Telegiornale (RAI, 1952-1976)
Prima pubblicazione: 7 gennaio 2021Il Telegiornale con la T maiuscola, in Italia, è stato il notiziario andato in onda sulla RAI dagli anni Cinquanta fino al 1976, quando fu sdoppiato in Tg1 e Tg2 a causa di una riforma della RAI del 1975.
Il Telegiornale è stato il primo notiziario televisivo trasmesso regolarmente sul territorio nazionale italiano. La parola "Telegiornale" è successivamente diventata un nome generico e oggi, con la parola "telegiornale" -- con la t minuscola -- si indica un qualsiasi notiziario televisivo.
ATTENZIONE!
Questo articolo tratta le sigle del Telegiornale Rai andate in onda dagli anni Cinquanta fino al 1976, quando in Italia esisteva un unico telegiornale.
- Se stai cercando informazioni sui telegiornali in generale, allora visita le note utili sui telegiornali.
- Se stai cercando informazioni sui telegiornali Rai di tutti i tempi, l'articolo che stai cercando è Telegiornali Rai.
- Se invece cerchi le sigle del telegiornale della Prima Rete Rai dal 1976 in poi, allora vai all'apposito articolo Tg1 (1976-presente).
Breve storia
La prima edizione del Telegiornale va in onda nel settembre del 1952, quando la televisione in italia era ancora sperimentale. La prima edizione regolare, invece, è del 3 gennaio 1954, cioè del giorno stesso in cui la televisione pubblica iniziò le sue trasmissioni regolari.
Dal 1961 il Telegiornale va in onda anche sull'appena inaugurato Secondo Canale - o come si diceva allora, sul "Secondo Programma".
Nel 1976 il Telegiornale viene diviso in due testate giornalistiche separate, una per ogni canale RAI allora esistente, come previsto dalla riforma della RAI del 1975. Il 15 marzo 1976 i due nuovi notiziari, chiamati TG1 e TG2, vanno in onda per la prima volta, mandando il vecchio Telegiornale unico in pensione.
Le sigle
Tutte le sigle del Telegiornale RAI sono andate in onda in bianco e nero.
Abbiamo trovato quattro sigle del Telegiornale, ma non sappiamo se ne esistano altre. Non conosciamo con precisione nemmeno i periodi di messa in onda delle varie sigle: l'unica cosa che sappiamo è che la prima sigla è andata in onda dal 1952 in poi, che la seconda sigla ha introdotto il primo Telegiornale regolare il 3 gennaio del 1954, e che l'ultima è andata in onda fino allo sdoppiamento del Telegiornale nel 1976. Se per caso riuscite a trovare informazioni più dettagliate, fatecelo sapere.
1a sigla (1952-1954?)
Tipo di sigla: Cartelli statici che introduceva il primo Telegiornale sperimentale RAI, in bianco e nero.
Descrizione breve: Si vede una macchina da presa. Periodo: Probabilmente durante l'intera fase sperimentale del Telegiornale, quindi dal 1952 al 1954.
Soprannomi: "La prima sigla del Telegiornale", "La sigla del Telegiornale sperimentale".
Autore: Sconosciuto
Potete vedere questa sigla su Youtube qui.
DESCRIZIONE
La sigla inizia mostrando un semplice cartello statico in bianco e nero con le parole "RAI" e "TELEGIORNALE" in primo piano, sovrapposte alla fotografia di una macchina da presa. La parola RAI è scritta in caratteri molto grandi con grazie, mentre il sottotitolo "TELEGIORNALE" è scritto più piccolo, in un font senza grazie. Dopo pochi secondi compare un altro cartello che ha per sfondo di nuovo una macchina da presa, ma vista da un altro angolo. In primo piano, compare una nuova scritta "TELEGIORNALE", in un font senza grazie diverso da quello del primo cartello, e una seconda scritta che occupa quasi tutta la visuale, e che dice: "ci colleghiamo con ROMA". Le parole "ci colleghiamo con" sono scritte in caratteri corsivi.
COLONNA SONORA
PA-PA-PAA PARAPÀÀÀÀÀÀÀ! La sigla del Telegiornale, la sigla del Tg1, la sigla del TG, la fanfara del Telegiornale, la fanfara del Tg1, ... Intere generazioni di italiani passate e presenti hanno sentito questo brano almeno mille volte nella vita, e molti altri italiani lo sentiranno nel futuro. Ma che cos'è? Chi l'ha scritto? Da dove nasce? L'argomento è così succulento che Sigleitaliane ha deciso di dedicare all'audiosigla del Telegiornale una sorta di "miniarticolo nell'articolo". Mettetevi comodi, perché la cosa è abbastanza lunga.
Il brano
Andiamo con ordine. Iniziamo da una descrizione del pezzo. (È abbastanza inutile, ma va fatta per dovere di cronaca, altrimenti che lo facciamo a fare questo sito?)
Il brano è una variante più lunga della sigla del Tg1 che si sente ancora adesso (2023). Inizia con gli squilli di tromba che tutti conosciamo, quindi prosegue con un pezzo molto veloce -- suonato con ottoni e archi -- per terminare con un finale solenne più lento, sempre suonato con ottoni e archi. Mentre la maggior parte dell'orchestra esegue il lungo accordo finale, una tromba solitaria suona una breve coda.
La storia dell'audiosigla TV del Telegiornale
Ed ora raccontiamo un po' la storia di questa sigla televisiva negli anni successivi al 1952. La sigla del Telegiornale è rimasta sempre questa, fino alla soppressione del Telegiornale unico nel 1976. C'è stato forse un piccolissimo riarrangiamento all'inizio degli anni 1970, quando è stata introdotta la 4a sigla (vedi sotto).
Nel 1976, con la divisione del Telegiornale unico in due telegiornali separati, il Tg1 ha ereditato questa sigla audio, tagliandone la parte centrale e mantenendo solamente gli squilli di tromba iniziali e la breve coda finale. Da allora, la sigla del Tg1 è stata riarrangiata più volte, ma la melodia non è mai cambiata.
In conclusione, da circa settant'anni ascoltiamo più la stessa musica. Ma siamo sicuri che gli anni siano solo settanta?
...
La risposta è NO. Sono di più. In particolare, gli squilli di tromba iniziali hanno circa novant'anni, se non di più, e potrebbero avere origine nell'epoca d'oro della radio, cioè gli anni 1930.
L'autore e l'origine dell'audiosigla del Telegiornale
La sigla del Telegiornale è stata composta dal compositore e direttore d'orchestra Egidio Storaci (Google), che aveva già lavorato alla radio nel periodo fra le due guerre mondiali. In particolare, sono di Egidio Storaci le musiche della trasmissione I quattro moschettieri (Wikipedia), andata in onda sulle frequenze dell'EIAR dal 1934 al 1937 e passata alla storia come la prima trasmissione sponsorizzata nella storia dei mass media italiani. La sigla d'apertura di questa trasmissione radiofonica degli anni Trenta del secolo scorso --chiamata Giramondo e sempre composta da Egidio Storaci-- ha una profonda somiglianza con la sigla del Telegiornale. In particolare, gli squilli di tromba iniziali e il finale sono praticamente identici. Sosteniamo perciò che la sigla del Telegiornale sia semplicemente una rielaborazione fatta da Storaci della sua sigla radiofonica Anni Trenta dei Quattro Moschettieri. Sostiene questa opinione anche il saggio L’avventurosa storia del TG in Italia, di Maria Grazia Bruzzone (BUR, ISBN 88-17-12797-3, prima edizione: febbraio 2002), a pagina 5.
ALTRE INFORMAZIONI
Disponibilità
Praticamente estinta. Abbiamo visto questa sigla solo da speciali e trasmissioni rievocative. Non abbiamo mai visto un telegiornale intero con questa sigla d'apertura, né abbiamo mai visto l'eventuale corrispondente sigla di chiusura.
Fattore Spavento
Scarso.
Note
Una trasmissione rievocativa pubblicata su alcuni profili social della Rai nel settembre 2022 per il settantesimo anniversario del telegiornale in Italia ha mostrato, oltre questa sigla, anche qualche cartello estemporaneo usato dal Telegiornale sperimentale dell'epoca per annunciare collegamenti con Roma e Torino. All'epoca, il Telegiornale era trasmesso da Milano.
2a sigla (1954?-1957?)
"Sono le 20.45 del 3 gennaio 1954 quando [...] va in onda da Milano il primo telegiornale ufficiale della prima Repubblica. [...] Il mappamondo attraversato dalla scritta «Telegiornale» è già quello che aprirà il notiziario del primo canale Rai nei quarant'anni a venire, benché quanto ancora bianco e nero, immobile e amche un po' ingenuo, con quelle bianche nuvolette sospese."
(Maria Grazia Bruzzone, L'avventurosa storia del TG in Italia, BUR, ISBN 88-17-12797-3, prima edizione: febbraio 2002, p. 5, a proposito della prima messa in onda del Telegiornale regolare il 3 gennaio 1954)
Tipo di sigla: Cartello statico che introduceva il primo Telegiornale regolare RAI.
Descrizione breve: Si vedono un mappamondo sferico nel cielo e una grossa scritta TELEGIORNALE.
Periodo: La sigla è sicuramente andata in onda la sera del 3 gennaio del 1954, come testimonia Maria Grazia Bruzzone. Nei primi anni '60, la sigla già non era più usata. Con queste poche informazioni in mano, è impossibile stabilire annate precise. Azzardiamo la stima 1954-1957, senza pretese di esattezza.
Soprannomi: "La prima sigla del Telegiornale", "La prima sigla del Telegiornale regolare".
em>Autore: Fonti multiple concordano nell'attribuire questa sigla al grafico Erberto Carboni (Parma 1899 - Milano 1984; Wikipedia). È di Erberto Carboni anche il logo della TV che compare nella sigla.
Potete vedere questa sigla su Youtube qui.
DESCRIZIONE
Anche questa sigla è un semplice cartello statico in bianco e nero. Sullo sfondo, vediamo il cielo, con qualche nuvola. Un mappamondo sferico è visibile nella parte sinistra della visuale, a mezza altezza. Sul globo sono vagamente visibili le terre emerse, con le montagne in rilievo. Dal mappamondo, si staccano nove quadrati NERI contenenti le lettere "TV" in BIANCO, alcuni più lontani, altri più vicini allo spettatore. Infine, in primo piano c'è una grossa scritta "TELEGIORNALE" BIANCA, che proietta la sua ombra sul mappamondo.
(Nota: Il quadrato nero contenente le lettere "TV" in bianco era il primo logo della TV in Italia. Era presente in molte grafiche della TV delle origini, ed è anch'esso un'opera di Erberto Carboni.)
ALTRE INFORMAZIONI
Colonna sonora
La stessa fanfara di Egidio Storaci della sigla precedente.
Disponibilità
Estinta. Anche questa sigla d'apertura può essere vista solamente su trasmissioni rievocative o libri. È praticamente impossibile trovare un telegiornale intero accompagnato da questa sigla. Non abbiamo mai visto la sigla di chiusura.
Fattore Spavento
Scarso.
Note
- Come si può leggere nella citazione di Maria Grazia Bruzzone all'inizio della sezione, con questa sigla compare per la prima volta uno degli elementi grafici che caratterizzerà quasi tutte le successive sigle del Telegiornale e del Tg1: il mappamondo. Usiamo il "quasi" perché, negli anni successivi, esisteranno anche alcune sigle del Tg1 senza mappamondo: quelle dei periodi 1977-1982 e 1982-1986.
3a sigla (1957?-1970?)
Tipo di sigla: Sigla animata d'apertura e chiusura del Telegiornale, in bianco e nero.
Descrizione breve: Compaiono il mappamondo, un'antenna, un gruppo di onde elettromagnetiche e la parola "Telegiornale".
Periodo: Gli avvistamenti sono tutti degli anni Sessanta. Azzardiamo la stima 1957-1970, di nuovo senza grosse pretese di esattezza.
Autore: Sconosciuto.
Soprannomi: "La vecchia sigla del Telegiornale" (vedi anche le note a fine sezione).
Potete vedere questa sigla su Youtube qui.
Descrizione
Sigla iniziale
Con una dissolvenza in entrata, vediamo apparire sullo schermo il cielo sullo sfondo e, in primo piano a mezz'altezza nella parte sinistra dello schermo, un grosso globo terrestre rotante, con le terre emerse bene in vista. Con una seconda dissolvenza in entrata, sotto il globo terrestre compare una grossa antenna, leggermente inclinata dal basso a sinistra verso l'alto a destra. L'antenna inizia a emettere rapidamente decine di onde elettromagnetiche, rappresentate come cerchi concentrici BIANCHI che si espandono molto velocemente. L'antenna, inoltre, emette anche le lettere maiuscole della parola "TELEGIORNALE", tridimensionali e di colore BIANCO, una per volta, da sinistra verso destra. Le lettere si dispongono ad arco intorno al mappamondo e, quando la parola "TELEGIORNALE" è completa, l'antenna smette di emettere onde e lettere.
Sigla finale
La sigla finale è un cartello statico che mostra lo stesso logo della sigla d'apertura, cioè il cielo, il mappamondo, l'antenna e la scritta "TELEGIORNALE".
Varianti
- Durante i primi anni sessanta, la sigla subisce qualche piccolo cambiamento grafico. Il disegno dell'antenna viene avvicinato al centro della visuale e rimpicciolito, in modo da apparire più lontano. Inoltre, le lettere della parola "TELEGIORNALE" diventano molto più luminose, e proiettano la loro ombra sul globo. Infine, nella parte in basso a destra dello schermo, può comparire da sinistra verso destra una didascalia BIANCA che mostra il nome dell'edizione del Telegiornale. Le possibili didascalie che abbiamo rintracciato sono le seguenti: "DEL POMERIGGIO", "DELLA SERA", "DELLA NOTTE", "DEL SECONDO PROGRAMMA" e "EDIZIONE STRAORDINARIA".
- In alcuni casi, le sigle d'apertura e di chiusura non venivano trasmesse a tutto schermo, ma venivano riprodotte direttamente nello studio del Telegiornale, mentre una telecamera laterale inquadrava tale schermo. Nel caso della sigla finale, mentre la sigla veniva inquadrata, era possibile vedere il conduttore che posava i suoi fogli e si alzava in piedi per lasciare lo studio.
ALTRE INFORMAZIONI
Colonna sonora
La stessa fanfara del Telegiornale di Egidio Storaci delle due sigle precedenti.
Disponibilità:
Per essere una sigla degli anni '60, media. Intere edizioni del Telegiornale con questa sigla sono state trasmesse più e più volte negli ultimi trent'anni in trasmissioni rievocative o di storia contemporanea. Considerato quello che abbiamo detto nelle schede delle due sigle precedenti, questa sigla è pertanto la più antica sigla di un telegiornale Rai di cui abbiamo registrazioni nel suo contesto.
Fattore Spavento
Medio-alto, data la solennità della fanfara abbinata con la velocità dell'animazione.
Note
- Durante il telegiornale, sullo schermo dello studio, possono essere proiettati vari cartelli statici. Alcuni di questi cartelli mostrano, forse per la prima volta, l'abbreviazione "TG" al posto della scritta estesa "Telegiornale".
- Insieme alla sigla del Tg3 degli anni 1987-1999, questa è una delle sigle più longeve che un telegiornale RAI abbia mai avuto.
- Questa è probabilmente la sigla del Telegiornale unico più ricordata in assoluto. Se incontrate una persona che ha vissuto gli anni Sessanta e gli chiedete di descrivervi "la vecchia sigla del Telegiornale" senza specificare altro, molto probabilmente vi descriverà questa sigla. Meno probabilmente, vi descriverà la sigla successiva, descritta nella prossima sezione e molto simile a questa.
- Questa sigla introduce un nuovo elemento grafico che sarà presente in molte sigle dei successivi telegiornali RAI nei decenni successivi: le onde elettromagnetiche.
4a sigla (1970?-1976)
Tipo di sigla: Sigla animata d'apertura e chiusura del Telegiornale, in bianco e nero.
Descrizione breve: Compaiono il mappamondo, un gruppo di onde elettromagnetiche e la parola "Telegiornale".
Periodo: A occhio, per tutti gli anni 1970, fino allo sdoppiamento del Telegiornale unico in tg1 e Tg2, avvenuto nel marzo 1976.
Autore: Sconosciuto.Soprannomi: "La vecchia sigla del Telegiornale".
Potete vedere questa sigla su Youtube qui.
DESCRIZIONE
Sigla d'apertura
La sigla è essenzialmente una rielaborazione della sigla precedente, in chiave più moderna e minimale.
Il filmato inizia mostrando da vicino il globo terrestre che ruota su sé stesso. In questa diversa variante del mappamondo, le terre emerse e i rilievi sono molto più visibili e dettagliate rispetto alle sigle precedenti. Il globo si allontana leggermente dallo spettatore e si sposta in basso, molto a sinistra, uscendo parzialmente fuori campo dal bordo sinistro dello schermo. L'arretramento del mappamondo rivela che lo sfondo è uniformemente GRIGIO SCURO. Il globo comincia ad emettere onde circolari concentriche e lettere BIANCHE della parola "TELEGIORNALE" in una maniera simile a quella della sigla precedente. Le lettere, stavolta, sono bidimensionali, molto grandi e disposte in orizzontale. Come nella sigla precedente, al termine dell'animazione le onde elettromagnetiche smettono di espandersi, mentre sotto la scritta TELEGIORNALE, nella parte destra dello schermo, può comparire una didascalia che indica il nome dell'edizione.
Sigla di chiusura
La sigla di chiusura è semplicemente un cartello statico che mostra l'ultima immagine della sigla d'apertura, cioè uno sfondo uniformemente GRIGIO SCURO su cui si stagliano il mappamondo, la scritta "TELEGIORNALE" bianca e l'eventuale didascalia col nome dell'edizione.
ALTRE INFORMAZIONI
Colonna sonora
La fanfara del Telegiornale di Egidio Storaci stavolta è suonata in uno stile leggermente attenuato rispetto alle sigle precedenti, ma comunque ancora roboante e solenne.
Disponibilità
Media-rara. Anche questa sigla è stata riproposta spesso in TV, ma non così tanto come la precedente.
Fattore Spavento
Medio. Lo stile grafico minimale e l'arrangiamento più delicato della fanfara del Telegiornale abbassano notevolmente l'effetto sorpresa e la solennità rispetto alla sigla precedente.
Note
- La principale differenza rispetto alla sigla precedente è la scomparsa dell'antenna dalla sigla.
- Questa sigla viene spesso confusa con la precedente, guadagnandosi quindi anch'essa il soprannome “vecchia sigla del Telegiornale”, come se fosse la stessa cosa della precedente.
Sviluppi successivi
Il 15 marzo del 1976 vanno in onda le prime edizioni di Tg1 e Tg2 separati. Il Telegiornale con la T maiuscola non esiste più: al suo posto, ci sono due telegiornali, con la t minuscola. Il cambiamento è evidente nelle nuove sigle di Tg1 e Tg2, che usano entrambe la t minuscola. Addirittura, il Tg1, inizierà ad usare nel marchio la grafia "tG1", cioè con la t minuscola e la G maiuscola. Il Tg2, invece, mostrerà nelle sue sigle d'apertura degli anni Settanta la grafia "telegiornale", tutta in minuscolo.
Il Tg1 degli esordi
Le sigle del Tg1 degli anni 1976-1982 erediteranno dalla sigla del vecchio Telegiornale unico il motivo grafico delle onde elettromagnetiche, anche se le onde verranno inizialmente disegnate quadrate e non più circolari. Il mappamondo verrà gradualmente messo in disparte per poi scomparire totalmente nel 1977. Ricomparirà però qualche anno più tardi, con la sigla del Tg1 del 1986.
Come nel vecchio Telegiornale unico, in generale, le grafiche del Tg1 degli esordi saranno tutte leggere varianti di un'unica sigla.
Anche l'audiosigla del vecchio Telegiornale unico sarà un'eredità che il neonato Tg1 non si lascerà scappare. Ma la fanfara di Egidio Storaci, che ormai ha quasi un quarto di secolo, perderà la parte centrale, mantenendo gli squilli di tromba iniziali e la coda finale. Nasce così la moderna sigla audio del Tg1, che ancora oggi (2023), dopo quasi cinquant'anni, sentiamo.
Il Tg2 degli esordi
Le sigle del Tg2 degli anni 1976-1988, invece, saranno completamente diverse da quella del vecchio Telegiornale unico. Niente onde elettromagnetiche, niente mappamondi, niente fanfare roboanti. Le grafiche saranno basate su un logo che mostra un gigantesco numero 2.
A differenza del Tg1 (e del Telegiornale unico), il Tg2 degli esordi userà parecchie sigle speciali, decisamente diverse da quelle della sigla ordinaria, usate solo in casi particolari, come ad esempio le edizioni straordinarie o flash.
Per quanto riguarda l'audiosigla, mentre il Tg1 userà sempre la stessa fanfara con poche variazioni, le audiosigle del Tg2 degli anni 1976-1988 saranno completamente diverse da quella del vecchio Telegiornale unico e diverse fra loro. Tuttavia, le prime audiosigle del Tg2 condivideranno lo stile —in generale, elettronico o sperimentale— e soprattutto condivideranno una particolare caratteristica comune, che diverrà il marchio di fabbrica delle audiosigle del Tg2 fino a oggi (2023): le audiosigle del Tg2 inizieranno o finiranno con tre note secche.
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