Pensando a Genova
Fra meno di tre settimane sarà il 25° anniversario del G8 di Genova, cioè la seconda sconfitta mai del tutto processata dalla sinistra extraparlamentare italiana (e non solo) assieme ai tumulti del 1977 (e di quelli se ne parla il prossimo anno), e dopo la quale non abbiamo più raggiunto strutture e numeri tali da fare davvero tremare il padronato. Stasera avrei dovuto spulciare tutti i siti web in chiaro ancora esistenti dei centri sociali di Milano per capire se qualcun* organizza una maledetta carovana per scendere a Genova, invece mi sono messo a frugare nella mia cloud Google, allo scopo di recuperare e salvarmi in locale tutto il materiale che non voglio lasciare in pasto ai tecno-plutocrati... e per combinazione ho ritrovato una poesia risalente a poco meno di 3 anni fa esatti: una riscrittura beffarda della canzone di rock neofascista “Claretta e Ben” dei 270 Bis, composta da un cretinodicrescenzago giovane ed entusiasta come inno a quel Movimento delle masse oppresse in cui credeva con tutto il cuore, prima di accumulare anche lui mazzate (metaforiche), esaurimenti (da assemblee incastrate su sé stesse) e candelotti di lacrimogeni (pochi ma forti).
Oggi la pubblico qui, come sputo limaccioso sul busto ebete del Duce, come prima preghiera del pellegrinaggio fino alla tomba di Carlo Giuliani, e come dono a chi vorrà remixare un po' la partitura della canzone originale per mettere in musica la mia versione senza rotture legali. Se lo fate, accreditatemi come paroliere, e o mandatemi una registrazione, o invitatemi direttamente; perché starci dentro “è difficile / ma ci credo!”.
O almeno, ci voglio ancora credere.
In Piazzale Loreto
Su svegliatevi riscuotetevi vedo in terra una rossa bandiera come un angelo tra le fabbriche che si lancia a colpire il cielo!
Forse è un inno o solo un sogno il ricordo di una canzone ma ora sale sai come il ritmo di una furia dentro al mio cuore.
Han ballato sui nostro corpi, han sputato sul nostro nome, han nascosto le nostre tombe, ma non ci possono cancellare!
Puoi vederli sai, sono qui con noi con le braccia levate al Sole; lottan qui con noi io le vedo, stan ballando in Piazzale Loreto
È una piazza piena di sogni un'armata di care amiche, mille anime di caduti ma nel ricordo per sempre vivi.
Son studenti di Valle Giulia e compagne in Alimonda, il picchetto di Sanremo le mondine di Molinella.
E ora sono qui, son per sempre qui, son tornate a marciare ancora dalle carceri dalle tombe dagli scrigni della memoria.
Mille innanzi a me mille dietro a te e altre mille per ogni lato è difficile ma ci credo! Ci si vede in piazzale Loreto! Ci si vede in piazzale Loreto!
E io ho il cuore rosso-nero e re Umberto io lo mando al cimitero. E io ho il cuore verde-nero perciò non cedo e difendo il mondo intero.
E io ho il cuore rosa-nero tripla luna brilla nel mio cielo. E io ho il cuore viola-nero o compagna, compagna io ti credo.
Insieme ora partiamo, insieme torneremo. (Ad libitum in dissolvenza)