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    <title>Testudo Blues</title>
    <link>https://log.livellosegreto.it/testudoblues/</link>
    <description>Storie e frammenti di vita dalla città isolata Testudo, raccontati dal vostro umile centauro Danny Catenaccio</description>
    <pubDate>Wed, 22 Apr 2026 20:51:38 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>Epilogo</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/testudoblues/epilogo</link>
      <description>&lt;![CDATA[Crepitìo radio&#xA;&#xA;Qualcuno si schiarisce la voce&#xA;&#xA;Bentornati all’ascolto, mascalzoni e sicofanti. Una splendida giornata di sole splende sulla città isolata di Testudo, e il vostro umile centauro Danny Catenaccio è ancora qui, vivo e vegeto. Vi starete chiedendo come ho fatto a sopravvivere al maledetto pasticcio in cui mi ero cacciato e la risposta è semplice: ho trovato un buon amico, che a sua volta aveva dei buoni amici.&#xA;Nessuno sopravvive da solo, in questo mondo crudele, ficcatevelo bene in testa.&#xA;Non posso raccontarvi ogni cosa nei dettagli, ma sappiate che, qualche giorno fa, il signor Ranucci si è visto recapitar, da uno dei suoi musicisti jazz, una piccola scheda di memoria che conteneva un video in cui sua moglie affermava di volerlo morto. La scheda era infilata in una busta con un biglietto che diceva: “dai suoi amici Bronco e Catenaccio.” E così la nostra condanna a morte è stata revocata.&#xA;Quanto alla moglie del nostro amico, beh, una gang di adolescenti l’ha catturata mentre cercava di fuggire da Fast-food Lawn e ci ha chiesto cosa volessimo farcene. Bronco ha detto di avere un’idea. L’avrebbe fatta arruolare nel Branco, una comunità di banditi che vive nell’estrema periferia di Testudo. Il leader di questa comunità, un temibile bandito chiamato “il Coyote”, è molto rispettato nel sottobosco criminale della città. In questo modo, la signora Ranucci avrebbe avuto una nuova vita e forse non sarebbe finita ammazzata per opera di suo marito. &#xA;A quel punto Bronco mi ha chiesto di accompagnarla dal Coyote e io ho – contro ogni dettame del buon senso – accettato. Lo so, mettermi in viaggio con la donna dei miei sogni, che suo marito vuole uccidere per colpa mia, non sembra esattamente una buona idea. Ma al cuor non si comanda.&#xA;Pensate che finirò nei guai? Beh, è proprio ciò che mi è appena successo.&#xA;Per colpa del mio inguaribile spirito romantico, mi sono ficcato in un guaio grande come l’intera città di Testudo.&#xA;Ma questa è un’altra avventura e ve la racconterò un’altra volta.&#xA;Chiudo la trasmissione di oggi con un consiglio di pubblica utilità: occhio ai predoni travestiti da gentiluomini che negli ultimi tempi infestano i quartieri alti. Questa città diventa ogni giorno più pericolosa, ma in qualche modo troviamo sempre il modo di andare avanti.&#xA;Alla prossima avventura, cari i miei mascalzoni.&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><em>Crepitìo radio</em></p>

<p><em>Qualcuno si schiarisce la voce</em></p>

<p>Bentornati all’ascolto, mascalzoni e sicofanti. Una splendida giornata di sole splende sulla città isolata di Testudo, e il vostro umile centauro Danny Catenaccio è ancora qui, vivo e vegeto. Vi starete chiedendo come ho fatto a sopravvivere al maledetto pasticcio in cui mi ero cacciato e la risposta è semplice: ho trovato un buon amico, che a sua volta aveva dei buoni amici.
Nessuno sopravvive da solo, in questo mondo crudele, ficcatevelo bene in testa.
Non posso raccontarvi ogni cosa nei dettagli, ma sappiate che, qualche giorno fa, il signor Ranucci si è visto recapitar, da uno dei suoi musicisti jazz, una piccola scheda di memoria che conteneva un video in cui sua moglie affermava di volerlo morto. La scheda era infilata in una busta con un biglietto che diceva: “dai suoi amici Bronco e Catenaccio.” E così la nostra condanna a morte è stata revocata.
Quanto alla moglie del nostro amico, beh, una gang di adolescenti l’ha catturata mentre cercava di fuggire da Fast-food Lawn e ci ha chiesto cosa volessimo farcene. Bronco ha detto di avere un’idea. L’avrebbe fatta arruolare nel Branco, una comunità di banditi che vive nell’estrema periferia di Testudo. Il leader di questa comunità, un temibile bandito chiamato “il Coyote”, è molto rispettato nel sottobosco criminale della città. In questo modo, la signora Ranucci avrebbe avuto una nuova vita e forse non sarebbe finita ammazzata per opera di suo marito.
A quel punto Bronco mi ha chiesto di accompagnarla dal Coyote e io ho – contro ogni dettame del buon senso – accettato. Lo so, mettermi in viaggio con la donna dei miei sogni, che suo marito vuole uccidere per colpa mia, non sembra esattamente una buona idea. Ma al cuor non si comanda.
Pensate che finirò nei guai? Beh, è proprio ciò che mi è appena successo.
Per colpa del mio inguaribile spirito romantico, mi sono ficcato in un guaio grande come l’intera città di Testudo.
Ma questa è un’altra avventura e ve la racconterò un’altra volta.
Chiudo la trasmissione di oggi con un consiglio di pubblica utilità: occhio ai predoni travestiti da gentiluomini che negli ultimi tempi infestano i quartieri alti. Questa città diventa ogni giorno più pericolosa, ma in qualche modo troviamo sempre il modo di andare avanti.
Alla prossima avventura, cari i miei mascalzoni.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://log.livellosegreto.it/testudoblues/epilogo</guid>
      <pubDate>Mon, 21 Oct 2024 11:29:49 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title> L&#39;ultima battaglia</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/testudoblues/lultima-battaglia</link>
      <description>&lt;![CDATA[Qui il consueto riepilogo della storia&#xA;&#xA;I suoni di Fast-Food Lawn filtravano nella bottega dello zio Archiebold attraverso le pareti di lamiera, assumendo una consistenza metallica. All’improvviso, la quiete fu interrotta da un colpo. Una manata contro la saracinesca abbassata.&#xA;“Preparatevi. Ranucci è capace di tutto. Per quanto ne sappiamo, là fuori potrebbe esserci un’orda di artificieri pronta a far esplodere l’intero quartiere.”&#xA;Il pessimismo fatto persona, forse avrei dovuto lavorare come titolista in un giornale. A dire il vero, non credevo che la resa dei conti sarebbe arrivata così presto. Al momento eravamo solo in tre, nel retrobottega: il vostro umile centauro Danny Catenaccio, un novantenne con un fucile a canne mozze e un idiota con due semiautomatiche. Il detective Bronco era uscito a cercare rinforzi, ma non avevamo più avuto notizie da lui.&#xA;Mi sono avvicinato alla saracinesca per guardare attraverso la minuscola fessura che faceva da spioncino. E per poco non mi è venuto un colpo.&#xA;Là davanti, invece di un predone del deserto armato fino ai denti, c’era la donna più bella della città di Testudo: una visione paradisiaca, una Venere vestita di pelliccia, la mia donna dei sogni, nonché la moglie del signor Ranucci.&#xA;“Che diavolo ci fai qui?” Le ho gridato attraverso la saracinesca.&#xA;“Sono qui per offrirvi un lavoro.”&#xA;Alla sua risposta, il decrepito zio Archiebold è scoppiato in una fragorosa risata. “Balle!” Ha detto, attraverso i suoi denti marci. “Sei qui per ammazzare il mio nipotino!”&#xA;“Se fossi qui per uccidervi sarei venuta da sola? E avrei portato con me un milione di corazze?”&#xA;Come al solito, la menzione del denaro è bastata per far abbandonare ogni cautela al mio ex-socio Johhny Rumble. “Falla entrare,” mi ha sussurrato, gattonando fuori dalla sua copertura – un tavolo di metallo rovesciato su un fianco, dove lo zio Archibold era solito tagliare la sua preziosa mercanzia con sostanze di infima qualità. “Sentiamo cosa ha da dire.”&#xA;Io scuoto la testa e carico il mio fucile da caccia, avvicinandolo alla saracinesca per farle sentire lo scatto. “Vattene, prima che ti faccia saltare la testa.”&#xA;&#xA;Non immaginate nemmeno quanto sia difficile minacciare di morte la donna per cui avete una cotta, vero? Beh, allora non siete cresciuti nei quartieri bassi di Testudo, dove anche le ragazze più carine possono rivelarsi spietate assassine.&#xA;“Voi due mi piacete, dico sul serio. Non… non certo in quel senso, però mi piace il vostro stile. È per questo che sono venuta qui. Voglio proporvi di eliminare mio marito una volta per tutte. Io erediterò il suo impero e voi lavorerete per me.”&#xA;“Avanti, l’hai sentita! È sincera.” Un milione di corazze e un lavoro per la donna più ricca di Testudo. Ce n’era a sufficienza per mandare fuori di testa il vecchio Johnny Rumble. “Apri quella diavolo di saracinesca, Catenaccio!” &#xA;La cosa che mi turbava di più era il fatto che sembrasse davvero sincera. Insieme al terribile pensiero che uccidere il vecchio Ranucci fosse l’unico modo per sfuggire alla sua furia assassina. Ed è stato proprio in quel momento che ho avuto una delle migliori idee che il mio cervello a scolapasta potesse partorire.&#xA;“Dimmi un po’, Zio Archie, ce l’hai ancora quella telecamera davanti all’ingresso?”&#xA;“Per tutte le sanguisughe mutanti del lago Michigan, certo che ce l’ho ancora!” Lo zio Archiebold aveva novant’anni, ma sapeva ancora come mandare avanti un’attività in un quartiere pericoloso come quello. Anzi, due attività. Un negozio di copertura e una rivendita di droga.  “Un vero gioiellino, corazzata e a prova di esplosione, collegata a un sistema d’allarme che potrebbe svegliare il sindaco Carter in persona. È l’unico modo per evitare che quei dannati teppisti cerchino di entrare ogni notte. Vuoi sapere cosa ho fatto all’ultimo ladruncolo che mi ha scassinato la serranda?”&#xA;“Non ora,” gli ho detto, tagliando corto. “Puoi caricare il video su una scheda di memoria?”&#xA;“Ma certo! Ne ho comprata una cassa da un predone che le aveva rubat… ehm… che le aveva acquistate all’ingrosso.”&#xA;Girando di nuovo la testa verso la serranda, mi rivolsi alla moglie di Ranucci. “Hai sentito, tesoro? Ti venderò a tuo marito, per fargli capire che sono dalla sua parte. Mi dispiace da morire, credimi, ma è così che deve finire questa storia. Ti conviene cominciare a fuggire, perché nessuno si salva dalla furia di Ranucci.”&#xA;“Maledetto,” ringhiò la donna dei miei sogni dall’altra parte della saracinesca. “Io mi fidavo di te. Ma questa città rende tutti dei bastardi.” Un colpo di mano sul metallo, come un ultimo saluto, e la moglie di Ranucci scomparve per sempre dalla mia vita. Ma le visite, per quel giorno, non erano ancora finite.&#xA;&#xA;Stavo ancora pensando a come recapitare la scheda di memoria al signor Ranucci, quando un altro genere di colpo si infranse contro la saracinesca della bottega. Un colpo di fucile.&#xA;“Vieni fuori, vigliacco!” La voce roca e sgraziata appartiene a un tizio che ho incontrato poco tempo prima. Un tizio con l’aspetto di un bufalo.&#xA;“Sì, vieni fuori. Devo ancora ringraziarti per avermi azzoppato.” Il commento proviene da una voce identica alla prima, che probabilmente appartiene al suo fratello gemello, sforacchiato dalla pistola del mio amico Bronco.&#xA;Un altro colpo di fucile apre una breccia nella saracinesca. Il buco piuttosto piccolo, ma riesco a intravedere la brutta faccia di uno dei due tizi. Sparo un colpo di avvertimento, ma i pallettoni del mio fucile non riescono a oltrepassare il metallo del serramento e non sono così fortunato da centrare il foro. Ricarico in fretta, ma il gemello è già pronto ad aprire di nuovo il fuoco. Il suo fucile anticarro oltrepassa il ferro come se fosse burro. Il buco nella saracinesca si allarga ancora.&#xA;E il fratello ci infila dentro una granata.&#xA;“Bomba!” Grido, vedendo scivolare l’ordigno all’interno del retrobottega, mentre comincio a correre verso l’uscita sul retro – una pesante porta tagliafuoco. &#xA;“Tutti fuori!” Dice lo zio Archie, spingendo sul maniglione antipanico della porta d’acciaio e precipitandosi fuori con l’agilità di un ventenne. Johnny lo segue a ruota e io vengo sbalzato all’esterno dal fragore dell’esplosione.&#xA;La bottega dello zio Archiebold è stata sventrata dalla bomba. Assieme al legno marcio e alla lamiera di cui era composta, probabilmente, sono andate perdute anche diverse migliaia di corazze sotto forma di droghe illegali. E la scheda di memoria? Spero davvero che lo zio Archiebold non l’abbia lasciata da qualche parte là dentro, dopo averci copiato il filmato che poteva salvarci la vita. Sempre se riuscirò a sopravvivere, s’intende.&#xA;Sono stordito dall’esplosione. &#xA;Mi fischiano le orecchie.&#xA;Ho la vista annebbiata.&#xA;Sento lo zio Archie e il suo amato nipote dire qualcosa, ma le parole mi arrivano ovattate. Delle mani mi toccano, si infilano nelle tasche del mio giubbino di pelle. Sento qualcuno che comincia a correre. Mi stanno derubando? Se hanno preso la chiave della mia PodeRossa, tornerò come fantasma per divorarli, lo giuro.&#xA;Volto la testa verso la baracca in macerie e vedo, in mezzo al fumo e alle fiamme, emergere due forme scure. &#xA;I gemelli-bufalo.&#xA;Uno di loro solleva verso di me il suo fucile e si prepara a portare a termine la missione. La mia unica speranza è che il detective Bronco mi salvi di nuovo da quell’uomo, come ha già fatto una volta. Ma non succederà mai. Anche lui mi ha abbandonato, fingendo di andare a cercare rinforzi per salvarsi la vita.&#xA;Faccio un respiro profondo e mi preparo a morire.&#xA;Non pensavo che sarebbe finita così, giustiziato da uno sgherro qualunque nel bel mezzo di Fast-Food Lawn. Ma in fin dei conti tutta la mia vita è stata volgare e banale. Perché mai sarei dovuto morire da eroe? Chiudo gli occhi. Quanto ci vorrà, prima che sia tutto finito?&#xA;&#xA;Sento delle voci di bambini. Sembra che si stiano divertendo.&#xA;Il paradiso è un posto strano, mi dico.&#xA;Ci rifletto ancora un momento. Con i miei trascorsi, come diavolo ho fatto a finire in paradiso? Forse dovrei aprire gli occhi e scoprire se queste grida appartengono a tanti angioletti o a un esercito di giovani diavoli.&#xA;Mi faccio coraggio e sollevo le palpebre. Sono decisamente dei diavoli.&#xA;La scena che mi si presenta davanti è davvero assurda.&#xA;Un fiume di ragazzini ha assalito i due sgherri di Ranucci. Ci sono adolescenti e bambini che saltano da tutte le parti, urlando a squarciagola e ridendo di gusto. Due di loro stanno litigando per il fucile dell’uomo-bufalo, che devono avergli strappato dalle mani. Una piccola squadra sta legando strette le due guardie del corpo con delle funi da pesca.&#xA;Nel mezzo di questa follia collettiva, riconosco il mio salvatore che avanza col petto gonfio d’orgoglio, maestoso come la statua di un santo e ugualmente pronto a ricevere la mia adorazione.&#xA;“Bronco,” gli dico, quando è abbastanza vicino da potermi sentire. “Come diavolo ci sei riuscito?”&#xA;“Per fare l’investigatore privato, devi avere qualche contatto con le gang di strada, no? Le baby-gang di Fast-Food Lawn sono facili da corrompere. A proposito, hai un debito con loro: cinquecento hamburger sintetici e duemila corazze di mancia.”&#xA;“La mia vita vale così poco?” Gli domando.&#xA;“No, ma loro non lo sanno,” ribatte Bronco, ridacchiando.&#xA;“In ogni caso, Ranucci tornerà a cercarci. Siamo spacciati. È un vero peccato, ero quasi riuscito a guadagnarmi il suo perdono. C’era un video che poteva salvarmi, ma credo che sia andato distrutto. Dobbiamo andarcene di qui. Forse troveremo un modo per fuggire da Testudo.”&#xA;Infilo in tasca la mano per controllare se il mio portafoglio è davvero sparito, e le mie dita urtano un piccolo oggetto di plastica. Una scheda di memoria.&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://livellosegreto.it/@scaffarini/113328397646185666" rel="nofollow">Qui il consueto riepilogo della storia</a></p>

<p>I suoni di Fast-Food Lawn filtravano nella bottega dello zio Archiebold attraverso le pareti di lamiera, assumendo una consistenza metallica. All’improvviso, la quiete fu interrotta da un colpo. Una manata contro la saracinesca abbassata.
“Preparatevi. Ranucci è capace di tutto. Per quanto ne sappiamo, là fuori potrebbe esserci un’orda di artificieri pronta a far esplodere l’intero quartiere.”
Il pessimismo fatto persona, forse avrei dovuto lavorare come titolista in un giornale. A dire il vero, non credevo che la resa dei conti sarebbe arrivata così presto. Al momento eravamo solo in tre, nel retrobottega: il vostro umile centauro Danny Catenaccio, un novantenne con un fucile a canne mozze e un idiota con due semiautomatiche. Il detective Bronco era uscito a cercare rinforzi, ma non avevamo più avuto notizie da lui.
Mi sono avvicinato alla saracinesca per guardare attraverso la minuscola fessura che faceva da spioncino. E per poco non mi è venuto un colpo.
Là davanti, invece di un predone del deserto armato fino ai denti, c’era la donna più bella della città di Testudo: una visione paradisiaca, una Venere vestita di pelliccia, la mia donna dei sogni, nonché la moglie del signor Ranucci.
“Che diavolo ci fai qui?” Le ho gridato attraverso la saracinesca.
“Sono qui per offrirvi un lavoro.”
Alla sua risposta, il decrepito zio Archiebold è scoppiato in una fragorosa risata. “Balle!” Ha detto, attraverso i suoi denti marci. “Sei qui per ammazzare il mio nipotino!”
“Se fossi qui per uccidervi sarei venuta da sola? E avrei portato con me un milione di corazze?”
Come al solito, la menzione del denaro è bastata per far abbandonare ogni cautela al mio ex-socio Johhny Rumble. “Falla entrare,” mi ha sussurrato, gattonando fuori dalla sua copertura – un tavolo di metallo rovesciato su un fianco, dove lo zio Archibold era solito tagliare la sua preziosa mercanzia con sostanze di infima qualità. “Sentiamo cosa ha da dire.”
Io scuoto la testa e carico il mio fucile da caccia, avvicinandolo alla saracinesca per farle sentire lo scatto. “Vattene, prima che ti faccia saltare la testa.”</p>

<p>Non immaginate nemmeno quanto sia difficile minacciare di morte la donna per cui avete una cotta, vero? Beh, allora non siete cresciuti nei quartieri bassi di Testudo, dove anche le ragazze più carine possono rivelarsi spietate assassine.
“Voi due mi piacete, dico sul serio. Non… non certo in quel senso, però mi piace il vostro stile. È per questo che sono venuta qui. Voglio proporvi di eliminare mio marito una volta per tutte. Io erediterò il suo impero e voi lavorerete per me.”
“Avanti, l’hai sentita! È sincera.” Un milione di corazze e un lavoro per la donna più ricca di Testudo. Ce n’era a sufficienza per mandare fuori di testa il vecchio Johnny Rumble. “Apri quella diavolo di saracinesca, Catenaccio!”
La cosa che mi turbava di più era il fatto che sembrasse davvero sincera. Insieme al terribile pensiero che uccidere il vecchio Ranucci fosse l’unico modo per sfuggire alla sua furia assassina. Ed è stato proprio in quel momento che ho avuto una delle migliori idee che il mio cervello a scolapasta potesse partorire.
“Dimmi un po’, Zio Archie, ce l’hai ancora quella telecamera davanti all’ingresso?”
“Per tutte le sanguisughe mutanti del lago Michigan, certo che ce l’ho ancora!” Lo zio Archiebold aveva novant’anni, ma sapeva ancora come mandare avanti un’attività in un quartiere pericoloso come quello. Anzi, due attività. Un negozio di copertura e una rivendita di droga.  “Un vero gioiellino, corazzata e a prova di esplosione, collegata a un sistema d’allarme che potrebbe svegliare il sindaco Carter in persona. È l’unico modo per evitare che quei dannati teppisti cerchino di entrare ogni notte. Vuoi sapere cosa ho fatto all’ultimo ladruncolo che mi ha scassinato la serranda?”
“Non ora,” gli ho detto, tagliando corto. “Puoi caricare il video su una scheda di memoria?”
“Ma certo! Ne ho comprata una cassa da un predone che le aveva rubat… ehm… che le aveva acquistate all’ingrosso.”
Girando di nuovo la testa verso la serranda, mi rivolsi alla moglie di Ranucci. “Hai sentito, tesoro? Ti venderò a tuo marito, per fargli capire che sono dalla sua parte. Mi dispiace da morire, credimi, ma è così che deve finire questa storia. Ti conviene cominciare a fuggire, perché nessuno si salva dalla furia di Ranucci.”
“Maledetto,” ringhiò la donna dei miei sogni dall’altra parte della saracinesca. “Io mi fidavo di te. Ma questa città rende tutti dei bastardi.” Un colpo di mano sul metallo, come un ultimo saluto, e la moglie di Ranucci scomparve per sempre dalla mia vita. Ma le visite, per quel giorno, non erano ancora finite.</p>

<p>***</p>

<p>Stavo ancora pensando a come recapitare la scheda di memoria al signor Ranucci, quando un altro genere di colpo si infranse contro la saracinesca della bottega. Un colpo di fucile.
“Vieni fuori, vigliacco!” La voce roca e sgraziata appartiene a un tizio che ho incontrato poco tempo prima. Un tizio con l’aspetto di un bufalo.
“Sì, vieni fuori. Devo ancora ringraziarti per avermi azzoppato.” Il commento proviene da una voce identica alla prima, che probabilmente appartiene al suo fratello gemello, sforacchiato dalla pistola del mio amico Bronco.
Un altro colpo di fucile apre una breccia nella saracinesca. Il buco piuttosto piccolo, ma riesco a intravedere la brutta faccia di uno dei due tizi. Sparo un colpo di avvertimento, ma i pallettoni del mio fucile non riescono a oltrepassare il metallo del serramento e non sono così fortunato da centrare il foro. Ricarico in fretta, ma il gemello è già pronto ad aprire di nuovo il fuoco. Il suo fucile anticarro oltrepassa il ferro come se fosse burro. Il buco nella saracinesca si allarga ancora.
E il fratello ci infila dentro una granata.
“Bomba!” Grido, vedendo scivolare l’ordigno all’interno del retrobottega, mentre comincio a correre verso l’uscita sul retro – una pesante porta tagliafuoco.
“Tutti fuori!” Dice lo zio Archie, spingendo sul maniglione antipanico della porta d’acciaio e precipitandosi fuori con l’agilità di un ventenne. Johnny lo segue a ruota e io vengo sbalzato all’esterno dal fragore dell’esplosione.
La bottega dello zio Archiebold è stata sventrata dalla bomba. Assieme al legno marcio e alla lamiera di cui era composta, probabilmente, sono andate perdute anche diverse migliaia di corazze sotto forma di droghe illegali. E la scheda di memoria? Spero davvero che lo zio Archiebold non l’abbia lasciata da qualche parte là dentro, dopo averci copiato il filmato che poteva salvarci la vita. Sempre se riuscirò a sopravvivere, s’intende.
Sono stordito dall’esplosione.
Mi fischiano le orecchie.
Ho la vista annebbiata.
Sento lo zio Archie e il suo amato nipote dire qualcosa, ma le parole mi arrivano ovattate. Delle mani mi toccano, si infilano nelle tasche del mio giubbino di pelle. Sento qualcuno che comincia a correre. Mi stanno derubando? Se hanno preso la chiave della mia PodeRossa, tornerò come fantasma per divorarli, lo giuro.
Volto la testa verso la baracca in macerie e vedo, in mezzo al fumo e alle fiamme, emergere due forme scure.
I gemelli-bufalo.
Uno di loro solleva verso di me il suo fucile e si prepara a portare a termine la missione. La mia unica speranza è che il detective Bronco mi salvi di nuovo da quell’uomo, come ha già fatto una volta. Ma non succederà mai. Anche lui mi ha abbandonato, fingendo di andare a cercare rinforzi per salvarsi la vita.
Faccio un respiro profondo e mi preparo a morire.
Non pensavo che sarebbe finita così, giustiziato da uno sgherro qualunque nel bel mezzo di Fast-Food Lawn. Ma in fin dei conti tutta la mia vita è stata volgare e banale. Perché mai sarei dovuto morire da eroe? Chiudo gli occhi. Quanto ci vorrà, prima che sia tutto finito?</p>

<p>***</p>

<p>Sento delle voci di bambini. Sembra che si stiano divertendo.
Il paradiso è un posto strano, mi dico.
Ci rifletto ancora un momento. Con i miei trascorsi, come diavolo ho fatto a finire in paradiso? Forse dovrei aprire gli occhi e scoprire se queste grida appartengono a tanti angioletti o a un esercito di giovani diavoli.
Mi faccio coraggio e sollevo le palpebre. Sono decisamente dei diavoli.
La scena che mi si presenta davanti è davvero assurda.
Un fiume di ragazzini ha assalito i due sgherri di Ranucci. Ci sono adolescenti e bambini che saltano da tutte le parti, urlando a squarciagola e ridendo di gusto. Due di loro stanno litigando per il fucile dell’uomo-bufalo, che devono avergli strappato dalle mani. Una piccola squadra sta legando strette le due guardie del corpo con delle funi da pesca.
Nel mezzo di questa follia collettiva, riconosco il mio salvatore che avanza col petto gonfio d’orgoglio, maestoso come la statua di un santo e ugualmente pronto a ricevere la mia adorazione.
“Bronco,” gli dico, quando è abbastanza vicino da potermi sentire. “Come diavolo ci sei riuscito?”
“Per fare l’investigatore privato, devi avere qualche contatto con le gang di strada, no? Le baby-gang di Fast-Food Lawn sono facili da corrompere. A proposito, hai un debito con loro: cinquecento hamburger sintetici e duemila corazze di mancia.”
“La mia vita vale così poco?” Gli domando.
“No, ma loro non lo sanno,” ribatte Bronco, ridacchiando.
“In ogni caso, Ranucci tornerà a cercarci. Siamo spacciati. È un vero peccato, ero quasi riuscito a guadagnarmi il suo perdono. C’era un video che poteva salvarmi, ma credo che sia andato distrutto. Dobbiamo andarcene di qui. Forse troveremo un modo per fuggire da Testudo.”
Infilo in tasca la mano per controllare se il mio portafoglio è davvero sparito, e le mie dita urtano un piccolo oggetto di plastica. Una scheda di memoria.</p>
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      <guid>https://log.livellosegreto.it/testudoblues/lultima-battaglia</guid>
      <pubDate>Fri, 18 Oct 2024 12:19:19 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Il mangiabulloni</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/testudoblues/il-mangiabulloni</link>
      <description>&lt;![CDATA[Qui trovate il classico mini-riepilogo&#xA;&#xA;Bentornati all&#39;ascolto, mascalzoni e sicofanti di Testudo. Prima di tutto devo chiedervi scusa se ho interrotto così bruscamente le comunicazioni, ma le strade di Testudo riservano sempre delle spiacevoli sorprese, e un dannato sicario in giacca e cravatta si è messo a sparare contro il mio amico Bronco dal finestrino di una vecchia Bentley, perciò non avevo altra scelta che disattivare la radio e concentrarmi sulla guida. Beh, dove eravamo rimasti? &#xA;&#xA;Dal momento che il mio ex-socio Johnny Rumble non brilla per intelligenza, ero sicuro di trovarlo in uno dei nostri covi abituali, e così è andata. Fast-Food Lawn, il distretto del cibo spazzatura dove centinaia di chioschi e tavole calde scadenti friggono senza sosta stecche di carboidrati sintetici che spacciano per patate fritte o altre specialità pre-isolamento è un ottimo posto per nascondersi, visto il caos che regna tra le sue strade. Sempre che non ti stia nascondendo dal tuo socio in affari, che sa esattamente dove si trova il retrobottega di tuo zio Archiebold.&#xA;&#xA;Parcheggiare la PodeRossa tra le strade di Fast-Food Lawn significherebbe donarla in beneficienza a qualche gang di ladruncoli minorenni, perciò cerco la Gabbia più vicina all&#39;ingresso nord, pago il prezzo del parcheggio per l&#39;intera giornata e infilo dieci corazze extra nel taschino del guardiano: &#34;Quando torno te ne darò altre dieci, se non ci trovo neanche un graffio.&#34; Il guardiano annuisce, ma il mio amico Biancaneve sembra alquanto contrariato.&#xA;&#xA;&#34;Non potevamo arrivare al nascondiglio in motocicletta?&#34; Bronco è sempre stato pigro, anche quando era in ottima forma, figuriamoci adesso che gli anni cominciano a farsi sentire.&#xA;&#xA;&#34;Segnati tutto il tempo che ti ho fatto perdere, detective. Ti pagherò la parcella completa, d&#39;accordo?&#34;&#xA;&#xA;Bronco brontola qualcosa tra i denti, ma decide di non protestare oltre. Deve essere davvero al verde, per accettare denaro da un amico. &#34;D&#39;accordo. Andiamo a prendere il vecchio Rumble.&#34;&#xA;&#xA;Johhny Rumble non gli era mai piaciuto. Più di una volta il detective aveva cercato di mettermi in guardia dal mio ex-socio in affari, ma non ho mai voluto ascoltarlo. Rumble e Catenaccio, una coppia perfetta: Johnny non aveva il minimo senso del pericolo e, una volta fiutato un affare, lo seguiva fino in fondo. Io, al contrario, ero astuto e calcolatore, sempre pronto a tirare il freno a mano quando sentivo puzza di gomma bruciata. Ci bilanciavamo a vicenda.&#xA;&#xA;D&#39;accordo, lo so cosa state pensando: se davvero fossi un fuorilegge astuto e calcolatore, non ti saresti ficcato in questo gran casino, Catenaccio. E avete ragione, non ho niente da obiettare. Forse la mia società con Johnny Rumble ha cominciato a rendermi come lui: più stupido e meno cauto.&#xA;&#xA;L&#39;ingresso nord di Fast-Food Lawn è un viale tappezzato da schermi pubblicitari della REAL-BURGER, l&#39;azienda di carne coltivata numero uno a Testudo. DUE HAMBURGER REAL-MEAT AL PREZZO DI UNO. PROVA IL NUOVO REAL-VEG, CON FRITTURA DI VERDURE REALI. In uno degli schermi, un agricoltore con il cappello di paglia raccoglie del grano dalla sua piantagione e lo macina con l&#39;aiuto di un asino per creare il panino di un hamburger. Sarebbe quasi credibile, se non fosse per il fatto che a Testudo non si vedono asini da almeno vent&#39;anni. A parte facili battute sui suoi abitanti umani, voglio dire.&#xA;&#xA;Ad ogni modo, tutti i dannati venditori di carne sintetica del quartiere vorrebbero convincere i loro clienti a confidare nella genuinità della merce. Anche se ogni singolo abitante di Testudo è a conoscenza del fatto che tutto il cibo di Fast-Food Lawn viene prodotto dalle aziende chimiche di New Deering, a pochi chilometri dalle rive avvelenate del lago Michigan, queste pubblicità in qualche modo funzionano. I chioschi della REAL-BURGER sono perennemente affollati, mentre i ristoranti a conduzione famigliare stanno chiudendo i battenti, uno dopo l&#39;altro.&#xA;&#xA;&#34;Non mangerei questa merda nemmeno se me la regalassero.&#34; Bronco è sempre piuttosto drastico, quando si tratta di cibo.&#xA;&#xA;&#34;Non me ne parlare. Quando i soldi scarseggiavano, compravamo la carne coltivata dai fornitori dello zio Archiebold. Non sto qui a dirti cosa c&#39;era in quelle casse.&#34;&#xA;&#xA;Ragazzini viziati dei quartieri alti trangugiavano allegramente i loro hamburger fasulli sentendosi trasgressivi e occupando rumorosamente l&#39;intera larghezza della strada. &#34;Di questo passo, non arriveremo più. Già sento la vecchiaia che incombe su di me,&#34; borbottò Bronco, avanzando a fatica tra la folla. &#34;E ancora siamo lontani dai chioschi della REAL-MEAT, dove gli ormoni adolescenziali raggiungono la massima concentrazione.&#34;&#xA;&#xA;&#34;Beh, a dire il vero c&#39;è qualcosa che possiamo fare per migliorare le cose,&#34; rispondo io, con un sorrisetto malizioso alla Johnny Rumble, facendo con la mano destra il segno della pistola. D&#39;accordo, forse il mio ex socio in affari mi sta davvero portando sulla cattiva strada.&#xA;&#xA;&#34;Ma certo, perché non ci mettiamo a rapinare i ragazzini, tanto che ci siamo? Tu sei un fuorilegge, ma io ho una reputazione da mantenere.&#34;&#xA;&#xA;Stanco delle proteste di Bronco, decido di ignorarlo bellamente. Recupero la ridicola pistola snub-nose da una tasca della mia giacca di pelle e sparo un colpo il aria. I ragazzini, terrorizzati, fuggono a destra e a manca, lasciandoci libera la strada. &#34;Et voilà. Con classe ed eleganza,&#34; ridacchio, mentre Bronco mi maledice con una parola che non ho mai sentito prima d&#39;ora.&#xA;&#xA;Qualche metro più avanti, alle spalle dell&#39;ennesimo chiosco REAL-MEAT, si trova la bottega dello zio Archibold. Dico bottega, perché, rivendita-di-droga-travestita-da-negozio-di-salumeria-vegana sarebbe troppo lungo, ma ci siamo intesi.&#xA;&#xA;Entro nella bottega come una furia, zittisco lo zio Archiebold che cerca di salutarmi con il suo solito entusiasmo da pizzicagnolo e vado dritto nella stanzetta sul retro, dove il mio ex-socio in affari sta facendo il bagno in una vasca di rame. &#34;Che diavolo ti è saltato in testa, Johhny?&#34;&#xA;&#xA;&#34;Io...&#34;&#xA;&#xA;&#34;Potevi almeno dirmelo, che hai accettato un milione di corazze per ammazzare la moglie del sindaco.&#34;&#xA;&#xA;&#34;No, Danny, ti hanno male informato, io dovevo soltanto rapirla, quella donna. Dovevamo ricattare il sindaco per...&#34;&#xA;&#xA;&#34;Smettila con questa manfrina, Johnny. Ho parlato con Ranucci. So tutto. il sindaco Carter si è rifiutato di chiudere il Continental Jazz Club, il principale concorrente di Ranucci, sia per quanto riguarda la musica che per la prostituzione e il gioco d&#39;azzardo. Così Ranucci ha deciso di mandargli un avvertimento.&#34;&#xA;&#xA;&#34;Io dovevo solo rapirla, te lo giuro. Poi sarebbe venuto uno dei suoi a finire il lavoro. Guarda, avevo anche un ottimo piano.&#34; Alza un grosso braccio insaponato per indicare dei disegni appesi alla parete: mappe dei quartieri ricchi che sembrano disegnate da un bambino di sei anni. In fondo a delle frecce frecce traballanti, sono stati scarabochiati i giorni della settimana: lunedì, giovedì, sabati e domeniche. &#34;La moglie di Carter ha abitudini fisse. Non sarà difficile sorprenderla e...&#34;&#xA;&#xA;&#34;È tutto finito, amico. Ho restituito il denaro a Ranucci.&#34;&#xA;&#xA;&#34;E allora perché sei venuto?&#34; Mi domanda.&#xA;&#xA;&#34;Dovevo darti una cosa. Esci dalla vasca,&#34; gli dico, frugando in una tasca della mia giacca.&#xA;&#xA;Al sentir parlare di un potenziale guadagno imprevisto, Johnny Rumble, salta fuori dalla vasca senza nemmeno preoccuparsi di nascondere le sue nudità. Afferrando un minuscolo asciugamano si strofina via l&#39;acqua e il sapone, poi si avvicina tendendo una mano. Ed è a quel punto che gli rifilo il più potente mangiabulloni mai messo a segno nella storia della città isolata di Testudo. Un pugno dritto sulla sua faccia da idiota, che lo stordisce e lo fa indietreggiare di qualche passo. Arretrando, Johnny inciampa nella vasca di rame, rovesciandola e spargendo il sapone su tutto il pavimento del retrobottega.&#xA;&#xA;&#34;Sei stato davvero un idiota a cercare di nascondermi la cosa. Volevi tenere tutto il malloppo per te? Posso perdonare la tua avidità, ma non la stupidità. Come ti salta in mente di sfruttare il grande colpo al convegno del sindaco per completare lo scambio con Ranucci? Beh, la nostra società è sciolta. C&#39;è solo un&#39;ultima cosa che dobbiamo fare insieme,&#34; gli dico. &#34;Avverti lo zio Archiebold e digli di abbassare la saracinesca. Visto che conosciamo il suo piano e non abbiamo nessuna intenzione di aiutarlo, Ranucci manderà qualcuno per chiuderci definitivamente la bocca, sono pronto a scommetterci la mia PodeRossa.&#34;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://livellosegreto.it/@scaffarini/112773379934972037" rel="nofollow">Qui trovate il classico mini-riepilogo</a></p>

<p><em>Bentornati all&#39;ascolto, mascalzoni e sicofanti di Testudo. Prima di tutto devo chiedervi scusa se ho interrotto così bruscamente le comunicazioni, ma le strade di Testudo riservano sempre delle spiacevoli sorprese, e un dannato sicario in giacca e cravatta si è messo a sparare contro il mio amico Bronco dal finestrino di una vecchia Bentley, perciò non avevo altra scelta che disattivare la radio e concentrarmi sulla guida. Beh, dove eravamo rimasti?</em></p>

<p>Dal momento che il mio ex-socio Johnny Rumble non brilla per intelligenza, ero sicuro di trovarlo in uno dei nostri covi abituali, e così è andata. Fast-Food Lawn, il distretto del cibo spazzatura dove centinaia di chioschi e tavole calde scadenti friggono senza sosta stecche di carboidrati sintetici che spacciano per patate fritte o altre specialità pre-isolamento è un ottimo posto per nascondersi, visto il caos che regna tra le sue strade. Sempre che non ti stia nascondendo dal tuo socio in affari, che sa esattamente dove si trova il retrobottega di tuo zio Archiebold.</p>

<p>Parcheggiare la PodeRossa tra le strade di Fast-Food Lawn significherebbe donarla in beneficienza a qualche gang di ladruncoli minorenni, perciò cerco la Gabbia più vicina all&#39;ingresso nord, pago il prezzo del parcheggio per l&#39;intera giornata e infilo dieci corazze extra nel taschino del guardiano: “Quando torno te ne darò altre dieci, se non ci trovo neanche un graffio.” Il guardiano annuisce, ma il mio amico Biancaneve sembra alquanto contrariato.</p>

<p>“Non potevamo arrivare al nascondiglio in motocicletta?” Bronco è sempre stato pigro, anche quando era in ottima forma, figuriamoci adesso che gli anni cominciano a farsi sentire.</p>

<p>“Segnati tutto il tempo che ti ho fatto perdere, detective. Ti pagherò la parcella completa, d&#39;accordo?”</p>

<p>Bronco brontola qualcosa tra i denti, ma decide di non protestare oltre. Deve essere davvero al verde, per accettare denaro da un amico. “D&#39;accordo. Andiamo a prendere il vecchio Rumble.”</p>

<p>Johhny Rumble non gli era mai piaciuto. Più di una volta il detective aveva cercato di mettermi in guardia dal mio ex-socio in affari, ma non ho mai voluto ascoltarlo. Rumble e Catenaccio, una coppia perfetta: Johnny non aveva il minimo senso del pericolo e, una volta fiutato un affare, lo seguiva fino in fondo. Io, al contrario, ero astuto e calcolatore, sempre pronto a tirare il freno a mano quando sentivo puzza di gomma bruciata. Ci bilanciavamo a vicenda.</p>

<p><em>D&#39;accordo, lo so cosa state pensando: se davvero fossi un fuorilegge astuto e calcolatore, non ti saresti ficcato in questo gran casino, Catenaccio. E avete ragione, non ho niente da obiettare. Forse la mia società con Johnny Rumble ha cominciato a rendermi come lui: più stupido e meno cauto.</em></p>

<p>L&#39;ingresso nord di Fast-Food Lawn è un viale tappezzato da schermi pubblicitari della REAL-BURGER, l&#39;azienda di carne coltivata numero uno a Testudo. DUE HAMBURGER REAL-MEAT AL PREZZO DI UNO. PROVA IL NUOVO REAL-VEG, CON FRITTURA DI VERDURE REALI. In uno degli schermi, un agricoltore con il cappello di paglia raccoglie del grano dalla sua piantagione e lo macina con l&#39;aiuto di un asino per creare il panino di un hamburger. Sarebbe quasi credibile, se non fosse per il fatto che a Testudo non si vedono asini da almeno vent&#39;anni. A parte facili battute sui suoi abitanti umani, voglio dire.</p>

<p>Ad ogni modo, tutti i dannati venditori di carne sintetica del quartiere vorrebbero convincere i loro clienti a confidare nella genuinità della merce. Anche se ogni singolo abitante di Testudo è a conoscenza del fatto che tutto il cibo di Fast-Food Lawn viene prodotto dalle aziende chimiche di New Deering, a pochi chilometri dalle rive avvelenate del lago Michigan, queste pubblicità in qualche modo funzionano. I chioschi della REAL-BURGER sono perennemente affollati, mentre i ristoranti a conduzione famigliare stanno chiudendo i battenti, uno dopo l&#39;altro.</p>

<p>“Non mangerei questa merda nemmeno se me la regalassero.” Bronco è sempre piuttosto drastico, quando si tratta di cibo.</p>

<p>“Non me ne parlare. Quando i soldi scarseggiavano, compravamo la carne coltivata dai fornitori dello zio Archiebold. Non sto qui a dirti cosa c&#39;era in quelle casse.”</p>

<p>Ragazzini viziati dei quartieri alti trangugiavano allegramente i loro hamburger fasulli sentendosi trasgressivi e occupando rumorosamente l&#39;intera larghezza della strada. “Di questo passo, non arriveremo più. Già sento la vecchiaia che incombe su di me,” borbottò Bronco, avanzando a fatica tra la folla. “E ancora siamo lontani dai chioschi della REAL-MEAT, dove gli ormoni adolescenziali raggiungono la massima concentrazione.”</p>

<p>“Beh, a dire il vero c&#39;è qualcosa che possiamo fare per migliorare le cose,” rispondo io, con un sorrisetto malizioso alla Johnny Rumble, facendo con la mano destra il segno della pistola. D&#39;accordo, forse il mio ex socio in affari mi sta davvero portando sulla cattiva strada.</p>

<p>“Ma certo, perché non ci mettiamo a rapinare i ragazzini, tanto che ci siamo? Tu sei un fuorilegge, ma io ho una reputazione da mantenere.”</p>

<p>Stanco delle proteste di Bronco, decido di ignorarlo bellamente. Recupero la ridicola pistola snub-nose da una tasca della mia giacca di pelle e sparo un colpo il aria. I ragazzini, terrorizzati, fuggono a destra e a manca, lasciandoci libera la strada. “Et voilà. Con classe ed eleganza,” ridacchio, mentre Bronco mi maledice con una parola che non ho mai sentito prima d&#39;ora.</p>

<p>Qualche metro più avanti, alle spalle dell&#39;ennesimo chiosco REAL-MEAT, si trova la bottega dello zio Archibold. Dico bottega, perché, rivendita-di-droga-travestita-da-negozio-di-salumeria-vegana sarebbe troppo lungo, ma ci siamo intesi.</p>

<p>Entro nella bottega come una furia, zittisco lo zio Archiebold che cerca di salutarmi con il suo solito entusiasmo da pizzicagnolo e vado dritto nella stanzetta sul retro, dove il mio ex-socio in affari sta facendo il bagno in una vasca di rame. “Che diavolo ti è saltato in testa, Johhny?”</p>

<p>“Io...”</p>

<p>“Potevi almeno dirmelo, che hai accettato un milione di corazze per ammazzare la moglie del sindaco.”</p>

<p>“No, Danny, ti hanno male informato, io dovevo soltanto rapirla, quella donna. Dovevamo ricattare il sindaco per...”</p>

<p>“Smettila con questa manfrina, Johnny. Ho parlato con Ranucci. So tutto. il sindaco Carter si è rifiutato di chiudere il Continental Jazz Club, il principale concorrente di Ranucci, sia per quanto riguarda la musica che per la prostituzione e il gioco d&#39;azzardo. Così Ranucci ha deciso di mandargli un avvertimento.”</p>

<p>“Io dovevo solo rapirla, te lo giuro. Poi sarebbe venuto uno dei suoi a finire il lavoro. Guarda, avevo anche un ottimo piano.” Alza un grosso braccio insaponato per indicare dei disegni appesi alla parete: mappe dei quartieri ricchi che sembrano disegnate da un bambino di sei anni. In fondo a delle frecce frecce traballanti, sono stati scarabochiati i giorni della settimana: lunedì, giovedì, sabati e domeniche. “La moglie di Carter ha abitudini fisse. Non sarà difficile sorprenderla e...”</p>

<p>“È tutto finito, amico. Ho restituito il denaro a Ranucci.”</p>

<p>“E allora perché sei venuto?” Mi domanda.</p>

<p>“Dovevo darti una cosa. Esci dalla vasca,” gli dico, frugando in una tasca della mia giacca.</p>

<p>Al sentir parlare di un potenziale guadagno imprevisto, Johnny Rumble, salta fuori dalla vasca senza nemmeno preoccuparsi di nascondere le sue nudità. Afferrando un minuscolo asciugamano si strofina via l&#39;acqua e il sapone, poi si avvicina tendendo una mano. Ed è a quel punto che gli rifilo il più potente mangiabulloni mai messo a segno nella storia della città isolata di Testudo. Un pugno dritto sulla sua faccia da idiota, che lo stordisce e lo fa indietreggiare di qualche passo. Arretrando, Johnny inciampa nella vasca di rame, rovesciandola e spargendo il sapone su tutto il pavimento del retrobottega.</p>

<p>“Sei stato davvero un idiota a cercare di nascondermi la cosa. Volevi tenere tutto il malloppo per te? Posso perdonare la tua avidità, ma non la stupidità. Come ti salta in mente di sfruttare il grande colpo al convegno del sindaco per completare lo scambio con Ranucci? Beh, la nostra società è sciolta. C&#39;è solo un&#39;ultima cosa che dobbiamo fare insieme,” gli dico. “Avverti lo zio Archiebold e digli di abbassare la saracinesca. Visto che conosciamo il suo piano e non abbiamo nessuna intenzione di aiutarlo, Ranucci manderà qualcuno per chiuderci definitivamente la bocca, sono pronto a scommetterci la mia PodeRossa.”</p>
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      <guid>https://log.livellosegreto.it/testudoblues/il-mangiabulloni</guid>
      <pubDate>Fri, 12 Jul 2024 11:47:32 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Quei soldi erano tuoi</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/testudoblues/quei-soldi-erano-gia-tuoi</link>
      <description>&lt;![CDATA[Cliccate qui per un mini-riassunto delle puntate precedenti&#xA;&#xA;&#34;Ehi, chi diavolo hai chiamato Biancaneve?&#34;&#xA;&#34;Scusami, Bronco, stavo raccontando di te ai miei seguaci e...&#34;&#xA;&#34;E hai deciso di darmi un nome da ragazza.&#34;&#xA;&#34;Per proteggere la tua identità e non coinvolgerti in questo casino. Non volevo offenderti&#34;&#xA;&#34;Non mi sono offeso. Anzi, sai che ti dico? Biancaneve mi piace. Quando mi deciderò a rinnovare il mio ufficio, mi farò fare una bella targa: Agenzia Investigativa Biancaneve.&#34;&#xA;&#34;Sembra un ottimo posto per rimediare un po&#39; di coca.&#34;&#xA;&#34;Smettila di fare l&#39;idiota e rimetti in moto il tuo rottame. Dobbiamo trovare il tuo socio in affari.&#34;&#xA;&#34;Ex socio.&#34;&#xA;&#xA;Chiedo scusa, mascalzoni e sicofanti di Testudo, per avervi tenuto sulle spine. Quella che avete sentito è la voce del detective Biancaneve, dal vivo sulla mia radio. Anche se ormai è inutile nascondere la sua vera identità. Puntando la sua SIG Mosquito contro il buttafuori del Ranucci Jazz Club per salvarmi la vita, il mio amico Bronco (questo è il suo vero nome) ha deciso di sua spontanea volontà che era ora di dire addio all&#39;anonimato.&#xA;&#xA;Dunque, dove eravamo rimasti?&#xA;&#xA;il detective prende la parola, intervenendo con la sua voce profonda&#xA;&#xA;&#34;E adesso portaci dal capo,&#34; ho ordinato all&#39;uomo-bufalo, appoggiando il dito sul cane della pistola per aumentare l&#39;effetto drammatico. &#xA;&#xA;Vedendosi minacciato da un&#39;arma molto più grossa e pericolosa del giocattolino impugnato dal mio amico Danny, il buttafuori  abbassa la testa, ruota sui tacchi e ci conduce attraverso una serie di porte di servizio, fino a un lungo corridoio fiancheggiato da foto di cantanti jazz dentro enormi cornici dorate. &#xA;&#xA;&#34;Posso chiamare i soccorsi per mio fratello? Sta perdendo sangue.&#34;&#xA;&#xA;&#34;Li chiamerai più tardi,&#34; rispondo io. &#34;E che vi serva da lezione. Se non aveste cercato di fregarci, a quest&#39;ora il tuo fratellino sarebbe ancora in ottima salute.&#34;&#xA;&#xA;&#34;A parte l&#39;asma,&#34; ribatte il buttafuori, pentendosi immediatamente di aver aperto bocca,&#xA;&#xA;&#34;Adesso fai anche lo spiritoso? Forse dovrei sforacchiare anche te, per far uscire tutto questo sarcasmo dal tuo corpo.&#34;&#xA;&#xA;La porta in fondo al corridoio è circondata da un telaio d&#39;oro massiccio e ha un batacchio a forma di testa di leone. &#34;L&#39;ufficio di Ranucci,&#34; dice l&#39;uomo-bufalo, indicando la porta con un cenno della testa.&#xA;&#xA;A quel punto il mio amico Danny Catenaccio gli affonda la snub-nose nella schiena e gli dice: &#34;Annunciaci.&#34;&#xA;&#xA;Accidenti, scusami, ti sto rubando la scena. Vuoi proseguire tu?&#xA;&#xA;Beh, il tizio entra nell&#39;ufficio e biascica qualcosa al suo capo. &#34;Ci sono due tizi. Chiedono di lei. Hanno dei soldi che le appartengono.&#34; Quindi spalanca la porta e ci invita a entrare. &#34;Prego. Il signor Ranucci è disposto a ricevervi.&#34;&#xA;&#xA;Beh, per farla breve, Catenaccio gli sbatte la valigetta sulla scrivania e fa scattare il meccanismo, facendo comparire di fronte ai suoi avidi occhi l&#39;eterea visione di un milione di corazze.&#xA;&#xA;*Eterea? Vacci piano Bronco, non essere retorico. I miei ascoltatori odiano questa robaccia.&#34;&#xA;&#xA;E sapete cosa ci dice Ranucci?&#xA;&#xA;Roba da rimanerci secchi, sul serio.&#xA;&#xA;Il signor Ranucci si massaggia la fronte grassoccia, poi scuote la testa, sbadiglia sonoramente davanti alle corazze fruscianti e poi dice: &#34;Quindi sei stato tu a rubarli? Che razza di idiota, Catenaccio. Quei soldi erano tuoi. Non avevo mai visto nessuno rubare il proprio denaro.&#34;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://livellosegreto.it/@scaffarini/112593201231005740" rel="nofollow">Cliccate qui per un mini-riassunto delle puntate precedenti</a></p>

<p><em>“Ehi, chi diavolo hai chiamato Biancaneve?”</em>
<em>“Scusami, Bronco, stavo raccontando di te ai miei seguaci e...”</em>
<em>“E hai deciso di darmi un nome da ragazza.”</em>
<em>“Per proteggere la tua identità e non coinvolgerti in questo casino. Non volevo offenderti”</em>
<em>“Non mi sono offeso. Anzi, sai che ti dico? Biancaneve mi piace. Quando mi deciderò a rinnovare il mio ufficio, mi farò fare una bella targa: Agenzia Investigativa Biancaneve.”</em>
<em>“Sembra un ottimo posto per rimediare un po&#39; di coca.”</em>
<em>“Smettila di fare l&#39;idiota e rimetti in moto il tuo rottame. Dobbiamo trovare il tuo socio in affari.”</em>
<em>“Ex socio.”</em></p>

<p>Chiedo scusa, mascalzoni e sicofanti di Testudo, per avervi tenuto sulle spine. Quella che avete sentito è la voce del detective Biancaneve, dal vivo sulla mia radio. Anche se ormai è inutile nascondere la sua vera identità. Puntando la sua SIG Mosquito contro il buttafuori del Ranucci Jazz Club per salvarmi la vita, il mio amico Bronco (questo è il suo vero nome) ha deciso di sua spontanea volontà che era ora di dire addio all&#39;anonimato.</p>

<p>Dunque, dove eravamo rimasti?</p>

<p><em>il detective prende la parola, intervenendo con la sua voce profonda</em></p>

<p>“E adesso portaci dal capo,” ho ordinato all&#39;uomo-bufalo, appoggiando il dito sul cane della pistola per aumentare l&#39;effetto drammatico.</p>

<p>Vedendosi minacciato da un&#39;arma molto più grossa e pericolosa del giocattolino impugnato dal mio amico Danny, il buttafuori  abbassa la testa, ruota sui tacchi e ci conduce attraverso una serie di porte di servizio, fino a un lungo corridoio fiancheggiato da foto di cantanti jazz dentro enormi cornici dorate.</p>

<p>“Posso chiamare i soccorsi per mio fratello? Sta perdendo sangue.”</p>

<p>“Li chiamerai più tardi,” rispondo io. “E che vi serva da lezione. Se non aveste cercato di fregarci, a quest&#39;ora il tuo fratellino sarebbe ancora in ottima salute.”</p>

<p>“A parte l&#39;asma,” ribatte il buttafuori, pentendosi immediatamente di aver aperto bocca,</p>

<p>“Adesso fai anche lo spiritoso? Forse dovrei sforacchiare anche te, per far uscire tutto questo sarcasmo dal tuo corpo.”</p>

<p>La porta in fondo al corridoio è circondata da un telaio d&#39;oro massiccio e ha un batacchio a forma di testa di leone. “L&#39;ufficio di Ranucci,” dice l&#39;uomo-bufalo, indicando la porta con un cenno della testa.</p>

<p>A quel punto il mio amico Danny Catenaccio gli affonda la snub-nose nella schiena e gli dice: “Annunciaci.”</p>

<p>Accidenti, scusami, ti sto rubando la scena. Vuoi proseguire tu?</p>

<p>Beh, il tizio entra nell&#39;ufficio e biascica qualcosa al suo capo. “Ci sono due tizi. Chiedono di lei. Hanno dei soldi che le appartengono.” Quindi spalanca la porta e ci invita a entrare. “Prego. Il signor Ranucci è disposto a ricevervi.”</p>

<p>Beh, per farla breve, Catenaccio gli sbatte la valigetta sulla scrivania e fa scattare il meccanismo, facendo comparire di fronte ai suoi avidi occhi l&#39;eterea visione di un milione di corazze.</p>

<p>*Eterea? Vacci piano Bronco, non essere retorico. I miei ascoltatori odiano questa robaccia.”</p>

<p>E sapete cosa ci dice Ranucci?</p>

<p>Roba da rimanerci secchi, sul serio.</p>

<p>Il signor Ranucci si massaggia la fronte grassoccia, poi scuote la testa, sbadiglia sonoramente davanti alle corazze fruscianti e poi dice: “Quindi sei stato tu a rubarli? Che razza di idiota, Catenaccio. Quei soldi erano tuoi. Non avevo mai visto nessuno rubare il proprio denaro.”</p>
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      <guid>https://log.livellosegreto.it/testudoblues/quei-soldi-erano-gia-tuoi</guid>
      <pubDate>Mon, 10 Jun 2024 15:35:06 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Un cocktail rosso sangue, parte 2</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/testudoblues/un-cocktail-rosso-sangue-parte-2</link>
      <description>&lt;![CDATA[--- Trigger Warning: Violenza e pistolettate che vanno a segno ---&#xA;&#xA;Un cocktail rosso sangue, parte 1&#xA;&#xA;[Il consueto post col riassunto della storia](https://livellosegreto.it/@scaffarini/112234928771198423&#xA;)&#xA;&#xA;musica jazz che filtra dalle pareti&#xA;&#xA;Il buttafuori mi spinge al centro della stanza - una specie di ufficio con tanto di scrivania - e io non riesco a fare a meno di stropicciarmi gli occhi. Non ho bevuto niente, eppure ci vedo doppio: un altro uomo-bufalo identico a lui mi sta fissando da un angolo, le braccia incrociate e la schiena appoggiata a una parete. Evidentemente il mio nuovo amico ha un fratello gemello.&#xA;&#xA;&#34;Ecco cosa faremo,&#34; mi dice il gemello, con una voce roca da fumatore che non ha nulla a che vedere con quella di suo fratello. &#34;Tu ci dai la valigia e noi la portiamo al signor Ranucci. Così nessuno si farà male.&#34;&#xA;&#xA;Ma certo. Se avessero visto tutti quei soldi ammassati nella valigetta, i due gemelli non si  sarebbero fatti nessun problema a prelevare qualche mazzetta, scaricando la colpa della piccola mancanza sul sottoscritto. E a quel punto qualcuno si sarebbe fatto male di sicuro, perché uno come Ranucci non tollera che si prenda qualcosa di suo senza permesso.&#xA;&#xA;&#34;Te lo dico io cosa faremo,&#34; rispondo, sforzandomi di mantenere la voce ferma. &#34;Voi mi porterete da Ranucci e io gli consegnerò la valigetta. Oppure me ne andrò col suo denaro, lo chiamerò al telefono e gli dirò che l&#39;ho portato via con me perché ne volevate una parte.&#34;&#xA;&#xA;&#34;Davvero?&#34; mi provoca l&#39;uomo-bufalo alle mie spalle. &#34;E come farai a uscire da qui tutto intero?&#34;&#xA;&#xA;Era la stessa identica domanda che mi stavo facendo io, fin da quando avevo messo piede al Ranucci Jazz Club. Le possibili risposte si erano dimezzate quando il tizio mi aveva invitato a entrare nel ripostiglio, e la comparsa del suo doppione aveva ulteriormente assottigliato le mie scelte fino a un solo risultato: un mangiabulloni.&#xA;&#xA;Sapete cos&#39;è un mangiabulloni, miei cari ascoltatori? Qui a Testudo, nel gergo della strada, indica un pugno in faccia, tirato senza prendere la mira. Ma non è un semplice cazzotto. Un mangiabulloni è un gesto disperato, una valvola di sfogo per qualcosa che ti si agita dentro: vendetta, rabbia o - nel mio caso - frustrazione. È come infilare una manciata di bulloni nella bocca di qualcuno e costringerlo a masticare.&#xA;&#xA;Senza dire una parola, giro sui tacchi e assesto un pugno sulla mascella del bufalo, sfruttando la rotazione per aumentare la potenza del colpo. Le nocche mi fanno male, ma il buttafuori resta in piedi. Barcolla leggermente, rimbalza contro la porta chiusa e avanza di nuovo verso di me, guardandomi con espressione di sfida. Fino a quando non si accorge che ho già preso in mano la pistola del mio amico Biancaneve. &#xA;&#xA;BANG! BANG!&#xA;&#xA;Gli infilo due pallottole in una coscia e lui cade in ginocchio, poi mi volto verso il suo gemello, che sta già caricando verso di me. A differenza del collega, il buttafuori numero due è armato. Con una rivoltella gigantesca. &#34;Può finire soltanto in due modi,&#34; mi dice. &#34;Puoi darmi la valigetta da vivo oppure da morto.&#34;&#xA;&#xA;Probabilmente ha ragione. Un colpo della minuscola snub nose che sto impugnando non gli impedirebbe di rispondere al fuoco e di aprire un bel buco di dodici millimetri nel mio petto. Niente da fare, sono spacciato. Considero brevemente la possibilità di consegnargli la valigetta, ma un rantolo di dolore emesso dal tizio alle mie spalle mi ricorda che non me la caverò con così poco. Nella migliore delle ipotesi, mi pesteranno comunque. E lasceranno che sia Ranucci in persona a completare il lavoro al posto loro, eliminandomi tra atroci torture aver rubato del denaro che non ho mai toccato, e che a quel punto sarà stato riposto al sicuro, nelle tasche dei buttafuori.&#xA;&#xA;Mentre sto pensando di puntarmi la pistola alla tempia e uscire dal mondo con un briciolo di dignità, la porta della stanza si spalanca e appare il mio salvatore, il mio santo patrono, l&#39;unico uomo di Testudo a cui sia mai importato qualcosa dei suoi amici, e l&#39;ultima persona che avrei voluto coinvolgere in un pasticcio come questo: il detective Biancaneve.&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>—– Trigger Warning: Violenza e pistolettate che vanno a segno —-</p>

<p><a href="https://log.livellosegreto.it/testudoblues/un-cocktail-rosso-sangue" rel="nofollow">Un cocktail rosso sangue, parte 1</a></p>

<p><a href="https://livellosegreto.it/@scaffarini/112234928771198423" rel="nofollow">Il consueto post col riassunto della storia</a></p>

<p><em>musica jazz che filtra dalle pareti</em></p>

<p>Il buttafuori mi spinge al centro della stanza – una specie di ufficio con tanto di scrivania – e io non riesco a fare a meno di stropicciarmi gli occhi. Non ho bevuto niente, eppure ci vedo doppio: un altro uomo-bufalo identico a lui mi sta fissando da un angolo, le braccia incrociate e la schiena appoggiata a una parete. Evidentemente il mio nuovo amico ha un fratello gemello.</p>

<p>“Ecco cosa faremo,” mi dice il gemello, con una voce roca da fumatore che non ha nulla a che vedere con quella di suo fratello. “Tu ci dai la valigia e noi la portiamo al signor Ranucci. Così nessuno si farà male.”</p>

<p>Ma certo. Se avessero visto tutti quei soldi ammassati nella valigetta, i due gemelli non si  sarebbero fatti nessun problema a prelevare qualche mazzetta, scaricando la colpa della piccola mancanza sul sottoscritto. E a quel punto qualcuno si sarebbe fatto male di sicuro, perché uno come Ranucci non tollera che si prenda qualcosa di suo senza permesso.</p>

<p>“Te lo dico io cosa faremo,” rispondo, sforzandomi di mantenere la voce ferma. “Voi mi porterete da Ranucci e io gli consegnerò la valigetta. Oppure me ne andrò col suo denaro, lo chiamerò al telefono e gli dirò che l&#39;ho portato via con me perché ne volevate una parte.”</p>

<p>“Davvero?” mi provoca l&#39;uomo-bufalo alle mie spalle. “E come farai a uscire da qui tutto intero?”</p>

<p>Era la stessa identica domanda che mi stavo facendo io, fin da quando avevo messo piede al Ranucci Jazz Club. Le possibili risposte si erano dimezzate quando il tizio mi aveva invitato a entrare nel ripostiglio, e la comparsa del suo doppione aveva ulteriormente assottigliato le mie scelte fino a un solo risultato: un mangiabulloni.</p>

<p><em>Sapete cos&#39;è un mangiabulloni, miei cari ascoltatori? Qui a Testudo, nel gergo della strada, indica un pugno in faccia, tirato senza prendere la mira. Ma non è un semplice cazzotto. Un mangiabulloni è un gesto disperato, una valvola di sfogo per qualcosa che ti si agita dentro: vendetta, rabbia o – nel mio caso – frustrazione. È come infilare una manciata di bulloni nella bocca di qualcuno e costringerlo a masticare.</em></p>

<p>Senza dire una parola, giro sui tacchi e assesto un pugno sulla mascella del bufalo, sfruttando la rotazione per aumentare la potenza del colpo. Le nocche mi fanno male, ma il buttafuori resta in piedi. Barcolla leggermente, rimbalza contro la porta chiusa e avanza di nuovo verso di me, guardandomi con espressione di sfida. Fino a quando non si accorge che ho già preso in mano la pistola del mio amico Biancaneve.</p>

<p>BANG! BANG!</p>

<p>Gli infilo due pallottole in una coscia e lui cade in ginocchio, poi mi volto verso il suo gemello, che sta già caricando verso di me. A differenza del collega, il buttafuori numero due è armato. Con una rivoltella gigantesca. “Può finire soltanto in due modi,” mi dice. “Puoi darmi la valigetta da vivo oppure da morto.”</p>

<p>Probabilmente ha ragione. Un colpo della minuscola <em>snub nose</em> che sto impugnando non gli impedirebbe di rispondere al fuoco e di aprire un bel buco di dodici millimetri nel mio petto. Niente da fare, sono spacciato. Considero brevemente la possibilità di consegnargli la valigetta, ma un rantolo di dolore emesso dal tizio alle mie spalle mi ricorda che non me la caverò con così poco. Nella migliore delle ipotesi, mi pesteranno comunque. E lasceranno che sia Ranucci in persona a completare il lavoro al posto loro, eliminandomi tra atroci torture aver rubato del denaro che non ho mai toccato, e che a quel punto sarà stato riposto al sicuro, nelle tasche dei buttafuori.</p>

<p>Mentre sto pensando di puntarmi la pistola alla tempia e uscire dal mondo con un briciolo di dignità, la porta della stanza si spalanca e appare il mio salvatore, il mio santo patrono, l&#39;unico uomo di Testudo a cui sia mai importato qualcosa dei suoi amici, e l&#39;ultima persona che avrei voluto coinvolgere in un pasticcio come questo: il detective Biancaneve.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://log.livellosegreto.it/testudoblues/un-cocktail-rosso-sangue-parte-2</guid>
      <pubDate>Mon, 08 Apr 2024 09:30:39 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Un cocktail rosso sangue</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/testudoblues/un-cocktail-rosso-sangue</link>
      <description>&lt;![CDATA[riassunto delle puntate precedenti&#xA;&#xA;musica jazz in lontananza&#xA;&#xA;Bentornati, mascalzoni e sicofanti! In barba a ogni previsione, il vostro Danny Catenaccio è di nuovo in sella alla sua PodeRossa, con tutte le ossa al loro posto e la pellaccia quasi intera, pronto a lanciare nell&#39;etere una nuova trasmissione in diretta da Lakeview!&#xA;&#xA;Ci siete mai stati? Accidenti, da queste parti sembra di essere tornati all&#39;epoca pre-isolamento. Qui si trova davvero di tutto: beni d&#39;importazione, musica straniera, auto di lusso, roba che nel resto di Testudo non circola da almeno un decennio. Lakeview è un vero paradiso, il luogo in cui chiunque vorrebbe passare il resto della sua vita. Chiunque abbia le tasche abbastanza gonfie da permetterselo, a dire il vero, perché ogni cosa viene venduta a peso d&#39;oro. Questo distretto è così esclusivo che non c&#39;è bisogno né della legge, né dei poliziotti. Tutte le attività commerciali sono in mano a gangster e farabutti, gente che sa come farsi giustizia da sola. E così, per uno dei tanti paradossi di Testudo, Lakeview è il quartiere più corrotto e più sicuro della città. &#xA;&#xA;Questa sera, quando ho parcheggiato la mia PodeRossa nel piazzale del Ranucci Jazz Club, per la prima volta non ho provato la minima ansia da separazione. Sapevo che la mia bellezza non correva alcun rischio. Ma non ho comunque lasciato le chiavi al parcheggiatore in divisa rosso e oro, che me le chiedeva con insistenza. Chi si credeva di essere, per salire sulla mia moto?&#xA;&#xA;Ma torniamo a noi. Scommetto che state morendo dalla voglia di sapere come è finita la sporca storia della valigetta rubata. Beh, poco fa ci sono stati degli sviluppi che definire poco piacevoli sarebbe fargli un complimento.&#xA;&#xA;Come stavo dicendo, parcheggio la mia PodeRossa, prendo quella dannata valigetta e vado dritto verso l&#39;ingresso del Ranucci. Ma una mano di dimensioni colossali mi si appoggia sul petto con la forza di una badilata.&#xA;&#xA;&#34;E tu dove pensi di andare?&#34; Mi chiede il buttafuori, un tizio pompato a steroidi con la faccia di un bufalo e all&#39;incirca la stessa stazza, storcendo il naso alla vista del mio giubbino di pelle pieno di borchie.&#xA;&#xA;&#34;La vedi questa tromba?&#34; Gli dico, alzando la valigetta e facendola oscillare davanti ai suoi occhi. &#34;Devo sostituire un musicista per il concerto di stasera.&#34;&#xA;&#xA;&#34;Il concerto di Madama &#39;Roo?&#34; Domanda lui, soffiando tra i denti.&#xA;&#xA;Solo in quel momento penso di controllare le locandine incollate sulla facciata liberty del club.&#xA; &#xA;SOLO PER STASERA&#xA;la straordinaria &#xA;MADAMA &#39;ROO &#xA;si esibirà per voi&#xA;in un emozionante&#xA;concerto per voce sola.&#xA;&#xA;Impreco tra i denti. Un errore da principiante, ma non è certo il momento di buttarmi giù di morale. Bisogna cambiare strategia. &#xA;&#xA;&#34;Senti, amico,&#34; gli dico, appoggiandogli una mano sulla spalla e sibilando le parole direttamente nel suo orecchio. &#34;Il signor Ranucci mi sta aspettando. Ho qualcosa che gli appartiene.&#34; Faccio scattare le chiusure della valigetta e la apro quel tanto che basta per fargli capire che è piena zeppa di soldi. Gli occhi del bufalo aumentano di due taglie e per un momento mi sembra di vedere un bagliore di vita al loro interno, ma poi tornano ad essere due capocchie di spillo nere e vuote. Con un cenno della testa verso il portone, mi ordina di entrare.&#xA;&#xA;&#34;Aspetta qui,&#34; dice lui, indicandomi l&#39;unico sgabello libero all&#39;interno del locale, di fronte a uno dei tanti banconi dove baristi in smoking servono intrugli esotici di cui ignoro il nome e la composizione. L&#39;aria è densa di energia, un&#39;energia che vibra sulle note di una strana musica. È come se ogni componente della piccola band che si sta esibendo sul palco suonasse un concerto per conto suo, ma il risultato è in qualche modo un tutt&#39;uno, armonico e stravolgente, una musica che trasmette un senso di libertà, un desiderio ribellione. Dunque è questo che chiamano jazz? Adesso capisco perché il sindaco Carter lo ha messo fuori legge.&#xA;&#xA;Ma la cosa più straordinaria è che qui nessuno gli presta attenzione. I ricconi che frequentano il locale sono presi in altre faccende: discutono tra loro, leggono contratti, si vantano davanti a donne bellissime e bevono quegli stupidi cocktail. Così capisco anche perché il jazz non sia fuorilegge qui a Lakeside: queste persone sono così soddisfatte delle loro inutili vite che non hanno niente contro cui ribellarsi.&#xA;&#xA;Mentre sono preso in questi pensieri, il barista mi infila sotto al naso un bicchiere alto e stretto, con dentro un liquido color rosso sangue. &#34;Offre la casa,&#34; mi dice, mettendo giù la cornetta di un telefono attraverso la quale, evidentemente, ha ricevuto degli ordini ben precisi da un suo superiore. Che gli abbiano detto di avvelenarmi?&#xA;&#xA;&#34;No, grazie,&#34; ribatto. &#34;Non bevo mai quando la mia vita è in pericolo. E capita più spesso di quanto si possa immaginare.&#34;&#xA;&#xA;Allontano il bicchiere e mi godo la musica, ma il buttafuori non tarda a fare la sua ricomparsa. &#34;Da questa parte,&#34; mi dice, facendo sporgere la testa da una porticina dorata alle spalle del bancone.&#xA;&#xA;Il mio cuore comincia a battere all&#39;impazzata. Infilo una mano in tasca e stringo l&#39;impugnatura della pistola per tranquillizzarmi, poi mi alzo dallo sgabello, giro intorno al bancone, saluto il barista con un rapido cenno e apro la porta. Succeda quel che deve succedere, mi dico. Basta che succeda in fretta. Non sopporto tutta questa tensione.&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://livellosegreto.it/@scaffarini/111969603438892417" rel="nofollow">riassunto delle puntate precedenti</a></p>

<p><em>musica jazz in lontananza</em></p>

<p>Bentornati, mascalzoni e sicofanti! In barba a ogni previsione, il vostro Danny Catenaccio è di nuovo in sella alla sua PodeRossa, con tutte le ossa al loro posto e la pellaccia quasi intera, pronto a lanciare nell&#39;etere una nuova trasmissione in diretta da Lakeview!</p>

<p>Ci siete mai stati? Accidenti, da queste parti sembra di essere tornati all&#39;epoca pre-isolamento. Qui si trova davvero di tutto: beni d&#39;importazione, musica straniera, auto di lusso, roba che nel resto di Testudo non circola da almeno un decennio. Lakeview è un vero paradiso, il luogo in cui chiunque vorrebbe passare il resto della sua vita. Chiunque abbia le tasche abbastanza gonfie da permetterselo, a dire il vero, perché ogni cosa viene venduta a peso d&#39;oro. Questo distretto è così esclusivo che non c&#39;è bisogno né della legge, né dei poliziotti. Tutte le attività commerciali sono in mano a gangster e farabutti, gente che sa come farsi giustizia da sola. E così, per uno dei tanti paradossi di Testudo, Lakeview è il quartiere più corrotto e più sicuro della città.</p>

<p>Questa sera, quando ho parcheggiato la mia PodeRossa nel piazzale del Ranucci Jazz Club, per la prima volta non ho provato la minima ansia da separazione. Sapevo che la mia bellezza non correva alcun rischio. Ma non ho comunque lasciato le chiavi al parcheggiatore in divisa rosso e oro, che me le chiedeva con insistenza. Chi si credeva di essere, per salire sulla mia moto?</p>

<p>Ma torniamo a noi. Scommetto che state morendo dalla voglia di sapere come è finita la sporca storia della valigetta rubata. Beh, poco fa ci sono stati degli sviluppi che definire poco piacevoli sarebbe fargli un complimento.</p>

<p>Come stavo dicendo, parcheggio la mia PodeRossa, prendo quella dannata valigetta e vado dritto verso l&#39;ingresso del Ranucci. Ma una mano di dimensioni colossali mi si appoggia sul petto con la forza di una badilata.</p>

<p>“E tu dove pensi di andare?” Mi chiede il buttafuori, un tizio pompato a steroidi con la faccia di un bufalo e all&#39;incirca la stessa stazza, storcendo il naso alla vista del mio giubbino di pelle pieno di borchie.</p>

<p>“La vedi questa tromba?” Gli dico, alzando la valigetta e facendola oscillare davanti ai suoi occhi. “Devo sostituire un musicista per il concerto di stasera.”</p>

<p>“Il concerto di Madama &#39;Roo?” Domanda lui, soffiando tra i denti.</p>

<p>Solo in quel momento penso di controllare le locandine incollate sulla facciata liberty del club.</p>

<p><em>SOLO PER STASERA</em>
<em>la straordinaria</em>
<strong>MADAMA &#39;ROO</strong>
<em>si esibirà per voi</em>
<em>in un emozionante</em>
<strong>concerto per voce sola.</strong></p>

<p>Impreco tra i denti. Un errore da principiante, ma non è certo il momento di buttarmi giù di morale. Bisogna cambiare strategia.</p>

<p>“Senti, amico,” gli dico, appoggiandogli una mano sulla spalla e sibilando le parole direttamente nel suo orecchio. “Il signor Ranucci mi sta aspettando. Ho qualcosa che gli appartiene.” Faccio scattare le chiusure della valigetta e la apro quel tanto che basta per fargli capire che è piena zeppa di soldi. Gli occhi del bufalo aumentano di due taglie e per un momento mi sembra di vedere un bagliore di vita al loro interno, ma poi tornano ad essere due capocchie di spillo nere e vuote. Con un cenno della testa verso il portone, mi ordina di entrare.</p>

<p>“Aspetta qui,” dice lui, indicandomi l&#39;unico sgabello libero all&#39;interno del locale, di fronte a uno dei tanti banconi dove baristi in smoking servono intrugli esotici di cui ignoro il nome e la composizione. L&#39;aria è densa di energia, un&#39;energia che vibra sulle note di una strana musica. È come se ogni componente della piccola band che si sta esibendo sul palco suonasse un concerto per conto suo, ma il risultato è in qualche modo un tutt&#39;uno, armonico e stravolgente, una musica che trasmette un senso di libertà, un desiderio ribellione. Dunque è questo che chiamano jazz? Adesso capisco perché il sindaco Carter lo ha messo fuori legge.</p>

<p>Ma la cosa più straordinaria è che qui nessuno gli presta attenzione. I ricconi che frequentano il locale sono presi in altre faccende: discutono tra loro, leggono contratti, si vantano davanti a donne bellissime e bevono quegli stupidi cocktail. Così capisco anche perché il jazz non sia fuorilegge qui a Lakeside: queste persone sono così soddisfatte delle loro inutili vite che non hanno niente contro cui ribellarsi.</p>

<p>Mentre sono preso in questi pensieri, il barista mi infila sotto al naso un bicchiere alto e stretto, con dentro un liquido color rosso sangue. “Offre la casa,” mi dice, mettendo giù la cornetta di un telefono attraverso la quale, evidentemente, ha ricevuto degli ordini ben precisi da un suo superiore. Che gli abbiano detto di avvelenarmi?</p>

<p>“No, grazie,” ribatto. “Non bevo mai quando la mia vita è in pericolo. E capita più spesso di quanto si possa immaginare.”</p>

<p>Allontano il bicchiere e mi godo la musica, ma il buttafuori non tarda a fare la sua ricomparsa. “Da questa parte,” mi dice, facendo sporgere la testa da una porticina dorata alle spalle del bancone.</p>

<p>Il mio cuore comincia a battere all&#39;impazzata. Infilo una mano in tasca e stringo l&#39;impugnatura della pistola per tranquillizzarmi, poi mi alzo dallo sgabello, giro intorno al bancone, saluto il barista con un rapido cenno e apro la porta. <em>Succeda quel che deve succedere,</em> mi dico. <em>Basta che succeda in fretta. Non sopporto tutta questa tensione.</em></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://log.livellosegreto.it/testudoblues/un-cocktail-rosso-sangue</guid>
      <pubDate>Wed, 21 Feb 2024 12:21:18 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Un po&#39; di sano jazz</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/testudoblues/un-po-di-sano-jazz</link>
      <description>&lt;![CDATA[riassunto delle puntate precedenti&#xA;&#xA;&#34;Posso dirti solo quello che ho detto a lei, Danny.&#34; &#xA;&#xA;Dalla voce del mio amico Biancaneve, capisco che vorrebbe fare di più per me. È la prima volta che a qualcuno sembra interessare davvero della mia vita. Certo, anche il mio socio Johnny Rumble ci tiene, ma soltanto perché sono una macchina da soldi. Senza di me, finirebbe a chiedere l&#39;elemosina sui marciapiedi di New Ashburn.&#xA;&#xA;&#34;Mi sta bene, amico. Sono così disperato che seguirei qualsiasi pista&#34;&#xA;&#xA;&#34;Qui a Testudo non esiste un registro delle corazzate. È l&#39;ennesima trovata del sindaco Carter: se il conducente viene minacciato da una banda di predoni mentre attraversa il deserto con un carico di liquori, può sparare agli aggressori senza temere conseguenze, visto che nessuno saprà mai chi è stato. I predoni sono piuttosto vendicativi, non puoi ammazzare uno dei loro compagni e sperare di farla franca.&#34;&#xA;&#xA;&#34;Una splendida notizia. E se il conducente sbaglia una consegna? Non dirmi che non è mai capitato!&#34;&#xA;&#xA;&#34;In questo caso puoi fare rapporto direttamente alla compagnia dei trasporti. Ogni corazzata corrisponde a un codice sull&#39;etichetta dei pacchi che trasporta.&#34;&#xA;&#xA;Guardo la mia valigetta, sconsolato. Non c&#39;è nessun codice impresso là sopra. Neanche l&#39;ombra di un&#39;etichetta. Evidentemente si trattava di un carico segreto. Ho rubato l&#39;unica valigetta senza un codice identificativo. Ce n&#39;erano altre identiche e probabilmente ciascuna di loro aveva un&#39;etichetta. Se avessi preso una di quelle, adesso me la starei spassando con una bella bottiglia di whiskey d&#39;importazione sul tavolo e parecchie banconote nelle tasche, invece... Ehi, un momento! Forse conosco qualcuno che può recuperare il codice per me.&#xA;&#xA;&#34;Ce l&#39;hai un telefono?&#34; Domando a Biancaneve. Non c&#39;è un momento da perdere. Ormai è quasi il tramonto, ma il sindaco Carter è sempre stato un oratore logorroico. Se il convegno elettorale è ancora in corso, il mio socio Johnny Rumble non avrà problemi a controllare le altre valigette.&#xA;&#xA;&#34;E cosa diavolo devi farci? Il codice della tua corazzata è scritto qua.&#34;&#xA;&#xA;Mi consegna un pezzo di eco-plastica unticcio, su cui ha scarabocchiato una sequenza di dieci numeri. Sgrano gli occhi. Non ho ancora afferrato fino in fondo quello che sta succedendo.&#xA;&#xA;Aspettate, mascalzoni e sicofanti all&#39;ascolto! Pensateci un momento, prima di giudicarmi. In genere sono più sveglio di così, ma l&#39;angoscia mi ha annebbiato la mente. A voi non capita mai? Non siete mai stati così agitati da perdere di vista il quadro generale della situazione?&#xA;&#xA;&#34;Come fai ad averlo?&#34; La risposta alla mia domanda è ovvia, ma non ho ancora fatto due più due.&#xA;&#xA;&#34;Me lo ha dato la donna. Hai presente la tizia con il tailleur di cui ti ho parlato dieci secondi fa?&#34;&#xA;&#xA;Perfetto. Adesso il detective Biancaneve pensa che io sia un idiota. Quando gli chiedo se possiamo contattare la compagnia di trasporti, mi guarda con un sorrisetto furbesco. &#34;Già fatto,&#34; mi dice. &#34;Insieme a quella donna, ricordi? La tizia con il tailleur di cui ti...&#34;&#xA;&#xA;&#34;Smettila di prendermi in giro,&#34; sbotto, perdendo la pazienza e battendo il pugno sulla sua scrivania. Il legno marcio cede sotto la forza del colpo e una crepa gigantesca si apre sul piano del mobile. Maledizione. Devo imparare a controllarmi. In fin dei conti, Biancaneve sta solo cercando di aiutarmi.&#xA;&#xA;&#34;Hai ragione, hai ragione. Colpa mia,&#34; dice lui, ma lo vedo guardare accigliato la spaccatura sulla superficie della scrivania. &#34;Ecco qua,&#34; aggiunge poi, consegnandomi un altro foglio, su cui ha scritto un elenco di località cittadine.&#xA;&#xA;Maggie&#39;s Brews - South Testudo&#xA;Rivendita di liquori &#34;Liquid Cool&#34; - New Ashburn&#xA;Larousse Store - Grand Boulevard&#xA;Convegno elettorale Carter - The Valley&#xA;Emporio Prime Time - Royal Park&#xA;Ranucci Jazz Club - Lakeview&#xA;&#xA;&#34;È la lista delle consegne che la corazzata avrebbe dovuto effettuare,&#34; mi spiega Biancaneve. &#34;L&#39;azienda le ha consigliato di controllare se c&#39;è stato uno scambio, mentre loro interrogano il conducente che...&#34;&#xA;&#xA;&#34;...che non ammetterà mai di essersi fatto soffiare una valigetta da sotto il naso,&#34; dico io, completando la frase. Va bene, vado a dare un&#39;occhiata in questi posti.&#34;&#xA;&#xA;&#34;Se fossi in te, comincerei dall&#39;ultimo,&#34; mi dice Biancaneve, infilando la mano in un cassetto ed estraendone qualcosa di scintillante. &#34;La donna in questione è la nuova fidanzata di Ranucci. Lei si è guadata bene dal dirmelo, ma il jazz non mi dispiace, lo sai, e non ci sono molti club in città dove è concesso suonarlo. Li ho visti insieme a un concerto, in atteggiamenti che lasciavano poco spazio all&#39;immaginazione, se capisci cosa intendo.&#34;&#xA;&#xA;&#34;Ti ringrazio, vecchio mio.&#34; Mi avvicino per salutarlo, promettendogli di ripagare il danno che ho fatto alla scrivania. Quando gli stringo la mano, sento qualcosa di duro premere contro il mio palmo. &#34;Portati questa. Ranucci è una carogna della peggior specie.&#34;&#xA;&#xA;Abbasso lo sguardo e mi ritrovo a impugnare una minuscola pistola snug nose. Era da un bel pezzo che non maneggiavo uno strumento come quello. Uno strumento adatto per fare un po&#39; di sano jazz.&#xA;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://livellosegreto.it/@scaffarini/111527613477866051" rel="nofollow">riassunto delle puntate precedenti</a></p>

<p>“Posso dirti solo quello che ho detto a lei, Danny.”</p>

<p>Dalla voce del mio amico Biancaneve, capisco che vorrebbe fare di più per me. È la prima volta che a qualcuno sembra interessare davvero della mia vita. Certo, anche il mio socio Johnny Rumble ci tiene, ma soltanto perché sono una macchina da soldi. Senza di me, finirebbe a chiedere l&#39;elemosina sui marciapiedi di New Ashburn.</p>

<p>“Mi sta bene, amico. Sono così disperato che seguirei qualsiasi pista”</p>

<p>“Qui a Testudo non esiste un registro delle corazzate. È l&#39;ennesima trovata del sindaco Carter: se il conducente viene minacciato da una banda di predoni mentre attraversa il deserto con un carico di liquori, può sparare agli aggressori senza temere conseguenze, visto che nessuno saprà mai chi è stato. I predoni sono piuttosto vendicativi, non puoi ammazzare uno dei loro compagni e sperare di farla franca.”</p>

<p>“Una splendida notizia. E se il conducente sbaglia una consegna? Non dirmi che non è mai capitato!”</p>

<p>“In questo caso puoi fare rapporto direttamente alla compagnia dei trasporti. Ogni corazzata corrisponde a un codice sull&#39;etichetta dei pacchi che trasporta.”</p>

<p>Guardo la mia valigetta, sconsolato. Non c&#39;è nessun codice impresso là sopra. Neanche l&#39;ombra di un&#39;etichetta. Evidentemente si trattava di un carico segreto. Ho rubato l&#39;unica valigetta senza un codice identificativo. Ce n&#39;erano altre identiche e probabilmente ciascuna di loro aveva un&#39;etichetta. Se avessi preso una di quelle, adesso me la starei spassando con una bella bottiglia di whiskey d&#39;importazione sul tavolo e parecchie banconote nelle tasche, invece... Ehi, un momento! Forse conosco qualcuno che può recuperare il codice per me.</p>

<p>“Ce l&#39;hai un telefono?” Domando a Biancaneve. Non c&#39;è un momento da perdere. Ormai è quasi il tramonto, ma il sindaco Carter è sempre stato un oratore logorroico. Se il convegno elettorale è ancora in corso, il mio socio Johnny Rumble non avrà problemi a controllare le altre valigette.</p>

<p>“E cosa diavolo devi farci? Il codice della tua corazzata è scritto qua.”</p>

<p>Mi consegna un pezzo di eco-plastica unticcio, su cui ha scarabocchiato una sequenza di dieci numeri. Sgrano gli occhi. Non ho ancora afferrato fino in fondo quello che sta succedendo.</p>

<p><em>Aspettate, mascalzoni e sicofanti all&#39;ascolto! Pensateci un momento, prima di giudicarmi. In genere sono più sveglio di così, ma l&#39;angoscia mi ha annebbiato la mente. A voi non capita mai? Non siete mai stati così agitati da perdere di vista il quadro generale della situazione?</em></p>

<p>“Come fai ad averlo?” La risposta alla mia domanda è ovvia, ma non ho ancora fatto due più due.</p>

<p>“Me lo ha dato la donna. Hai presente la tizia con il tailleur di cui ti ho parlato dieci secondi fa?”</p>

<p>Perfetto. Adesso il detective Biancaneve pensa che io sia un idiota. Quando gli chiedo se possiamo contattare la compagnia di trasporti, mi guarda con un sorrisetto furbesco. “Già fatto,” mi dice. “Insieme a quella donna, ricordi? La tizia con il tailleur di cui ti...”</p>

<p>“Smettila di prendermi in giro,” sbotto, perdendo la pazienza e battendo il pugno sulla sua scrivania. Il legno marcio cede sotto la forza del colpo e una crepa gigantesca si apre sul piano del mobile. Maledizione. Devo imparare a controllarmi. In fin dei conti, Biancaneve sta solo cercando di aiutarmi.</p>

<p>“Hai ragione, hai ragione. Colpa mia,” dice lui, ma lo vedo guardare accigliato la spaccatura sulla superficie della scrivania. “Ecco qua,” aggiunge poi, consegnandomi un altro foglio, su cui ha scritto un elenco di località cittadine.</p>

<p><em>Maggie&#39;s Brews – South Testudo</em>
<em>Rivendita di liquori “Liquid Cool” – New Ashburn</em>
<em>Larousse Store – Grand Boulevard</em>
<em>Convegno elettorale Carter – The Valley</em>
<em>Emporio Prime Time – Royal Park</em>
<em>Ranucci Jazz Club – Lakeview</em></p>

<p>“È la lista delle consegne che la corazzata avrebbe dovuto effettuare,” mi spiega Biancaneve. “L&#39;azienda le ha consigliato di controllare se c&#39;è stato uno scambio, mentre loro interrogano il conducente che...”</p>

<p>”...che non ammetterà mai di essersi fatto soffiare una valigetta da sotto il naso,” dico io, completando la frase. Va bene, vado a dare un&#39;occhiata in questi posti.”</p>

<p>“Se fossi in te, comincerei dall&#39;ultimo,” mi dice Biancaneve, infilando la mano in un cassetto ed estraendone qualcosa di scintillante. “La donna in questione è la nuova fidanzata di Ranucci. Lei si è guadata bene dal dirmelo, ma il jazz non mi dispiace, lo sai, e non ci sono molti club in città dove è concesso suonarlo. Li ho visti insieme a un concerto, in atteggiamenti che lasciavano poco spazio all&#39;immaginazione, se capisci cosa intendo.”</p>

<p>“Ti ringrazio, vecchio mio.” Mi avvicino per salutarlo, promettendogli di ripagare il danno che ho fatto alla scrivania. Quando gli stringo la mano, sento qualcosa di duro premere contro il mio palmo. “Portati questa. Ranucci è una carogna della peggior specie.”</p>

<p>Abbasso lo sguardo e mi ritrovo a impugnare una minuscola pistola <em>snug nose</em>. Era da un bel pezzo che non maneggiavo uno strumento come quello. Uno strumento adatto per fare un po&#39; di sano jazz.</p>
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      <guid>https://log.livellosegreto.it/testudoblues/un-po-di-sano-jazz</guid>
      <pubDate>Tue, 05 Dec 2023 10:23:51 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>La tana di Biancaneve</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/testudoblues/la-tana-di-biancaneve</link>
      <description>&lt;![CDATA[Riassunto delle puntate precedenti&#xA;&#xA;Piano terra. L&#39;atrio del palazzo puzza di carne marcia. &#xA;&#xA;Una leggenda metropolitana di Testudo dice che ogni edificio sulla Commodore&#39;s nasconda almeno un cadavere, ma voci di corridoio sostengono che si tratti piuttosto di una specie di mercato nero, carne sintetica leggermente avariata che viene smerciata direttamente dal portiere, in cambio di due spiccioli. I residenti di questo quartiere fatiscente devono pur mangiare, in un modo o nell&#39;altro, no? &#xA;&#xA;Vado subito a controllare le cassette della posta per assicurarmi che il detective Biancaneve abiti davvero qui. Alcune cassette, prive di targhetta col nome, straripano di volantini che annunciano offerte imperdibili: vegetali d&#39;imitazione prodotti con fibre alimentari di seconda qualità a soli novantanove centesimi. Puah. Preferirei farmi sparare a una coscia che mangiare quella robaccia. Altre contengono avvisi di pagamento e notifiche di sfratto. Gli occupanti abusivi non si sono nemmeno disturbati a controllare le lettere, sanno che non dovrebbero essere qui, ma sanno anche che la polizia non metterebbe piede sulla Commodore&#39;s per tutto l&#39;oro del mondo, e quindi non c&#39;è nessuno che sia disposto a eseguire lo sfratto.&#xA;&#xA;Una sola cassetta è vuota e tirata a lucido. La targhetta dice chiaramente: &#34;Detective Bro...&#34; &#xA;&#xA;Accidenti, scusate, stavo per rivelare il vero nome del mio amico. Riproviamo, voi fate finta di nulla. In realtà la targhetta dice: &#34;Detective Biancaneve&#34;. E poi, scritta a penna, è stata aggiunta un&#39;informazione importante: &#34;secondo piano.&#34;&#xA;&#xA;Mi precipito su per le scale sperando di non incontrare nessuno, ma la mia buona stella deve essersi presa una vacanza perché, appena metto piede sul primo scalino, una gang di predoni motociclisti si appresta a fare la sua discesa lungo la sudicia scalinata del palazzo. Imprecando interiormente, mi faccio coraggio e sguscio in mezzo a loro. Fare dietro-front servirebbe soltanto ad attirare l&#39;attenzione sulla mia valigetta da liquori e sul milione di corazze in banconote nuove di zecca che contiene. Se questi malviventi decidessero di rapinarmi, non avrei scampo: serve a poco l&#39;astuzia, quando sei in dodici contro uno.&#xA;&#xA;Fortunatamente i predoni sono troppo fatti per cogliere al volo la possibilità di una rapina facile. Da qualche parte in questo palazzo deve esserci una fumeria di crack o di qualsiasi cosa fumino i predoni al giorno d&#39;oggi. Cammino tra di loro stringendomi il più possibile e trattenendo il fiato. Uno dei predoni mi assesta una potente spallata, ridacchiando tra i denti. I suoi amici si girano per qualche secondo a guardarmi, sperando che io cada rovinosamente dalle scale per farsi due risate, ma appena recupero l&#39;equilibrio aggrappandomi al corrimano di legno marcio perdono subito interesse e riprendono la loro rumorosa discesa verso l&#39;atrio.&#xA;&#xA;Raggiungo il secondo piano in pochi secondi, che però mi sono sembrati un paio d&#39;ore. Mentre percorro il corridoio chiedo scusa alla mia stella fortunata: sarebbe potuta finire molto peggio, se non mi avesse dato una mano. Quando suono alla porta del detective Biancaneve, sono sudato fradicio e devo avere la faccia di uno che è appena sopravvissuto a un incidente aereo, perché il mio vecchio amico viene ad aprire e, senza nemmeno salutarmi, mi domanda: &#34;Che è successo, Catenaccio?&#34;&#xA;&#xA;Mi chiudo la porta alle spalle, raggiungo la sua scrivania, ci sbatto sopra la valigetta e faccio scattare la chiusura. &#34;Ecco che è successo,&#34; gli dico, mentre le banconote compaiono davanti ai suoi occhi. &#34;Le ho rubate per sbaglio e adesso sono un uomo morto.&#34;&#xA;&#xA;***&#xA;&#xA;&#34;Davvero le hai rubate da una corazzata blindata?&#34; Mi domanda Biancaneve, quando ho finito di raccontargli tutta la storia.&#xA;&#xA;&#34;Ti ho mai detto una bugia?&#34; Ribatto, chiedendomi perché mai, in mezzo a questa delirante assurdità, sia stato proprio quel particolare a colpirlo.&#xA;&#xA;&#34;Me ne dicevi parecchie, quando eri un mio informatore,&#34; risponde lui, con un sorriso furbesco. &#34;Ma ammetto che da allora sono cambiate molte cose. Sai perché te l&#39;ho chiesto?&#34; Al detective piace essere implorato, prima di concedere un&#39;informazione.&#xA;&#xA;&#34;Perché?&#34; Gli domando.&#xA;&#xA;&#34;Perché dal mio ufficio è appena uscita una donna che mi ha chiesto di rintracciare il conducente di una corazzata.&#34;&#xA;&#xA;&#34;Capelli rossi e tailleur grigio perla,&#34; gli dico, maledicendomi per non essermi intrattenuto a parlare con lei. La donna dei miei sogni si è rivelata l&#39;unica persona al mondo che potrebbe sapere qualcosa su questa dannata faccenda. Una donna di classe, che non parlerebbe con uno come me nemmeno sotto tortura. In pratica, sono spacciato.&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://livellosegreto.it/@scaffarini/111381088474269798" rel="nofollow">Riassunto delle puntate precedenti</a></p>

<p>Piano terra. L&#39;atrio del palazzo puzza di carne marcia.</p>

<p>Una leggenda metropolitana di Testudo dice che ogni edificio sulla Commodore&#39;s nasconda almeno un cadavere, ma voci di corridoio sostengono che si tratti piuttosto di una specie di mercato nero, carne sintetica leggermente avariata che viene smerciata direttamente dal portiere, in cambio di due spiccioli. I residenti di questo quartiere fatiscente devono pur mangiare, in un modo o nell&#39;altro, no?</p>

<p>Vado subito a controllare le cassette della posta per assicurarmi che il detective Biancaneve abiti davvero qui. Alcune cassette, prive di targhetta col nome, straripano di volantini che annunciano offerte imperdibili: vegetali d&#39;imitazione prodotti con fibre alimentari di seconda qualità a soli novantanove centesimi. Puah. Preferirei farmi sparare a una coscia che mangiare quella robaccia. Altre contengono avvisi di pagamento e notifiche di sfratto. Gli occupanti abusivi non si sono nemmeno disturbati a controllare le lettere, sanno che non dovrebbero essere qui, ma sanno anche che la polizia non metterebbe piede sulla Commodore&#39;s per tutto l&#39;oro del mondo, e quindi non c&#39;è nessuno che sia disposto a eseguire lo sfratto.</p>

<p>Una sola cassetta è vuota e tirata a lucido. La targhetta dice chiaramente: “Detective Bro...”</p>

<p>Accidenti, scusate, stavo per rivelare il vero nome del mio amico. Riproviamo, voi fate finta di nulla. In realtà la targhetta dice: “Detective Biancaneve”. E poi, scritta a penna, è stata aggiunta un&#39;informazione importante: “secondo piano.”</p>

<p>Mi precipito su per le scale sperando di non incontrare nessuno, ma la mia buona stella deve essersi presa una vacanza perché, appena metto piede sul primo scalino, una gang di predoni motociclisti si appresta a fare la sua discesa lungo la sudicia scalinata del palazzo. Imprecando interiormente, mi faccio coraggio e sguscio in mezzo a loro. Fare dietro-front servirebbe soltanto ad attirare l&#39;attenzione sulla mia valigetta da liquori e sul milione di corazze in banconote nuove di zecca che contiene. Se questi malviventi decidessero di rapinarmi, non avrei scampo: serve a poco l&#39;astuzia, quando sei in dodici contro uno.</p>

<p>Fortunatamente i predoni sono troppo fatti per cogliere al volo la possibilità di una rapina facile. Da qualche parte in questo palazzo deve esserci una fumeria di crack o di qualsiasi cosa fumino i predoni al giorno d&#39;oggi. Cammino tra di loro stringendomi il più possibile e trattenendo il fiato. Uno dei predoni mi assesta una potente spallata, ridacchiando tra i denti. I suoi amici si girano per qualche secondo a guardarmi, sperando che io cada rovinosamente dalle scale per farsi due risate, ma appena recupero l&#39;equilibrio aggrappandomi al corrimano di legno marcio perdono subito interesse e riprendono la loro rumorosa discesa verso l&#39;atrio.</p>

<p>Raggiungo il secondo piano in pochi secondi, che però mi sono sembrati un paio d&#39;ore. Mentre percorro il corridoio chiedo scusa alla mia stella fortunata: sarebbe potuta finire molto peggio, se non mi avesse dato una mano. Quando suono alla porta del detective Biancaneve, sono sudato fradicio e devo avere la faccia di uno che è appena sopravvissuto a un incidente aereo, perché il mio vecchio amico viene ad aprire e, senza nemmeno salutarmi, mi domanda: “Che è successo, Catenaccio?”</p>

<p>Mi chiudo la porta alle spalle, raggiungo la sua scrivania, ci sbatto sopra la valigetta e faccio scattare la chiusura. “Ecco che è successo,” gli dico, mentre le banconote compaiono davanti ai suoi occhi. “Le ho rubate per sbaglio e adesso sono un uomo morto.”</p>

<p>***</p>

<p>“Davvero le hai rubate da una corazzata blindata?” Mi domanda Biancaneve, quando ho finito di raccontargli tutta la storia.</p>

<p>“Ti ho mai detto una bugia?” Ribatto, chiedendomi perché mai, in mezzo a questa delirante assurdità, sia stato proprio quel particolare a colpirlo.</p>

<p>“Me ne dicevi parecchie, quando eri un mio informatore,” risponde lui, con un sorriso furbesco. “Ma ammetto che da allora sono cambiate molte cose. Sai perché te l&#39;ho chiesto?” Al detective piace essere implorato, prima di concedere un&#39;informazione.</p>

<p>“Perché?” Gli domando.</p>

<p>“Perché dal mio ufficio è appena uscita una donna che mi ha chiesto di rintracciare il conducente di una corazzata.”</p>

<p>“Capelli rossi e tailleur grigio perla,” gli dico, maledicendomi per non essermi intrattenuto a parlare con lei. La donna dei miei sogni si è rivelata l&#39;unica persona al mondo che potrebbe sapere qualcosa su questa dannata faccenda. Una donna di classe, che non parlerebbe con uno come me nemmeno sotto tortura. In pratica, sono spacciato.</p>
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      <guid>https://log.livellosegreto.it/testudoblues/la-tana-di-biancaneve</guid>
      <pubDate>Thu, 09 Nov 2023 14:22:54 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Femme fatale</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/testudoblues/femme-fatale</link>
      <description>&lt;![CDATA[musica jazz di sottofondo&#xA;&#xA;Bentornati, mascalzoni e sicofanti, il vostro Danny Catenaccio è ancora vivo e vegeto, anche se la mancanza di sonno sta riducendo il suo cervello a un colabrodo. Sapete cosa vi succede quando non dormite per troppo tempo? Il cervello, per la mancanza di zuccheri, comincia a digerire se stesso, formando grossi buchi nella materia grigia, delle ferite che non si rimarginano più. O almeno così mi ha detto una volta il mio socio in affari Johnny Rumble. Che posso dirvi? Mi sono sempre fidato di lui come di un fratello, ma non credo che abbia la benché minima idea di come funzioni davvero un cervello umano.&#xA;&#xA;Passiamo alle cose serie. Vi starete chiedendo se ho mai trovato il detective Biancaneve e se sono riuscito a restituire la valigetta col contante che ho rubato per errore al convegno elettorale del sindaco Carter. Beh, se ci fossi riuscito, non sarei rimasto tutta la notte in piedi, non vi pare? In compenso l&#39;indirizzo che mi era stato generosamente offerto da quella canaglia di Martin King in cambio di cento sudate corazze si è rivelato autentico.&#xA;&#xA;Distretto undici, Commodore&#39;s Way, civico trentuno.&#xA;&#xA;Un palazzo che cadeva letteralmente a pezzi, lasciatemelo dire. In passato era stato dipinto di azzurro, ma ormai lo smog l&#39;aveva trasformato in un disgustoso verde acqua. Acqua torbida, di palude. Poco male, visto che l&#39;intonaco di scarsa qualità cominciava già a staccarsi dalle pareti, aprendo dei grossi buchi sulla facciata. Presto di quell&#39;orrendo color palude non sarebbe rimasto che qualche ricciolo sbiadito dal sole.&#xA;&#xA;Una sola cosa aveva di buono quel palazzo fatiscente: il portone. Visto che l&#39;intero pannello del citofono era stato annerito da un denso strato di vernice spray, le mie probabilità di azzeccare al primo tentativo il campanello del detective Biancaneve erano davvero scarse: una su cinquantaquattro, per la precisione. Sempre più alte delle probabilità di trovare un milione di corazze in una stupida valigetta per liquori, ma non era il caso di tentare la sorte. Il distretto undici era tutt&#39;altro che rispettabile, e suonare al campanello di un probabile criminale con una valigetta stracolma di denaro era un&#39;esperienza che avrei preferito evitare, perciò non mi rimaneva altra scelta che appostarmi e sperare che qualche incauto inquilino uscisse senza darsi troppo pensiero di chiudersi la porta dietro alle spalle. &#xA;&#xA;Dopo una buona mezz&#39;ora sotto al sole cocente, cominciavo a dubitare che il mio socio in affari avesse ragione: il mio cervello si stava riducendo a un colabrodo, perché da quel palazzo in rovina avevo appena visto uscire la donna più bella dell&#39;universo, con un elegante tailleur color grigio perla e dei lunghi capelli rossi. E per di più sembrava proprio che mi stesse sorridendo. La regina di tutte le allucinazioni. &#xA;&#xA;&#34;Ha da accendere?&#34; Mi domanda la donna, fermandosi sul portone per ripararsi dal sole ed estraendo una sigaretta lunga e sottile dalla tasca interna della giacca.&#xA;&#34;Ma certo,&#34; faccio io con un sorriso, attivando il sistema antifurto della mia PodeRossa e sentendomi già un po&#39; in colpa per quello che sto per fare. Sgancio la valigetta dal comparto dei bagagli e avanzo verso di lei a lunghi passi, galleggiando su una nuvola di ormoni, ma il mio cervello-scolapasta adesso sta girando a tutta velocità, continuando a ripetere sempre la stessa cosa: Entra in quel dannato palazzo, Catenaccio.&#xA;Tiro fuori dal taschino un accendino a gas con un teschio dalle cui orbite fuoriescono due serpenti di madreperla. Mi avvicino alla sua bocca. Il suo alito caldo sembra bruciarmi la pelle. &#34;Resisti, Danny,&#34; mi dico, mentre lei aspira leggermente e la punta della sua sigaretta lunga e sottile prende fuoco. I suoi occhi sono due diamanti grezzi, grigio-argento come quel dannato tailleur. Penso che continuerò a sognarla per il resto della mia vita. Ho una sola chance di abbordarla, di dire qualcosa di spiritoso, di restare a parlare con lei mentre la accompagno verso qualsiasi veicolo abbia usato per arrivare in questa fogna di quartiere. Ma invece la saluto con un cenno del capo e scivolo all&#39;interno del portone.&#xA;&#xA;Addio, bellezza. So che non ci vedremo mai più.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><em>musica jazz di sottofondo</em></p>

<p>Bentornati, mascalzoni e sicofanti, il vostro Danny Catenaccio è ancora vivo e vegeto, anche se la mancanza di sonno sta riducendo il suo cervello a un colabrodo. Sapete cosa vi succede quando non dormite per troppo tempo? Il cervello, per la mancanza di zuccheri, comincia a digerire se stesso, formando grossi buchi nella materia grigia, delle ferite che non si rimarginano più. O almeno così mi ha detto una volta il mio socio in affari Johnny Rumble. Che posso dirvi? Mi sono sempre fidato di lui come di un fratello, ma non credo che abbia la benché minima idea di come funzioni davvero un cervello umano.</p>

<p>Passiamo alle cose serie. Vi starete chiedendo se ho mai trovato il detective Biancaneve e se sono riuscito a restituire la valigetta col contante che ho rubato per errore al convegno elettorale del sindaco Carter. Beh, se ci fossi riuscito, non sarei rimasto tutta la notte in piedi, non vi pare? In compenso l&#39;indirizzo che mi era stato generosamente offerto da quella canaglia di Martin King in cambio di cento sudate corazze si è rivelato autentico.</p>

<p><em>Distretto undici, Commodore&#39;s Way, civico trentuno.</em></p>

<p>Un palazzo che cadeva letteralmente a pezzi, lasciatemelo dire. In passato era stato dipinto di azzurro, ma ormai lo smog l&#39;aveva trasformato in un disgustoso verde acqua. Acqua torbida, di palude. Poco male, visto che l&#39;intonaco di scarsa qualità cominciava già a staccarsi dalle pareti, aprendo dei grossi buchi sulla facciata. Presto di quell&#39;orrendo color palude non sarebbe rimasto che qualche ricciolo sbiadito dal sole.</p>

<p>Una sola cosa aveva di buono quel palazzo fatiscente: il portone. Visto che l&#39;intero pannello del citofono era stato annerito da un denso strato di vernice spray, le mie probabilità di azzeccare al primo tentativo il campanello del detective Biancaneve erano davvero scarse: una su cinquantaquattro, per la precisione. Sempre più alte delle probabilità di trovare un milione di corazze in una stupida valigetta per liquori, ma non era il caso di tentare la sorte. Il distretto undici era tutt&#39;altro che rispettabile, e suonare al campanello di un probabile criminale con una valigetta stracolma di denaro era un&#39;esperienza che avrei preferito evitare, perciò non mi rimaneva altra scelta che appostarmi e sperare che qualche incauto inquilino uscisse senza darsi troppo pensiero di chiudersi la porta dietro alle spalle.</p>

<p>Dopo una buona mezz&#39;ora sotto al sole cocente, cominciavo a dubitare che il mio socio in affari avesse ragione: il mio cervello si stava riducendo a un colabrodo, perché da quel palazzo in rovina avevo appena visto uscire la donna più bella dell&#39;universo, con un elegante tailleur color grigio perla e dei lunghi capelli rossi. E per di più sembrava proprio che mi stesse sorridendo. La regina di tutte le allucinazioni.</p>

<p>“Ha da accendere?” Mi domanda la donna, fermandosi sul portone per ripararsi dal sole ed estraendo una sigaretta lunga e sottile dalla tasca interna della giacca.
“Ma certo,” faccio io con un sorriso, attivando il sistema antifurto della mia PodeRossa e sentendomi già un po&#39; in colpa per quello che sto per fare. Sgancio la valigetta dal comparto dei bagagli e avanzo verso di lei a lunghi passi, galleggiando su una nuvola di ormoni, ma il mio cervello-scolapasta adesso sta girando a tutta velocità, continuando a ripetere sempre la stessa cosa: <em>Entra in quel dannato palazzo, Catenaccio.</em>
Tiro fuori dal taschino un accendino a gas con un teschio dalle cui orbite fuoriescono due serpenti di madreperla. Mi avvicino alla sua bocca. Il suo alito caldo sembra bruciarmi la pelle. “Resisti, Danny,” mi dico, mentre lei aspira leggermente e la punta della sua sigaretta lunga e sottile prende fuoco. I suoi occhi sono due diamanti grezzi, grigio-argento come quel dannato tailleur. Penso che continuerò a sognarla per il resto della mia vita. Ho una sola chance di abbordarla, di dire qualcosa di spiritoso, di restare a parlare con lei mentre la accompagno verso qualsiasi veicolo abbia usato per arrivare in questa fogna di quartiere. Ma invece la saluto con un cenno del capo e scivolo all&#39;interno del portone.</p>

<p>Addio, bellezza. So che non ci vedremo mai più.</p>
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      <guid>https://log.livellosegreto.it/testudoblues/femme-fatale</guid>
      <pubDate>Fri, 14 Jul 2023 10:47:57 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Rissa al Bounty&#39;s Booty</title>
      <link>https://log.livellosegreto.it/testudoblues/rissa-al-bountys-booty</link>
      <description>&lt;![CDATA[sintonizzazione&#xA;&#xA;crepitìo radio&#xA;&#xA;Bentornati, mascalzoni e sicofanti di Testudo, ho delle pessime notizie per voi: il vostro Danny Catenaccio è ancora vivo e vegeto, ed è tornato a trasmettere sulla sua frequenza personale per raccontarvi di come un dannato milione di Corazze lo ha quasi fatto ammazzare. &#xA;&#xA;Dove eravamo rimasti? &#xA;&#xA;Ah, sì, il Bounty&#39;s Booty. Tredicesimo distretto, il numero della sfortuna. Molti di voi lo conoscono bene, perché in tutta la città non c&#39;è una bettola più puzzolente e mal fornita del Bounty&#39;s, e probabilmente se lo ricordano per via del tifo intestinale che si sono beccati quella volta bevendo da uno dei suoi boccali sporchi o mangiando assaggiando le sue maleodoranti prelibatezze sintetiche. Beh, per chi non lo conoscesse, vi basti sapere che questo vecchio capanno di lamiera arrugginita sulla ex-strada statale raccoglie tutto il peggio di Testudo: la clientela è un cocktail esplosivo di topi di fogna, ladruncoli, criminali professionisti, killer su commissione, spacciatori e sbirri infiltrati. Anzi, sarebbe meglio dire &#34;sbirri disperati&#34;, perché il Bounty&#39;s è davvero l&#39;ultima spiaggia per chi va a caccia di criminali: per avere uno straccio di informazione devi allungare qualche bel bigliettone a gente che ogni giorno si allena a sparare balle come strategia di sopravvivenza, e non c&#39;è nessuna garanzia che le Corazze investite in questo modo ti portino da qualche parte. &#xA;&#xA;Oltretutto, se non vuoi che ti riconoscano immediatamente come sbirro e che non ti taglino la gola, devi essere disposto a scolarti liquori di dubbia provenienza, distillati da olio per motori - o da qualche altra porcheria, ci puoi giurare. Il barista del Bounty&#39;s, un tizio enorme con la voce di un cantante Jazz che si fa chiamare Martin King, è un corrotto e un collaboratore della polizia, ma non apre mai la bocca prima di averti convinto a consumare almeno tre drink, nemmeno se sei uno sbirro e hai il suo nome scritto a lettere maiuscole nel tuo libro paga. In fondo è questo il vangelo di Testudo: perché fare qualcosa gratis, se puoi guadagnarci a spese del tuo prossimo? E la gente che bazzica al Bounty&#39;s ha recepito perfettamente la buona novella.&#xA;&#xA;Io non ero certo uno sbirro, ma ero molto, molto disperato. Che ci crediate o no, il furto accidentale di una valigetta piena di denaro era la cosa peggiore che mi fosse mai capitata, e la mia unica possibilità di sopravvivere era trovare il legittimo proprietario, perciò ho deciso di ricorrere alle informazioni di terza mano che circolano là dentro. Naturalmente, nessuno avrebbe saputo dirmi a chi appartenevano i soldi, e io non avevo nessuna intenzione di chiederlo, specialmente con quella valigetta in mano. Avevo bisogno di un&#39;informazione molto più semplice. Dovevo solo trovare una persona. &#xA;&#xA;Perciò eccomi qua, al Bounty&#39;s Booty. La prima cosa che faccio è dare una rapida occhiata al parcheggio: è uno spiazzo in terra battuta dove spesso, di notte, si trovano carcasse di auto in fiamme. È occupato principalmente da camion blindati e furgoni delle consegne. I ragazzini della periferia si divertono a incendiare i vecchi rottami a combustibile fossile, per cui non è sicuro lasciare un veicolo nel parcheggio, ma quando il veicolo appartiene all&#39;azienda che ti paga una miseria per sgobbare tutto il giorno, allora non c&#39;è problema. &#xA;&#xA;Per la mia amata moto, però, è tutta un&#39;altra storia. Sfreccio subito verso la gabbia più vicina, uno di quei parcheggi a pagamento recintati da un cubo di griglie metalliche elettrizzate, sostenute da sbarre d&#39;acciaio, che per qualche Corazza ti garantiscono di ritrovare il tuo mezzo di trasporto tutto intero. Allungo un biglietto da cinquanta al parcheggiatore, un tizio vestito con una tuta in acetato così scadente che potrebbe prendere fuoco anche solo accendendosi una sigaretta e gli raccomando di trattare bene la mia PodeRossa. Quindi mi incammino lungo i trecento metri di ex-statale che mi separano dal Bounty&#39;s, con la valigetta in mano. &#xA;&#xA;Entrato nel bar, mi siedo al bancone e ordino un District&#39;s Best, il liquore più fetente dell&#39;intero paese, ma l&#39;unico della cui provenienza posso essere sicuro: tutte le altre bottiglie hanno etichette scritte a mano e provengono da distillerie clandestine, per cui la probabilità di perdere la vista o di avvelenarsi fatalmente è un po&#39; troppo alta per i miei gusti. &#xA;&#xA;Scolo il bicchiere d&#39;un colpo, e ne ordino un altro. &#34;Stavolta però fallo doppio,&#34; dico al barista. &#34;Il lucido per la carrozzeria della mia moto è molto più alcolico di questa acqua sporca.&#34; Non è vero, non mi sognerei mai di lucidare la PodeRossa con una sostanza a base di alcol che potrebbe rovinare la vernice, ma avevo bisogno di una frase ad effetto.&#xA;&#xA;Martin King, il barista, sembra punto nel vivo. &#34;Il problema è il tuo, bello. Non dovresti ordinare questa immondizia. Lo tengo solo perché il sindaco Carter ha obbligato ogni bar a vendere il suo whisky schifoso. La vuoi una bella grappa casalinga? La produce il nonno di Blanca Brucella,&#34; mi dice, indicandomi una bionda che sta mangiando il famigerato formaggio di capra selvatica della West Enclosure da un vassoio sudicio. &#34;Va bene, vada per la grappa dell&#39;onorata famiglia Brucella,&#34; gli dico, senza la minima intenzione di assaggiare un solo sorso di quell&#39;intruglio potenzialmente mortale. &#34;Ma prima devo chiederti una cosa,&#34; aggiungo, allungandogli un biglietto da cento Corazze. &#xA;&#xA;Adesso che ho la sua attenzione, posso fare il nome della persona che cerco. Ma non lo dirò certo in radio, perché la persona in questione adesso custodisce la mia valigetta e mi dispiacerebbe molto se finisse ammazzata per colpa mia. Facciamo così: usiamo un nome fasullo. Chiamiamola Biancaneve. &#xA;&#xA;&#34;Sai dov&#39;è Biancaneve? Ha un ufficio da qualche parte a Testudo?&#34; Domando a King, sperando che cento Corazze siano abbastanza per convincerlo a dire la verità. So che King ha fatto qualche lavoretto per conto di Biancaneve e che gli passa regolarmente informazioni in cambio di un fisso mensile. Se qualcuno sa come trovarla, questo è proprio Martin King. &#xA;&#xA;&#34;Biancaneve? Il detective Biancaneve? Che diavolo devi farci?&#34; &#xA;&#xA;D&#39;accordo, mi avete beccato. Biancaneve è un uomo. È un investigatore privato. E potrebbe essere l&#39;unico uomo onesto rimasto a Testudo, per quanto ne so io, ma di lui mi fido ciecamente. &#xA;&#xA;&#34;Senti, King, non ho tempo per chiacchierare. Se non vuoi i miei soldi, li darò a qualcun altro,&#34; gli dico, piegando in due la banconota e facendo per rimetterla in tasca. Rapido come un felino, nonostante i suoi centocinquanta chili di peso, scarpe in pitone escluse, King si sporge sul bancone e afferra la banconota. &#34;Non ho mai detto che non li voglio.&#34;&#xA;&#xA;Stacca un biglietto di eco-plastica sudicia da un blocchetto che tiene sul registratore di cassa, si sfila di tasca una penna con il logo del District&#39;s Best e scribacchia un indirizzo sul foglio, poi me lo porge. Proprio mentre allungo la mano destra per afferrarlo e lo infilo in un taschino, però, sento uno strattone che mi strappa via dalla sinistra la valigetta. Mi volto di scatto, appena in tempo per vedere un bandito dalle fattezze scimmiesche che se la dà a gambe con la mia unica speranza di salvezza.&#xA;&#xA;Valuto per un istante le sue capacità intellettive e la mia capacità polmonare. La seconda sembra molto più alta della prima, perciò decido di tentare un trucchetto disperato. Un trucchetto che il mio socio in affari Johnny Rumble chiama &#34;il tritacervello alla giapponese&#34;. Ossia: spararne una bella grossa e sperare che il tizio ci caschi.&#xA;&#xA;&#34;FERMATI, IDIOTA! CI AMMAZZERAI TUTTI!&#34; Grido, sopra al costante chiacchiericcio del bar. &#xA;&#xA;&#34;C&#39;è una bomba là dentro,&#34; proseguo, rivolgendomi tanto agli avventori del Booty&#39;s quanto all&#39;uomo scimmia. &#34;Se continua a muovere la valigetta, questo posto si trasformerà in un bel cratere!&#34;&#xA;&#xA;L&#39;uomo scimmia, ormai vicino all&#39;uscita sul retro ha un attimo di esitazione. Possibile che sia la verità? E soprattutto: vale la pena rischiare la vita per un&#39;anonima valigetta che potrebbe contenere qualsiasi cosa, anche dei barattoli di lucido per scarpe? Appoggia la valigetta e mi invita ad avvicinarmi arricciando un dito. &#34;Vieni qua. Fammi vedere. Se non è una bomba, ti pianto un proiettile in testa,&#34; mi dice, con una vocina gracchiante che mi fa venire voglia di prenderlo a sberle.&#xA;&#xA;Mi avvicino con cautela, un passo dopo l&#39;altro. &#34;Non si può aprire,&#34; gli dico. &#34;Altrimenti salterà in aria. A meno che non si inserisca la combinazione per disattivare il detonatore.&#34; Mi chino sulla valigia, traffico per qualche minuto con il meccanismo numerico della combinazione poi afferro la maniglia con fare cerimonioso, aspetto che lui si avvicini per guardare meglio e... SBAM! Lo colpisco sulla mascella con  la forza centrifuga di un milione di dannati bigliettoni.&#xA;&#xA;Ed è qui che si scatena il putiferio. I clienti del Bounty&#39;s adorano le risse e non perdono un&#39;occasione per fare a pugni. Mi saltano addosso in tre, ma a loro volta vengono aggrediti da una mezza dozzina di energumeni che menano i pugni come pazzi. Pallottole esplodono in tutte le direzioni - la feccia di Testudo gira sempre armata - e un proiettile graffia il mio prezioso giubbino di pelle d&#39;importazione che ho rubato a un generale del primo distretto. Una raffica di mitragliatrice strappa il rivestimento della valigia, rivelando il metallo di cui è fatta. In tutto questo parapiglia, riesco a uscire dal Bounty&#39;s senza riportare danni permanenti utilizzando come via d&#39;uscita una finestra già rotta da una rissa precedente.&#xA;&#xA;Non sono più quello di una volta, cari i miei ascoltatori. Ai bei tempi avrei mandato al tappeto un bel po&#39; di gentaglia, prima di filarmela. Mi sarei divertito alla grande. Ma quando la tua vita è rinchiusa in una dannata valigia, vi assicuro che la voglia di divertirsi scende ai minimi storici. Perciò eccomi ancora una volta a bordo della PodeRossa, pronto a raggiungere l&#39;indirizzo scarabocchiato da King sul foglietto che mi è quasi costato la pelle. Ma questa parte della storia ve la racconterò un&#39;altra volta. Per oggi vi saluto, mascalzoni e sicofanti di Testudo!&#xA;&#xA;si chiudono le trasmissioni]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><em>sintonizzazione</em></p>

<p><em>crepitìo radio</em></p>

<p>Bentornati, mascalzoni e sicofanti di Testudo, ho delle pessime notizie per voi: il vostro Danny Catenaccio è ancora vivo e vegeto, ed è tornato a trasmettere sulla sua frequenza personale per raccontarvi di come un dannato milione di Corazze lo ha quasi fatto ammazzare.</p>

<p>Dove eravamo rimasti?</p>

<p>Ah, sì, il Bounty&#39;s Booty. Tredicesimo distretto, il numero della sfortuna. Molti di voi lo conoscono bene, perché in tutta la città non c&#39;è una bettola più puzzolente e mal fornita del Bounty&#39;s, e probabilmente se lo ricordano per via del tifo intestinale che si sono beccati quella volta bevendo da uno dei suoi boccali sporchi o mangiando assaggiando le sue maleodoranti prelibatezze sintetiche. Beh, per chi non lo conoscesse, vi basti sapere che questo vecchio capanno di lamiera arrugginita sulla ex-strada statale raccoglie tutto il peggio di Testudo: la clientela è un cocktail esplosivo di topi di fogna, ladruncoli, criminali professionisti, killer su commissione, spacciatori e sbirri infiltrati. Anzi, sarebbe meglio dire “sbirri disperati”, perché il Bounty&#39;s è davvero l&#39;ultima spiaggia per chi va a caccia di criminali: per avere uno straccio di informazione devi allungare qualche bel bigliettone a gente che ogni giorno si allena a sparare balle come strategia di sopravvivenza, e non c&#39;è nessuna garanzia che le Corazze investite in questo modo ti portino da qualche parte.</p>

<p>Oltretutto, se non vuoi che ti riconoscano immediatamente come sbirro e che non ti taglino la gola, devi essere disposto a scolarti liquori di dubbia provenienza, distillati da olio per motori – o da qualche altra porcheria, ci puoi giurare. Il barista del Bounty&#39;s, un tizio enorme con la voce di un cantante Jazz che si fa chiamare Martin King, è un corrotto e un collaboratore della polizia, ma non apre mai la bocca prima di averti convinto a consumare almeno tre drink, nemmeno se sei uno sbirro e hai il suo nome scritto a lettere maiuscole nel tuo libro paga. In fondo è questo il vangelo di Testudo: perché fare qualcosa gratis, se puoi guadagnarci a spese del tuo prossimo? E la gente che bazzica al Bounty&#39;s ha recepito perfettamente la buona novella.</p>

<p>Io non ero certo uno sbirro, ma ero molto, molto disperato. Che ci crediate o no, il furto accidentale di una valigetta piena di denaro era la cosa peggiore che mi fosse mai capitata, e la mia unica possibilità di sopravvivere era trovare il legittimo proprietario, perciò ho deciso di ricorrere alle informazioni di terza mano che circolano là dentro. Naturalmente, nessuno avrebbe saputo dirmi a chi appartenevano i soldi, e io non avevo nessuna intenzione di chiederlo, specialmente con quella valigetta in mano. Avevo bisogno di un&#39;informazione molto più semplice. Dovevo solo trovare una persona.</p>

<p>Perciò eccomi qua, al Bounty&#39;s Booty. La prima cosa che faccio è dare una rapida occhiata al parcheggio: è uno spiazzo in terra battuta dove spesso, di notte, si trovano carcasse di auto in fiamme. È occupato principalmente da camion blindati e furgoni delle consegne. I ragazzini della periferia si divertono a incendiare i vecchi rottami a combustibile fossile, per cui non è sicuro lasciare un veicolo nel parcheggio, ma quando il veicolo appartiene all&#39;azienda che ti paga una miseria per sgobbare tutto il giorno, allora non c&#39;è problema.</p>

<p>Per la mia amata moto, però, è tutta un&#39;altra storia. Sfreccio subito verso la gabbia più vicina, uno di quei parcheggi a pagamento recintati da un cubo di griglie metalliche elettrizzate, sostenute da sbarre d&#39;acciaio, che per qualche Corazza ti garantiscono di ritrovare il tuo mezzo di trasporto tutto intero. Allungo un biglietto da cinquanta al parcheggiatore, un tizio vestito con una tuta in acetato così scadente che potrebbe prendere fuoco anche solo accendendosi una sigaretta e gli raccomando di trattare bene la mia PodeRossa. Quindi mi incammino lungo i trecento metri di ex-statale che mi separano dal Bounty&#39;s, con la valigetta in mano.</p>

<p>Entrato nel bar, mi siedo al bancone e ordino un District&#39;s Best, il liquore più fetente dell&#39;intero paese, ma l&#39;unico della cui provenienza posso essere sicuro: tutte le altre bottiglie hanno etichette scritte a mano e provengono da distillerie clandestine, per cui la probabilità di perdere la vista o di avvelenarsi fatalmente è un po&#39; troppo alta per i miei gusti.</p>

<p>Scolo il bicchiere d&#39;un colpo, e ne ordino un altro. “Stavolta però fallo doppio,” dico al barista. “Il lucido per la carrozzeria della mia moto è molto più alcolico di questa acqua sporca.” Non è vero, non mi sognerei mai di lucidare la PodeRossa con una sostanza a base di alcol che potrebbe rovinare la vernice, ma avevo bisogno di una frase ad effetto.</p>

<p>Martin King, il barista, sembra punto nel vivo. “Il problema è il tuo, bello. Non dovresti ordinare questa immondizia. Lo tengo solo perché il sindaco Carter ha obbligato ogni bar a vendere il suo whisky schifoso. La vuoi una bella grappa casalinga? La produce il nonno di Blanca Brucella,” mi dice, indicandomi una bionda che sta mangiando il famigerato formaggio di capra selvatica della West Enclosure da un vassoio sudicio. “Va bene, vada per la grappa dell&#39;onorata famiglia Brucella,” gli dico, senza la minima intenzione di assaggiare un solo sorso di quell&#39;intruglio potenzialmente mortale. “Ma prima devo chiederti una cosa,” aggiungo, allungandogli un biglietto da cento Corazze.</p>

<p>Adesso che ho la sua attenzione, posso fare il nome della persona che cerco. Ma non lo dirò certo in radio, perché la persona in questione adesso custodisce la mia valigetta e mi dispiacerebbe molto se finisse ammazzata per colpa mia. Facciamo così: usiamo un nome fasullo. Chiamiamola Biancaneve.</p>

<p>“Sai dov&#39;è Biancaneve? Ha un ufficio da qualche parte a Testudo?” Domando a King, sperando che cento Corazze siano abbastanza per convincerlo a dire la verità. So che King ha fatto qualche lavoretto per conto di Biancaneve e che gli passa regolarmente informazioni in cambio di un fisso mensile. Se qualcuno sa come trovarla, questo è proprio Martin King.</p>

<p>“Biancaneve? Il detective Biancaneve? Che diavolo devi farci?”</p>

<p>D&#39;accordo, mi avete beccato. Biancaneve è un uomo. È un investigatore privato. E potrebbe essere l&#39;unico uomo onesto rimasto a Testudo, per quanto ne so io, ma di lui mi fido ciecamente.</p>

<p>“Senti, King, non ho tempo per chiacchierare. Se non vuoi i miei soldi, li darò a qualcun altro,” gli dico, piegando in due la banconota e facendo per rimetterla in tasca. Rapido come un felino, nonostante i suoi centocinquanta chili di peso, scarpe in pitone escluse, King si sporge sul bancone e afferra la banconota. “Non ho mai detto che non li voglio.”</p>

<p>Stacca un biglietto di eco-plastica sudicia da un blocchetto che tiene sul registratore di cassa, si sfila di tasca una penna con il logo del District&#39;s Best e scribacchia un indirizzo sul foglio, poi me lo porge. Proprio mentre allungo la mano destra per afferrarlo e lo infilo in un taschino, però, sento uno strattone che mi strappa via dalla sinistra la valigetta. Mi volto di scatto, appena in tempo per vedere un bandito dalle fattezze scimmiesche che se la dà a gambe con la mia unica speranza di salvezza.</p>

<p>Valuto per un istante le sue capacità intellettive e la mia capacità polmonare. La seconda sembra molto più alta della prima, perciò decido di tentare un trucchetto disperato. Un trucchetto che il mio socio in affari Johnny Rumble chiama “il tritacervello alla giapponese”. Ossia: spararne una bella grossa e sperare che il tizio ci caschi.</p>

<p>“FERMATI, IDIOTA! CI AMMAZZERAI TUTTI!” Grido, sopra al costante chiacchiericcio del bar.</p>

<p>“C&#39;è una bomba là dentro,” proseguo, rivolgendomi tanto agli avventori del Booty&#39;s quanto all&#39;uomo scimmia. “Se continua a muovere la valigetta, questo posto si trasformerà in un bel cratere!”</p>

<p>L&#39;uomo scimmia, ormai vicino all&#39;uscita sul retro ha un attimo di esitazione. Possibile che sia la verità? E soprattutto: vale la pena rischiare la vita per un&#39;anonima valigetta che potrebbe contenere qualsiasi cosa, anche dei barattoli di lucido per scarpe? Appoggia la valigetta e mi invita ad avvicinarmi arricciando un dito. “Vieni qua. Fammi vedere. Se non è una bomba, ti pianto un proiettile in testa,” mi dice, con una vocina gracchiante che mi fa venire voglia di prenderlo a sberle.</p>

<p>Mi avvicino con cautela, un passo dopo l&#39;altro. “Non si può aprire,” gli dico. “Altrimenti salterà in aria. A meno che non si inserisca la combinazione per disattivare il detonatore.” Mi chino sulla valigia, traffico per qualche minuto con il meccanismo numerico della combinazione poi afferro la maniglia con fare cerimonioso, aspetto che lui si avvicini per guardare meglio e... SBAM! Lo colpisco sulla mascella con  la forza centrifuga di un milione di dannati bigliettoni.</p>

<p>Ed è qui che si scatena il putiferio. I clienti del Bounty&#39;s adorano le risse e non perdono un&#39;occasione per fare a pugni. Mi saltano addosso in tre, ma a loro volta vengono aggrediti da una mezza dozzina di energumeni che menano i pugni come pazzi. Pallottole esplodono in tutte le direzioni – la feccia di Testudo gira sempre armata – e un proiettile graffia il mio prezioso giubbino di pelle d&#39;importazione che ho rubato a un generale del primo distretto. Una raffica di mitragliatrice strappa il rivestimento della valigia, rivelando il metallo di cui è fatta. In tutto questo parapiglia, riesco a uscire dal Bounty&#39;s senza riportare danni permanenti utilizzando come via d&#39;uscita una finestra già rotta da una rissa precedente.</p>

<p>Non sono più quello di una volta, cari i miei ascoltatori. Ai bei tempi avrei mandato al tappeto un bel po&#39; di gentaglia, prima di filarmela. Mi sarei divertito alla grande. Ma quando la tua vita è rinchiusa in una dannata valigia, vi assicuro che la voglia di divertirsi scende ai minimi storici. Perciò eccomi ancora una volta a bordo della PodeRossa, pronto a raggiungere l&#39;indirizzo scarabocchiato da King sul foglietto che mi è quasi costato la pelle. Ma questa parte della storia ve la racconterò un&#39;altra volta. Per oggi vi saluto, mascalzoni e sicofanti di Testudo!</p>

<p><em>si chiudono le trasmissioni</em></p>
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      <guid>https://log.livellosegreto.it/testudoblues/rissa-al-bountys-booty</guid>
      <pubDate>Fri, 14 Apr 2023 18:01:07 +0000</pubDate>
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