dei padri e della condivisione reciproca della sofferenza delle madri e fratelli e sorelle e traumi e ancora lacrime ma poi la salvezza in città fortificate in vecchie cantine con ragni grandi almeno la metà di un essere umano vivente medio nella moda frequenza statistica guassiana curva con molta varianza e poca libertà, è tutto scritto e questo libero arbitrio ti libera solo da alcune fatiche ma ovviamente non da tutte e non dalle principali e amore solo per fuggire e per viaggiare lontano sempre.&#xA;E Zosima l’alchimista capì, la fiamma e altri modi per alterare la coscienza per alterarla così tanto così bene così a fondo così da scavare scavare trovando gemme ma serve la luce per vedere quanto brillino,  serve l’occhio per vedere, serve il sangue che scorre e un cuore che batte e che le mani possano toccare che le dita possano essere al loro posto e serve sì stare in piedi e continuare a barcollare e conoscere e perdersi perdersi e finalmente trovarsi.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Zosima capì non più tardi, il potere è nascosto, è pura prospettiva, dare gli esatti nomi alle cose non è democratico, durante il fascismo probabilmente non sarebbe stato antifascista, c’era sicuramente da ascoltare e pensare e riflettere e vivere, schierarsi fa gli interessi di qualcun altro, sì ma gli interessi di tutti dove sono, è vero anche questo essere vivente e lo Starec Zosima si dispiacque, alla fine il fascismo ha vinto se c’è tutto questo disinteresse, il fascismo è controllo e violenza, è facile dare la colpa fuori ma guardatevi dentro esseri viventi omertosi, giudicate con fermezza ma come farete se siete così poveri di ogni tipo di ricchezza se vi hanno tolto tutto pure voi stessi, ma quali altri esseri viventi, Zosima lo Starec al limite della sua trasformazione disse
“Gli esseri viventi si modellano sulle loro esigenze, oggi impazzisco” una volta tornato dal sonno e sentì odore di fiori, fiori da funerale odore di morte e passando per sette risvegli incontrò per la prima volta il Buddha e passando per l’inferno trovò come la storia si ripete e ancora storie di proiezioni e nella ricerca assistette di nuovo ai frammenti del Buddha e ammirò segnali non percepiti, i sensi erano così pochi e poco attivi e ancora frantumi e pregò che fosse davvero una scoperta e che fosse pura e ancora polvere e storie e storie polverose e polvere così antica da essere raccontata e tutto facente parte del tutto ma solo una volta percepito e pianse e fu felice.
Zosima lo Starec camminò tra gli esseri viventi umani e esseri viventi non umani per la società di esseri viventi umani e esseri viventi non umani, le strade percorse, le piazze di incontro tra esseri viventi umani tra di loro e esseri viventi non umani tra di loro e con esseri viventi umani erano parte fondamento nonostante la pazzia e i fiumi e i laghi e l’acqua sporca di vita e lì guardò sorridere e ringraziò.
Lo Starc Zosima affacciatosi ad un burrone alto, scosceso, con grossi massi di pietra chiara volse lo sguardo oltre un orizzonte tranquillo, prometteva un abbraccio e un caldo tepore ma sempre dopo e sempre una lunga attesa, avverrà però in un attimo nel mentre l’alchimista cercherà ancora e ancora di capire e accrescere il godimento estremo e solo la luce rimarrà e solo una domanda “continuerò a perdermi nei miei pensieri?”.
L’amore, sapeva bene l’alchimista Zosima, fu inventato tempo fa dalla sua mancanza, dall’imposizione, dal bisogno di fuggire lontano dagli obblighi nati per assecondare ambizioni di avi, ad anch’essi furono imposti e vollero fuggire lontano dagli obblighi nati per assecondare ambizioni di avi ma poi vollero dimenticare, ora gli obblighi erano loro e l’onore e l’essere escluso e questo bisogno di affetto, tutti sono soli e tutti vogliono respirare aria fresca quella mattutina di una primavera dopo molti giorni di pioggia e sole infine.
Lo Starec Zosima capì, dopo varie eternità di matrimoni combinati, nacque l’amore come rifiuto dell’obbligo, anch’esso sì nato dall’amore dei padri e della condivisione reciproca della sofferenza delle madri e fratelli e sorelle e traumi e ancora lacrime ma poi la salvezza in città fortificate in vecchie cantine con ragni grandi almeno la metà di un essere umano vivente medio nella moda frequenza statistica guassiana curva con molta varianza e poca libertà, è tutto scritto e questo libero arbitrio ti libera solo da alcune fatiche ma ovviamente non da tutte e non dalle principali e amore solo per fuggire e per viaggiare lontano sempre.
E Zosima l’alchimista capì, la fiamma e altri modi per alterare la coscienza per alterarla così tanto così bene così a fondo così da scavare scavare trovando gemme ma serve la luce per vedere quanto brillino,  serve l’occhio per vedere, serve il sangue che scorre e un cuore che batte e che le mani possano toccare che le dita possano essere al loro posto e serve sì stare in piedi e continuare a barcollare e conoscere e perdersi perdersi e finalmente trovarsi.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://log.livellosegreto.it/rinascita-dellalchimista-starec-zosima/zosima-capi-non-piu-tardi-che-il-potere-e-nascosto-che-e-pura-prospettiva-che</guid>
      <pubDate>Sat, 06 Jul 2024 07:31:59 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>L’alchimista Zosima viaggiava da un luogo ad un altro grazie ai suoi indumenti...</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/rinascita-dellalchimista-starec-zosima/lalchimista-zosima-viaggiava-da-un-luogo-ad-un-altro-grazie-ai-suoi-indumenti</link>
      <description>&lt;![CDATA[L’alchimista Zosima viaggiava da un luogo ad un altro grazie ai suoi indumenti carichi di ricordi e scoprì non era il solo e come lui anche altri ma con oggetti diversi e i viaggi erano molteplici dentro e fuori.&#xA;Un essere vivente lo colpì per il poco coraggio e divenne addirittura un oggetto anch’esso; è quello che accade quando ci si dimentica si è vivi, si può rischiare, il denaro non è mai la risposta, è solo un mezzo per alcune risposte banali sempre in seguito a domande banali, ci sono gli infiniti universi percepiti da sciogliere e districare, il filo lega tutto,  questa catena markoviana di eventi esiste e c’è sempre stata in tutte le sue variabili possibili.&#xA;L’alchimista nel suo vagare non era solo, non era così folle da percorrere il nulla da solo senza una guida.&#xA;Una guida fatta da una luce così limpida e giusta che poté concentrarsi solo sulle marginalità che lo assorbirono e la luce non vacillò nemmeno per un attimo e la luce invece vacillò come tutte le cose, il tremolio dato dell’incertezza colpisce.&#xA;La luce era comunque un evento sopravvissuto alla violenza e quindi plasmata da essa, tutto è evento.&#xA;“O luce” disse lo Starec Zosima, l’alchimista che scoprì e usò la fiamma, ne fu quasi travolto, dubitò dell’amore che è solo accettazione, non volere ma solo voler dare incondizionatamente, solo annullare per esistere eguali e così l’umanità tutta accettare e dare a tutti e tornare ad essere dio, amore totale, globale, universale ma alla luce guida, lo Starec Zosima chiese “ma quelle lacrime sono per me?”.&#xA;Zosima ancora fraintese, la sofferenza non è mai uguale.&#xA;E la luce non sentì e anche se avesse sentito cosa mai avrebbe potuto dire, l’alchimista era solo all’inizio e troppo c’era da fare, da pensare e credere.&#xA;Conobbe vari esseri e con alcuni non parlò mai ma la danza li univa, nella danza li capì, una danza che è sempre manifestazione della fiamma collettiva, del comune inganno, con richieste di aiuto e fraintendimenti e proiezioni questo era e continuò ad essere.&#xA;L’alchimista Zosima mise in dubbio tutte le sue certezze che si erano radicate rendendolo schiavo di un meccanismo che scricchiola, l’alchimista Starec non stava più capendo e la fiamma lo stava prendendo completamente.&#xA;E iniziò a divenire fiamma, a danzare e provò un piacere che lo pervase; gli esseri viventi sono tutti pazzi, caricature estreme che riempiono racconti, li mandano avanti, senza i racconti sono morti, concedeva una certa parte di se, incontrò se stesso e si conquistò e chiese se dovesse mentire e vide come è bella la vita anche a se stesso e di smettere di usare la fiamma perché sì la vita è scadente ma è pur sempre vita è che sono una donna perché è bello passeggiare, passeggiare sole.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>L’alchimista Zosima viaggiava da un luogo ad un altro grazie ai suoi indumenti carichi di ricordi e scoprì non era il solo e come lui anche altri ma con oggetti diversi e i viaggi erano molteplici dentro e fuori.
Un essere vivente lo colpì per il poco coraggio e divenne addirittura un oggetto anch’esso; è quello che accade quando ci si dimentica si è vivi, si può rischiare, il denaro non è mai la risposta, è solo un mezzo per alcune risposte banali sempre in seguito a domande banali, ci sono gli infiniti universi percepiti da sciogliere e districare, il filo lega tutto,  questa catena markoviana di eventi esiste e c’è sempre stata in tutte le sue variabili possibili.
L’alchimista nel suo vagare non era solo, non era così folle da percorrere il nulla da solo senza una guida.
Una guida fatta da una luce così limpida e giusta che poté concentrarsi solo sulle marginalità che lo assorbirono e la luce non vacillò nemmeno per un attimo e la luce invece vacillò come tutte le cose, il tremolio dato dell’incertezza colpisce.
La luce era comunque un evento sopravvissuto alla violenza e quindi plasmata da essa, tutto è evento.
“O luce” disse lo Starec Zosima, l’alchimista che scoprì e usò la fiamma, ne fu quasi travolto, dubitò dell’amore che è solo accettazione, non volere ma solo voler dare incondizionatamente, solo annullare per esistere eguali e così l’umanità tutta accettare e dare a tutti e tornare ad essere dio, amore totale, globale, universale ma alla luce guida, lo Starec Zosima chiese “ma quelle lacrime sono per me?”.
Zosima ancora fraintese, la sofferenza non è mai uguale.
E la luce non sentì e anche se avesse sentito cosa mai avrebbe potuto dire, l’alchimista era solo all’inizio e troppo c’era da fare, da pensare e credere.
Conobbe vari esseri e con alcuni non parlò mai ma la danza li univa, nella danza li capì, una danza che è sempre manifestazione della fiamma collettiva, del comune inganno, con richieste di aiuto e fraintendimenti e proiezioni questo era e continuò ad essere.
L’alchimista Zosima mise in dubbio tutte le sue certezze che si erano radicate rendendolo schiavo di un meccanismo che scricchiola, l’alchimista Starec non stava più capendo e la fiamma lo stava prendendo completamente.
E iniziò a divenire fiamma, a danzare e provò un piacere che lo pervase; gli esseri viventi sono tutti pazzi, caricature estreme che riempiono racconti, li mandano avanti, senza i racconti sono morti, concedeva una certa parte di se, incontrò se stesso e si conquistò e chiese se dovesse mentire e vide come è bella la vita anche a se stesso e di smettere di usare la fiamma perché sì la vita è scadente ma è pur sempre vita è che sono una donna perché è bello passeggiare, passeggiare sole.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://log.livellosegreto.it/rinascita-dellalchimista-starec-zosima/lalchimista-zosima-viaggiava-da-un-luogo-ad-un-altro-grazie-ai-suoi-indumenti</guid>
      <pubDate>Thu, 27 Jun 2024 10:25:50 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>L’alchimista nel suo viaggio incontrò un essere vivente che gli servì un pasto...</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/rinascita-dellalchimista-starec-zosima/lalchimista-nel-suo-viaggio-incontro-un-essere-vivente-che-gli-servi-un-pasto</link>
      <description>&lt;![CDATA[L’alchimista nel suo viaggio incontrò un essere vivente che gli servì un pasto e già qua servire, come si può volere essere serviti, come ci si può porre così in alto, così in basso servili a volere essere schiacciati a volere sempre di più a sfruttare sempre meglio indistintamente.&#xA;Non cambia se si è animali o stranieri in paesi stranieri diversi, eravamo tutti uguali un tempo sicuramente, non cambia mai niente, la violenza è la ragione, è solo quello che muove e fa muovere, con la violenza si guadagna, non si può attendere come alberi pazienti che il nutrimento venga generato da graziosi e luminosi raggi caldi e buoni e lacrime almeno, un oceano di acqua salata.&#xA;Lo Starec l’alchimista disse &#34;non chiamarmi signore, ti prego faccio continuamente incubi insultami piuttosto così che possa acquietarmi&#xA;anzi no, continua così, che me ne faccio delle quiete&#34;.&#xA;L’alchimista volle rifugiarsi lontano e ad alta quota perché terrorizzato dall’aumento del livello del mare, le conseguenze erano reali, era finito il tempo dei racconti, tutto stava convergendo, il mare si stava alzando, i ghiacci si stavano sciogliendo, le coste stavano scomparendo, l’entro terra stava bruciando, i popoli stavano fuggendo.&#xA;E delle guerre e delle innumerevoli sempre singole, la pace temporanea illude quelli che si fanno illudere da parole troppo belle per essere dette pubblicamente, la guerra inorridisce sempre chi la perde ma a certe condizioni che invece ad altre la alimenta e sicuramente chi la vince ne è fiero, solo così, solo grazie ad essa il mondo è l’incantevole giardino in cui viviamo, un giardino però circondato da miseria, un giardino innaffiato con il sangue, un giardino che verrà divorato dal mare, da infiniti oceani fatti da ghiacci sciolti e disse &#34;rifugiamoci in case a 300 metri sul livello del mare, così forse non sfolleremo con gli altri&#34; ma ovviamente siamo troppi e tutti sfolleremo e tutti periremo è così tragica la fine perché siamo effettivamente alla fine così vicino ad essa che vediamo i bordi e di là il nulla.&#xA;L’alchimista nel suo vagare condizionato dalla fiamma, dal vento che fa muovere la fiamma e la fa traballare e a volte la spegne e deciso trovò un essere vivente con cui condivise frustrazioni, anch’esso fu alchimista ma fu travolto senza dubbio dalla fiamma lo divorò a tal punto a diventare fiamma anch’esso.&#xA;L’essere vivente prendeva quello che rimaneva e a forza di usare emozioni consumate si consumò a sua volta e divenne carburante e comburente contemporaneamente questo fa la fiamma alchemica quando divora.&#xA;Festeggiò feste improvvisate e creò la società odierna formata da gruppi di primati seguiti da altri primati danzanti.&#xA;E non fece differenza tra amici consumanti e amori consumati tutto era sfilacciato al punto da spezzarsi e tutto mancava e tutto era desiderato perché mancante e tutto era così pieno di malinconia e sogni troppo lontani per avere il coraggio di inseguirli.&#xA;Lo Starec continuò a fare compagnia all’essere vivente, a studiarlo e a imparare.&#xA;E poi come sempre accade nei rispettivi silenzi si chiesero &#34;ma domani ci sarà il sole?&#34;.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>L’alchimista nel suo viaggio incontrò un essere vivente che gli servì un pasto e già qua servire, come si può volere essere serviti, come ci si può porre così in alto, così in basso servili a volere essere schiacciati a volere sempre di più a sfruttare sempre meglio indistintamente.
Non cambia se si è animali o stranieri in paesi stranieri diversi, eravamo tutti uguali un tempo sicuramente, non cambia mai niente, la violenza è la ragione, è solo quello che muove e fa muovere, con la violenza si guadagna, non si può attendere come alberi pazienti che il nutrimento venga generato da graziosi e luminosi raggi caldi e buoni e lacrime almeno, un oceano di acqua salata.
Lo Starec l’alchimista disse “non chiamarmi signore, ti prego faccio continuamente incubi insultami piuttosto così che possa acquietarmi
anzi no, continua così, che me ne faccio delle quiete”.
L’alchimista volle rifugiarsi lontano e ad alta quota perché terrorizzato dall’aumento del livello del mare, le conseguenze erano reali, era finito il tempo dei racconti, tutto stava convergendo, il mare si stava alzando, i ghiacci si stavano sciogliendo, le coste stavano scomparendo, l’entro terra stava bruciando, i popoli stavano fuggendo.
E delle guerre e delle innumerevoli sempre singole, la pace temporanea illude quelli che si fanno illudere da parole troppo belle per essere dette pubblicamente, la guerra inorridisce sempre chi la perde ma a certe condizioni che invece ad altre la alimenta e sicuramente chi la vince ne è fiero, solo così, solo grazie ad essa il mondo è l’incantevole giardino in cui viviamo, un giardino però circondato da miseria, un giardino innaffiato con il sangue, un giardino che verrà divorato dal mare, da infiniti oceani fatti da ghiacci sciolti e disse “rifugiamoci in case a 300 metri sul livello del mare, così forse non sfolleremo con gli altri” ma ovviamente siamo troppi e tutti sfolleremo e tutti periremo è così tragica la fine perché siamo effettivamente alla fine così vicino ad essa che vediamo i bordi e di là il nulla.
L’alchimista nel suo vagare condizionato dalla fiamma, dal vento che fa muovere la fiamma e la fa traballare e a volte la spegne e deciso trovò un essere vivente con cui condivise frustrazioni, anch’esso fu alchimista ma fu travolto senza dubbio dalla fiamma lo divorò a tal punto a diventare fiamma anch’esso.
L’essere vivente prendeva quello che rimaneva e a forza di usare emozioni consumate si consumò a sua volta e divenne carburante e comburente contemporaneamente questo fa la fiamma alchemica quando divora.
Festeggiò feste improvvisate e creò la società odierna formata da gruppi di primati seguiti da altri primati danzanti.
E non fece differenza tra amici consumanti e amori consumati tutto era sfilacciato al punto da spezzarsi e tutto mancava e tutto era desiderato perché mancante e tutto era così pieno di malinconia e sogni troppo lontani per avere il coraggio di inseguirli.
Lo Starec continuò a fare compagnia all’essere vivente, a studiarlo e a imparare.
E poi come sempre accade nei rispettivi silenzi si chiesero “ma domani ci sarà il sole?”.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://log.livellosegreto.it/rinascita-dellalchimista-starec-zosima/lalchimista-nel-suo-viaggio-incontro-un-essere-vivente-che-gli-servi-un-pasto</guid>
      <pubDate>Tue, 18 Jun 2024 11:04:44 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>L’alchimista creò il dolore a se stesso a causa della sofferenza e...</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/rinascita-dellalchimista-starec-zosima/lalchimista-creo-il-dolore-a-se-stesso-a-causa-della-sofferenza-e</link>
      <description>&lt;![CDATA[L’alchimista creò il dolore a se stesso a causa della sofferenza e dell’immagine di se stesso riflessa in specchi altrui. E si rivide sconfitto e trafitto infinite volte.&#xA;Quelle immagini erano così nitide con contorni così ben definiti da averlo illuso e ancora illusioni dovette ammettere l’odio Zosima e lo ammise.&#xA;E si illuse a tal punto da entrare nello specchio e vivere nei panni di lui e dall’altra parte scorse se stesso e si illuse ancora, nulla di tutto ciò è mai esisto e pensò di vederlo e pensò di urlare:&#xA;&#34;Tu sei beato, stolto, ignori chi sei e cosa sono gli altri, tu vivi in pace!&#34; così pensò di urlare lo Starec ma non parlò a se stesso, parlò a un essere vivente che umiliò Zosima lo Starec l’alchimista, l’essere vivente insegnò allo Starec, sì gli esseri viventi che subiscono il potere lo odiano e nei limiti delle loro possibilità lo affrontano a prescindere dal loro intelletto, consapevolezza, stato sociale.&#xA;Urlò ancora e sentì un eco eterno, ciclico che dalle sue corde vocali fino alle labbra fuggì lontano per poi arrivare alle orecchie con una forza uguale a come uscì e dalle orecchie il flusso raggiunse i polmoni e il ventre si gonfiò e pure le spalle e la gola e ancora sentì vibrare e l’eco continuò almeno per un’eternità e sicuramente durò di più, venne tra noi a raccontarlo, spezzò l’anello, si attorcigliò fino a scomparire dall’altra parte e da tutte le possibili altre parti, tutto falso Zosima era nel piano dell’illusione, così ferito da non distinguere più se stesso gli altri.&#xA;Zosima in quel periodo non era morto e utilizzò il potere delle fiamma che amplificava la percezione con cui entrò dentro i pensieri di alcuni essere viventi ma erano tutte illusioni erano i suoi pensieri dentro loro e di loro scorse solo quello che gli esseri viventi mostravano e delle volte fu sufficiente anche se si chiese Zosima se fosse davvero così, se è possibile comprendere un vita in pochi istanti di utilizzo della fiamma,  la fiamma fece diventare Zosima un alchimista scopritore di sentieri ma la fiamma era sempre esterna allo Starec, la fiamma era una forza che lo divorava, la fiamma era tutto per l’alchimista.&#xA;Zosima percorse le vie degli esseri viventi e la fiamma gli permise di confondersi tra loro e godere e gioire ma sempre di se stesso e perdersi ancora ma sia le vie che gli esseri viventi erano devitalizzate non morte nella morte si rinasce ma vive senza scopo vive senza slancio spinta intenzione e comprese Zosima così erano e iniziò a disimparare e chiese:&#xA;&#34;hai iniziato il tuo percorso per disimparare?&#34;&#xA;a chi se non a se stesso e agli esseri viventi stolti tutti vittime di voi stessi e della vostra superbia ammettete di essere nulla ammettete che non esistete in quanto non comprendete il tutto esiste solo dio.&#xA;Poi riempì i nuovi vuoti imparando di nuovo e meglio sugli altri esseri viventi su se stesso c’era così tanto spazio e chiese:&#xA;&#34;hai riempito i nuovi vuoti come quando eri bambino?&#34;&#xA;e infine:&#xA;&#34;ma con giochi diversi, ma con errori più grandi&#34;&#xA;Gli errori sì siano benedetti mai ne saranno abbastanza e mai smetterà di averne bisogno e questa dipendenza dagli errori lo guidò e sì certo ne fu lieto ogni istante ogni momento contemplò l’amore e l’abbraccio intimo e segreto e così avvolgente da sparire là e ritrovarsi ancora nello stesso punto ma più sbiadito e leggero ma non meno libero e vorace di sapere e sapere era così gradevole che non smise se non nei momenti di sconforto che però che gioia che gioia.&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>L’alchimista creò il dolore a se stesso a causa della sofferenza e dell’immagine di se stesso riflessa in specchi altrui. E si rivide sconfitto e trafitto infinite volte.
Quelle immagini erano così nitide con contorni così ben definiti da averlo illuso e ancora illusioni dovette ammettere l’odio Zosima e lo ammise.
E si illuse a tal punto da entrare nello specchio e vivere nei panni di lui e dall’altra parte scorse se stesso e si illuse ancora, nulla di tutto ciò è mai esisto e pensò di vederlo e pensò di urlare:
“Tu sei beato, stolto, ignori chi sei e cosa sono gli altri, tu vivi in pace!” così pensò di urlare lo Starec ma non parlò a se stesso, parlò a un essere vivente che umiliò Zosima lo Starec l’alchimista, l’essere vivente insegnò allo Starec, sì gli esseri viventi che subiscono il potere lo odiano e nei limiti delle loro possibilità lo affrontano a prescindere dal loro intelletto, consapevolezza, stato sociale.
Urlò ancora e sentì un eco eterno, ciclico che dalle sue corde vocali fino alle labbra fuggì lontano per poi arrivare alle orecchie con una forza uguale a come uscì e dalle orecchie il flusso raggiunse i polmoni e il ventre si gonfiò e pure le spalle e la gola e ancora sentì vibrare e l’eco continuò almeno per un’eternità e sicuramente durò di più, venne tra noi a raccontarlo, spezzò l’anello, si attorcigliò fino a scomparire dall’altra parte e da tutte le possibili altre parti, tutto falso Zosima era nel piano dell’illusione, così ferito da non distinguere più se stesso gli altri.
Zosima in quel periodo non era morto e utilizzò il potere delle fiamma che amplificava la percezione con cui entrò dentro i pensieri di alcuni essere viventi ma erano tutte illusioni erano i suoi pensieri dentro loro e di loro scorse solo quello che gli esseri viventi mostravano e delle volte fu sufficiente anche se si chiese Zosima se fosse davvero così, se è possibile comprendere un vita in pochi istanti di utilizzo della fiamma,  la fiamma fece diventare Zosima un alchimista scopritore di sentieri ma la fiamma era sempre esterna allo Starec, la fiamma era una forza che lo divorava, la fiamma era tutto per l’alchimista.
Zosima percorse le vie degli esseri viventi e la fiamma gli permise di confondersi tra loro e godere e gioire ma sempre di se stesso e perdersi ancora ma sia le vie che gli esseri viventi erano devitalizzate non morte nella morte si rinasce ma vive senza scopo vive senza slancio spinta intenzione e comprese Zosima così erano e iniziò a disimparare e chiese:
“hai iniziato il tuo percorso per disimparare?”
a chi se non a se stesso e agli esseri viventi stolti tutti vittime di voi stessi e della vostra superbia ammettete di essere nulla ammettete che non esistete in quanto non comprendete il tutto esiste solo dio.
Poi riempì i nuovi vuoti imparando di nuovo e meglio sugli altri esseri viventi su se stesso c’era così tanto spazio e chiese:
“hai riempito i nuovi vuoti come quando eri bambino?”
e infine:
“ma con giochi diversi, ma con errori più grandi”
Gli errori sì siano benedetti mai ne saranno abbastanza e mai smetterà di averne bisogno e questa dipendenza dagli errori lo guidò e sì certo ne fu lieto ogni istante ogni momento contemplò l’amore e l’abbraccio intimo e segreto e così avvolgente da sparire là e ritrovarsi ancora nello stesso punto ma più sbiadito e leggero ma non meno libero e vorace di sapere e sapere era così gradevole che non smise se non nei momenti di sconforto che però che gioia che gioia.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://log.livellosegreto.it/rinascita-dellalchimista-starec-zosima/lalchimista-creo-il-dolore-a-se-stesso-a-causa-della-sofferenza-e</guid>
      <pubDate>Wed, 12 Jun 2024 10:35:27 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Lo Starec Zosima alchimista sparì, fuggì, si nascose, pregò vari Dei tutti...</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/rinascita-dellalchimista-starec-zosima/lo-starec-zosima-alchimista-spari-fuggi-si-nascose-prego-vari-dei-tutti</link>
      <description>&lt;![CDATA[Lo Starec Zosima alchimista sparì, fuggì, si nascose, pregò vari Dei tutti inesistenti e pieni di belle parole di sale marcio sporco e nero con sfumature viola inquinamento che prende fuoco e contagia.&#xA;Lo Starec disse: “Dio è la massima espressione della percezione, il mio Dio è la mia forza ora che percepisco il mondo, cibo, gatto, fringuello”.&#xA;L’alchimista Starec si domandò: “Che differenza c’è dal campo arato che tanto odiavi?”.&#xA;Alla fine tutto in questa aggregazione umana fondata sul denaro non può che schiavizzare chi non ne ha e chi ne vorrebbe avere ma sarà fermato in tempo anzi con il suo tempo, sarà breve, perso a inseguire un sogno di qualcun’altro, sì era il suo ma non per sua scelta, sì era sua nata da un desiderio, un istinto troppo più forte e incisivo di quanto possa un essere vivente amato fin troppo distinguere e capire e capire e no non capirà mai.&#xA;E lo Starec disse: “E ora ho questi due soldi mi fate schifo, voi poveri. Ma va bene anche l&#39;amore al posto dei due soldi, che schifo i poveri d&#39;amore soli”.&#xA;Amore denaro amore denaro ne voglio di più, sì godere fammi godere ancora di più, echi nati nel passato ma con estrema forza rimbombano ancora e ancora.&#xA;E lo Starec chiese: “Ma quando sarai troppo vecchio per lavorare, ricorderai del bel tempo speso in cui eri forte? O dirai chi me l&#39;ha fatto fare e ancora dove sono i miei ricordi?”.&#xA;Essere vivente stolto al servizio di un Dio per liberarti dall’angoscia di essere inutile, consapevole di esserlo quanto meno stolto e non di essere al servizio di un Dio per liberarti dall’angoscia, questo mai è inaudito, lui ci ha donato la vita, devo possedere e vincolare ma è la paura che ti guida, liberati infine, ammetti ciò che ti terrorizza e vivi fuori da te e non scusarti così velocemente, la mia ira non si è ancora placata.&#xA;E sì, lo chiese più volte e non ricevette risposta, nessuno volle ascoltarlo ma in realtà non lo chiese che a se stesso e se stesso non volle ascoltarlo, il lavoro era urgente, le scadenze erano prossime, dall’altezza più irraggiungibile come il sole e i suoi raggi li toccano e ne furono così lieti, così caldi sono, che tepore provocano, che tepore, che gioia, che tepore, che gioia, che gioia.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Lo Starec Zosima alchimista sparì, fuggì, si nascose, pregò vari Dei tutti inesistenti e pieni di belle parole di sale marcio sporco e nero con sfumature viola inquinamento che prende fuoco e contagia.
Lo Starec disse: “Dio è la massima espressione della percezione, il mio Dio è la mia forza ora che percepisco il mondo, cibo, gatto, fringuello”.
L’alchimista Starec si domandò: “Che differenza c’è dal campo arato che tanto odiavi?”.
Alla fine tutto in questa aggregazione umana fondata sul denaro non può che schiavizzare chi non ne ha e chi ne vorrebbe avere ma sarà fermato in tempo anzi con il suo tempo, sarà breve, perso a inseguire un sogno di qualcun’altro, sì era il suo ma non per sua scelta, sì era sua nata da un desiderio, un istinto troppo più forte e incisivo di quanto possa un essere vivente amato fin troppo distinguere e capire e capire e no non capirà mai.
E lo Starec disse: “E ora ho questi due soldi mi fate schifo, voi poveri. Ma va bene anche l&#39;amore al posto dei due soldi, che schifo i poveri d&#39;amore soli”.
Amore denaro amore denaro ne voglio di più, sì godere fammi godere ancora di più, echi nati nel passato ma con estrema forza rimbombano ancora e ancora.
E lo Starec chiese: “Ma quando sarai troppo vecchio per lavorare, ricorderai del bel tempo speso in cui eri forte? O dirai chi me l&#39;ha fatto fare e ancora dove sono i miei ricordi?”.
Essere vivente stolto al servizio di un Dio per liberarti dall’angoscia di essere inutile, consapevole di esserlo quanto meno stolto e non di essere al servizio di un Dio per liberarti dall’angoscia, questo mai è inaudito, lui ci ha donato la vita, devo possedere e vincolare ma è la paura che ti guida, liberati infine, ammetti ciò che ti terrorizza e vivi fuori da te e non scusarti così velocemente, la mia ira non si è ancora placata.
E sì, lo chiese più volte e non ricevette risposta, nessuno volle ascoltarlo ma in realtà non lo chiese che a se stesso e se stesso non volle ascoltarlo, il lavoro era urgente, le scadenze erano prossime, dall’altezza più irraggiungibile come il sole e i suoi raggi li toccano e ne furono così lieti, così caldi sono, che tepore provocano, che tepore, che gioia, che tepore, che gioia, che gioia.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://log.livellosegreto.it/rinascita-dellalchimista-starec-zosima/lo-starec-zosima-alchimista-spari-fuggi-si-nascose-prego-vari-dei-tutti</guid>
      <pubDate>Mon, 10 Jun 2024 12:52:02 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>La fiamma era stranamente calda, di un calda calma portatrice di una...</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/rinascita-dellalchimista-starec-zosima/la-fiamma-era-stranamente-calda-di-un-calda-calma-portatrice-di-una</link>
      <description>&lt;![CDATA[La fiamma era stranamente calda, di un calda calma portatrice di una tranquillità insolita, non era e non poté mai essere reale, la realtà era per gli stolti e quella fiamma era incomprensibile e quindi inreale.&#xA;E quel giorno divenne alchimista e imparò a usare la fiamma e si bruciò diverse volte e le cicatrici divennero putrefatte e pezzi di carne iniziarono a staccarsi e usò la fiamma correttamente e dalla putrescenza nacquero prima dei rami secchi e dopo nuvole dense.&#xA;E i rami secchi non fiorirono mai se non alla fine dei tempi quando il bordo iniziava a farsi così sottile, era possibile vedere dall’altra parte e ricominciare il passaggio fuori e dentro fuori e dentro.&#xA;L’alchimista comprese, si può comprendere fuori da se e fuori dal fuori da se si può continuare a crescere e non tollerò più avanzi di morte e le menzogne e l’omertà dell’essere vivente e come i primi uomini prima della completa e totale sofferenza, prima della schiavitù, prima delle leggi e scoprì infine l’alchimista Zosima, prima della parola, c’erano esseri viventi umani folgorati dall’ape gruppo sciame e dal suo creare e dal suo rettilineo intuito.&#xA;Rivisse in pochi istanti il tempo e gli esseri viventi umani iniziarono a unirsi, a scegliersi in gruppi, a lottare per una regina e a costruire un alveare e a lottare per quello e altre mille regine e mille alveari e lo spazio era sempre meno e sempre più il nettare da produrre e da adesso basta produrlo, facciamo produrre così da trarne il miele così dolce, ancora più dolce se regalato come la vita, regalato come la vita, sempre è sempre il risultato di violenza.&#xA;Il singolo soldato aveva fame, troppe furono le carestie e i diluvi e c’era da vivere e lavorare per la regina e magiare e fecondare e mangiare e lavorare.&#xA;L’ape dal suo nutrire non poté che imitare nella forma l’abitazione sua suo polline e il fiore guardando solo la vita formò clorofilla.&#xA;E capì, costruire palazzi così alti non ci rende diversi, dentro non c’è più miele e questa regina da sfamare e non c’è più un mondo da salvare.&#xA;Lavorare e lavorare rende stanchi e la macchina pretende e gli esseri umani concedono finché hanno forza operai alati, i sogni non sono per loro ma per quella lurida regina che vuole sempre di più e gli daremo di più di più e fiamma e fiamma!&#xA;A forza di scrivere trascrivere ricordare a memoria recitare far finta di aver odiato abbastanza hanno vinto i potenti con la loro schiavitù costante e sistematica e bruciando e annegando e soffocando e usando tutto e troppo e mai abbastanza e scegliendo sempre parzialmente la totalità che gli esseri umani rappresentano così da farli perdere perdere perdere. E ritrovarsi forse mai e sperate esseri viventi umani che sia mai, vuol dire il percorso è lungo e siete all’inizio e venite dalla fine.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>La fiamma era stranamente calda, di un calda calma portatrice di una tranquillità insolita, non era e non poté mai essere reale, la realtà era per gli stolti e quella fiamma era incomprensibile e quindi inreale.
E quel giorno divenne alchimista e imparò a usare la fiamma e si bruciò diverse volte e le cicatrici divennero putrefatte e pezzi di carne iniziarono a staccarsi e usò la fiamma correttamente e dalla putrescenza nacquero prima dei rami secchi e dopo nuvole dense.
E i rami secchi non fiorirono mai se non alla fine dei tempi quando il bordo iniziava a farsi così sottile, era possibile vedere dall’altra parte e ricominciare il passaggio fuori e dentro fuori e dentro.
L’alchimista comprese, si può comprendere fuori da se e fuori dal fuori da se si può continuare a crescere e non tollerò più avanzi di morte e le menzogne e l’omertà dell’essere vivente e come i primi uomini prima della completa e totale sofferenza, prima della schiavitù, prima delle leggi e scoprì infine l’alchimista Zosima, prima della parola, c’erano esseri viventi umani folgorati dall’ape gruppo sciame e dal suo creare e dal suo rettilineo intuito.
Rivisse in pochi istanti il tempo e gli esseri viventi umani iniziarono a unirsi, a scegliersi in gruppi, a lottare per una regina e a costruire un alveare e a lottare per quello e altre mille regine e mille alveari e lo spazio era sempre meno e sempre più il nettare da produrre e da adesso basta produrlo, facciamo produrre così da trarne il miele così dolce, ancora più dolce se regalato come la vita, regalato come la vita, sempre è sempre il risultato di violenza.
Il singolo soldato aveva fame, troppe furono le carestie e i diluvi e c’era da vivere e lavorare per la regina e magiare e fecondare e mangiare e lavorare.
L’ape dal suo nutrire non poté che imitare nella forma l’abitazione sua suo polline e il fiore guardando solo la vita formò clorofilla.
E capì, costruire palazzi così alti non ci rende diversi, dentro non c’è più miele e questa regina da sfamare e non c’è più un mondo da salvare.
Lavorare e lavorare rende stanchi e la macchina pretende e gli esseri umani concedono finché hanno forza operai alati, i sogni non sono per loro ma per quella lurida regina che vuole sempre di più e gli daremo di più di più e fiamma e fiamma!
A forza di scrivere trascrivere ricordare a memoria recitare far finta di aver odiato abbastanza hanno vinto i potenti con la loro schiavitù costante e sistematica e bruciando e annegando e soffocando e usando tutto e troppo e mai abbastanza e scegliendo sempre parzialmente la totalità che gli esseri umani rappresentano così da farli perdere perdere perdere. E ritrovarsi forse mai e sperate esseri viventi umani che sia mai, vuol dire il percorso è lungo e siete all’inizio e venite dalla fine.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://log.livellosegreto.it/rinascita-dellalchimista-starec-zosima/la-fiamma-era-stranamente-calda-di-un-calda-calma-portatrice-di-una</guid>
      <pubDate>Fri, 07 Jun 2024 16:32:04 +0000</pubDate>
    </item>
  </channel>
</rss>