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from Pensieri di Pollo

“Gon è un dinosauro”. Così si apre il primo volume dell'unico cofanetto al mondo con la coda: quello di Gon di Masashi Tanaka, appunto.

C'è poco altro che ci è dato sapere in effetti. Gon è un piccolo dinosauro, non si sa come è sopravvissuto all'estinzione della sua specie e passa la sua vita a mangiare e dormire.

Nel farlo interagisce con la natura, che è quella della preistoria post-sauri. E lo fa come si fa in natura: incazzandosi di brutto con gli altri animali e sfruttando ogni mezzo per raggiungere i propri obiettivi.

Gon è la creatura più ostinata e arrogante della natura. In nessuna tavola abbassa lo sguardo, in nessuna tavola si percepiscono paura o dubbio.

Gon è in questo senso l'emblema della natura: sempre proiettato in avanti, in movimento, incrollabile e indomabile.

Ma Gon è anche altro: è un essere che sa mettersi a disposizione degli altri animali, spesso come leader. E allora Gon diventa anche l'emblema di un'umanità che nella natura e in storie come queste va a ricercare le più profonde radici.

Tutto questo è Gon, che ho recuperato finalmente grazie all'ennesimo colpaccio su Vinted. Piccola curiosità: per essere coerente con il mondo narrato, quello degli animali, il fumetto di Gon non ha né parole, né onomatopee; a dire il vero non se ne sente proprio il bisogno vista l'eloquenza delle tavole di Tanaka che spaccano la quiete verbale con la fragorosa potenza di alcuni dei disegni più belli mai visti su carta.

Comunque se sei arrivatə fin qui e te lo stai chiedendo: sì, Gon è proprio quel personaggio bonus di Tekken 3!

 
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from Pensieri di Pollo

Ed eccoci qua, all'ennesima prova con un blog.

“Oh no, di nuovo?”

Sì di nuovo. Ci riproviamo, che ne dici amica ansia?

Certo, va anche detto che questa è la prima prova da quando ho raggiunto i roboanti trent'anni, quindi chissà che l'età non porti la costanza, la costanza non porti la voglia, e la voglia non porti la gioia di scrivere un po' di tutto quello che mi va qua dentro.

“Ma come, e la rivista?”

La rivista arriverà, ma lì ci andranno cose più curate e ragionate, e che cavolo.

“Ma allora scusami, fai dei Toot su Livello Segreto!”

Vero mia cara vocina nella testa orientata all'auto sabotaggio, ma qua non ci sono limiti di caratteri, vedi quanto sei sciocchina?

”...”

Oh, finalmente, un po' di silenzio, proprio ora che ho finito le cose da dire, mannaggia

Un saluto a chiunque leggerà: ciao mondo! Ci rivediamo al primo vero post!

 
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from KSGamingLife

Quanto si guadagna con Twitch

Solitamente, quando capita di parlare della nostra attività su Twitch, ci viene chiesto “Quanto ci guadagnate?” Il motivo è ovviamente come sempre il capitalismo, radicato fin nel profondo della società in cui viviamo, che impedisce ai più di fare a meno di parlare di soldi. Ma ok, parliamo di soldi: quanto ci guadagniamo con Twitch?

Per i comuni mortali, ovvero quelli che rifiutano o non ricevono sponsorizzazioni, ci sono tre fonti di guadagno tramite Twitch: le iscrizioni, altresì note come sub (da subscription), i bit e la pubblicità, più ovviamente lo donazioni. Andiamo a vederle in dettaglio.

Quanto si guadagna con le sub?

Ci sono tre “livelli” di sub: tier 1, tier 2 e tier 3. Le sub tier 1 costano, in Italia (il costo è differente in paesi differenti), 3.99 euro. Le tier 2 costano 7.99, mentre le tier 3 costano 19.99. Di questa spesa, circa metà va a Twitch, e circa metà va allo/a streamer. Quindi, abbonandovi a un canale per circa 4 euro, darete circa 2 euro al canale. Il resto va a Twitch. Così succede anche per i tier più elevati: a fronte di un'iscrizione tier 3, il canale ottiene circa 10 euro. Questo accade anche per le sub donate: se un utente dona 5 sub, è come se 5 utenti si fossero abbonati spontaneamente. Amazon, tramite l'integrazione con Prime Gaming, permette agli abbonati di sottoscrivere una sub tier 1 “gratuitamente”, questa conta per il canale come se fosse una sub tier 1 pagata con soldi veri. Sottoscrivere un abbonamento a un canale ne permette la visione senza interruzioni pubblicitarie (ma ci sono potenzialmente eccezioni, vedi sotto), l'accesso alle emote riservate agli abbonati, e un badge di fianco allo username in chat.

Quanto si guadagna coi bit?

I bit sono monete virtuali, che gli utenti possono pre-acquistare. 1 bit costa 0.015 euro, cioè un centesimo e mezzo circa. Per fare i conti più facilmente, 100 bit costano 1,59 euro. Donare bit a un canale equivale a contribuire alle casse del canale per un importo pari a 0,01 euro per bit. Se donate quindi 100 bit a un canale, spendete 1,59 euro, e al canale arriva 1 euro. Ci sono alcune eccezioni a questo, ovvero i bit spesi tramite le estensioni come il Crowd Control, dove l'80% va al canale e il 20% a chi ha sviluppato l'estensione, ma si tratta di meccaniche non statisticamente rilevanti. Donare bit permette di ottenere alcune emote riservate ai donatori, e conferisce un badge di fianco allo username in chat.

Quanto si guadagna con la pubblicità?

Risposta facile: poco. Risposta complessa... dipende. La pubblicità su Twitch può essere pilotata dallo/a streamer, in questo modo: 1) Tramite il Gestore Annunci, che mostra un quantitativo schedulato di pubblicità ogni tot 2) Manualmente, ovvero lasciando allo/a stremaer l'onere di lanciare la pubblicità quando preferisce

Nel primo caso, il quantitativo minimo che il Gestore permette è 30 secondi ogni ora. In questo modo, Twitch non mostrerà i cosiddetti preroll ad, ovvero sia la pubblicità che viene mostrata a un utente che si collega allo stream per la prima volta. Nel secondo caso, comunque lo/la streamer deve lanciare manualmente almeno 30 secondi di pubblicità ogni ora, per evitare i preroll ad. I preroll ad durano 30 secondi, e appunto sono visualizzati solo alla prima connessione: se lo/la streamer non lancia altri annunci, e l'utente non si scollega, quelli saranno gli unici annunci che vedrà. Tutto questo, solitamente, si applica soltanto agli utenti che non hanno sottoscritto un abbonamento. Sebbene lo/la streamer ha comunque facoltà di far visualizzare la pubblicità anche agli utenti abbonati, raramente si fa questa scelta. Quanto alla resa, è davvero difficile a dirsi. Per il nostro canale KSGamingLife abbiamo deciso di non abilitare il Gestore, e di non lanciare pubblicità manualmente. Questo significa che un utente non abbonato vedrà solo 30 secondi di pubblicità per ciascuno dei nostri stream se non si scollega. Sostanzialmente, è il minimo. Da inizio 2024, cioè in tre mesi e 16 giorni (questo articolo è stato scritto il 16/4/2024), il canale ha registrato un introito di 6,61$ (Twitch esprime i valori economici in Dollari USA). Un guadagno irrisorio, ma è così volutamente per quanto ci riguarda. Di questo ne parliamo meglio dopo.

Quanto si guadagna con le donazioni?

Le donazioni sono volontarie, di entità volontaria, e non tracciate da Twitch in alcun modo. Non portano vantaggi diretti (cioè non eliminano la pubblicità, non conferiscono emote, ecc ecc) ma possono portare vantaggi a discrezione dello/a streamer (ad esempio, una certa donazione potrebbe essere scambiata con un'azione da parte dello/a streamer, ad esempio scrivere il nome del donatore su qualcosa).

E le tasse?

Le tasse si pagano! Nel senso, gli introiti di Twitch vanno dichiarati nell'ambito della dichiarazione dei redditi. Twitch rilascia regolarmente documenti di valenza fiscale, una sorta di CUD, e pertanto tutti gli introiti di Twitch sono tassati a norma di legge.

Considerazioni – Guadagni medi per mese

Nell'ambito della gestione del nostro canale, abbiamo scelto di non trattare l'utenza differentemente, tra chi può/vuole sottoscrivere un abbonamento e chi no, e abbiamo scelto di non mostrare a schermo widget di gamification come ad esempio una barra che conta quante sub mancano al raggiungimento di un “sub goal”. Questo ci porta comunque un guadagno mensile di circa 120-130, a volte 150 euro. Il nostro canale è attivo per 2 ore e mezzo a sera, dal lunedì al giovedì. Calcolatrice alla mano, si tratta di circa 40 ore di trasmissione ogni mese (senza contare le ore spese a preparare le live, gestire i social, e quant'altro), il ché significa un guadagno orario di 3,25 euro circa, sui quali dobbiamo poi pagare le tasse come spiegato sopra.

Considerazioni – Gestione della pubblicità

La pubblicità su Twitch può essere la migliore o la peggiore fonte di guadagno. Scegliendo di mostrarne tantissima, e avendo una media spettatori di gran lunga maggiore della nostra, si guadagna potenzialmente bene. Il problema sorge nel momento in cui si vuole ottenere o mantenere la propria audience. Se Twitch costringe a guardare la pubblicità invece dello stream, gli spettatori si spazientiranno e andranno altrove (oppure si iscriveranno, forse). È nostro parere che la pubblicità sia il maggiore ostacolo che gli/le streamer si auto-infliggono nel cammino verso l'aumento di popolarità. C'è da dire che l'equilibrio tra preroll ad e pubblicità durante lo stream è molto precario, e dipende tanto dal tipo di community ottenuta e che si vuole ottenere. Non esiste una soluzione che va bene per tutti. Quel che è certo è che nella misura descritta poco sopra, lo/la streamer ha facoltà di impostare la pubblicità come più preferisce: chi sostiene che non può fare a meno di mettere tanta pubblicità o è in malafede oppure non sa configurare il proprio canale. Il minimo impostabile sono 30 secondi di preroll per gli utenti non abbonati, in un canale affiliato o in un canale partner, non cambia.

Considerazioni – Vale la pena?

Non si vive di Twitch. Non è neanche ipotizzabile vivere di Twitch, solo con le proprie forze. Vive di Twitch chi già ha intorno a sè centinaia (CENTINAIA) di persone pronte a pagare continuativamente, tramite sub ma soprattutto tramite donazioni, e chi ha già contratti di sponsorizzazione stabiliti. In Italia, si contano sulle dita delle mani. Non ha il benché minimo senso iniziare a streammare per guadagnare. Si rientra del necessario investimento in termini di attrezzatura in anni. Per questo motivo, fa sorridere chi insiste col chiedere se lo si faccia per soldi. Allo stesso modo, fa sorridere chi inizia una carriera di stream per guadagnarci, o anche per arrotondare lo stipendio. Il motivo per cui viene da commentare “Chissà quanto ci guadagnano!” è perché molte persone (spettatori e emittenti) non sanno bene come funziona, perché come ogni ambito dove intervengono i soldi, è complesso. Va da sé che sapendo come stanno le cose, è evidente che una carriera di streaming non può basarsi sul guadagno monetario. Ognuno trae dalla propria attività il tornaconto che vuole, ma è sensato che esso consista di soddisfazioni, non di soldi nel conto corrente.

 
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from @giochetti

Oddworle: Abe's Odyssee

Un gioco sulla vita operaia. Sembra un mondo fantastico anche se molto lugubre. Che parola interessante lugubre. Salti, scappi o ti spappoli. Sta storia di issarsi sulle piattaforme nei giochi mi è sempre piaciuta, nei giochi FPS mi piace meno, in quel caso preferisco in salto + abbassarsi. In gex enter the gecko era resa con una animazione interessante. Usava la lingua per issarsi. Il resto del gioco sono animali strani e pericolosi. “Cosa!?!?!” E poi gnuvu gnuvu gnuvu. “Aiuto!!!” Fischi e peti che manco in grand theft auto 2. Se ti è piaciuto questo delirio ti dico: “Ciao. Seguimi”

 
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from highway-to-shell

Al pronto soccorso oftalmico ci sono sicuramente medici molto competenti. Hanno però un problema di pazienza, problema di cui mi preoccupa soprattutto l'eziologia.

Il punto è che è abbastanza normale tirare la testa indietro se qualcuno ti si avvicina con le dita o con altri strumenti all'occhio: è un semplicissimo istinto che viene costantemente ignorato dai medici del suddetto pronto soccorso ma ora veniamo alle ipotesi che possono giustificare il sorgere di tale scorbutica impazienza.

1) Il partner ti tradisce e sei incazzato con il mondo: ok, ci può stare ma se sei stressato non vai a lavorare in un pronto soccorso caro il mio cornutazzo

2) Sembri molto preparato in oculistica ma forse è solo perché io non ho le competenze per giudicarti, in verità ti sei laureato con il minimo dei voti visto che non riconosci come normale l'istinto di ritrarre la testa e ti stupisci come se non avessi la più pallida idea di cosa sia un istinto innato nell'essere umano: tu mi metti qualcosa nell'occhio ed io mi sposto.

3) Sei un sadico cui piace dare fastidio alla gente...potevi fare altri mille lavori ed hai scelto di fare il medico, bravo

C'è da dire che la stessa impazienza l'ho sperimentata qualche anno fa anche in un prestigioso studio oculistico al modico prezzo di 150€ per 5 minuti di visita (certo sarebbero stati 130€ senza fattura però io la fattura la volevo caro il mio evasore del cazzo).

 
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from highway-to-shell

Hai voglia a spiegare ai tuoi figli che non tutti i momenti della propria vita vanno immortalati con la fotocamera, che TikTok, BeReal e simili vanno usati con parsimonia...quando poi amministratori delegati e politici votati da milioni di italiani davanti ad un incontro che dovrebbe servire a risolvere la più grande crisi industriale dell'Italia del dopoguerra non trovano di meglio che immortalare il tutto con un selfie:

#politica #torino

 
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from Oliviabenson2

L’uomo che non voleva curarsi (storia vera)

Mio padre non ha mai camminato. O meglio, io non l’ho mai visto camminare. A tre anni fu colpito dalla poliomielite, una malattia ancora molto diffusa nel mondo e probabilmente lo sarebbe anche in Italia se non vi fosse l’obbligo di esservi vaccinati dall’infanzia. Per tutta la sua vita, ad eccezione dei primi tre anni, non ha potuto usare le sue gambe. Quando mi veniva a prendere a scuola, poiché era evidente che non poteva camminare, i miei compagni lo scambiavano per un nonno. Imparai subito a spiegare la sua condizione. Non poteva prendermi in braccio come gli altri papà. Però mi portava volentieri a cavallo della sua sedia a rotelle in casa. Nonostante il suo handicap (o forse proprio per quello), mio padre odiava i medici. Da che ho iniziato a capire il linguaggio, ho sentito dire da lui solo peste e corna della medicina e dei dottori e ha sempre dimostrato una gran paura per gli ospedali, rifiutando i ricoveri anche quando necessari (se non fosse stato incosciente, probabilmente avrebbe rifiutato anche l’ultimo). Si era ritrovato, ben prima che diventasse un fenomeno di internet, radicalizzato in diverse credenze antiscientifiche inerenti la medicina. Ha sempre preferito l’omeopatico all’ufficiale e fosse stato per lui, salvo il vaccino anti-polio, probabilmente non ci avrebbe fatto altri vaccini. Fortunatamente, mamma non era di quel parere. E siccome era lei ad assolvere la maggior parte dei compiti di cura per me e per mio fratello, abbiamo sempre avuto i giusti vaccini e le giuste medicine. Mai eccessi, mai difetti. Mio padre però ha deciso di mantenere la sua testarda idea. Per anni non ha curato molti dei malanni che ha preso e ha rifiutato molti vaccini (incluso quello della polmonite). Ogni disturbo che ha avuto, per quanto evidente, come ad esempio le apnee notturne (potete leggere cosa sono qui: https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/cardiologia/apnee-notturne-quali-rischi-si-corrono-se-non-si-curano ), è stato da lui ignorato, arrivando anche ad accusare apertamente chi di noi gli faceva notare che era evidente che qualcosa non andava di “stupidità”; una volta, a tavola, mi ha addirittura dato dell’imbecille davanti a mia madre, quando avevo detto che forse avrebbe dovuto prendersi delle medicine invece degli integratori allo zenzero. Negli ultimi dieci anni, neanche la lotta combattuta contro il tumore è riuscita a fargli cambiare idea sul prendersi cura di se stesso chiedendo aiuto e seguendo istruzioni adeguate. Finito il ciclo di cure regolari, il suo mantenimento sono stati integratori e gocce omeopatiche. E se non fosse stato costretto a dei controlli di rutine, probabilmente il risveglio della malattia, individuato mesi fa, non sarebbe stato scoperto. Quando lo abbiamo fatto ricoverare prima di pasqua, pensavamo che avesse preso quello che avevamo anche noi: questa specie di influenza che poi era degenerata in una forma di bronchite. Aveva iniziato (con molto ritardo) a prendere gli antibiotici e a fare un po' di fumenti classici. Ma in realtà, nel suo caso, il virus era quello della polmonite. Adesso è in terapia intensiva e comunque, almeno da quello che mi è stato raccontato, tratta male i medici e le infermiere che ha intorno. È costretto a curarsi, non può rifiutare le medicine come fa a casa. E forse è proprio questo il motivo per il quale odia gli ospedali: al loro interno non ha autorità. Può sembrare strano che una persona così legata a una problematica corporea odi la medicina, eppure sono molti nelle comunità sia di handicap fisici, sia nelle comunità neurodivergenti, sia tra coloro che hanno disturbi di salute mentale (depressione, disturbo bipolare, narcisismo) che odiano la medicina. I motivi sono molti: da una generale sfiducia del sistema, a una brutta esperienza personale che viene trasformata in generalizzazione. Lo stato della società in cui ci troviamo non aiuta certo a far cambiare idea. E così ci stanno persone che al posto di un aiuto psichiatrico, credono di poter curare la loro vita con lo yoga; gente come mio padre che ha uno stato tale di apnee notturne da dormire malissimo e addormentarsi durante il giorno rischiando di cadere dalla sedia a rotelle che preferisce prendere lo zenzero per tenersi sveglio; e molti ragazzi autistici e non solo che spesso, purtroppo anche con il benestare di tutori e genitori, pensano di poter risolvere tutto con una dieta senza glutine e non vedono neanche l’ombra di uno psicologo specializzato che possa supportarli, se non magari una volta l’anno per rinnovare il diritto alla pensione (che non tutti fanno, perché dopotutto se il figlio può guarire mangiando mele, perché registrarlo come handicappato? – storia a cui abbiamo veramente assistito). Quanto ho annotato può essere uno strumento di supporto. Ovunque si possono trovare liste che annotano i benefici di strumenti come lo yoga, sostanze come lo zenzero, e di diete particolari come quella che esclude del tutto o solo in parte il glutine. Ma, come tutti gli strumenti, da sole non bastano. Perché vi sto raccontando questo? Nessun motivo in particolare. Anche questo racconto è solo uno strumento, un monito, che da solo non può bastare. Vi può dare un’idea su quello che ho passato da bambina e non solo. E vi può far capire quanto sia importante cercare l’aiuto di professionisti. Ma sta poi a voi attrezzarvi per decidere che fare del vostro corpo e della vostra testa. Mio padre ha rifiutato strenuamente di curare l’una e l’altra (sì, perché ha avuto anche dei disturbi psicologici, conseguenza delle lunghe degenze delle sue malattie) e ora è in ospedale e ci resterà, si pensa, almeno per due mesi, se non di più. Se infatti all’inizio i dottori ci avevano parlato di inizio maggio per una dimissione, ora preferiscono non sbilanciarsi. In più, il suo stato sta favorendo probabilmente il proliferare di cellule tumorali nel corpo. Quindi pure se esce, un futuro rientro è probabile in tempi brevi. E se lui è in ospedale, è perché comunque siamo stati noi a chiamare l’ambulanza. Molti non hanno neanche questo, non hanno qualcuno accanto che chiama i soccorsi per loro quando li trova con le labbra viola e incoscienti. E per molti altri, invece, qualcuno c’è, ma alla fine l’ambulanza non la chiama. Anche se il nostro sistema fa abbastanza schifo, per tutti i tagli che ha subito, cerchiamo di approfittarne: andiamo agli screening, memorizziamo le nostre asl e guardie mediche. Purtroppo la situazione non sembra in via di miglioramento e questo è uno dei motivi per il quale io ho ad esempio aperto una assicurazione sanitaria per me. So che non tutti possono farlo e che non è un sistema giusto. Ma in mancanza di meglio e dopo aver visto quanto è successo a mio padre ho preferito investire parte dei risparmi in quello. Non sto usufruendo di alcun servizio per mia fortuna, ma se dovesse capitarmi qualcosa c’è una strada in più. Mio padre avrebbe rifiutato anche quell’opzione e non sarebbe ricorso nemmeno alla fisioterapia necessaria alla sua condizione (per evitare cose come piaghe da decubito) se non fosse stato per mamma e per il merito che il nostro sistema ancora ha di fornire un minimo di servizio di questo tipo. Quindi per chiudere, cercate di fare attenzione a voi stessi. Cercate di mantenervi per quanto possibile e di non lasciarvi incantare troppo da chi vi dice che il sistema non funziona e quindi la sua soluzione è la migliore. Anche se ha ragione sulla prima parte della frase, la seconda dopo la congiunzione è una cavolata. Per quanto riguarda me, so che quanto sta succedendo a mio padre è soprattutto una sua responsabilità. Aveva gli strumenti, persino più strumenti degli altri, e ha deciso di non utilizzarli. Aveva un sistema (noi) di supporto che gli aveva fatto notare ciò che non andava e ha deciso di risponderci male e non darci ascolto. Aveva la possibilità di farsi anche il vaccino contro la polmonite a casa, perché il medico si era proposto di farlo, per aiutarlo. E non si è voluto fidare. Se questa storia finirà male, proverò un gran dispiacere, ma di sicuro nessun senso di colpa.

 
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from basseaspettativepodcast

Mini rassegna stampa del 9 Aprile 2024

L'Antitrust italiana ha condannato alcune aziende del campo energetico che avevano alzato i prezzi in modo “scorretto”. Se tale sentenza verrà confermata dalla giustizia amministrativa, il rimborso totale potrebbe essere di oltre un miliardo di euro

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2024/04/09/antitrust-imprese-energia-potrebbero-dover-ridare-1miliardo_45f5b037-6914-4d0f-9de3-cbae864db595.html

L'associazione “Anziane per il clima – Svizzera” ha ottenuto dalla Corte Europea per i diritti dell'uomo una condanna nei confronti del governo svizzero, che non avrebbe fatto abbastanza per combattere il cambiamento climatico. Potrebbe essere il primo risultato di una lunga serie di battaglie legali che vedranno i cittadini denunciare i propri governi per non aver preso misure più drastiche ed efficaci per combattere gli effetti negativi del cambiamento climatico.

https://www.ansa.it/sito/notizie/flash/2024/04/09/-cedu-condanna-la-svizzera-su-mancate-misure-per-il-clima-_341797ee-eabe-402e-bf9c-dac7d52a1bcc.html

È morto Peter Higgs, lo scienziato che per primo propose il campo/particella che dà massa alla materia ed è stato poi confermato dagli esperimenti del CERN.

https://www.theguardian.com/science/2024/apr/09/peter-higgs-physicist-who-discovered-higgs-boson-dies-aged-94

Negli Stati Uniti vengono condannati per la prima volta i genitori dell'autore di una strage. Il ragazzo aveva 15 anni al momento della sparatoria ed ora è in carcere scontando l'ergastolo per 4 omicidi. I genitori hanno ricevuto pene di 10 e 15 anni per omicidio colposo, per aver ignorato diversi segnali che il figlio volesse perpetrare una strage e comprandogli perfino l'arma che è stata poi utilizzata per gli omicidi.

https://www.bbc.com/news/world-us-canada-68773119

La Corte Suprema dello stato dell'Arizona ritiene applicabile una legge del 1864 che vieta completamente l'aborto tranne nei casi in cui sia in pericolo la vita della madre. Sembra solo l'ennesimo capitolo di un progetto più esteso con al centro Trump e i suoi sostenitori fondamentalisti cristiani.

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2024/04/09/in-arizona-torna-lo-spettro-del-divieto-quasi-totale-di-aborto_d07568ea-1c63-4e69-a0a8-e93b414e6bd9.html

Per chiudere, il messaggero titola che la Russia avrebbe inviato in Ucraina carriarmati che possono resistere “a 2500 radiazioni all'ora”: chiunque abbia un minimo di familiarità con la fisica si gratterà la testa chiedendosi cosa diavolo significhi, ma evidentemente il giornale ha deciso che era più importante inserire la parola-chiave “radiazioni” nel titolo, per spaventare i lettori e invogliarli a cliccare, piuttosto che informarli correttamente.

https://www.ilmessaggero.it/schede/carro_armato_guerra_nucleare_in_ucraina_cosa_sta_succedendo-8043528.html

 
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from schizo

[mi appunto questo articolo perchè trovo molto interessante il nesso tra l'abitare, la casa, la città e… l'abito (con la provocazione di trovare nessi tra la consuetudine, il modo di essere, di rapportarsi al mondo e l'abito come vestizione… che presumo abbia molto a che fare anche lui con il rapportarsi aL mondo… vedi l'anarcodandismo)]…

#BEGINQUOTE C’è una parola che dice molto bene che cosa sia e che cosa significhi “abitare” ed è οἰκείω “abito”; οἰκεῖν, “abitare”, è una parola da intendersi sia nel suo valore transitivo sia nel suo valore intransitivo, ma soprattutto transitivo: oἰκείω τήν οἰκία, “abito la casa”… Proprio perché c’è questo nesso primario, originario, tra l’abitare e la casa, lo stare in casa ha acquisito quel senso di protezione, quel sentirsi al sicuro, quel sentirsi garantito nei beni materiali che uno possiede, ma anche nelle abitudini, nelle consuetudini, nell’ethos che lo caratterizza. Proprio perché c’è questo nesso tra οἰκέω e οἰκία è stato possibile, come forse non poteva non avvenire, che questo abitare diventasse, come hanno detto i latini, habitare, habitus, “assumere un abito” che è qualcosa di più di una consuetudine, è una virtù, è un modo di essere, di rapportarsi al mondo… #ENDQUOTE

https://che-fare.com/almanacco/societa/abitare-linfinito/

 
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from Testudo Blues

—– Trigger Warning: Violenza e pistolettate che vanno a segno —-

Un cocktail rosso sangue, parte 1

Il consueto post col riassunto della storia

musica jazz che filtra dalle pareti

Il buttafuori mi spinge al centro della stanza – una specie di ufficio con tanto di scrivania – e io non riesco a fare a meno di stropicciarmi gli occhi. Non ho bevuto niente, eppure ci vedo doppio: un altro uomo-bufalo identico a lui mi sta fissando da un angolo, le braccia incrociate e la schiena appoggiata a una parete. Evidentemente il mio nuovo amico ha un fratello gemello.

“Ecco cosa faremo,” mi dice il gemello, con una voce roca da fumatore che non ha nulla a che vedere con quella di suo fratello. “Tu ci dai la valigia e noi la portiamo al signor Ranucci. Così nessuno si farà male.”

Ma certo. Se avessero visto tutti quei soldi ammassati nella valigetta, i due gemelli non si sarebbero fatti nessun problema a prelevare qualche mazzetta, scaricando la colpa della piccola mancanza sul sottoscritto. E a quel punto qualcuno si sarebbe fatto male di sicuro, perché uno come Ranucci non tollera che si prenda qualcosa di suo senza permesso.

“Te lo dico io cosa faremo,” rispondo, sforzandomi di mantenere la voce ferma. “Voi mi porterete da Ranucci e io gli consegnerò la valigetta. Oppure me ne andrò col suo denaro, lo chiamerò al telefono e gli dirò che l'ho portato via con me perché ne volevate una parte.”

“Davvero?” mi provoca l'uomo-bufalo alle mie spalle. “E come farai a uscire da qui tutto intero?”

Era la stessa identica domanda che mi stavo facendo io, fin da quando avevo messo piede al Ranucci Jazz Club. Le possibili risposte si erano dimezzate quando il tizio mi aveva invitato a entrare nel ripostiglio, e la comparsa del suo doppione aveva ulteriormente assottigliato le mie scelte fino a un solo risultato: un mangiabulloni.

Sapete cos'è un mangiabulloni, miei cari ascoltatori? Qui a Testudo, nel gergo della strada, indica un pugno in faccia, tirato senza prendere la mira. Ma non è un semplice cazzotto. Un mangiabulloni è un gesto disperato, una valvola di sfogo per qualcosa che ti si agita dentro: vendetta, rabbia o – nel mio caso – frustrazione. È come infilare una manciata di bulloni nella bocca di qualcuno e costringerlo a masticare.

Senza dire una parola, giro sui tacchi e assesto un pugno sulla mascella del bufalo, sfruttando la rotazione per aumentare la potenza del colpo. Le nocche mi fanno male, ma il buttafuori resta in piedi. Barcolla leggermente, rimbalza contro la porta chiusa e avanza di nuovo verso di me, guardandomi con espressione di sfida. Fino a quando non si accorge che ho già preso in mano la pistola del mio amico Biancaneve.

BANG! BANG!

Gli infilo due pallottole in una coscia e lui cade in ginocchio, poi mi volto verso il suo gemello, che sta già caricando verso di me. A differenza del collega, il buttafuori numero due è armato. Con una rivoltella gigantesca. “Può finire soltanto in due modi,” mi dice. “Puoi darmi la valigetta da vivo oppure da morto.”

Probabilmente ha ragione. Un colpo della minuscola snub nose che sto impugnando non gli impedirebbe di rispondere al fuoco e di aprire un bel buco di dodici millimetri nel mio petto. Niente da fare, sono spacciato. Considero brevemente la possibilità di consegnargli la valigetta, ma un rantolo di dolore emesso dal tizio alle mie spalle mi ricorda che non me la caverò con così poco. Nella migliore delle ipotesi, mi pesteranno comunque. E lasceranno che sia Ranucci in persona a completare il lavoro al posto loro, eliminandomi tra atroci torture aver rubato del denaro che non ho mai toccato, e che a quel punto sarà stato riposto al sicuro, nelle tasche dei buttafuori.

Mentre sto pensando di puntarmi la pistola alla tempia e uscire dal mondo con un briciolo di dignità, la porta della stanza si spalanca e appare il mio salvatore, il mio santo patrono, l'unico uomo di Testudo a cui sia mai importato qualcosa dei suoi amici, e l'ultima persona che avrei voluto coinvolgere in un pasticcio come questo: il detective Biancaneve.

 
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from Le ricette di Kenobit

Vi propongo una ricetta estremamente rapida, facile da eseguire, ispirata alle tecniche della cacio e pepe, ma fatta con un ingrediente totalmente diverso: i fagioli. Non c'entra niente con la cacio e pepe, ma è buonissima.

INGREDIENTI – 2 barattoli di fagioli cannellini (sceglietene una marca con solo acqua, sale e fagioli) – 200 g di pasta corta – Pepe in grani – Olio extra vergine d'oliva – Limone

PROCEDIMENTO Mettete a bollire l'acqua per la pasta.

Mettete nel bicchiere del frullatore/minipimer l'intero contenuto dei due barattoli di fagioli. Ovviamente potete usare anche quelli cotti da voi, regolandovi a occhio con l'acqua, ma questa è una ricetta in versione “ho fame e voglio mangiare entro 15 minuti”. Aggiungete un po' d'olio d'oliva e uno spruzzo di limone. Frullate fino a ottenere un composto liscio e cremoso. Assaggiate e regolate di sale. Mettete da parte.

Mettete sul fuoco vivace una padella e tostate i grani di pepe, fino a che non inizieranno a sprigionare il loro profumo. Occhio a non bruciarli! Toglieteli dalla padella e metteteli da parte. Li macineremo all'ultimo secondo, come guarnizione.

Quando alla pasta mancheranno circa tre minuti di cottura, versate la crema di fagioli in padella e scaldatela. Non vogliamo cuocerla, ma solo portarla in temperatura.

Scolate la pasta al dente, ma tenete qualche mestolata di acqua di cottura. Versate la pasta nella crema di fagioli, mescolate e aggiungete acqua di cottura a piacimento, fino a ottenere la cremosità che volete. Siate coraggiosǝ, la pasta e la crema ne assorbiranno più di quanta pensiate.

Servire i maccheroni e macinare al momento il pepe tostato.

Facoltativo: una grattata di Gondino, se lo avete. Evitate invece i formaggi a base di olio di cocco, a mio avviso poco adatti.

 
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from Yrioll

Non mi definirei una veterana del fediverso, ma ormai credo di averne capito abbastanza da aver individuato cosa gli manca. Il fandom. Il fandom di un argomento che non sia informatica, privacy e/o politica che riguarda i due argomenti precedenti. Al di là della mia personale esperienza che è comunque molto positiva purtroppo ho un po' la sensazione che il fediverso esista solo per parlare del fediverso.

Socialnetworkianamente parlando nasco nei forum, successivamente sono passata su livejournal per finire ora stabile su Tumblr, TwitterX e AO3. Ma una cosa che ho capito dai miei cyber pellegrinaggi è che queste piattaforme sono cresciute grazie al fandom. Supernatural, Harry Potter, MCU... sono argomenti che attirano le persone sui social come mosche sul miele (o sulla me*da se si parla di fandom che detestiamo). Non ho trovato realtà simili nel fediverso durante la mia (comunque ancora breve) esperienza. Forse misskey ci si avvicina per via degli anime. E ho adocchiato qualche community furry anche se erano tutte istanze bloccate da quasi ogni altra istanza.

So che per alcunə il fandom è roba “inferiore”, argomenti frivoli e sciocchi, ma per la mia esperienza di piattaforme che crescono grazie al numero di utenti, temo sia inevitabile vendere un po' l'anima al diavolo se si vuole vedere i propri numeri aumentare. Certo questo rischia di attirare ogni sorta di creatura della rete, ma nel fediverso esiste il sistema a istanze che permetterebbe di arginare eventuali fandom wars.

 
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