Reader

Read the latest posts from log.

from ordinariafollia

ordinariafollia-log_009-2024.

Io c'ero e non dormivo

osservante ribelle osservavo.

Alle mie spalle il camaleonte chiese di passare davanti

e non vidi differenza per dire di no.

Io c'ero e non dormivo.

Alle mie spalle una donna dalla pelle molto chiara, a seno scoperto, chiese di passare davanti

e non ebbi sentimento per dire di no.

C'ero ed ero.

Alle mie spalle il gufo chiese di passare davanti

e non trovai argomento per dire di no.

C'ero.

Alle mie spalle la sirena chiese di passare davanti

e non mi vennero rime per dire di no.

Io c'ero.

Alle mie spalle la volpe chiese di passare davanti

e non c'era motivo per dire di no.

Davvero c'ero.

Alle mie spalle la iena mi chiese di passare davanti

ed era tanto il dolore per poter dire di no.

C'ero c'ero e c'ero.

Alle mie spalle il gorilla mi chiese di passare davanti

e non ero così pesante da saper dire di no.

C'ero

quando distribuirono l'intelligenza e tutti quanti

mi passarono davanti

ma io

che fretta avevo?

 
Continua...

from RINASCITA DELL’ALCHIMISTA STAREC ZOSIMA

Zosima Starec viaggiò e conobbe molti esseri viventi e degli esseri viventi sapeva storie passate, le storie formarono gli esseri viventi e nel ciclo infinito si sedimentò come pioggia che porta altra pioggia che il punto è solo l’acqua per bere irrigare lavarsi e ancora sfruttamento. L’alchimista Zosima chiese agli esseri viventi e non ai maestri e decise di tornare dai maestri solo una volta trovata la montagna sacra ma non la trovò mai e non si fidò mai di loro, un maestro è tale se è sparito e i suoi lasciti sono solo bozze errate di quando era poco più di un essere vivente, non può perdere tempo, c’è da coltivare e contemplare e perdere tempo, un maestro è tale solo quando è morto e quando non è più ascoltato. Zosima rifiutò per molto tempo gli essere viventi “vi ho salvati insolenti non sapevate nemmeno di aver bisogno di aiuto” ma agli esseri viventi non interessava salvarsi, erano occupati a soddisfare padroni e mai loro stessi e se loro stessi comunque i loro stessi del passato o del futuro ma non del presente e quindi padroni, è impossibile capire e correggere per chi non ha coraggio, rinascere dalla vita avviene dopo le altre rinascite, i vecchi parlano con i bambini perché gli è sempre mancato essere bambini e giocare e dormire e un amore sconfinato e senza scopo che si frantuma. E dopo diverso tempo il vento smise di soffiare e il sole di scaldare e una nebbia polverosa invase il cielo e pioveva solo polvere e tutti gli sforzi dell’umanità furono vani, l’umanità quasi scomparve e fu un bene. Troppi i ricordi, troppe le scelte che sarebbero potute essere diverse e che li avrebbero fatti diventare diversi e travolti dai pensieri gli esseri viventi impazzirono e dalla solitudine senza scopo che pretende di abbracciare tutto e tutti e lasciare inerti ma vissero vissero schiacciatati senza respirare e combatterono e persero e come sempre persero la loro piccola lotta miserabile. Zosima lo Starec incontrò un essere vivente uno dei superstiti che gli disse leggere è come mettere lievito nella farina, l’alchimista ringraziò e l’essere vivente scomparve. Era un mago, prima della santità si è maghi a forza di fare una professione ci si ingabbia e quella professione non voleva essere fatta, tutti sognano solo di smettere di sognare, realtà e magia sono la stessa cosa, le intenzioni sono mosse dalle percezione, l’importante è percepire rivivere il passato l’eterno ritorno la famiglia che distrugge non trasforma, è tutto immobile e falso, morire è cambiare e non è l’ultimo cambiamento, è difficile accettare, non accettare crea incubi a chi non è accettato e il non accettato faticherà a ritrovarsi e commetterà i soliti errori e si dovrà guadagnare anche quel perdono, gli esseri viventi sono il risultato di migliaia di anni di traumi e nella grandezza del tempo anche i secondi importano, ogni singolo attimo ha contribuito. “Guardate che vi ascoltate soltanto quando pensate parlate ascoltate le stesse follie e folli comuni siete e siamo tutti pazzi” così lo Starec tra le fiamme auto generate parlò in silenzio ma rapidamente a tutti quelli che si trovò vicino, e gli esseri non poterono che bagnarsi di lacrime e spensero alberi e foreste e fondali pieni di petrolio presero fuoco e da questa cascata organica la follia fu chiara a tutti i presenti e la folla non poté che gemere i pazzi comuni e pazzi ancora di più.

 
Continua...

from Testudo Blues

Qui trovate il classico mini-riepilogo

Bentornati all'ascolto, mascalzoni e sicofanti di Testudo. Prima di tutto devo chiedervi scusa se ho interrotto così bruscamente le comunicazioni, ma le strade di Testudo riservano sempre delle spiacevoli sorprese, e un dannato sicario in giacca e cravatta si è messo a sparare contro il mio amico Bronco dal finestrino di una vecchia Bentley, perciò non avevo altra scelta che disattivare la radio e concentrarmi sulla guida. Beh, dove eravamo rimasti?

Dal momento che il mio ex-socio Johnny Rumble non brilla per intelligenza, ero sicuro di trovarlo in uno dei nostri covi abituali, e così è andata. Fast-Food Lawn, il distretto del cibo spazzatura dove centinaia di chioschi e tavole calde scadenti friggono senza sosta stecche di carboidrati sintetici che spacciano per patate fritte o altre specialità pre-isolamento è un ottimo posto per nascondersi, visto il caos che regna tra le sue strade. Sempre che non ti stia nascondendo dal tuo socio in affari, che sa esattamente dove si trova il retrobottega di tuo zio Archiebold.

Parcheggiare la PodeRossa tra le strade di Fast-Food Lawn significherebbe donarla in beneficienza a qualche gang di ladruncoli minorenni, perciò cerco la Gabbia più vicina all'ingresso nord, pago il prezzo del parcheggio per l'intera giornata e infilo dieci corazze nel taschino del guardiano: “Quando torno te ne darò altre dieci, se non ci trovo neanche un graffio.” Il guardiano annuisce, ma il mio amico Biancaneve sembra alquanto contrariato.

“Non potevamo arrivare al nascondiglio in motocicletta?” Bronco è sempre stato pigro, anche quando era in ottima forma, figuriamoci adesso che gli anni cominciano a farsi sentire.

“Segnati tutto il tempo che ti ho fatto perdere, detective. Ti pagherò la parcella completa, d'accordo?”

Bronco brontola qualcosa tra i denti, ma decide di non protestare oltre. Deve essere davvero al verde, per accettare denaro da un amico. “D'accordo. Andiamo a prendere il vecchio Rumble.”

Johhny Rumble non gli era mai piaciuto. Più di una volta il detective aveva cercato di mettermi in guardia dal mio ex-socio in affari, ma non ho mai voluto ascoltarlo. Rumble e Catenaccio, una coppia perfetta: Johnny non aveva il minimo senso del pericolo e, una volta fiutato un affare, lo seguiva fino in fondo. Io, al contrario, ero astuto e calcolatore, sempre pronto a tirare il freno a mano quando sentivo puzza di gomma bruciata. Ci bilanciavamo a vicenda.

D'accordo, lo so cosa state pensando: se davvero fossi un fuorilegge astuto e calcolatore, non ti saresti ficcato in questo gran casino, Catenaccio. E avete ragione, non ho niente da obiettare. Forse la mia società con Johnny Rumble ha cominciato a rendermi come lui: più stupido e meno cauto.

L'ingresso nord di Fast-Food Lawn è un viale tappezzato da schermi pubblicitari della REAL-BURGER, l'azienda di carne coltivata numero uno a Testudo. DUE HAMBURGER REAL-MEAT AL PREZZO DI UNO. PROVA IL NUOVO REAL-VEG, CON FRITTURA DI VERDURE REALI. In uno degli schermi, un agricoltore con il cappello di paglia raccoglie del grano dalla sua piantagione e lo macina con l'aiuto di un asino per creare il panino di un hamburger. Sarebbe quasi credibile, se non fosse per il fatto che a Testudo non si vedono asini da almeno vent'anni. A parte facili battute sui suoi abitanti umani, voglio dire.

Ad ogni modo, tutti i dannati venditori di carne sintetica del quartiere vorrebbero convincere i loro clienti a confidare nella genuinità della loro merce. E nonostante chiunque sia a conoscenza del fatto che tutto il cibo di Fast-Food Lawn è prodotto dalle aziende chimiche di New Deering, a pochi chilometri dalle rive avvelenate del lago Michigan, queste pubblicità in qualche modo funzionano. I chioschi della REAL-BURGER sono perennemente affollati, mentre i ristoranti a conduzione famigliare chiudono continuamente i battenti.

“Non mangerei questa merda nemmeno se me la regalassero.” Bronco è sempre piuttosto deciso, quando si tratta di affermazioni.

“Non me ne parlare. Quando i soldi scarseggiavano, compravamo la carne coltivata dai fornitori dello zio Archiebold. Non sto qui a dirti cosa c'era in quelle casse.”

Ragazzini viziati dei quartieri alti trangugiavano allegramente i loro hamburger fasulli sentendosi trasgressivi e occupando rumorosamente l'intera larghezza della strada. “Di questo passo, non arriveremo più. Già sento la vecchiaia incombere su di me,” borbottò Bronco scuotendo la testa. “E ancora siamo lontani dai chioschi della REAL-MEAT, dove gli ormoni adolescenziali raggiungono la massima concentrazione.”

“Beh, c'è una sola cosa da fare,” rispondo io, con un sorrisetto che sarebbe più adatto per la faccia del mio ex-socio in affari, facendo con la mano destra il segno della pistola.

“Ma certo, perché non ci mettiamo a rapinare i ragazzini, tanto che ci siamo? Tu sei un fuorilegge, ma io ho una reputazione da mantenere.”

Stanco delle proteste di Bronco, decido di ignorarlo bellamente. Recupero la ridicola pistola snub-nose da una tasca della mia giacca di pelle e sparo un colpo il aria. I ragazzini, terrorizzati, fuggono a destra e a manca, lasciandoci libera la strada. “Et voilà. Con classe ed eleganza,” ridacchio, mentre Bronco mi maledice con una parola che non ho mai sentito prima d'ora.

Qualche metro più avanti, alle spalle dell'ennesimo chiosco REAL-MEAT, si trova la bottega dello zio Archibold. Dico bottega, perché, rivendita-di-droga-travestita-da-negozio-di-salumeria-vegana sarebbe troppo lungo, ma ci siamo intesi.

Entro nella bottega come una furia, zittisco lo zio Archiebold che cerca di salutarmi con il suo solito entusiasmo da pizzicagnolo e vado dritto nella stanzetta sul retro, dove il mio ex-socio in affari sta facendo il bagno in una vasca di rame. “Che diavolo ti è saltato in testa, Johhny?”

“Io...”

“Potevi almeno dirmelo, che hai accettato un milione di corazze per ammazzare la moglie del sindaco.”

“No, Danny, ti hanno male informato, io dovevo soltanto rapirla, quella donna. Dovevamo ricattare il sindaco per...”

“Smettila con questa manfrina, Johnny. Ho parlato con Ranucci. So tutto. il sindaco Carter si è rifiutato di chiudere il Continental Jazz Club, il principale concorrente di Ranucci, sia per quanto riguarda la musica che per la prostituzione e il gioco d'azzardo. Così Ranucci ha deciso di mandargli un avvertimento.”

“Io dovevo solo rapirla, te lo giuro. Poi sarebbe venuto uno dei suoi a finire il lavoro. Guarda, avevo anche un ottimo piano.” Alza un grosso braccio insaponato per indicare dei disegni appesi alla parete: mappe dei quartieri ricchi che sembrano disegnate da un bambino di sei anni con delle frecce con scritti i giorni della settimana: lunedì, giovedì, sabati e domeniche. “La moglie di Carter ha abitudini fisse. Non sarà difficile sorprenderla e...”

“È tutto finito, amico. Ho restituito il denaro a Ranucci.”

“E allora perché sei venuto?” Mi domanda.

“Dovevo darti una cosa. Esci dalla vasca,” gli dico, frugando in una tasca della mia giacca.

Al sentir parlare di un potenziale regalo, Johnny Rumble, salta fuori dalla vasca senza nemmeno preoccuparsi di nascondere le sue nudità. Afferrando un minuscolo asciugamano si strofina via l'acqua e il sapone, poi si avvicina tendendo una mano. Ed è a quel punto che gli rifilo il più potente mangiabulloni mai messo a segno nella storia della città isolata di Testudo. Un pugno dritto sulla sua faccia da idiota, che lo stordisce e lo fa indietreggiare di qualche passo. Arretrando, Johnny inciampa nella vasca di rame, rovesciandola e spargendo il sapone su tutto il pavimento del retrobottega.

“Sei stato davvero un idiota a cercare di nascondermi la cosa. Volevi tenere tutto il malloppo per te? Posso perdonare la tua avidità, ma non la stupidità. Come ti salta in mente di sfruttare il nostro grande colpo convegno del sindaco per completare lo scambio con Ranucci? Beh, la nostra società è sciolta. C'è solo un'ultima cosa che dobbiamo fare insieme,” gli dico. “Avverti lo zio Archiebold e digli di abbassare la saracinesca. Adesso che conosciamo il suo piano, Ranucci manderà qualcuno per chiuderci definitivamente la bocca, sono pronto a scommetterci la mia PodeRossa.”

 
Continua...

from KSGamingLife

Cambiamo musica! Guida rapida al mondo MSU-1

Recentemente, in uno dei nostri show su Twitch, abbiamo giocato a Donkey Kong Country con la patch MSU-1. Durante la live abbiamo apprezzato una versione del celebre platform davvero sorprendente per quanto riguarda la parte audio, ed ecco dunque un breve tutorial di cosa serva fare per ottenere la stessa resa. Ma prima...

  • Cos'è MSU-1?

Si tratta di un “chip”, mai in realtà esistito, che se fosse stato prodotto avrebbe dato allo SNES (e per vie traverse, anche al Mega Drive) la potenzialità di supportare giochi di dimensioni fino a 4GB (ENORMI, pensate che l'intera libreria di qualsiasi gioco mai uscito per questa console occupa meno spazio) e audio di qualità CD. Si tratta dunque di una qualità tecnicamente superiore a quella del real hardware, della quale possiamo usufruire grazie all'emulazione, in virtù di un processo di patch che vado a spiegarvi. Piccola nota a margine: è possibile, con alcuni core specifici, riprodurre giochi con patch MSU-1 anche su piattaforma FPGA, come il MiSTer. NON è invece possibile farlo su un vero SNES o Super Famicom che dir si voglia, a meno di utilizzare una FXPAK PRO, ovvero una speciale flashcart che simula questo componente aggiuntivo tramite tecnologia FPGA https://everdrive.me/cartridges/fxpak-pro.html .

  • Cosa occore

Per prima cosa, bisogna verificare che il gioco abbia una patch MSU-1 disponibile. La fonte più affidabile è il forum di Zeldix, dove si trova lo sviluppatore che ha inventato questa tecnologia.

Qua trovate la lista intera, in ordine alfabetico: https://www.zeldix.net/t2684-alphabetical-list-every-snes-msu-1-hack

Serve anche il MSU-1 starter kit, che contiene anche tante altre utility interessanti sulle quali non ci dilunghiamo: https://mega.nz/file/0rhxjAhQ#AmW2fbqS1_4HTqia4YkLb_W4yP_l6bwXgRRx_AkpyS4

Serve la versione della rom del gioco compatibile con la patch (trovate la versione specificata in ogni thread della lista di Zeldix)

Serve un music pack, anch'esso disponibile sui thread di Zeldix

Un emulatore moderno. Snes9X va benissimo, oppure potete usare il core Snes9X da dentro Retroarch.

Ad esempio, per Donkey Kong Country troviamo questo thread: https://www.zeldix.net/t1484-donkey-kong-country . Il primo link è la patch, gli altri sono i music pack. Scaricate la patch https://mega.nz/file/1LMFHQpb#B2bGzaMmryQ6vzjXSkQv2ZE-t9CTZIxgQofK9Je6cG8 e il music pack che volete, poi cercate una rom di Donkey Kong in versione 1.2 PAL o 1.1 NTSC USA e siete a posto.

  • Cosa fare

Prima di tutto, nello starter kit troverete un programma che si chiama SNESROMUTIL. Questo programma vi permette di verificare se la vostra rom è headerless oppure no. Se vedete l'opzione “remove header” abilitata, allora la rom ha un header, e dovete rimuoverlo usando il programma stesso. Basta lasciargli eseguire le sue attività, fa tutto da se. Altrimento, se l'opzione è disabilitata, potete passare allo step successivo.

Mettere in una stessa cartella: – La rom (tipicamente in formato smc) – Il contenuto dello zip della patch (primo link di ogni thread) – Il contenuto del music pack che avete scelto (sovrascrivendo eventualmente ogni file omonimo)

Aprire il programma FLIPS, che si trova nello starter kit. Cliccare su APPLY PATCH. Cercare, nella cartella che avete creato, il file ips della patch che avete scaricato. Vi chiederà poi di selezionare la rom. Se avete seguito le istruzioni, sarà il file smc che avete spostato nella cartella che avete creato. Vi chiederà infine di rinominare il file. Questo è lo step più importante. Nella cartella che avete creato ci sarà un file con estensione msu. Per esempio, nel caso di Donkey Kong Country si chiamerà dkcmsu.msu. “dkcmsu” è il nome che dovrete inserire in FLIPS. Se tutto è andato nel verso giusto, avrete un nuovo file dkc_msu.msc che avete appena creato. Apritelo col vostro emulatore, e avrete Donkey Kong con musica in qualità CD, remixata secondo il pack che avete scelto.

Buon divertimento, e buon ascolto.

 
Read more...

from highway-to-shell

Il governo ha fatto finalmente chiarezza, adesso abbiamo un indice in grado di esprimere il valore della vita di un lavoratore:

In caso di infortunio mortale arriverà una decurtazione di 20 punti. Solo 15 in caso di incidente che determina un’inabilità permanente al lavoro.

Le aziende avranno una specie di patente a punti che con un sistema di bonus e premi potrebbe partire da 100 punti e quindi con una rapida divisione se ne deduce che i primi 5 morti sono gratis! Wow!

Quando le tessere a punti del supermercato incontrano le carte Pokemon ecco il governo partorire provvedimenti che metterano la parola fine al dramma delle morti bianche.

Link

#lavoro #capitalismo #politica

 
Read more...

from Il Taccuino

Joan Semmel, Study for Night Light 1978, oil crayon on gray paper J. Semmel, Study for Night Light, 1978, pastello a olio su carta grigia.


Tu non sei una statua d'alabastro né di marmo levigato ma i minuscoli solchi dei tuoi anni porti come lastra d'acquaforte, essi sul tuo corpo disegnano ogni forma: ecco una driade, una ninfa, un'odalisca, la Maddalena ai piedi della croce.

Potessi baciare invece i tuoi, le caviglie, le ginocchia, sfiorare con le dita quasi fossero pennelli l'interno molle delle cosce, e discoprire il fiore che tante volte dischiudesti, l'acre odore che m'inebria, assaporare il tuo mistero, prosciugarti goccia a goccia.

Se ti confessassi ciò adesso fuggiresti, terrò dunque solo mio questo segreto. Animo mio inquieto, va da lei stanotte, non svegliarla, adagiati tra i seni, sia per lei questa passione che non si consuma. Per questa unica notte sola. L'unico amore possibile è quello che non esiste ancora.

 
Continua...

from highway-to-shell

Ma chi l'avrebbe mai detto? Il capolarato a quanto pare non riguarda solo quei campi dove i prezzi della vendita al dettaglio costringono i poveri latifondisti ad abbattere i costi di raccolta.

I vigneti in cui i braccianti venivano sfruttati erano quelli di produzione di pregiati e noti vini docg, dal Moscato, al Barbera e al Nebbiolo anche per il Barolo.

Quindi riserva speciale si riferisce al trattamento riservato ai braccianti?

Dai 4 ai 5 euro all’ora la paga, anche per 15 ore di lavoro nelle vigne, ma poteva anche scendere a 3 euro.

Poi la singola bottiglia viene venduta a prezzi stratosferici.

Link

#capitalismo #lavoro #sfruttamento

 
Read more...

from Le ricette di Kenobit

Questa ricetta nasce come modo per recuperare del pane secco. Mi appaga molto perché mi ricorda le polpette che mi faceva la nonna. Le chiamavo, da piccolo, “le palline”.

INGREDIENTI – pane secco – latte di soia non zuccherato – 150 g di lenticchie secche – cipolla – carota – un cucchiaio di tahini – un cucchiaio di miso – pomodori secchi – un cucchiaio di concentrato di pomodoro – peperoncino – cumino – aglio in polvere – lievito alimentare in scaglie – spezia tandoor (facoltativa, usate le spezie che volete) – Veggfast, 15 grammi (proteine delle patate, facoltativo ma molto consigliato perché fanno molto bene quello che farebbe l'uovo in una polpetta) – pan grattato – olio

Per la salsa: – passata di pomodoro – origano

PROCEDIMENTO

Cose da fare prima Mettere il pane secco a mollo nel latte di soia. L'ideale è che, alla fine, il pane abbia assorbito tutto il latte. Non serve affogarlo. Lasciatelo in ammollo per un paio d'ore.

Cuocere le lenticchie secche. Ovviamente se state usando lenticchie dal barattolo, non serve. Solitamente ci vogliono quaranta minuti.

Le polpette Mettete a soffriggere carote e cipolle tritate finemente. Vogliamo giusto farle sudare e diventare traslucide.

In una ciotola mettete il pane ammollato, le lenticchie cotte e aggiungete tutti gli ingredienti alla miscela, tranne il pan grattato (che metteremo alla fine). Potete ovviamente regolarvi secondo i vostri gusti e in base a quello che avete in frigorifero. Vi consiglio, anche in ottica di altre preparazioni vegane, di recuperare un vasetto di Veggfast. Dura molto e fa la differenza in queste preparazioni. In particolare, si comporta come un uovo in cottura, e quindi rapprendendosi darà struttura alle nostre polpette.

Impastate tutti gli ingredienti con le mani, o volendo con un robot da cucina. Quando avrete ottenuto un impasto omogeneo, aggiungete il pan grattato, fino a che non ottenete un impasto lavorabile, dal quale potete facilmente ricavare delle polpette. Se avete tempo, lasciate riposare l'impasto in frigo (coperto) una mezz'oretta.

Formate le polpette e cuocetele come più vi aggrada. Potete farlo in forno, potete farlo in padella con l'olio (scelta consigliata) o potete addirittura friggerle (deep fry, decisamente overkill ma sempre buono).

Quando le polpette saranno dorate e croccanti, toglietele dalla pentola e preparate la salsa. Nella stessa pentola dove avete cotto le polpette, aggiungete passata di pomodoro, sale e origano. Cuocete qualche minuto a fuoco basso.

Quando sarà pronta, spadellateci dentro le polpette e servite.

 
Read more...

from RINASCITA DELL’ALCHIMISTA STAREC ZOSIMA

Zosima lo Starec incontrò di nuovo se stesso, incontrò il dio del suo mondo e come tutte le divinità ambì all’eternità e volle essere rappresentato e disse e promise infinite ricchezze ovunque anche nel mondo senza lavoro dove l’ozio rende liberi dove si gode fino a non poterne più si vuole godere di più e promise e creo così l’arte o meglio l’arte di controllare ancora di più e meglio sì esprimetevi schiavi pensando a me sì che siate eternamente quando la mia eternità condannati a sentirvi liberi amandomi, qua e sempre qua tornerete, l’arte è puro controllo, l’arte non esiste sporchi stupidi esseri viventi umani non capirete e non capirete mai perché soffrite ma Zosima anche qua fallì, sì rinacque ma non comprese c’era ancora molto da uccidere e morire. Era insolito per chiunque passasse per le vie non imbattersi in esseri viventi non umani, questi erano già da diverso tempo irriconoscibili dagli esseri viventi umani. Tra loro gli esseri viventi comunicavano e questo comunicare piacque davvero ora sì agli esseri viventi non umani, questa prerogativa dei viventi era allettante sì questi elettroni che si legano e si fermano e sedimentano lacune peccati non dogmatici che si fugga dalle leggi e che questo ordine contro l’altro è sempre una lotta uno contro un altro non esiste un terzo, il terzo è sempre un po’ dei due la falsa trinità. Zosima disse alla chimera madre sconosciuta amica “sostituiscimi, io non ho saputo accettare il tuo affetto e tu non hai saputo capirmi o non hai voluto ma io d’altronde chi sono chi è mio figlio dov’è mio padre” innamorate della paura della propria fragile anima e Zosima era come loro almeno fino al quel giorno o lo era stato almeno in passato. Un giorno l’alchimista incontrò una giovane coppia che era già pronta per dormire in caldi vestiti pieni di leggendari ricami rappresentanti la loro infinita inadeguatezza “e ti immagino da vecchia molto più grassa e molto più felice” essere vivente troverai la pace e distintamente l’altro pensò così intensamente da poterlo sentire “vado a fare la spesa così prendo la mia ora d’aria da te”. Starec Zosima conobbe suo padre poco prima di vederlo morire intenzioni mancanza di coraggio e l’umanità sempre nascosta e mai cercata in verità mai andato oltre il minimo necessario per far terminare i discorsi e finalmente il silenzio. Luce o divina guida Zosima si nascose da essa e fece bene, la luce acceca, serviva nascondersi in profondità e vedere se questa luce serve davvero che poi servire è sicuramente troppo nulla serve davvero forse al massimo se la luce migliora il cammino se è più sostenibile se i dubbi diminuiscono ma ovviamente in quel momento non ci fu consapevolezza solo azione solo la luce in realtà non era abbastanza vicina ma comunque inevitabile chiuse quindi gli occhi e la luce non fu più. Al buio Zosima dovete ricorrere ad altri sensi per farsi guidare da se stesso e lo fece ma la luce esiste per essere guardata per scaldare è questo il suo scopo e la luce sparì del tutto. Tradito dalla luce ripeté alla luce “sei il male sei il male” quando era tutto pervaso dal fuoco quando camminare era così difficile che si cadeva su un terreno fatto di odio e insicurezza, la ricerca è così dolorosa ma il dolore fa lottare e se c’è abbastanza da bruciare e se non si ha il coraggio di cedere, la solitudine è semplice, non vale la pena perdersi, sensi di colpa illudono, non c’è colpa, i sensi spiegano sempre una parte e la follia continua a pervadere solo l’insicurezza “mi illudevo così tanto e così bene dove è la verità adesso?” non il centro qua pensò Zosima non certo vicino “la vita è dicotomica inspira espira e il passaggio?” come passare come fermarsi come procedere se non sbagliando fino errori sempre più sostanziosi di conseguenze e nel cielo una grande voragine luce tuono silenzio più niente da sentire buio più niente da vedere.

 
Continua...

from Il Taccuino

Lago di pergusa


Non chiedete più della fanciulla che abitava queste terre forse altrove è andata a cercare i fiori d'asfodelo. Non interrogate i pini, il vento, non importunate la poiana.

La folaga ha lasciato queste rive, l'airone ha rivolto le sue ali al di là della città.

Perché cercate tra i vivi ciò che è morto? Mai nessuno vi risponderà.

 
Continua...

from la tana di Belzebu

casa mia, casa tua...

Voglio raccontare la mia personale esperienza in merito alla proprietà privata, agli affitti ed alle implicazioni non elementari che il discorso comporta. Da circa un anno lotto con un inquilino che ha deciso i maniera arbitraria e capziosa di astenersi dal pagare l'affitto di casa, casa di cui io sono il proprietario non che locatore, con regolare contratto depositato in regime fiscale di cedolare secca, il relativo canone congruo secondo il calcolo medio che stabilisce un ente terzo rispetto a locatore e conduttore, nello specifico è indicato da Agenzia delle Entrate. Ciò premesso io ho cercato in una prima fase di parlare con in mio inquilino, ho concesso dilazioni ho proposto di annullare debiti pregressi offrendo alcuni mesi di locazione gratuita in cambio di una firma per una risoluzione del contratto ad una determinata data, tutte le mie proposte di mediazione sono andata disattese puntualmente, in tutto questo sia chiari che la tassazione sui canoni mai corrisposti mi viene comunque imposta almeno sino a quando l'ammanco non venga certificato da un tribunale per il signor Stato tu stai incassando un reddito e le tasse sono dovute... La mia unica colpa rispetto al capitalismo edilizio è quella di aver ereditato da mia nonna la casa che questa si è comprata con sacrifici facendo le pulizie e che ha deciso di lasciare a me in quanto unico ad averla assistita nel corso degli anni, e di aver contestualmente ereditato anche da mio padre la casa che quest'ultimo aveva acquistato con il suo stipendio da operaio specializzato nel porto di Genova, immobili sui quali sia chiaro tasse: IMU, ICI, Successioni, cazzi e mazzi sono sempre state pagate sino all'ultimo, senza condoni o altra cazzate simili. Spesso raccontando di questa situazione con altri, mezzi amici, mezzi parenti ed affini, il riscontro che ho è sempre quello di violento giudizio nei confronti di chi "abusivamente" sta in casa mia senza pagare, lo capisco è la via più facile per tutti, e lo è stata anche per me in alcuni momenti, soprattutto in quei momenti dove dovendo far fronte a scadenze di tipo economico mi sarebbe servito quel piccolo reddito per superarle un pochino più agevolmente. Ma se dobbiamo essere giraffe a tutti i costi ciò ci impone quanto meno un punto di vista più ampio, non credo sia facile per l'inquilino, giunti a questo punto, convivere con una istanza esecutiva di sfratto con mandato ad ufficiale giudiziario, ogni giorno può arrivare l'autorità e metterti alla porta se non di casa "tua" quanto meno di un posto dove ti rifugiavi dal freddo e dal buio, non posso certamente sentirmi solidale con l'inquilino perché il suoi bisogni io li ho compresi e mi sono reso diligente nei suoi confronti lui non ha fatto altrettanto ha messo in campo una scelta e le conseguenze ora sono a suo carico, ma non mi sento di aggredire ulteriormente chi è già, probabilmente, sbranato dai suoi mostri, ad un passo da un crollo che può essere definitivo. Non credo viva sereno anche se dovesse mostrare arroganza o collera io sono molto più sereno di lui, per mille motivi, sono stato più fortunato e ho cercato di aiutarlo in tutti i modi, può essere che lui abbia vissuto questa mia mano tesa come una dimostrazione di superiorità ? Può essere tutto... Ma quello che non può essere e che non deve essere è che le persone aggrediscano l'ultimo anello di una catena che è marcia dall'inizio, in Italia ci sono settecentomila persone che sono o potenzialmente sono fuori casa, questo non lo possiamo ignorare soprattutto la dove gli immobili di proprietà di enti pubblici/stato disabitati superano il milione, è un problema che va risolto, e non come dicono molti con metodi all'americana, esasperando il concetto di proprietà privata, ma aiutando le persone, tutte, si e soprattutto quelle che secondo i canoni odierni questo "aiuto" per molti non lo meritano nemmeno. il livello di stato di una società corrisponde a coloro che abitano a livello più basso, ed è tempo che coloro che hanno qualcosa si rendano conto di essere più prossimi a quelli che non hanno nulla rispetto a quelli che hanno troppo.

 
Continua...

from ordinariafollia

ordinariafollia-log_008-2024.

Facciamo finta che io

sia una vagabonda dello spazio alla guida di una Falchetta del Millennio alla ricerca del Diamante del Tempo.

Nella notte indefinita.

Facciamo finta che tu

sia un ballerino ammalinconicato che danza sgraziato sui fili del Fato.

Nella pioggia della vita.

Facciamo finta che la terza persona singolare

resti singolare

e nella sua matematica anomalia risplenda.

Facciamo finta che noi

inseguiti dalle Sturmtruppen dell'Impero Galattichen indossiamo solo una maglietta bianca con uno slogan volgare e per la gioia di coloro che apprezzano la natura morta quando è ancora viva: non abbiamo le mutande. Nemmeno le scarpe.

Facciamo finta che voi

avete ancora trent'anni e vi guardate l'amore negli occhi, sulla spiaggia di una vecchia fotografia

tornate indietro senza passare dal Via. E siete belli e siete forti.

Facciamo finta che loro

siano l'oro

per un'ora, perdutamente, siano di nuovo tutti bambini.

 
Continua...

from RINASCITA DELL’ALCHIMISTA STAREC ZOSIMA

Zosima capì non più tardi, il potere è nascosto, è pura prospettiva, dare gli esatti nomi alle cose non è democratico, durante il fascismo probabilmente non sarebbe stato antifascista, c’era sicuramente da ascoltare e pensare e riflettere e vivere, schierarsi fa gli interessi di qualcun altro sì ma gli interessi di tutti dove sono è vero anche questo essere vivente e lo Starec Zosima si dispiacque, alla fine il fascismo ha vinto se c’è tutto questo disinteresse, il fascismo è controllo e violenza, è facile dare la colpa fuori ma guardatevi dentro esseri viventi omertosi giudicate con fermezza ma come farete se siete così poveri di ogni tipo di ricchezza se vi hanno tolto tutto pure voi stessi ma quali altri esseri viventi Zosima lo Starec al limite della sua trasformazione disse “Gli esseri viventi si modellano sulle loro esigenze, oggi impazzisco” una volta tornato dal sonno e sentì odore di fiori, fiori da funerale odore di morte e passando per sette risvegli incontrò per la prima volta il Buddha e passando per l’inferno trovò come la storia si ripete e ancora storie di proiezioni e nella ricerca assistette di nuovo ai frammenti del Buddha e ammirò segnali non percepiti, i sensi erano così pochi e poco attivi e ancora frantumi e pregò che fosse davvero una scoperta e che fosse pura e ancora polvere e storie e storie polverose e polvere così antica da essere raccontata e tutto facente parte del tutto ma solo una volta percepito e pianse e fu felice. Zosima lo Starec camminò tra gli esseri viventi umani e esseri viventi non umani per la società di esseri viventi umani e esseri viventi non umani le strade percorse le piazze di incontro tra esseri viventi umani tra di loro e esseri viventi non umani tra di loro e con esseri viventi umani erano parte fondamento nonostante la pazzia e i fiumi e i laghi e l’acqua sporca di vita e lì guardò sorridere e ringraziò. Lo Starc Zosima affacciatosi ad un burrone alto scosceso con grossi massi di pietra chiara volse lo sguardo oltre un orizzonte tranquillo, prometteva un abbraccio e un caldo tepore ma sempre dopo e sempre una lunga attesa, avverrà però in un attimo nel mentre l’alchimista cercherà ancora e ancora di capire e accrescere il godimento estremo e solo la luce rimarrà e solo una domanda “continuerò a perdermi nei miei pensieri?” L’amore sapeva bene l’alchimista Zosima fu inventato tempo fa dalla sua mancanza dall’imposizione dal bisogno di fuggire lontano dagli obblighi nati per assecondare ambizioni di avi, ad anch’essi furono imposti e vollero fuggire lontano dagli obblighi nati per assecondare ambizioni di avi ma poi vollero dimenticare, ora gli obblighi erano loro e l’onore e l’essere escluso e questo bisogno di affetto, tutti sono soli e tutti vogliono respirare aria fresca quella mattutina di una primavera dopo molti giorni di pioggia e sole infine. Lo Starec Zosima capì, dopo varie eternità di matrimoni combinati nacque l’amore come rifiuto dell’obbligo anch’esso sì nato dall’amore dei padri e della condivisione reciproca della sofferenza delle madri e fratelli e sorelle e traumi e ancora lacrime ma poi la salvezza in città fortificate in vecchie cantine con ragni grandi almeno la metà di un essere umano vivente medio nella moda frequenza statistica guassiana curva con molta varianza e poca libertà, è tutto scritto e questo libero arbitrio ti libera solo da alcune fatiche ma ovviamente non da tutte e non dalle principali e amore solo per fuggire e per viaggiare lontano sempre. E Zosima l’alchimista capì, la fiamma e altri modi per alterare la coscienza per alterarla così tanto così bene così a fondo così da scavare scavare trovando gemme ma serve la luce per vedere quanto brillino serve l’occhio per vedere serve il sangue che scorre e un cuore che batte e che le mani possano toccare che le dita possano essere al loro posto e serve sì stare in piedi e continuare a barcollare e conoscere e perdersi perdersi e finalmente trovarsi.

 
Continua...

from Il Taccuino

Degas, photography nude study (E. Degas, Studio di nudo femminile, fotografia)


Sul marmo liscio quasi ghiaccio che si incrina i tuoi piedi scivolavano, ti libravi come una falena notturna e con gli occhi chiusi ti lasciavi trasportare. Le tue labbra rosse appena socchiuse lasciavano intravedere i denti bianchi e il volto era rapito dall'orgasmo musicale. Le gambe si rincorrevano tra sacadas, ganchos e paradas quasi giocavano a un gioco scandaloso nella luce soffusa della notte. Bianche, le tue cosce, si stringevano a quelle del tuo hombre mentre il bandoneon sospirava nel suo gergo sessuale.

Non ho mai osato incrociare i tuoi occhi e forse nessuno quella sera ha inteso il tuo mistero. Gli uomini che ti stringevano e sentivano la tua pelle che tremava calda quasi come un animale addormentato che sussulta, sapevano forse di tenere tra le braccia Ecate che quella sera ritornava tra i mortali? In cuor mio lo sentivo e quando di sfuggita mi guardasti capii che era vana ogni speranza che nei tuoi occhi scuri e fondi era scritta, incancellabile, ogni mia condanna.

 
Continua...

from la tana di Belzebu

farfalle alla nascità

adoro la mente dei bambini, la adoro perché è chiara, pulita nel senso che è priva di scorie, semplice, tutt'altro che scontata o elementare. Al contrario di altre specie noi nasciamo farfalle per divenire vermi... farfalla

 
Continua...

from la tana di Belzebu

la responsabilità perduta

Viviamo in un'epoca dove la responsabilità è altrove, distante da noi, nessuno è responsabile per gli altri, non si è più responsabili nemmeno per se stessi, la responsabilità che male esercitata può divenire colpa nei suoi riflessi è ripudiata, messa all'indice in un vortice individualista che ci mette a capo di tutti i poteri di tutti i punti di vista, l'unica via di fuga possibile è l'IO ed in questo nostro essere dominati da un ego quantificabile in 10^27 non c'è spazio per la valutazione sbagliata che porta ad un errore, che badate bene è sacrosanto, umano anche giusto in un ossimoro logico non così parabolico come potrebbe sembrare. Con questo cappello mi riferisco all'eliminazione tardiva e meritata della nostra squadra nazionale di calcio dal torneo europeo, non sono un appassionato di calcio, lo sono stato in un'età più giovane, ma in un paese come il nostro il calcio ha un peso politico, la cosa ci può infastidire, anche fondatamente, ma non possiamo non prenderlo in considerazione, non è certo un bene ma è così, anche l'escalation popolare che ha portato Silvio Berlusconi al mito in vita e alla beatificazione in morte è, in parte, anche riferita ad un periodo di presenza nel mondo del calcio che ha certamente lasciato il segno, l'appellativo presidente che gli viene tutt'ora tributato a prescindere da presidente di che! E' da riferirsi alla presidenza del Milan che rimanda agli strepitosi risultati sportivi di quegli anni. La nazionale non ha una vera e proprio collocazione politica, o meglio ce l'ha ma è troppo sottilmente complicata da decifrare e quindi la lasciamo li in fondo al cassetto come un libro interessante si, ma che alla fine non abbiamo tutta sta voglio di leggere... Dicevamo la nazionale è politica, mentalità nazionale è una lieson tra il popolo e la classe dirigente, la crema sportiva e non solo, della società, l'esprimersi della nazionale è insomma pacificatrice tra chi ha tutto, salute, talento, ricchezza e felicità e chi ha poco ho nulla e sogna una rivalsa dal tavolino di un bar, con una vita mezza vuota dietro una bottiglia di Peroni ghiacciata... Quando qualcosa non funziona qualcosa si rompe, quando non solo non si vince ma nemmeno ci si esprime qualcosa in questa unione in questa comunicazione tra Dei e mortali si spezza ed è l'abisso. Le vite mezze vuote si scagliano contro le divinità illusorie e tutto si tinge di una realtà grigia e fredda aconr più della Peroni che resta li a sgasare sul bancone. architetti Abbiamo perso, malamente, ma la colpa non è di nessuno, perché la responsabilità è evanescente, perché i giovani non erano abbastanza giovani, bontà loro, il progetto è ancora in fase di stesura, perché insomma dai... Le facce abbronzatissime della dirigenza ci raccontano di mezze responsabilità, di mezze colpe, di mezze cose che non hanno funzionato, un po' come funziona nel nostro paese, è colpa dell'Europa, ma no è che il governo precedente... No però si deve capire che il quadro è cambiato... Ma la realtà alla fine è che in questa marea di quadri che cambiano la parete sullo sfondo è sempre più scassata è tra intonaco che gonfia, stucco che non arriva, muratori ed imbianchini che non ci sono più, centinaia di architetti in stile Fuffas prendono misure e parlano di design su macerie di una casa che non esiste quasi più... Di tutto questo si salva solo, per ora, la Peroni ghiacciata... Salute!

 
Continua...