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Breve contributo, poco focalizzato, all'appuntamento di marzo 2026 della Sagra IndieWeb.

Romualdo, probabilmente, era il nome corretto: nessuno lo chiamava così, era Remauldo/Lemuardo/Limuardo, che per la potenza del dialetto diventavano Remua', Lemua', Limua'. Remualdo non è mai invecchiato perché non è mai stato giovane: conoscerete quel tipo di persone, sono già vecchie a... quanto, quaranta anni? E poi restano vecchie fino alla morte, così come è stato per Remualdo: dopo la chiusura delle sale, l'abbiamo visto ancora per qualche tempo girare sul suo motorino, un Ciao (non lo stesso di sempre, prima ne aveva uno scuro, poi uno rosso, ma sempre lo stesso modello), poi non lo abbiamo visto più e abbiamo deciso che fosse morto. Sarà morto di sicuro, ora.

Vicino alla sala giochi gestita da Remualdo c'era, c'è ancora, una rosticceria famosa localmente per i tramezzini. Cosa sono i tramezzini? Non quello che pensate voi: dalle parti dove abitavo, sono quelle che il resto del pianeta chiama parigine. Il mio budget settimanale, all'epoca, era di 1.000 lire e, solitamente, lo usavo per comprarmi il tramezzino, la domenica mattina; torniamo a Remualdo, comunque.

Era apparentemente, probabilmente, privo di sentimenti, pure i rarissimi sconfinamenti in un accenno di risata erano gelidi come chicchi di grandine; forse la sua vera identità era stata di gerarca, chissà. Gestiva la sala con la freddezza e la prevedibilità di un automa: un classico la sua filosofia applicata al cambio delle 200 lire: se ti presentavi con degli spiccioli e chiedevi di cambiarteli nella moneta da 200 lire, l'unica accettata in quella sala, ti rispondeva che non ce n'erano, erano finite. Sempre tu, immediatamente dopo, senza neanche allontanarti dal banchetto, sfoderavi il biglietto da 1.000 e, ecco, te lo cambiava. Le 200 lire erano ricomparse.

Il titolo principe della sala, in quei mesi, era Wonder Boy, il primo, quello con le musiche che ti si incidevano in testa, consistendo in quei quattro temi in croceripetuti a ogni giro dei livelli: per i più giovani in ascolto, dovessero essercene, ricordo che i quadri, ovvero i livelli, erano sempre gli stessi in ordine, cambiavano il livello di difficoltà, la posizione dei nemici eccetera. In quei mesi, decisi di fare a meno dei tramezzini settimanali, la scorpacciata che volevo fare era di Wonder Boy. Così risparmiai per cinque settimane e decisi di monopolizzare il cassone, ovvero il cabinato, per l'intera mattinata.

Incredulo, partecipai probabilmente all'unico momento di umanità mai esibito da Remualdo: vedendomi consumare quel piccolo capitale, disse così, più o meno: «Ma non è che stai spendendo troppi soldi?»

Non ricordo la risposta, ma quel momento mi è rimasto impresso. Abbiamo continuato a odiarlo, ma ora sapevamo di odiare un essere umano.

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