TG2 / Sigle ordinarie, 1976-1988

Prima pubblicazione: 9 aprile 2021

In questo articolo, studiamo le sigle del Tg2 "ordinarie" del periodo 1976-1988. Con l'aggettivo "ordinarie", intendiamo le sigle delle edizioni lunghe andate in onda in orari "tradizionali", come ad esempio quelle dell'ora di pranzo, quelle dell'ora di cena, quelle di mezza serata e quelle della notte, caratterizzate dall'avere grafiche molto simili tra loro. Le sigle delle edizioni flash e delle edizioni straordinarie, invece, hanno avuto, in alcuni casi particolari, delle grafiche molto diverse da quelle delle sigle ordinarie. Non le trattiamo qui perché altrimenti l'articolo diventerebbe troppo lungo, ma in un articolo a parte.

ATTENZIONE, perciò: ripetiamo che questo articolo tratta solamente alcune sigle del Tg2 del periodo 1976-1988!

Se invece volete un riassunto veloce su tutte le sigle del Tg2 in generale, andate all'articolo sulle sigle del Tg2 dal 1976 in poi.

La storia

Il Tg2 esordisce sulla Seconda Rete della TV pubblica italiana il 15 marzo 1976, con un notiziario condotto da Piero Angela. Lo scorporo del vecchio Telegiornale unico in due telegiornali separati sui due canali della RAI-TV di allora è un passo avanti per il pluralismo dell'informazione in Italia, ma è anche un passo avanti per lo sviluppo dell'identità grafica e sonora dei programmi TV. Le sigle audio e video del Tg2, durante gli ultimi anni Settanta e quasi tutti gli anni Ottanta, sono infatti, molto ricercate e raffinate.

Le videosigle

Tutte le videosigle del Tg2 del periodo 1976-1988 hanno in comune un particolare fondamentale. I marchi del Tg2 che si sono succeduti nelle videografiche di questi anni, infatti, anche se molto diversi tra loro, sono comunque e sempre dei grandi "2", contornati da bande colorate che danno un'illusione di tridimensionalità.

Inoltre, i marchi del Tg2 degli anni 1976-1988 sono sempre stati ideati da illustri grafici italiani. In particolare, il logo usato nel periodo 1976-1983 è stato realizzato da Sandro Lodolo e Piero Gratton. Il marchio usato negli anni 1983-1987 è di Michele Spera. Infine, il simbolo usato nel periodo 1987-88 è del videografico Mario Sasso, il quale è anche l'autore della coeva sigla del Tg3.

Le sonorizzazioni

In generale, il Tg2 e le sue rubriche, negli anni 1976-88, sono accompagnati da colonne sonore molto ricercate.

Già dal suo esordio nel 1976, il Tg2 introduce quello che sarà il suo marchio identificativo sonoro per tutti gli anni a venire: una sequenza di tre note secche poste all'inizio o alla fine della sigla audio. Le tre note sono cambiate più volte nel corso dei decenni, ma sono state sempre presenti in tutte le sigle fino ai giorni nostri (2021).

In particolare, le tre note che si sono sentite nel periodo 1976-1987 sono quasi sicuramente di Sandro Brugnolini. Sempre di Brugnolini dovrebbe essere il resto dell'audiosigla del Tg2 che si poteva sentire negli anni 1976-1979.

Dal 1979 al 1987, nelle sigle del Tg2 e delle sue rubriche, le tre note di Brugnolini vengono quasi sempre seguite da altri brani musicali, composti da diversi autori. In particolare, gran parte delle sigle e degli stacchetti audio del Tg2 del periodo 1979-87 provengono da lavori di Michel Colombier e Stanley Clarke.

Non conosciamo invece chi abbia composto l'audiosigla usata nel periodo 1987-88. Anche questa contiene una sequenza di tre note secche, che però sono diverse da quelle di Sandro Brugnolini e vengono suonate nel finale della sigla, invece che nell'introduzione.

Classificazione delle sigle

L'elenco delle sigle del Tg2 che abbiamo ritrovato è sicuramente incompleto. Per le sigle che non siamo riusciti a ritrovare, o per le quali abbiamo solo informazioni parziali, in questa lista useremo delle indicazioni in ROSSO o delle note con i titoli in ROSSO.

Paradossalmente, è stato difficilissimo trovare sigle dell'edizione principale del Tg2, cioè quella dell'ora di cena. Molte delle sigle mancanti fanno riferimento proprio a quell'orario lì. Le edizioni secondarie, invece, sono più facili da reperire nelle videocassette o in rete.

NOTA: La rete è piena di registrazioni e riproposizioni di sigle del Tg2 di questi anni. Non metteremo perciò link ai video trovati in rete, altrimenti impazziamo.

Le sigle

1a sigla (1976-1979)

"Il Tg2 è il notiziario tutto nuovo, nato dal niente. [...] E il grande «2» che irrompe contro il fondo nero moltiplicandosi, la nota ripetuta in tre colpi secchi che sfuma nel ritmo martellante quasi ossessivo e il planisfero ruotante scarnificato all'osso, annunciano immediatamente un notiziario moderno e aggressivo, mentre la scritta «Studio Aperto» prelude alla seconda parte dedicata all'approfondimento [...] ." (Maria Grazia Bruzzone, L'avventurosa storia del TG in Italia, BUR, ISBN 88-17-12797-3, prima edizione: febbraio 2002, pp. 200--201, a proposito della prima messa in onda del Tg2 "Studio Aperto")

Tipo di sigla: Prima sigla del Tg2, in bianco e nero e a colori, in più varianti.

Descrizione breve: Si forma il logo del Tg2, quindi appare una figura geometrica rotante.

Periodo: Dal debutto del Tg2 il 15 marzo 1976 fino al 1978, o forse al 1979 (data stimata). La sigla è andata in onda in bianco e nero fino al febbraio 1977 e a colori nei mesi successivi.

Autore: Diversi siti attribuiscono la sigla a Piero Gratton, illustre grafico italiano che ha ideato, tra le altre cose, anche lo storico logo della Roma col lupetto. Altri siti e forum attribuiscono la sigla a Sandro Lodolo, altro illustre grafico italiano e autore di molte altre sigle, tra cui quella del Rischiatutto di Mike Bongiorno. A svelare l'arcano è forse questo articolo del sito Rapporto Confidenziale, secondo il quale sembra che Piero Gratton abbia ideato il logo del Tg2, e che Sandro Lodolo, suo amico, lo abbia animato.

Soprannomi: "Prima sigla del Tg2", "Tg2 con la colonna sonora di Sandro Brugnolini", "Il 2 grande con la colonna sonora di Sandro Brugnolini". "La sigla del Tg2 col 2 di Piero Gratton del 1976", "La sigla del Tg2 col 2 di Sandro Lodolo del 1976" e altri soprannomi simili.

DESCRIZIONE della versione a colori DELLA SIGLA D'APERTURA

La sigla inizia mostrando alcune strisce GIALLE curve su uno sfondo NERO. Dopo una frazione di secondo, a fianco ad esse compaiono altre strisce simili, ma ARANCIONI. Dopo un'altra frazione di secondo, compaiono altre strisce curve, dalla forma simile, ma di colore ROSSO. Tutte queste strisce delineano contro lo sfondo nero uno spazio vuoto che ha la forma di un grande "2", il quale si riempie di BIANCO, mentre nell'angolo in basso a destra della visuale, si forma da sinistra verso destra la scritta "telegiornale", in Helvetica o in un font simile, comunque in BIANCO. Si forma così il logo del Tg2 che accompagnerà il notiziario e le sue rubriche fino al 1983: un grosso "2" bianco, circondato da bande colorate rosse all'interno, arancioni nel mezzo e gialle all'esterno, e accompagnato dalla didascalia "telegiornale" scritta in bianco.

Con uno stacco netto, si passa quindi alla seconda parte della sigla. Viene mostrata, sempre su sfondo NERO, una figura geometrica rotante, accompagnata da una didascalia che mostra il nome dell'edizione. La particolare figura geometrica usata dipende dalla particolare edizione del Tg2 introdotta. Esistevano almeno tre varianti: una per l'edizione "Oretredici" (delle 13), un'altra per l'edizione "Studio Aperto" (delle 19:30) e un'altra ancora per l'edizione "Stanotte" (notturna).

Varianti DELLA SIGLA D'APERTURA

  • Nelle prime varianti in bianco e nero, il logo con il grande "2" era semplicemente BIANCO coi contorni NERI.
  • Nella sigla del Tg2 "Oretredici", dopo l'apparizione del logo appena descritto, con uno stacco si passava a un'animazione in cui si vedeva un icosaedro platonico cavo ruotare su sé stesso nella parte alta dello schermo, su sfondo nero. Qualche secondo prima della fine della sigla, compariva nella parte bassa dello schermo la parola "oretredici", scritta sempre in Helvetica e in bianco. (NOTA: L'unica registrazione che ci è arrivata di questa variante è in bianco e nero, quindi non possiamo dire niente di preciso sui colori.)
  • Nella variante "Studio Aperto", la seconda parte della sigla mostrava uno sfondo nero, contro il quale ruotava un mappamondo stilizzato, del quale si vedevano solo i meridiani e i paralleli, colorati di VERDE. In primo piano, la scritta "STUDIO APERTO", in caratteri Helvetica BIANCHI, appariva da lontano avvicinandosi sempre di più allo spettatore fino ad invadere quasi tutto lo schermo prima di fermarsi.
  • Nella variante per il Tg2 "Stanotte", la seconda parte della sigla mostrava uno sfondo nero e, in primo piano, una figura rotante AZZURRA simile a un ottaedro stellato cavo, ma con le punte troppo aguzze per essere un perfetto ottaedro stellato. Pochi secondi prima della fine della sigla, compariva in basso la parola "stanotte", in grandi caratteri Helvetica BIANCHI.

DESCRIZIONE DELLA SIGLA DI CHIUSURA

Della sigla di chiusura, c'è arrivata una sola registrazione, dell'edizione "Studio Aperto", preceduta da una lunghissima sequenza che mostra i titoli di coda su uno sfondo nero col logo del Tg2 in alto a destra.

La sigla di chiusura che segue immediatamente è essenzialmente un cartello statico che mostra i seguenti elementi grafici su uno sfondo NERO: il logo del Tg2 di Lodolo/Gratton descritto in precedenza nell'angolo in alto a destra della visuale, completamente BIANCO coi contorni NERI; lo stesso mappamondo VERDE della sigla d'apertura al centro dello schermo; la didascalia "STUDIO APERTO|fine", in grandi caratteri Helvetica BIANCHI nella parte bassa dello schermo.

NOTA: non conosciamo le sigle di chiusura delle altre edizioni, ma possiamo supporre che siano analoghe a questa che abbiamo descritto, con il logo del Tg2 in alto a destra, una grande figura geometrica al centro simile a quella della corrispondente sigla d'apertura e una didascalia in basso contenente la parola "fine".

ALTRE INFORMAZIONI

Colonna sonora

La colonna sonora della sigla è una composizione attribuita da fonti multiple a Sandro Brugnolini, già collaboratore della Rai negli anni Sessanta e Settanta per altre colonne sonore. Il brano d'accompagnamento è un pezzo elettronico che segue con precisione le varie fasi della videosigla d'apertura

Il brano inizia con tre note secche di basso, ascendenti, che accompagnano rispettivamente la comparsa delle strisce gialle, arancioni e rosse del logo iniziale. La terza nota, improvvisamente, sfuma in una nota molto più grave e vibrante, durante la quale il "2" del logo si colora di bianco e appare la didascalia "telegiornale".

Inizia quindi, con uno stacco netto, la seconda parte della sigla audio, esattamente nel momento in cui, con uno stacco netto, inizia anche la seconda parte della sigla video. Questa seconda parte della colonna sonora è un pezzo sintetico molto ritmato e ripetitivo prolungato (è il "ritmo martellante quasi ossessivo" di cui parla Maria Grazia Bruzzone nella citazione iniziale).

Nelle varianti per le edizioni "Oretredici" e "Stanotte", questa seconda parte ritmata viene improvvisamente interrotta da una nota elettronica prolungata, proprio nel momento in cui nella parte bassa dello schermo compare la parola "oretredici" o "stanotte". Nell'edizione "Studio Aperto", invece, la parte ritmata della colonna sonora continua a suonare per molti secondi, anche dopo la fine della sigla e durante i titoli del sommario iniziale.

La parte ritmata della colonna sonora si sente in maniera prolungata anche durante i titoli di coda, i quali precedevano la sigla di chiusura e potevano durare molto (anche un minuto).

Nella sigla di chiusura, si sente la stessa colonna sonora della sigla d'apertura, con entrambe le parti del brano di Brugnolini.

Un bel commento alla prima audiosigla del Tg2 e, in generale, a Sandro Brugnolini e ai suoi lavori si può trovare in questo articolo su DeBaser del 2011.

Disponibilità

Media-alta per la sigla d'apertura ed estinta per la sigla di chiusura.

La sigla d'apertura, per essere una sigla degli anni Settanta, è relativamente facile da ritrovare, dato che è stata trasmessa più volte nel corso degli ultimi decenni in varie trasmissioni rievocative Rai.

Della sigla di chiusura, invece, ci è arrivata una sola registrazione, ad aprile 2021.
Fattore Spavento

Medio-alto, ed è giusto che sia così. Come spiegano bene sia la citazione iniziale di Maria Grazia Bruzzone, sia l'articolo di DeBaser linkato a proposito della colonna sonora, la sigla è molto aggressiva e la colonna sonora usata è molto sperimentale. La combinazione di audio e video ha un forte impatto sullo spettatore che vede la sigla oggi, e sicuramente aveva un impatto ancora più forte davanti al pubblico degli anni Settanta, abituato a sigle molto più "tradizionali".

Note

  • Mentre il Tg1 usava già nella sua prima sigla l'abbreviazione "TG" per "telegiornale", il Tg2 sceglie di scrivere la parola "telegiornale" per esteso. Sarà così anche in quasi tutto il decennio successivo. Il primo esempio di sigla del Tg2 che contiene l'abbreviazione "TG" nella grafica è infatti del 1987 (è la 6a sigla descritta in questo articolo).
  • La colonna sonora inizia con tre note secche. In tutte le successive sigle del Tg2 fino ai giorni nostri, le tre note secche nell'audiosigla diventeranno un vero e proprio marchio di fabbrica sonoro della sigla del Tg2, anche se, con lo scorrere del tempo, le tre note sono state cambiate più volte, oppure spostate alla fine della sigla.
  • Questa sigla potrebbe essere considerata un rudimentale station ident del Secondo canale, quando ancora il concetto di station ident in Rai probabilmente ancora non era compreso. Infatti, non solo la sigla mostra un grande "2" praticamente a tutto schermo, come per dirci "questo è il secondo canale, non lo dimenticate!". Addirittura il colore dominante della sigla è il ROSSO, e tutto questo è molto prima che l'associazione tra Rai 2 e il colore rosso diventi ufficiale!

2a sigla (generica, 1979-1983)

Tipo di sigla: Seconda sigla del Tg2, in bianco e nero e a colori, in più varianti.

Descrizione breve: Si forma il logo del Tg2, quindi appare il nome dell'edizione a tutto schermo.

Periodo: Dal 1979 fino alla fine del 1980 o all'inizio del 1981 per l'edizione "Studio Aperto"; dal 1979 ai primi giorni del 1983 per tutte le altre edizioni (date stimate).

Autore: Il logo e le didascalie che compaiono sono le stesse della 1a sigla, quindi valgono le stesse considerazioni già fatte per essa: la sigla è di Piero Gratton, Sandro Lodolo o entrambi.

Soprannomi: "Prima sigla del Tg2" (sbagliato), "La sigla del Tg2 col 2 di Piero Gratton", "Sigla del Tg2 degli anni 70" e simili.

DESCRIZIONE

Sigla d'apertura

La prima parte della sigla d'apertura è la stessa della 1a sigla. Vediamo quindi un grande "2" BIANCO, circondato da strisce ROSSE, ARANCIONI e GIALLE, formarsi sullo sfondo NERO a tempo di musica. Accanto a questo logo si forma da sinistra verso destra la parola "telegiornale", in caratteri Helvetica minuscoli BIANCHI. Tutti questi elementi rimangono visibili per qualche secondo, quindi scompaiono di colpo.

Nella seconda parte della sigla, vediamo semplicemente il nome dell'edizione del telegiornale avanzare verso lo spettatore. Il nome dell'edizione è scritto in caratteri tutti minuscoli BIANCHI su una sola riga. L'unica eccezione è l'edizione "STUDIO APERTO", il cui nome compare tutto in maiuscolo, su due righe, una parola per volta.

Durante l'intera lunghezza della sigla d'apertura, alcune volte, può apparire in alto a sinistra un orologio che mostra l'ora esatta, con due cifre per le ore, due cifre per i minuti e due cifre per i secondi. Le ore, i minuti e i secondi sono separati da un semplice spazio vuoto. Le cifre sono generalmente BIANCHE e molto oblique. Quasi tute le cifre mostrate dall'orologio sono compatibili con quelle di un display con cifre a sette segmenti; l'unica eccezione è la cifra "4", che è fatta in maniera un po' diversa.

Lo sfondo della seconda parte è generalmente NERO, ma in alcuni casi può mostrare lo studio o la regia del TG2 in tempo reale.

Intermezzi, stacchi e cartelli

Durante la messa in onda del telegiornale, possono andare in onda degli intermezzi, per segnalare una breve pausa o per indicare l'inizio di particolari rubriche. In generale, questi intermezzi mostrano una ripresa dal vivo della regia del Tg2 oppure un cartello estemporaneo col logo del Tg2, il nome della rubrica introdotta e una grafica fissa.

Sigla di chiusura

Per le altre edizioni, la sigla di chiusura è quasi totalmente statica. In alto a destra, in primo piano, vediamo il logo del Tg2 simile a quello della sigla d'apertura, con un "2" BIANCO circondato da bande ROSSE, ARANCIONI e GIALLE, statico e di dimensioni molto più piccole rispetto a quelle della sigla d'apertura. In basso, al centro e sempre in primo piano, vediamo in grandi caratteri BIANCHI, il nome dell'edizione, seguito da una sottile barra verticale BIANCA, a sua volta seguita dalla parola "fine", scritta in caratteri ancora BIANCHI, ma più piccoli. Anche queste didascalie sono statiche.

Il nome dell'edizione è quasi sempre scritto in caratteri minuscoli. L'unica eccezione è l'edizione "STUDIO APERTO", la cui sigla di chiusura mostra le parole "STUDIO APERTO" in maiuscolo. La parola "fine", tuttavia, è scritta in minuscolo anche in questo caso.

In alto a destra, può comparire l'orologio con le cifre a sette segmenti descritto in precedenza.

Lo sfondo è generalmente NERO, ma in alcune occasioni può mostrare la regia o lo studio del Tg2 in tempo reale, esattamente come per la sigla d'apertura.

ALTRE INFORMAZIONI

Colonna sonora delle sigle d'apertura e di chiusura

La colonna sonora inizia con le stesse tre note secche di basso di Sandro Brugnolini che introducevano la 1a sigla. Queste tre note sono leggermente velocizzate rispetto alla 1a sigla. Successivamente, la colonna sonora prosegue con un estratto dal brano Morning is come again di Michel Colombier, contenuto nel suo album Wings del 1971.

Il brano di Brugnolini e il brano di Colombier sono ricombinati in due versioni diverse, che chiameremo nel seguito "versione lunga" e "versione corta" della colonna sonora.

  • Nella "versione lunga" della colonna sonora, sentiamo inizialmente le tre note di Brugnolini, quindi un lungo estratto ininterrotto di Morning is come again, che viene di solito sfumato per dar spazio alla voce del conduttore. Questa versione lunga accompagna la sigla d'apertura dell'edizione "Studio Aperto" del Tg2.
  • Nella "versione corta" della colonna sonora, sentiamo di nuovo le tre note di Brugnolini nella parte iniziale, ma subito dopo partono due pezzi molto più brevi, estratti comunque da Morning is come again. Nel brano originale, i due estratti non sono consecutivi, ma in questa versione corta della sigla del Tg2 sono stati montati ad arte in modo da sembrare uno il proseguimento dell'altro. Dopo questi due frammenti, si sente un lungo rullo di tamburi, che chiude con una dissolvenza. Questa versione corta accompagna qualunque altra sigla del Tg2 che non sia dell'edizione "Studio Aperto", sia in apertura, sia in chiusura.

La versione lunga della sigla Brugnolini/Colombier verrà usata fino al 1983, mentre la versione corta si sentirà nelle sigle del Tg2 fino al 1987.

Colonna sonora degli intermezzi

Tutti gli stacchetti e i cartelli estemporanei del Tg2 di cui abbiamo parlato nella descrizione e che abbiamo ritrovato usano la stessa colonna sonora: un brano strumentale di pochi secondi dalle sonorità elettronica. Questo brano non è altro che un frammento di un altro pezzo di Michel Colombier, intitolato Pourque pas ?, sempre incluso nell'album Wings.

Disponibilità

Per essere una sigla degli ultimi anni Settanta e dei primi anni Ottanta, la disponibilità è alta. La sigla è stata ritrovata in varie registrazioni personali già più di quindici anni fa.

In generale, il grado di reperibilità di questa sigla è fortemente dipendente dalla variante. Le varianti più reperibili sono quelle delle edizioni notturne. Le meno reperibili sono quelle dell'edizione "Studio Aperto", cioè l'edizione dell'ora di cena.

Fattore Spavento

Medio. La sigla usa ancora sfondi neri, grafiche minimali e colonne sonore piuttosto aggressive, ma è piuttosto mansueta, se confrontata con la sigla precedente.

3a sigla ("STUDIO APERTO", apertura, 1980)

Tipo di sigla: Sigla d'apertura del Tg2 "Studio Aperto".

Descrizione breve: Il logo del Tg2 è accompagnato dalla didascalia "Studio Aperto"

Periodo: 1980, stimato. Sospettiamo che la sigla sia andata in onda anche all'inizio del 1981, ma non abbiamo prove.

Autore: Il logo del Tg2 a bande colorate è lo stesso delle sigle precedenti. Possiamo perciò attribuirlo a Piero Gratton o Sandro Lodolo o entrambi.

Descrizione

La sigla consta di due cartelli statici, entrambi a sfondo NERO. Il primo cartello mostra semplicemente a tutto schermo il logo del Tg2 BIANCO a bande ROSSE, ARANCIONI e GIALLE che compare in tutte le sigle precedenti. Il secondo cartello, che compare con un effetto a espansione, mostra invece una copia più piccola dello stesso logo, accompagnata in basso dalla didascalia "STUDIO APERTO", in grossi caratteri BIANCHI maiuscoli.

ALTRE INFORMAZIONI

Colonna sonora: L'accompagnamento musicale è la "versione corta" della sigla Brugnolini/Colombier descritta nella sezione precedente sulla 2a sigla.

Disponibilità: Praticamente estinta. Ne gira una sola copia della sola sigla d'apertura.

Fattore Spavento: Scarso. Lo stile è talmente minimale che non ci suscita particolari spaventi. Ma questo è soggettivo.

NOTA: Non siamo ancora riusciti a trovare né gli intermezzi, né le sigle di chiusura corrispondenti a questa sigla d'apertura. Per analogia con la 2a sigla, sospettiamo che gli intermezzi usino "Pourque pas ?" di Michle Colombier, e che la sigla di chiusura contenga la "versione corta" della colonna sonora di Brugnolini/Colombier. Ma non abbiamo prove. Se sapete qualcosa, fatecelo sapere.

4a sigla ("Telegiornale", 1981-1983)

Nel 1981 (o forse sul finire del 1980), l'edizione del Tg2 dell'ora di cena perde il nome "Studio Aperto". Appare quindi una nuova sigla in cui la didascalia "Studio Aperto" è rimpiazzata da una generica indicazione "telegiornale".

Tipo di sigla: Sigla dell'edizione delle 19:45 del Tg2, in due varianti.

Descrizione breve: Compaiono il logo del Tg2 e la didascalia "telegiornale".

Periodo: 1981-1983 (stimato)

Autore: Come detto a proposito della prima sigla, il logo del Tg2 dovrebbe essere di Piero Gratton, mentre l'animazione dello stesso dovrebbe essere di Sandro Lodolo. Non sappiamo chi abbia avuto l'idea di creare una sigla a parte per l'edizione dell'ora di cena, diversa da quella di tutte le altre edizioni del Tg2.

Soprannomi: "Tg2 Telegiornale 1981", "Tg2 Telegiornale".

DESCRIZIONE DELLA SIGLA D'APERTURA

La sigla d'apertura inizia approssimativamente come nella 1a e la 2a sigla, e cioè mostrando su uno sfondo NERO le bande GIALLE, ARANCIONI e ROSSE che racchiudono un grande "2" che si riempie di BIANCO. Tuttavia, in questa sigla, il "2" arretra di molto fino a diventare decisamente piccolo, spostandosi verso l'alto e liberando così la parte bassa della visuale.

Compaiono quindi, nella parte bassa dello schermo, due scritte scorrevoli a righe verticali AZZURRINE, che contengono la parola "telegiornale". Una delle due scritte occupa la metà sinistra della visuale, è orientata correttamente e scorre da destra verso sinistra. L'altra scritta, invece, è capovolta, occupa la metà destra dello schermo e scorre da sinistra verso destra. Le due scritte escono fuori da bordi opposti della visuale, quindi ricompaiono e riscompaiono per altre tre volte.

Infine, vediamo avanzare dall'alto verso il basso un'altra indicazione "telegiornale", stavolta scritta in BIANCO, in caratteri Helvetica  e in grassetto. La scritta si avvicina allo spettatore fino ad apparire enorme, quindi si ferma occupando tutta la larghezza dello schermo.

VARIANTI DELLA SIGLA D'APERTURA

  • Esiste una variante della sigla d'apertura in cui le scritte scorrevoli a righe verticali non compaiono. In questa variante, il logo con il grande "2" non diventa così piccolo come nella sigla descritta in precedenza. Infine, la scritta "telegiornale" che avanza verso lo spettatore si sposta un po' più in basso e non diventa enorme.
  • Nell'angolo in alto a sinistra della visuale, può comparire l'orologio con cifre a sette segmenti descritto nella sezione sulla 2a sigla.

NOTA: Per analogia con la 2a sigla, sospettiamo l'esistenza di una variante in cui lo sfondo è una ripresa dal vivo dello studio del Tg2, ma non abbiamo prove.

INTERMEZZI

Per i possibili intermezzi, valgono le stesse considerazioni della 2a sigla. Tuttavia, non siamo riusciti a ritrovarne nemmeno uno.

DESCRIZIONE DELLA SIGLA DI CHIUSURA

Nella sigla di chiusura, vediamo una ripresa dal vivo della regia del Tg2 (come negli intermezzi e nella versione di chiusura della 2a sigla). Un logo del Tg2 BIANCO, ROSSO, ARANCIONE e GIALLO appare sovrimpresso nella parte alta della visuale, mentre nella parte bassa dello schermo compare una scritta "telegiornale" BIANCA in Helvetica grassetto e, più in basso, la parola "fine", BIANCA e in Helvetica regolare. Nell'angolo in alto a sinistra dello schermo, può essere sovrimpresso il solito orologio con le cifre a sette segmenti.

NOTA: Anche stavolta, per analogia con la 2a sigla, sospettiamo l'esistenza di una variante in cui lo sfondo è completamente nero. E anche stavolta non abbiamo prove.

ALTRE INFORMAZIONI

Colonna sonora: La sigla d'apertura usa la "versione lunga" della sigla Brugnolini/Colombier descritta nella sezione sulla 2a sigla. La sigla di chiusura, invece, ne usa la "versione corta".

Ci aspettiamo di ritrovare, in un prossimo futuro, intermezzi con "Pourquoi pas ?" di Michel Colombier, per analogia con la 2a sigla. Purtroppo, non abbiamo trovato nemmeno un intermezzo.

Disponibilità: Rarissima. Fino agli ultimi anni 2010, era completamente introvabile.

Fattore Spavento: Medio.

Note
  • Con questa sigla, si aprì il telegiornale che andò in onda sulla Rete 2 la sera dell'11 luglio del 1982, tra il primo e il secondo tempo della finale dei Mondiali di Spagna. Preceduta da un'interruzione pubblicitaria col bumper delle stelle, quell'edizione fu condotta da Mario Pastore. In quell'occasione, la sigla di chiusura non andò in onda: alla fine del giornale, Mario Pastore passò direttamente la linea a Nando Martellini, per il racconto del secondo tempo di Italia-Germania da Madrid.
  • A meno di un leggero cambio del logo, di alcuni cambiamenti nelle animazioni e di alcune didascalie aggiuntive, quasi tutte le sigle "ordinarie" del successivo periodo 1983-1987 imiteranno lo schema di questa sigla, iniziando con la comparsa del grande "2" e proseguendo con la didascalia "telegiornale" che si avvicina verso lo spettatore.

5a sigla (generica, 1983-1987)

Tipo di sigla: Sigla di apertura e di chiusura del Tg2 e di molte delle sue rubriche, in innumerevoli varianti, andata in onda dal 1983 al 1987. La sola sigla d'apertura, in una particolare variante, è stata anche la sigla del Tg2 Flash negli anni 1983-1986.

Descrizione breve: Compaiono il nuovo logo del Tg2, la didascalia "telegiornale" e --solo nelle edizioni secondarie e nelle rubriche-- il nome dell'edizione o della rubrica.

Periodo: Quasi tutte le sigle descritte in questa sezione sono andate in onda dall'inizio del 1983 alla primavera del 1987. L'unica eccezione è la variante d'apertura del Tg2 Flash, che è stata usata solamente fino alla primavera del 1986. Tutte queste date sono stimate.

Autore: Il nuovo logo del Tg2 a bande rosse e arancioni è una creazione del grafico lucano Michele Spera, dello studio Spera&Spera. Il sito ufficiale speradesign.eu, contenente vari riferimenti alla sigla, è stato accessibile per molti anni, ma al momento (estate 2021) il certificato di protezione del sito dà problemi sia con Chrome, sia con Edge, sia con Firefox. È comunque possibile vederne alcune varianti su questa pagina di sitographics.it.

(NOTA del 21 luglio 2026: Ora anche la pagina di sitographics.it dà problemi.)

Soprannomi: "Il 2 di Michele Spera", "Il Tg2 degli anni Ottanta".

DESCRIZIONE

La descrizione è divisa in più sezioni, a causa del grande numero di varianti.

Animazione della sigla d'apertura

La sigla è ambientata su uno sfondo NERO. In alto a sinistra, a volte, compare il solito orologio con cifre a sette segmenti descritto nella sezione sulla 2a sigla. Le cifre possono essere di diversi colori. Se l'orologio appare, rimane visibile per tutta la durata della sigla.

All'inizio della sigla, al centro dello schermo vediamo un grande "2" bianco, più spesso e meno curvo di quello descritto nelle sigle precedenti. Appaiono quindi delle bande ROSSE che oscillano ripetutamente a sinistra e a destra di esso. Dopo una frazione di secondo, appaiono anche delle bande ARANCIONI: anch'esse oscillano ripetutamente, ma sempre in direzione opposta rispetto alle bande rosse. Nel frattempo, appaiono ripetuti lampi di luce BIANCA con la stessa frequenza delle oscillazioni delle bande colorate. L'intero disegno arretra lentamente e si sposta leggermente verso l'alto, per poi fermarsi dopo qualche secondo, lasciando una striscia di visuale vuota nella parte bassa dello schermo.

Le oscillazioni delle bande colorate si fanno sempre più smorzate, finché - dopo qualche secondo - le bande colorate si fermano: quelle rosse si posano intorno al "2" bianco, mentre quelle arancioni si fermano circondando quelle rosse. Si forma così il nuovo del Tg2 di Michele Spera: un grande "2" bianco, con bande rosse e arancioni intorno ad esso. Il logo rimane visibile nella parte alta dello schermo contro lo sfondo nero, fermo per qualche secondo, fino alla fine della sigla.

In alto a sinistra, può comparire l'orologio a sette segmenti già citato nelle descrizioni della 2a, della 3a e della 4a sigla.

Nella parte bassa dello schermo appaiono invece delle didascalie e delle grafiche, che sono diverse a seconda dell'edizione del Tg2 o della rubrica introdotta. Le descriviamo nella prossima sezione.

Didascalie della sigla d'apertura
  • L'edizione delle 19:45 usa come didascalia solamente la parola "telegiornale", in caratteri BIANCHI Helvetica, come nella 4a sigla. Tale didascalia appare solo nella parte finale della sigla, dopo che le bande colorate hanno smesso di oscillare. Inizialmente, la parola "telegiornale" appare lontanissima dallo spettatore; successivamente, essa si avvicina sempre di più, ruotando continuamente su sé stessa, fino a fermarsi pochi secondi prima della fine della sigla.
  • Nelle altre edizioni e rubriche del Tg2 che usano questa sigla, la parola "telegiornale" appare invece già dall'inizio, scorrendo dal basso verso l'alto. Dopo pochi secondi, però, la parola "telegiornale" scompare di colpo. Subito dopo, compare una nuova didascalia, sempre BIANCA, in caratteri Helvetica tutti minuscoli, che indica il nome dell'edizione o della rubrica. Questa nuova didascalia appare inizialmente lontanissima, quindi si avvicina sempre di più allo spettatore ruotando su sé stessa, fermandosi solamente quando la sigla è quasi finita. Usano questa variante le edizioni "Oretredici", "Flash" (solo fino al 1986), "Stasera", "Stanotte" e alcune rubriche sportive.
  • L'edizione "Flash", fino alla primavera 1986 usa anche un accorgimento in più. Guardandone la sigla d'apertura, infatti, si nota che, nella parte finale della sigla -- dopo che la parola "flash" ha ruotato su sé stessa e si è fermata -- vicino alla "f" di "flash" compare un piccolo lampo di luce bianca statico (probabilmente è una rappresentazione stilizzata del "flash" che dà il nome all'edizione veloce del TG). Questo lampo di luce rimane visibile per tutta la durata residua della sigla.
  • Ricordiamo, comunque, che le considerazioni del punto precedente sul Tg2 Flash valgono solamente per la sua sigla d'apertura e solamente per il periodo dal 1983 alla primavera del 1986. Le altre sigle del Tg2 Flash del periodo compreso tra il 1983 e il 1987 erano infatti completamente diverse da quella descritta in questa sezione.
Intermezzi, stacchi E CARTELLI

Anche nel periodo 1983-1987, il Tg2 usa innumerevoli cartelli estemporanei per dividere il telegiornale in sezioni. Molti di questi cartelli sono nuove creazioni, ma molti altri sono quasi identici a quelli che venivano usati nel periodo 1979-1983. In questi casi, di solito, l'unica cosa che cambia è che il nuovo logo del Tg2 di Michele Spera a bande rosse e arancioni rimpiazza il vecchio logo di Piero Gratton a bande rosse, arancioni e gialle.

Sempre come nel periodo periodo 1979-1983, esistono alcuni stacchi in cui vediamo solamente uno sfondo che mostra i monitor della regia in tempo reale.

SIGLA DI CHIUSURA, VERSIONE 1983-1986

Nel periodo 1983-1986, la sigla di chiusura del Tg2 è la stessa per quasi tutte le edizioni. L'unica eccezione è, di nuovo, il Tg2 Flash, il quale usa una particolare sigla speciale completamente diversa, anch'essa descritta nell'articolo sullesigle speciali del Tg2 del periodo 1976-1988.

In generale, la sigla di chiusura "ordinaria" del Tg2 degli anni 1983-1986 mostra in primo piano al centro dello schermo il logo del Tg2 di Michele Spera con il "2" BIANCO e le bande ROSSE e ARANCIONI, statico, in una versione più piccola rispetto a quella della sigla d'apertura. In basso, compare una didascalia diversa a seconda dell'edizione, scritta comunque in caratteri Helvetica BIANCHI, sempre tutti minuscoli.

  • Nella sigla di chiusura dell'edizione delle 19:45, la didascalia è su due righe. La prima riga mostra la parola "telegiornale" in grassetto, centrata, mentre la seconda riga mostra la parola "fine" in carattere normale, allineata a destra.
  • Le altre edizioni usano una didascalia monoriga, centrata, che contiene il nome dell'edizione in grandi caratteri bianchi, seguita da una barra verticale bianca e dalla parola "fine" in caratteri più piccoli.

Lo sfondo della sigla è generalmente NERO. Tuttavia, esistono registrazioni del 1983 di alcune edizioni del Tg2 "Oretredici" e del Tg2 delle 19:45 in cui lo sfondo mostra una ripresa della regia del Tg2 dal vivo, come nel periodo 1979-1983.

Come al solito, in alto a sinistra, può comparire l'orologio del Tg2 con le cifre a sette segmenti.

SIGLA DI CHIUSURA 1986-1987

A partire dagli ultimi mesi del 1986, il Tg2, che inizialmente usava quasi esclusivamente sfondi NERI per le grafiche e le sigle, comincia a usare sfondi AZZURRI. Questo cambiamento non influenza in generale la sigla d'apertura, ma interessa tutti gli altri aspetti, comprese le scenografie, le sigle degli stacchetti e la sigla di chiusura.

Negli ultimi mesi del 1986, le edizioni "Oretredici", "Stasera" e "Stanotte", e l'edizione delle 19:45 adottano una sigla di chiusura simile a quella appena descritta, ma più evoluta. Lo sfondo diventa AZZURRO, più chiaro al centro e più scuro in alto e in basso. Il logo del Tg2 al centro dello schermo ha degli spessi contorni NERI.

Le didascalie sono scritte in caratteri più piccoli, BIANCHI, contornati di BLU e con l'ombreggiatura verso il basso a destra BLU. Come per la sigla di chiusura del periodo 1983-1986, le didascalie sono diverse a seconda dell'edizione del tg.

  • Nelle sigle di chiusura delle edizioni "Oretredici", "Stasera" e "Stanotte", il nome dell'edizione è scritto tutto in maiuscolo, ed è seguito da una barra verticale e dalla parola "fine", in minuscolo.
  • Nella sigla di chiusura dell'edizione delle 19:45, invece, compare la parola "TELEGIORNALE" tutta in maiuscolo e, una riga più in basso, la parola "FINE", anch'essa tutta in maiuscolo. Le parole "TELEGIORNALE" e "FINE" sono allineate a destra e gli spazi vuoti a sinistra della parola "FINE" sono riempiti da numerosi segni di uguale "=".

In alto a sinistra, comunque, continua a comparire saltuariamente l'orologio del Tg2 a sette segmenti.

NOTA DEL 6/8/2022: Dalgli ultimi mesi del 1986, anche il Tg2 Flash adotta una sigla a sfondo azzurro. Questa sigla è descritta nell'apposito articolo sulle sigle speciali del Tg2 1976-1988.

ALTRE INFORMAZIONI

Colonna sonora

In tutte le edizioni, sia nella sigla d'apertura, sia in quella di chiusura, la colonna sonora usata è sempre la versione "corta" della sigla Brugnolini/Colombier descritta nella sezione sulla 2a sigla 1979-1983. La variante lunga viene definitivamente abbandonata.

Negli stacchetti e nel sommario dell'edizione delle 19:45, la colonna sonora è generalmente un estratto di pochi secondi della prima parte del brano strumentale Life Suite, del bassista americano Stanley Clarke (Wikipedia). Il brano è contenuto nell'album Stanley Clarke, del 1974.

Disponibilità

In generale, la sigla si trova abbastanza facilmente in Rete, ma la distribuzione delle varianti non è uniforme. Le varianti più reperibili sono quelle delle edizioni "Stasera" e "Stanotte", mentre la versione delle 19:45 è praticamente estinta (la sigla di coda post-1986 è stata introvabile fino all'estate del 2022). Le sigle d'apertura sono più diffuse delle sigle di chiusura. Tra le sigle di chiusura, le più reperibili sono quelle del periodo 1983-1986 con la variante a sfondo nero.

Fattore spavento

Medio-alto per le sigle di chiusura a sfondo nero, molto buie, più basso per le altre varianti.

Citazioni in altri media

Il film "Tutti dentro"

La sigla d'apertura dell'edizione delle 19:45 appare per ben tre volte nel film Tutti dentro, diretto e interpretato da Alberto Sordi nel 1984. Uno dei personaggi chiave del film è infatti il giornalista del Tg2 Enrico Patellaro, interpretato da Armando Francioli.

  • All'inizio del film, appare una strana versione della sigla d'apertura, in cui, al posto del classico sfondo nero, c'è una ripresa della regia dal vivo. Non abbiamo mai trovato questa strana versione in una registrazione reale.
  • A circa metà film, la sigla compare di nuovo, ma il film commette un errore di ricostruzione: viene infatti usata per sbaglio la sigla d'apertura al posto di quella di chiusura.
  • Nel finale del film, la sigla d'apertura compare per una terza volta, in un passaggio del film in cui la messa in onda del TG è ricostruita in modo molto realistico. Prima della sigla d'apertura, infatti, l'audio del film contiene un frammento di un vero break pubblicitario. Se si fa particolarmente attenzione all'audio, si riesce a sentire infatti il jingle di una famosa marca di biscotti realmente esistente, seguito dall'audio di un vero bumper pubblicitario RAI realmente esistente all'epoca.
Il bumper pubblicitario "Slot Machine"

La sigla compare in un vero bumper pubblicitario RAI del 1984, all'interno di una finestrella di una slot machine animata. La cosa è abbastanza inusuale, dato che questo è l'unico bumper pubblicitario RAI di tutti i tempi che contiene immagini tratte da sigle di TG.

6a sigla (1987-1988)

Tipo di sigla: Sigla del Tg2, usata per tutte le edizioni, in grafica tridimensionale.

Descrizione breve: Si formano un grande "2" tridimensionale colorato e una piccola sfera colorata.

Periodo

Questa sigla è andata in onda dalla primavera del 1987 fino a circa metà dell'anno 1988, sia in chiusura sia in apertura, per tutte le edizioni.

Da circa metà 1988, le edizioni "Stasera" e "Stanotte" perdono la sigla di chiusura (vedi anche le Note a fine sezione). Inoltre, sempre a metà 1988, l'edizione "Stanotte" adotta una nuova sigla: è la 7a sigla descritta nell'ultima sezione di questo articolo.

Le altre edizioni del Tg2 continueranno a usare questa sigla, fino agli ultimi mesi del 1988.

Tutte queste date sono stimate. Autore

La videografica è di Mario Sasso. Sul suo sito personale, sono visibili molti più fotogrammi e molti più dettagli.

(NOTA, 9 luglio 2026: Il sito di Mario Sasso è scomparso dal web, e la pagina con la sigla del DSE non è più raggiungibile, nemmeno da Wayback Machine.)

(NOTA 2, 9 luglio 2026: Ho purtroppo scoperto che Mario Sasso ha lasciato questo mondo nel 2023. Questa è un'immensa perdita per la videoarte italiana. Se avete seguito la TV italiana degli anni '60, '70, '80 e '90, avrete sicuramente visto decine di sigle di Mario Sasso, molte delle quali famosissime. Questo sito citer&a; spesso il suo nome.)

Soprannomi

"La sigla del Tg2 1987-88", "Il 2 di Mario Sasso", "La sigla del Tg2 di Mario Sasso", "Il gomitolo del Tg2" e altri soprannomi simili.

DESCRIZIONE

Sigla d'apertura (edizioni non flash)

Vediamo inizialmente su uno sfondo BLU SCURO, alcune decine di fili DI DIVERSI COLORI intrecciarsi come in un gomitolo per formare una grossa sfera, la quale avanza per qualche istante verso lo spettatore. Improvvisamente, intorno ad essa, compaiono dei grossi archi concentrici CELESTI e VERDI. Inoltre, per qualche secondo, i fili che formano la sfera si aggrovigliano in modo disordinato, per poi riprendere di nuovo la forma di una sfera. Stavolta, però, la sfera non somiglia più a un gomitolo, ma a un mappamondo, dato che i fili ora sono orientati come i meridiani e i paralleli di un reticolo geografico della Terra.

A questo punto, l'inquadratura inizia ad arretrare lentamente: si scopre così che i grandi archi che circondano il mappamondo non sono altro che la parte superiore di una grande figura a forma di "2". Successivamente, accadono tre eventi in rapida successione, a ritmo di musica (vedi sezione sulla colonna sonora).

  1. Il mappamondo e il "2" arretrano di colpo, piazzandosi nella parte alta della visuale.
  2. Accanto al "2" compaiono simultaneamente una bordatura ARANCIONE (in alto a sinistra), una bordatura VERDE (in basso a sinistra) e una bordatura FUCSIA (a destra). Nello stesso istante, il "2" scompare dalla visuale, ma le bordature appena comparse continuano a delinearne il profilo.
  3. Sotto il "2", a destra, compaiono le lettere "TG", in BIANCO.
Sigla di chiusura

La sigla di chiusura è un semplice cartello statico che mostra su uno sfondo BLU SCURO, al centro della visuale, un po' verso l'alto, il logo appena descritto: una figura ARANCIONE, una figura VERDE e una figura FUCSIA che delimitano uno spazio vuoto a forma di "2", il quale a sua volta, circonda un piccolo mappamondo. Alla destra del logo, in basso, compaiono le lettere "TG", in BIANCO.

In pratica, la sigla di chiusura non è altro che un cartello fisso quasi identico all'ultimo fotogramma della sigla d'apertura. L'unica differenza è che, nella parte bassa della visuale, a destra, compare una sottile linea orizzontale VERDE e, subito sotto, la parola "FINE", in bianco.

Varianti

  • Nelle edizioni diverse da quella delle 19:45, il nome dell'edizione può comparire in basso a destra negli ultimi istanti della sigla d'apertura, in caratteri maiuscoli BIANCHI e sormontato da una sottile linea orizzontale VERDE. L'edizione 19:45 non ha un particolare nome.
  • Per la sola edizione "Stasera", esiste una variante breve della sigla d'apertura in cui la parte centrale viene saltata con una dissolvenza incrociata. In questa variante, gli ultimi tre eventi che fanno comparire il logo finale seguono una sequenza leggermente diversa (le lettere "TG" compaiono in anticipo rispetto alla versione principale), comunque sempre a tempo di musica.
  • Nell'edizione "Flash" del pomeriggio, la sigla d'apertura è un cartello statico simile a quello della sigla di chiusura, ma con l'aggiunta della scritta "FLASH" in basso a destra, in caratteri bianchi, sormontata da una sottile linea orizzontale VERDE.
  • In tutte le varianti della sigla, sia in apertura, sia in chiusura, può comparire il classico orologio a sette segmenti descritto nelle sezioni precedenti, sempre in alto a sinistra, ma spesso in caratteri ROSA.

ALTRE INFORMAZIONI

Colonna sonora

La prima parte della colonna sonora inizia con un forte rumore sibilante. Immediatamente dopo, parte un velocissimo loop elettronico ripetuto più volte per più di dieci secondi. Durante questa parte elettronica, con una dissolvenza, entrano le percussioni, le quali battono un ritmo velocissimo martellante. Si passa quindi improvvisamente alla seconda parte della colonna sonora: tre note secche isolate chiudono l'audiosigla.

Nella sigla d'apertura, la parte finale con le tre note secche accompagna a tempo di musica gli ultimi tre eventi (vedi sopra nella sezione "Descrizione".)

Nella variante breve della sigla del "Tg2" Stasera, la colonna sonora è tagliata.

L'autore della colonna sonora è sconosciuto.

Disponibilità

Media. La sigla era rara fino a pochi anni fa, ma durante gli anni 2010 sono spuntate in Rete tantissime nuove testimonianze. Questo è un fatto sorprendente, dato che la sigla è andata in onda parecchi decenni fa e solo per un periodo breve.

Fattore Spavento

Medio. La colonna sonora è molto sperimentale e l'animazione ha tantissimi dettagli. L'effetto sorpresa ci starebbe tutto. Tuttavia, questa sigla è molto più mansueta di certe sigle del Tg2 degli anni precedenti a sfondo nero.

Note

  • Per la prima volta vengono usate le lettere "TG" invece che la scritta per esteso "telegiornale".
  • Dalla sigla scompare quasi totalmente il colore rosso, usato in tutte le sigle precedenti.
  • Per la prima volta, le tre note che caratterizzano l'audiosigla del Tg2 cambiano. Inoltre, esse vengono spostate dall'inizio alla fine dell'audiosigla.
  • L'audiosigla usata per questa 6a sigla, con qualche piccolissimo cambiamento, verrà usata fino al 1995.
  • L'edizione principale delle 19:45 continua a non avere alcun nome specifico, mentre tutte le altre edizioni conservano i nomi che avevano negli anni precedenti ("Oretredici", "Flash", "Stasera" e "Stanotte").
  • Con l'introduzione di questo set di grafiche, la sigla del Tg2 Flash torna ad essere simile a quella ordinaria.
  • Da circa metà 1988, l'edizione "Stasera" va in onda senza sigla di chiusura. L'animazione finale viene rimpiazzata da una diversa procedura di chiusura. Il conduttore, o la conduttrice, annuncia che il tg è finito e dà appuntamento agli spettatori alle 23:30 per la successiva edizione del Tg2 Stanotte. Contemporaneamente, sullo schermo dietro la scrivania del conduttore, si accende l'immagine di un grosso orologio che segna le undici e mezza (è l'orologio di Palazzo Montecitorio a Roma, si veda anche la sezione sulla 7a sigla). A questo punto parte l'audiosigla, mentre il conduttore va via ed esce fuori campo. Mentre lo schermo al centro dello studio ormai vuoto continua a mostrare l'orologio e l'audiosigla continua a suonare, in sovrimpressione compare la parola gialla "FINE".
  • Il Tg2 "Stanotte", da circa metà 1988, oltre ad usare una procedura simile a quella appena descritta per la chiusura, adotterà anche una nuova sigla d'apertura, descritta nella prossima sezione.

7a sigla (edizione notturna, circa 1988)

Tipo di sigla: Sigla d'apertura dell'edizione notturna del Tg2, quasi integralmente ripresa dal vivo.

Descrizione breve: Appaiono immagini riprese dall'alto di Roma di notte.

Periodo: Metà 1988 (data stimata).

Autore: La parte animata, visibile in un piccolo riquadro in alto, non è altro che la 6a sigla di Mario Sasso descritta nella sezione precedente. La parte ripresa dal vivo è di un autore sconosciuto.

Soprannomi: "La sigla del Tg2 con Roma di notte".

DESCRIZIONE e colonna sonora

(Nota: La colonna sonora è la stessa della 6a sigla, con solamente una piccola variazione nel finale. Dato che la colonna sonora accompagna perfettamente le immagini della parte finale della sigla, ne includiamo solo alcuni dettagli in questa sezione, senza descriverla in una sezione a parte.)

La videosigla inizia mostrando le prime immagini dell'animazione della 6a sigla a tutto schermo, con lo sfondo BLU SCURO e i fili COLORATI che si aggrovigliano formando una sfera. Dopo meno di un secondo, però, l'animazione si restringe in un piccolo riquadrino, che si sposta in alto a sinistra e acquista un'ombreggiatura FUCSIA. La restrizione della visuale dell'animazione scopre un nuovo sfondo.

Mentre nel riquadrino in altro a sinistra continuano a scorrere le immagini animate della 6a sigla, il nuovo sfondo mostra immagini dal vivo del centro di Roma, riprese dall'alto nella fascia oraria che va dal tardo pomeriggio fino alla notte fonda.

Inizialmente vediamo piazza del Popolo, ancora illuminata dalle ultime luci del giorno, con le chiese gemelle e le vie del Tridente ben visibili; la piazza è piena di automobili. Subito dopo vediamo piazza di Spagna, con la fontana della Barcaccia circondata dai turisti e con i primi lampioni accesi. Poi è la volta di piazza Navona, con sempre meno gente in giro, sempre meno luce nel cielo e sempre più lampioni accesi. Subito dopo, vediamo una ripresa dall'alto del Tevere al crepuscolo, con Castel Sant'Angelo e ponte Sant'Angelo al centro della visuale, e una fila interminabile di macchine sul Lungotevere nel traffico di rientro della prima sera. Nel frattempo, nel riquadrino in alto a sinistra, l'animazione è arrivata al punto in cui compare il grande "2" CELESTE e VERDE che circonda il mondo, e la colonna sonora è arrivata al punto in cui entra il ritmo martellante delle percussioni.

Intanto sullo sfondo, ormai si è fatta notte. Vediamo così una piazza del Campidoglio completamente deserta, al buio, illuminata solo dai lampioni la cui luce delinea il disegno di Michelangelo sul pavimento e, infine, il Colosseo, altrettanto deserto e altrettanto buio. A questo punto, la colonna sonora è arrivata al punto in cui suonano le tre note finali. Sullo sfondo, a tempo di musica, si susseguono tre eventi improvvisi:

  1. Al suono della prima delle tre note finali, compare improvvisamente l'obelisco di piazza di Monte Citorio.
  2. Al suono della seconda nota il riquadrino con le immagini animate scompare di colpo, mentre la visuale subisce una brusca rotazione di 180 gradi, inquadrando la facciata di palazzo Montecitorio.
  3. Alla terza nota, c'è uno zoom improvviso sull'orologio di palazzo Montecitorio, il quale segna le 11 e mezza.

L'orologio batte un rintocco, quindi la sigla termina.

ALTRE INFORMAZIONI

Disponibilità: Quasi estinta.

Fattore Spavento: L'autore di questo articolo è un romano che vive al Nord da anni, e questa sigla non solo non gli mette spavento, ma gli fa scattare la nostalgia.

Note:
  • Con l'introduzione di questa sigla, il Tg2 notturno cambia totalmente faccia. Da breve notiziario di pochi minuti, si trasforma in un lungo spazio di approfondimento, a volte di durata superiore alla mezz'ora, con dettagli e interviste. Questo è un taglio che verrà adottato nel futuro da molti tg notturni.
  • I Tg2 notturni che hanno questa sigla d'apertura non hanno la sigla di chiusura, e terminano con una procedura simile a quella descritta a proposito del Tg2 Stasera nelle note alla 6a sigla. Alla fine del tg, il conduttore o la conduttrice annuncia che la successiva edizione ci sarà direttamente il giorno seguente e saluta gli spettatori, mentre lo schermo alle sue spalle mostra l'orologio di Montecitorio, con le lancette sulla mezzanotte e 10. A questo punto il conduttore se ne va, parte l'audiosigla e in sovrimpressione si accende la parola "FINE", in giallo.
  • Con questa sigla, il Tg2 della notte perde provvisoriamente il nome "Stanotte" nella grafica. Lo riacquisterà solo verso la fine del 1988, quando tutte le grafiche del Tg2 cambieranno.
  • Questa è probabilmente l'unica sigla nella storia dei tg Rai che contiene quasi esclusivamente immagini registrate dal vivo. Inoltre, è quasi sicuramente l'unica sigla nella storia dei telegiornali italiani in cui il logo del tg completo non compare mai.
  • L'immagine di piazza del Popolo piena di macchine al centro della piazza mostra un aspetto di Roma degli anni Ottanta che i più giovani non hanno mai vissuto. Al momento della scrittura di quest'articolo (2021), la parte centrale di piazza del Popolo è ormai isola pedonale da più di 25 anni.

Sviluppi successivi

Andate all'articolo TG2 / 1988-1995 per l'analisi delle sigle degli anni immediatamente successivi. In questo articolo, accenniamo solo al fatto che nel 1988 debuttano una nuova sigla e un nuovo logo del Tg2. Quest'ultimo, con poche modifiche, sarà usato fino al presente (2021).

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TG2 TG2 / Sigle speciali, 1976-1988
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