balnibarbi

Dall'ultima volta in cui ho avuto un weblog sono passati almeno quindici anni. Era già un'evoluzione della mia presenza sull'internet, anche di quella relazionale. Se ne parlava all'inizio degli anni zero su IRC. Ero andata a vedere se ce n'era qualcuno italiano. Leggere diari intimi ha sempre lenito il mio senso di solitudine e in quel caso non erano scrittori pubblicati, ma qualche nerd spaesato come me che, senza l'aspettativa di avere più di cinque lettori riusciva a rimanere fra la spontaneità di un diario segreto e la sensazione di essere potenzialmente ascoltati, tipo parlare da soli mentre si passeggia in montagna. Grado di pubblicità: meno che lasciare un quaderno sul tavolo in una casa dove vivono altre persone, più che corrispondere con un amico intimo. È stato un momento durato pochissimo, forse meno di un anno, poi ho capito che molta gente si impegnava tanto per essere vista. Sono arrivate features come i contatori di visitatori, i commenti ai post, i link, i contenuti multimediali, la lista degli altri blog seguiti, i tag. Poi dopo tanto ancora i premi, i blogger di mestiere, i banner pubblicitari, i raduni, i feed RSS.

Nessuna nostalgia e neanche nessun fastidio. A pensarci sono sentimenti che in generale ho provato poco e ora forse non provo più. Questo post è più un tentativo di sblocco che utilizza un argomento aleatorio. Forse questo ritorno a un livello semi-segreto in cui esistere potrebbe tornare propizio all'output diaristico.