Che tempo fa / 1987-2003
Iniziato il 3 settembre 2026 e completato il 21 ottobre 2026.Nel 1987, Che tempo fa inizia a usare in modo massiccio gli strumenti informatici. Tutte le sigle e le grafiche vengono completamente ridisegnate. Perdiamo quindi la storica sigla col barometro che aveva accompagnato per decenni il bollettino meteo di Rai 1.
Inoltre, da questo punto in poi, Che tempo fa va sempre in onda con sottofondi musicali. In particolare, uno di questi verrà usato fino agli anni 2010.
Aggiungiamo anche che, in questo periodo, i vari segmenti che compongono il bollettino meteo iniziano a essere strutturati in una maniera standard, che non cambierà per molti anni.
Le sigle
La numerazione delle sigle prosegue quella dell'articolo precedente, che descriveva tre sigle. Cominceremo quindi dalla 4a sigla.
4a sigla (1987-1989?)
Tipo di sigla
Cartello statico d'apertura di Che tempo fa.
Descrizione breve
Titolo e sottotitolo sono accompagnati dall'immagine di un globo terrestre.
Periodo
Dal 1987 alla fine del 1989 (date stimate.)
Autore
Sconosciuto. (Vedere però più in basso la variante con l'indicazione della Datamat.)
Soprannomi
"Il globo" (stesso soprannome della sigla successiva.)
Potete vedere questa sigla su Youtube qui.
DESCRIZIONE
Sigla d'apertura
Su uno sfondo OPALESCENTE, vediamo nella parte destra della visuale un mappamondo con le terre emerse BLU SCURE, gli oceani BLU e alcune nubi BIANCHE. Nella parte sinistra, invece, è visibile il titolo "CHE TEMPO FA", scritto in grandi caratteri senza grazie blu scuri. Infine, in basso, vediamo il sottotitolo "Su informazioni del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica", scritto in piccoli caratteri BIANCHI.
Variante con l'indicazione Datamat
In questa variante, il titolo e i sottotitoli compaiono con una lenta dissolvenza in entrata, in ritardo rispetto al globo terrestre e allo sfondo. Inoltre, c'è un sottotitolo aggiuntivo, scritto comunque in piccoli caratteri BIANCHI, che dice "Realizzazione Datamat S.p.A.".
Non sappiamo però se la parola "Realizzazione" si riferisce alla sigla o al bollettino meteo in sé. La Datamat è stata una grande azienda informatica italiana che nella sua storia si è occupata sia di media sia di meteorologia, quindi entrambe le ipotesi sembrano plausibili.
Cartello di chiusura col logo della Olivetti
Non abbiamo ritrovato una sigla di chiusura vera e propria, ma alcune edizioni di Che tempo fa accompagnate da questa sigla si sono chiuse con un cartello che mostrava in alto la scritta "elaborazione dati su rete di PERSONAL COMPUTER OLIVETTI, mentre in basso c'era il sottotitolo "coproduzione RAI TG1-OLIVETTI". Quasi tutte queste scritte erano in caratteri BIANCHI, tranne "PERSONAL COMPUTER OLIVETTI", che era scritto in giallo. Al centro del cartello, compariva un piccolo logo dei personal computer Olivetti, BIANCO e CELESTE. Il cartello aveva lo sfondo BLU e compariva con una dissolvenza incrociata.
(NOTA: Analoghi cartelli erano visibili nello stesso periodo alla fine dei bollettini di Meteo 2, Meteo 3 e del meteo regionale.)
STILE
Nel periodo 1987-1989, Che tempo fa inizia a seguire uno schema che rimarrà praticamente invariato fino ai primi anni 2010.
Le edizioni dell'ora di pranzo sono più brevi e sono generalmente condotte da un'annunciatrice, che appare in video all'inizio e alla fine del bollettino. Le edizioni successive, della sera e della notte, sono invece più dettagliate e sono generalmente condotte da un meteorologo che appare più volte nel corso della trasmissione.
Le edizioni dell'ora di pranzo iniziano generalmente con la lettura delle temperature nelle principali città italiane ed estere. Si passa quindi alla situazione, che viene letta dalla conduttrice mentre appaiono sullo schermo le ultime immagini dell'Europa arrivate via satellite. Infine, la previsione è accompagnata da grafiche statiche computerizzate.
Le edizioni più dettagliate, in onda generalmente la sera o la notte, cominciano invece con la situazione e le immagini dell'Europa dal satellite. Si passa quindi alle temperature, che appaiono su grafiche statiche computerizzate. A questo punto, può comparire la carta del tempo: una mappa dell'Europa con in evidenza zone di alta pressione, bassa pressione, isobare con i valori corrispondenti, fronti caldi e fronti freddi, e altri dettagli meteorologici. Il conduttore riappare in video e spiega i dettagli. La carta del tempo, di solito, compare nelle edizioni dell'ora di cena, ma non in quelle notturne. Si ritorna quindi alle grafiche statiche computerizzate che mostrano le previsioni. Il finale è di solito dedicato a venti e mari.
GRAFICHE
Nell'edizione del mattino, le temperature sono organizzate in tabelle che compaiono su sfondi che mostrano cieli nuvolosi.
Le animazioni via satellite hanno ancora lo stile del periodo 1985-1987. Vediamo quindi le terre emerse in VERDE, i mari e gli oceani in BLU e le nubi in GRIGIO; in NERO sono mostrati i confini e le principali città dei paesi dell'Europa occidentale. Nell'intestazione è ancora presente l'indicazione "DIRECT RECEPTION RAI-TG1".
Le grafiche statiche computerizzate usano lo stesso sfondo opalescente della sigla d'apertura. In queste grafiche, nell'angolo in alto a sinistra della visuale appare la data a cui le grafiche fanno riferimento. Le illustrazioni di temperature, previsioni, venti e mari vengono invece visualizzate su mappe dell'Italia racchiuse in un riquadro nella parte destra dello schermo. I simboli usati per mostrare lo stato del tempo sono minimali. Ad esempio, un sole stilizzato è il simbolo tempo sereno, una nuvola è il simbolo del tempo nuvoloso. Questa scelta grafica contrasta con quella di Meteo 2, che negli stessi anni usa grafiche molto complesse.
COLONNA SONORA E SOTTOFONDO
Con l'introduzione di questa 4a sigla, per la prima volta, tutte le edizioni di Che tempo fa hanno un sottofondo musicale. Anche stavolta, dovremo dividere lo studio in sottosezioni per l'alto grado di epicità che hanno i brani musicali in questione.
Edizioni brevi dell'ora di pranzo
Le edizioni brevi dell'ora di pranzo continuano a usare come sigla e sottofondo Meteo Weather di Franco Bonfanti e Valerio Gallo Curcio, brano di cui abbiamo già parlato nell'articolo precedente, a proposito della 3a sigla negli anni 1986-1987. Come allora, il brano viene lanciato per la sigla d'apertura, ma resta udibile anche durante il bollettino meteo stesso come sottofondo.
Edizioni dettagliate della sera e della notte
La sigla di apertura è ancora il solito frammento di un frammento di Uppers and Downers (2) di Kenny Graham; questa sigla ormai introduce Che tempo fa almeno dai primi anni '70, se non addirittura da prima. Anche di questo brano abbiamo già parlato nell'articolo precedente, a proposito della 2a sigla.
La vera novità musicale è nell'introduzione del sottofondo delle edizioni lunghe, che fino al 1987 non avevano mai avuto un sottofondo musicale. Si tratta di un brano lento e lungo in cui la fanno da padrone gli archi, dopo un'introduzione alla chitarra. Questo brano s'intitola Sun-Burst. Come Meteo Weather, anch'esso è di Franco Bonfanti e Valerio Gallo Curcio; anch'esso è eseguito dal Valerio Gallo Curcio Group; e anch'esso si trova nella rarissima compilation Nuovo Repertorio Editoriale NRE 1148 della Nuova Fonit Cetra, un disco rarissimo di cui probabilmente gireranno pochissime copie in Italia. Come ho scritto nell'articolo precedente, ho avuto il piacere di ascoltare questo 33 giri nella Sala Ascolto Vinili della biblioteca Sala Borsa di Bologna, e in quell'occasione ho ascoltato sia Meteo Weather sia Sun-Burst. (Per almeno tre volte di seguito, perché non ci credevo neanch'io.)
L'accoppiata tra Uppers and Downers (2) e Sun-Burst, per me, è una delle cose musicali più belle nel panorama delle sigle Rai di tutti i tempi. Non mi sorprende che sia stata mantenuta fino agli anni 2000 inoltrati. Ora la immagino come il marchio di un'epoca e di una generazione.
ALTRE INFORMAZIONI
Disponibilità
Media-bassa.
Fattore Spavento
Zero.
NOTE
- Come mostrano anche i riferimenti ad aziende informatiche nelle sigle e nelle grafiche, con la 4a sigla Che tempo fa diventa fortemente digitale. Gli ultimi strumenti analogici, cioè il barometro a lancette e le mappe a simboli magnetici, vengono definitivamente abbandonati.
- Questa è la prima sigla di Che tempo fa che mostra il tema grafico del mappamondo, che verrà usato anche per la 5a, la 6a e la 7a e ultima sigla.
- Sun-Burst è stata una delle sigle Rai più cercate su Internet negli anni 2000 e 2010, non solo dagli appassionati di sigle, ma anche da chi voleva sinceramente capire come fare per ritrovare quel brano che aveva accompagnato decenni della propria vita.
5a sigla (1989?-1990)
Tipo di sigla
Cartello statico che introduce le edizioni serali e notturne di Che tempo fa.
NOTA: Non abbiamo mai trovato né la sigla di chiusura, nè le corrispondenti sigle dell'edizione dell'ora di pranzo.
Descrizione breve
Logo e globo terrestre appaiono su uno sfondo grigio.
Periodo
Primissimi mesi del 1990, forse anche fine 1989, con molti dubbi.
Autore
Sconosciuto.
Soprannomi
"Il globo" (stesso soprannome della sigla precedente.)
Potete vedere questa sigla su Youtube qui.
DESCRIZIONE
Lo sfondo è GRIGIO, ma in maniera non uniforme: si vedono aree dalla forma irregolare più chiare e altre aree più scure. A mezz'altezza, c'è una striscia orizzontale BLU SCURA. Sulla parte sinistra di questa striscia blu, compare il nuovo logo della trasmissione: una grossa scritta "CHE TEMPO FA" in caratteri alti e stretti, con grazie e angoli arrotondati. Questo logo è colorato con bande diagonali MULTICOLORE. A destra del logo, sempre sulla striscia blu, c'è un mappamondo, con gli oceani in BLU SCURO e le terre emerse in GRIGIO a macchie irregolari, come nello sfondo. Dopo qualche secondo, nella parte bassa della visuale, con una dissolvenza in entrata, compare il sottotitolo "Su informazioni del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica", in caratteri BIANCHI Garamond o simil-Garamond.
GRAFICHE E STILE
La struttura del bollettino meteo dettagliato è la stessa che abbiamo descritto nella sezione sulla 4a sigla: situazione e immagini dal satellite, temperature, eventuale carta del tempo, previsioni, venti e mari.
Le immagini via satellite hanno ancora la stessa grafica del 1985, e la carta del tempo è disegnata ogni volta in maniera simile a come veniva disegnata nel periodo 1987-1989. L'unica, piccola variante è nelle grafiche statiche computerizzate: lo stile rimane lo stesso, ma lo sfondo ora è GRIGIO a macchie irregolari, come nella sigla d'apertura.
ALTRE INFORMAZIONI
Colonna sonora
"Non si registrano variazioni di rilievo" nelle colonne sonore di Che tempo fa in versione serale o notturna. (Scusate, non ho resistito.) L'audiosigla introduttiva rimane Uppers and Downers (2) di Kenny Graham, mentre il sottofondo musicale è ancora Sun-Burst di Franco Bonfanti e Valerio Gallo Curcio.
Disponibilità
Quasi estinta. Questa fu una sigla particolarmente effimera.
Fattore Spavento
Nullo.
NOTE
- Sarebbe interessante reperire un'edizione di mezzogiorno di Che tempo fa di questo periodo, per capire se la colonna sonora era ancora Meteo Weather o no.
6a sigla (1990)
Tipo di sigla
Cartello statico.
Descrizione breve
Titolo e sottotitolo appaiono in grossi caratteri tridimensionali, su uno sfondo che mostra la Terra nello spazio.
Periodo
Parte centrale del 1990, probabilmente da primavera a novembre. (Stima fatta con l'accetta.)
Autore
Sconosciuto.
Soprannomi
"Che tempo fa in WordArt".
Potete vedere questa sigla su Youtube qui.
DESCRIZIONE
Apertura
Vediamo sullo sfondo il pianeta Terra, BIANCO e BLU, nello spazio interplanetario NERO, con stelle BIANCHE in lontananza. In primo piano, c'è una grosso titolo "Che tempo fa" e, subito più in basso, il sottotitolo, in caratteri più piccoli "Su informazioni del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica". Titolo e sottotitolo sono scritti in caratteri tridimensionali grigi e sono visti in prospettiva, in modo che, da sinistra verso destra, le due scritte sembrano avvicinarsi allo spettatore.
Cartello di chiusura col logo della Bull
Non abbiamo mai trovato una vera e propria sigla di chiusura, ma, in alcuni casi, i bollettini meteo aperti da questa 6a sigla si sono chiusi con un cartello statico che mostrava il logo dell'azienda informatica Bull. Questo cartello aveva lo sfondo con un gradiente di BLU più scuro in alto e più chiaro in basso. In primo piano, c'era il messaggio "Computer e soluzioni grafiche Bull" in BIANCO; la parola "Bull" era in realtà un logo; anch'essa era scritta in bianco, ma in caratteri diversi, e il logo aveva anche elementi BLU e VERDI. Uno di questi elementi che componevano il logo era un alberello verde, storico simbolo della Bull.
GRAFICA E STILE
La vera innovazione portata da questa 6a sigla non sta nella sigla in sé, ma nelle nuove grafiche del bollettino meteo dettagliato della sera e della notte. Eccettuato, qualche piccolo cambiamento, infatti, queste grafiche verranno usate per circa vent'anni. Facciamo un breve elenco dei dettagli più importanti.
- Le immagini via satellite usano ancora la grafica del 1985.
- La schermata delle temperature è ora una tabella a tre colonne. Nelle colonne di sinistra e destra c'è l'elenco delle città, indicate con la loro sigla automobilistica, tranne Roma che usa RM. A fianco alle sigle delle città non compaiono solamente i valori delle rispettive temperature, ma anche quadratini ROSSI o BLU che simboleggiano le variazioni di temperatura, rispettivamente in salita o in discesa; un numero maggiore di quadratini implica una variazione più sostanziosa. Nella colonna centrale, invece, c'è una carta dell'Italia, che mostra le zone in cui la temperatura sale o scende; anche queste zone si colorano di ROSSO o di BLU a seconda del caso.
- Le mappe usate per le previsioni, i venti e i mari ora occupano quasi tutto lo schermo. La data di riferimento delle immagini appare ora in una stretta colonna verticale nella parte sinistra della visuale.
- I simboli usati per le previsioni, i venti e i mari sono molto minimali, ma non sono più statici, bensì animati. Ad esempio, il simbolo del tempo variabile cambia continuamente il suo aspetto passando da un sole a una nuvola.
- Le transizioni tra una schermata e la successiva sono segnalate dal veloce passaggio da destra verso sinistra di una striscia verticale su cui appaiono la data di riferimento dell'immagine successiva, il titolo dell'immagine (ad esempio "PREVISIONE", "TEMPERATURE", ...) e il logo del Tg1 del periodo 1986-1991.
La struttura del bollettino meteo dettagliato rimane "pressoché stazionaria". (Giuro che adesso la smetto.) Continuiamo quindi a vedere, in sequenza, situazione e immagini dal satellite, temperature, eventuale carta del tempo, previsioni, venti e mari.
Per i bollettini meteo di mezzogiorno, non ci sono grandi cambiamenti nella grafica e nella struttura rispetto al periodo 1987-1989 e alla 4a sigla. Cambia però leggermente lo stile della tabella delle temperature, che ora ha qualche dettaglio tridimensionale. Inoltre, sullo sfondo, oltre al cielo nuvoloso, compare anche il contorno di una mappa dell'Italia.
ALTRE INFORMAZIONI
Colonna sonora
Le colonne sonore sono le stesse della 5a sigla: Uppers and Downers (2) di Kenny Graham per la sigla d'apertura e Sun-Burst di Franco Bonfanti e Valerio Gallo Curcio per il sottofondo. Queste due colonne sonore accompagnano anche i bollettini meteo di mezzogiorno, al contrario di quello che succedeva con la 4a sigla.
Disponibilità
Praticamente estinta. Questa sigla fu ancora più effimera della precedente.
Fattore Spavento
Nullo
NOTE
- La scelta di usare grafiche cariche di informazioni, ma minimali nell'estetica, si rivelerà vincente rispetto alle strategie che negli stessi anni usavano Meteo 2 e Meteo 3. I bollettini meteo di Rai 2 e Rai 3, infatti, dalla metà degli anni '80 fino alla metà degli anni '90, usavano grafiche computerizzate molto, ma molto elaborate. Tuttavia, queste grafiche di Meteo 2 e Meteo 3 verranno rivoluzionate più volte in questi anni. E, nella seconda metà degli anni '90, anche Meteo 2 e Meteo 3 cominceranno a usare elementi grafici più semplici. Che tempo fa, invece, farà solo dei piccoli cambiamenti nelle grafiche, mantenendo quasi tutti i dettagli di questo periodo fino almeno al 2011.
7a sigla (1990-2003)
"A tutti buonasera."
(Guido Caroselli, salutando gli spettatori all'inizio di un tipico episodio di Che tempo fa, dopo che Uppers and Downers (2) ha appena smesso di suonare e mentre sta partendo Sun-Burst in sottofondo.)
Tipo di sigla
Cartello statico d'apertura e di chiusura.
Descrizione breve
Titolo e sottotitolo appaiono su uno sfondo che mostra un barometro e una mappa dell'Europa.
Periodo
Da novembre 1990 fino a settembre 2003 (stima)
Autore
Sconosciuto
Soprannomi
"La sigla di Che tempo fa", "La sigla delle previsioni del tempo".
Potete vedere questa sigla su Youtube qui.
DESCRIZIONE
Versione standard
Sullo sfondo c'è una mappa dell'Europa, con i mari e gli oceani BLU e le terre emerse GRIGIE tendenti al VERDE. Nella parte alta dello schermo, allo sfondo è sovrapposta la fotografia SEMITRASPARENTE di un grosso barometro a lancette, con le classiche indicazioni dei barometri italofoni, e cioè "Tempesta", "Pioggia", "Variabile", "Bel Tempo" e "Gran Secco". Quest'immagine del barometro è sempre la stessa a ogni trasmissione della sigla, e quindi non può essere usata come dato di partenza per un ragionamento sul tempo, come succedeva invece col barometro della 2a sigla.
In primo piano, compare il titolo "CHE TEMPO FA", scritto in grandi caratteri arrotondati maiuscoli dalla forma simile a quelli della 5a sigla, ma SEMITRASPARENTI anch'essi. Infine, il sottotitolo "Su informazioni del SERVIZIO METEOROLOGICO DELL'AERONAUTICA" è visibile nella parte bassa dello schermo, in piccoli caratteri BIANCHI contornati di NERO.
NOTA: questo cartello era usato sia per la sigla di chiusura, sia per l'eventuale sigla di chiusura, non sempre presente.
Varianti
Una protoversione di questa sigla aveva il barometro e il titolo "CHE TEMPO FA" più grandi e centrati verticalmente, invece che spostati verso l'alto. In una versione ancora più primordiale di questa sigla, il sottotitolo non compariva.
GRAFICA E STILE
La maggior parte delle grafiche rimarranno con poche variazioni le stesse associate alla 6a sigla. In particolare, fino a metà degli anni '90, le transizioni tra una schermata e l'altra continueranno a mostrare il vecchio logo del Tg1 del 1986, anche se nel frattempo il Tg1 aveva cambiato più volte il suo logo e il suo nome.
Queste sono le poche variazioni che abbiamo rilevato.
- Con la caduta dei muri e la fine della guerra fredda, le animazioni delle immagini del satellite in stile 1985 cominceranno a mostrare i confini e le città anche dei paesi dell'Europa dell'est. Tuttavia, la Cecoslovacchia e Jugoslavia non appariranno mai divise.
- Le vecchie animazioni delle immagini satellitari in stile 1985 scompariranno approssimativamente nel 1994. Nel nuovo stile di animazioni, che sarà usato fino agli anni 2010, le terre emerse appaiono di colore MARRONE SCURO, non ci sono più né città né confini politici, e l'intestazione contiene solo dettagli tecnici.
- Sempre intorno al 1994, spariscono le transizioni con la striscia scorrevole e il logo del Tg1. Ora le grafiche di previsioni venti, e mari vanno in onda a tutto schermo: le date di riferimento ora compaiono in alto a destra in un piccolo riquadro. Tutti gli altri elementi di queste grafiche rimangono comunque invariati.
- In questi anni, iniziano a comparire le sponsorizzazioni. Un breve filmato pubblicitario musicale viene mostrato prima della sigla d'apertura, per poi essere riproposto alla fine del bollettino meteo, in questo caso con una voce fuori campo che dice "Meteo 1, con la partecipazione di...", e il nome del prodotto o dell'azienda sponsor. Questo è il primo caso in cui viene usato il nome "Meteo 1" invece di Che tempo fa.
- Negli ultimi anni '90 e nei primi anni 2000, sulle mappe e sulla carta del tempo cominciano ad apparire dettagli disegnati a mano con strumenti informatici, come ad esempio linee curve che dividono le zone di bel tempo da quelle di cattivo tempo. In particolare, ora le carte del tempo mostrano la firma di Guido Caroselli.
ALTRE INFORMAZIONI
Colonna sonora
Fino alla metà degli anni '90, le edizioni di mezzogiorno usano Meteo Weather come sigla e sottofondo, mentre le edizioni serali e notturne usano Uppers and Downers (2) nelle sigle e Sun-Burst come sottofondo.
Dalla metà degli anni '90 in poi, le colonne sonore si uniformano: tutte le edizioni di Che tempo fa usano Uppers and Downers (2) nelle sigle e Sun-Burst come sottofondo.
Disponibilità
Alta, vuoi per la longevità della sigla, vuoi per la massiccia diffusione dei videoregistratori negli anni '90 e nei primi anni 2000.
Fattore Spavento
Zero
NOTE
- Questa sigla mostra in un colpo solo entrambi i temi grafici di quasi quarant'anni di sigle di Che tempo fa: il barometro e il mappamondo.
- Questa sigla, e le grafiche collegate ad essa, sono legate indissolubilmente ad Andrea Baroni e Guido Caroselli. Grazie a questi due meteorologi, almeno una generazione ha imparato a leggere il tempo, e da esso è rimasta affascinata.
Sviluppi successivi
Il restyling di Rai Uno del 2003 manderà definitivamente in pensione il nome Che tempo fa e l'audiosigla con Uppers and Downers (2). Ma le grafiche e il sottofondo con Sun-Burst continueranno a resistere e supereranno indenni anche il restyling di Rai 1 del 2010, anche se solo per poco. E quando, nel 2011, Guido Caroselli condurrà il suo ultimo bollettino meteo su Rai 1, saluterà i suoi spettatori usando il nome Che tempo fa, anche se le sigle e le grafiche non mostravano più questo nome da anni. Insomma, Che tempo fa, con le sue conduttrici e i sui conduttori, con le sue sigle, le sue grafiche e le sue colonne sonore, ha plasmato il nostro modo di vedere il tempo, che ci piaccia o no. E a me, personalmente, piace che sia andata così.
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