452

452 chilometri. Questa è la distanza che devo percorrere per andare da Ancona a Trento. Trenitalia è il mio autista. La durata del viaggio è all'incirca di quattro ore e mezza, compresa di cambio e salvo imprevisti. I famosi disagi di Trenitalia. Questa volta, però, il disagio me lo sono creato da solo. Certo, potrei incolpare il sito di Trenitalia che è fatto da programmatori-scimmia che scrivono senza braccia e sotto l'effetto di droghe psichedeliche, ma sarebbe solo una mezza verità. La verità è che questa volta a fare la cazzata sono stato io, e quando me ne sono accorto ho capito cosa possa aver provato un turista in visita a New York in un afoso pomeriggio, l'11 Settembre del 2001. Partiamo dall'inizio.

Esco di casa con mio padre alle 16:42, pronto a farmi portare in stazione. Durante il viaggio mi viene chiesto se il treno parte da Ancona o se è già in viaggio. Questo mi ricorda che devo scaricarmi i biglietti sul cellulare. Così vado nelle email e già che ci sono guardo il numero del primo treno che devo prendere: 8886. “Strano”, penso “non lo avevo mai visto”. Su viaggiatreno scopro che il treno che cerco non è disponibile. Comincio ad insospettirmi. Googlo il numero del treno e scopro che il treno esiste, ma il tracciamento non è disponibile. Penso che avranno qualche problema, d'altronde quando mai non succede?

Alle 17:10 sono in stazione, mio padre mi ha lasciato senza parcheggiare, per comodità. Tra esattamente 16 minuti dovrebbe partire il treno. Alzo la testa per leggere il tabellone delle partenze e cerco il mio treno. Non c'è. Al suo posto c'è un treno col numero simile: 8826. Prendo il biglietto e controllo di nuovo il numero, magari mi sono sbagliato. “Otto otto otto sei, è giusto”. Mentre l'occhio vaga per lo schermo del cellulare, in cerca di punti di appoggio da cui apprendere informazioni (amici biologi/gente che conosce il funzionamento dell'occhio meglio di me, mi scuso) si posa su una serie di numeri divisa da una barra obliqua che pende verso destra: “16/06/2018”.

Il cuore si ferma, il sangue pure. Il sudore esce dai miei pori come l'acqua da una spugna imbevuta e strizzata. Cerco la data odierna per essere sicuro di tornare coi piedi sulla Terra. Oggi è il 9 Giugno. Il nove. Mi maledico mentre respiro affannosamente. Raggiungo l'app per chiamare e mi faccio consigliare da mio padre di vedere se c'è un treno che posso prendere da un'altra città. Questo mi ricorda che posso provare a vedere se alla biglietteria automatica c'è qualcosa di veloce. Scopro che posso ancora comprare il biglietto per il treno giusto. A questo punto vorrei fare una digressione su quanto sia sadico chi fa i software per Trenitalia. Ho cercato di mantenere la calma il più possibile, senza premere pulsanti a caso. Ad ogni domanda entravo in crisi.

“Attenzione, stai acquistando il biglietto di un treno che arriverà tra meno di 5 minuti, sei sicuro di voler continuare?”“Mancano esattamente tre minuti alla partenza del treno, sei sicuro di volerlo acquistare?” Sì, dannazione, dammi quel maledettissimo biglietto e lasciami in pace. Trenitalia riesce persino a farmi preferire l'interazione con le persone piuttosto che con le macchine. Comunque il biglietto viene stampato, ma con una lentezza tale che probabilmente il processo di emissione del biglietto parte dalla creazione della cartoncino stesso. Il treno è in perfetto orario. Il mio biglietto è convalidato. I miei soldi sono gettati al vento.

Originally wrote in 2018-06-09T18:24:00.001+02:00