8 anni in #IVS – parte 4 – crush e blind dates

Il periodo successivo allo Youth Exchange con i miei nuovi “bros” per me è stato bellissimo da una parte, ma bruttissimo dall'altra. Non mi ero legato a qualcuno così tanto da un po' di tempo, avevo un fortissimo bisogno di affetto e quello che mi era stato dato da quei tre ragazzi era una cosa spettacolare. E non solo da loro. Perchè oltre a loro tre c'erano anche altre persone che mi han dimostrato il loro affetto e la loro vicinanza. Insomma, pur avendo avuto attacchi di panico- magistralmente curati dagli abbracci e le parole di conforto di Blaž – e avendo visto pioggia praticamente tutti i giorni, quel progetto per me è stato un nuovo inizio. Nei giorni successivi ricordo che ci siamo scritti moltissimo, sia con Blaž che con Ilias, col quale ci fu una telefonata la settimana dopo Pasqua perché ero preoccupato dal non ricevere messaggi del mio fratellino (non saprei nemmeno se definirla una “crush” alla fine...non avevo alcun tipo di impulso nei suoi confronti, se non quello di abbracciarlo...), poi però si è risolto tutto. Avevo conosciuto, tra l'altro, una nuova associazione : Sfera66-Italy e tramite loro ho iniziato di nuovo a partecipare ai progetti. Neanche un mese dopo ero a Bacoli, per un progetto su “genitori e imprenditoria giovanile”: l'unico italiano in mezzo a partecipanti da Ucraina, Armenia ed Azerbaijan, tutti poi che parlavano russo tra di loro, è stata una sensazione bruttissima! (non per il russo, quanto per il senso di esclusione che ho provato). Ma allo stesso tempo, che cosa bellissima aver potuto visitare sia Bacoli che la meravigliosa realtà di Parco Cerillo, questo parco enorme – più di 100 ettari, se non sbaglio – gestito interamente da dei ragazzi di una cooperativa che all'interno ci hanno costruito un bar e uno spazio di aggregazione e che, proprio poco tempo fa, ha rischiato di sfumare per una scarsissima visione dell'amministrazione.

al parco Cerillo

al Parco Cerillo

Un'esperienza che non dimenticherò mai in quel di Bacoli fu la cena a casa di alcuni amici di uno dei trainer assieme ad un ragazzo palestinese che vive attualmente in Svezia. Soprattutto per la convivialità del momento, l'allegria e anche per le storie che ha raccontato Alaa, rafforzando ulteriormente una mia convinzione sulla situazione delicatissima nel suo territorio d'origine.

Dopo qualche mese, sempre con Sfera66, ho partecipato ad una study visit (che è praticamente la APV di cui parlai nel primo post) in un posto meraviglioso in Lituania , dalle parti di Vilnius, che si chiama Daugirdiškes [https://www.daugirdiskes.lt/en/], in questo bellissimo training center assieme a ragazzi provenienti dalla Romania, dalla Bulgaria, dalla Lettonia , ovviamente dalla Lituania e dalla Norvegia. E là, seconda crush del periodo Erasmus+, stavolta un po' più pesante, per un ragazzo norvegese di nome Eirik. Ma, parlando del progetto, era sul mobility youthwork e quindi su come gestire il lavoro con i giovani quando non si ha una sede vera e propria perché si vive in aree rurali e quindi bisogna adottare altri sistemi per avvicinarsi ai giovani.

il primo gruppo in Lituania...

il primo gruppo in Lituania, qui alle prese con gli cepelini

Abbiamo visitato alcuni youth center in giro per la Lituania (tutti in un giorno, tra l'altro) e incontrato alcuni volontari. Poi il progetto sarebbe andato avanti ad ottobre. E infatti così è stato: ad inizio ottobre siamo ritornati in Lituania e – così come io ero l'unico a tornare del gruppo italiano – anche gli altri gruppi sono tornati con persone nuove (e quindi ciao Eirik, che nel frattempo si era eclissato anche sui social) .

...e il secondo

e il secondo!

Tornato dalla Lituania, riprendo il mio studio dello sloveno, che avevo iniziato tramite applicazioni, audio e quant'altro fosse recuperabile via Internet e mi dico: “quasi quasi un weekend in Slovenia non sarebbe male”. Così, attendo il rimborso del training course e scrivo un messaggio a l mio fratellino dicendogli “ma tu a dicembre come sei messo? Perchè volevo farmi un giro a Ljubljana”.

E quel weekend lungo è stato il viaggio più bello che potessi immaginare, perché lì mi sono davvero, davvero innamorato. Ma della Slovenia!

Però vi racconterò tutto la prossima volta!