La fiamma era stranamente calda di un calda calma portatrice di una tranquillità insolita che non era e non poté mai essere reale che la realtà era per gli stolti e quella fiamma era incomprensibile e quindi inreale. E quel giorno divenne alchimista e imparò a usare la fiamma e si bruciò diverse volte e le cicatrici divennero putrefatte e pezzi di carne iniziarono a staccarsi e usò la fiamma correttamente e dalla putrescenza nacquero prima dei rami secchi e dopo nuvole dense. E i rami secchi non fiorirono mai se non alla fine dei tempi quando il bordo iniziava a farsi così sottile e che era possibile vedere dall’altra parte e ricominciare il passaggio fuori e dentro fuori e dentro. L’alchimista comprese che si può comprendere fuori da se e fuori dal fuori da se si può continuare a crescere e non tollerò più avanzi di morte e le menzogne e l’omertà dell’essere vivente e come i primi uomini prima della completa e totale sofferenza prima della schiavitù prima delle leggi e scoprì infine l’alchimista Zosima prima della parola c’erano esseri viventi umani folgorati dall’ape gruppo sciame e dal suo creare e dal suo rettilineo intuito. Rivisse in pochi istanti il tempo e gli esseri viventi umani che iniziarono a unirsi a scegliersi in gruppi a lottare per una regina e a costruire un alveare e a lottare per quello e altre mille regine e mille alveari e lo spazio era sempre meno e sempre più il nettare da produrre e da adesso basta produrlo facciamo produrre così da trarne il miele così dolce ancora più dolce se regalato come la vita regalato come la vita che sempre è sempre il risultato di violenza. Il singolo soldato aveva fame troppe furono le carestie e i diluvi e c’era da vivere e lavorare per la regina e magiare e fecondare e mangiare e lavorare. L’ape dal suo nutrire non poté che imitare nella forma l’abitazione sua suo polline e il fiore guardando solo la vita formò clorofilla. E capì che costruire palazzi così alti non ci rende diversi che dentro non c’è più miele e questa regina da sfamare e non c’è più un mondo da salvare. Che lavorare e lavorare rende stanchi e la macchina pretende e gli esseri umani concedono finché hanno forza operai alati che i sogni non sono per loro ma per quella lurida regina che vuole sempre di più e gli daremo di più di più e fiamma e fiamma! Che a forza di scrivere trascrivere ricordare a memoria recitare far finta di aver odiato abbastanza hanno vinto i potenti con la loro schiavitù costante e sistematica e bruciando e annegando e soffocando e usando tutto e troppo e mai abbastanza e scegliendo sempre parzialmente la totalità che gli esseri umani rappresentano così da farli perdere perdere perdere. E ritrovarsi forse mai e sperate esseri viventi umani che sia mai che vuol dire il percorso è lungo e siete all’inizio e che venite dalla fine.