Mi sto chiedendo se sia possibile quantificare il danno che subirebbe l'informazione italiana in caso di vendita del Gruppo GEDI. E la risposta è si, è possibile: il danno sarebbe pari a ZERO.
Era più o meno il 2006 quando un luminoso Marchionne di cui è possibile ricordare solo i pregi senza evidenziare i difetti iniziava un lento ed inesorabile processo di deindustrializzazione della FIAT e di conseguenza di Torino, del Piemonte e dell'Italia (la delocalizzazione in Polonia e Turchia è antecedente ma la leadership italiana non era mai stata messa in discussione). Questi eventi si svolgevano nel silenzio più assoluto di sindacati, politici locali e nazionali e giornalisti che solo negli ultimi anni sembrano essersi accorti di un “problemino”. E qual è stato il ruolo del quotidiano in questione in questa vicenda? Nessuno, forse qualche sparuto trafiletto ma la mia personalissima opinione è che i dipendenti fossero tenuti a seguire una linea editoriale ben precisa, altrimenti non mi saprei spiegare il silenzio assordante che ha accompagnato l'Italia fuori dall'industria dell'automobile.
In definitiva se La Repubblica dovesse smettere di andare in edicola non ci sarebbe nessun impatto sulla libertà di informazione in Italia.
Il trauma da rientro dalle vacanze lo vivono tutti ma quelli che tornano a Torino dopo essere stati in Svizzera e Germania lo vivono un po' di più.
Torino –> Losanna –> Berna –> Friburgo e poi Torino.
Non ci sono merde di cane sui marciapiedi. Ok, cani se ne vedono molti meno, ma evidentemente i padroni sono tutti estremamente educati.
Tutto comunica una sensazione di pulizia, dai bagni pubblici alle panchine.
Il centro città è popolato da pedoni, biciclette, monopattini e mezzi pubblici: LE AUTOMOBILI NON CI SONO.
Posso capire che in passato le amministrazioni che si sono succedute abbiano favorito il trasporto privato su quattro ruote trascurando tutto il resto: Torino era la città dell'auto e l'industria automobilistica dava da mangiare a decine di migliaia di famiglie. Ma adesso che Torino è la capitale del nulla qualche sforzo per pulire l'aria e rendere la città leggermente più vivibile si potrebbe pure fare.
In compenso gli italiani hanno un senso dell'umorismo molto sviluppato rispetto a svizzeri e tedeschi e si spiega facilmente il perché, basta pensare ad una delle scene più comiche della cinematografia mondiale, quella dove Fantozzi prende l'autobus al volo: all'estero non fa ridere, non la capiscono, perché gli autobus passano regolarmente e non sono mai strapieni. Gli italiani hanno sviluppato un forte senso dell'ironia per sopravvivere al proprio paese, peccato che a Torino ci siano i torinesi, i più tristi-riservati-mogi-seriosi-con-la-scopa-nel tra gli italiani.
Hai voglia a spiegare ai tuoi figli che non tutti i momenti della propria vita vanno immortalati con la fotocamera, che TikTok, BeReal e simili vanno usati con parsimonia...quando poi amministratori delegati e politici votati da milioni di italiani davanti ad un incontro che dovrebbe servire a risolvere la più grande crisi industriale dell'Italia del dopoguerra non trovano di meglio che immortalare il tutto con un selfie: