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Riflessioni per chi ha il coraggio di essere testimone della Verità

Padre Celeste, Ti ringraziamo per il dono delle madri e per l'amore, la cura e il sacrificio che offrono ai loro figli. Ti chiediamo di benedire tutte le madri oggi e sempre, affinché possano essere rafforzate nella loro fede e nel loro amore per le famiglie.

Ti ringraziamo per l'esempio di Maria, nostra Beata Madre, che ha amato e si è presa cura di Gesù con tutto il suo cuore. Che la sua intercessione porti conforto e grazia a ogni madre.

Signore, ti preghiamo di vegliare su tutte le madri, concedendo loro la pazienza, la saggezza e il coraggio di cui hanno bisogno per nutrire e guidare i loro figli. Per quelle che stanno soffrendo o affrontando difficoltà, possa la Tua pace e il Tuo tocco di guarigione essere con loro.

Offriamo la nostra gratitudine per i tanti modi in cui le madri riflettono il Tuo amore nel mondo. Possano sempre sentire la Tua presenza e sapere quanto sono amate e apprezzate.

Lo chiediamo attraverso Cristo, nostro Signore.

Amen.

Messaggio di testimonianza di padre Ernesto Ascione, Missionario comboniano in Brasile

« Nel 3 marzo di quest'anno, 2026, ho compiuto 57 anni di vita missionaria in Brasile: i primi 12 anni ho lavorato nella diocesi di San Matteo, nello Stato dello Spirito Santo; altri 10 anni come formatore in un seminario comboniano in Portogallo; altri 12 anni, di nuovo, nella diocesi di San Matteo; 20 anni nella periferia di Brasilia, la capitale, e gli ultimi 3 anni, come formatore, assieme ad altri due confratelli sacerdoti, in un seminario per studenti di teologia, di cui 11 africani e due latino-americani.

Assieme al seminario, fu data alle nostre cure pastorali una grande parrocchia con 10 comunità, sparse in un raggio di 10 Km. Oltre al seminario, abbiamo ereditato dai nostri predecessori un'opera sociale, che offre un piatto caldo ogni giorno a più di 500 poveri della “Favela” circostante, come pure da mangiare, ogni giorno, a 120 bambini della strada e assistenza alle loro famiglie.

E' una goccia in un mare di necessità. La Divina Provvidenza mi ha aperto 8 anni fa una grande porta per evangelizzare: ogni settimana un giornale brasiliano, TRIBUNA do CRICARE', di larga diffusione, pubblica due miei articoli,: uno sul tema del giorno, e un altro sul Vangelo della Domenica.

Essere missionari è farsi una sola cosa con il popolo, che la Divina Provvidenza affida al missionario, chiamato a rinunciare alla sua propria visione del mondo, ai gusti personali, ai modi di pensare e, persino, al sentire della sua propria cultura.

Ma l'amore è più forte: lo Spirito Santo fa rinascere il missionario, facendolo diventare più umile, più povero e più libero. Il missionario va per evangelizzare e finisce per essere evangelizzato, dal popolo umile e semplice, diventando più forte nella fede e più misericordioso nell'azione, più uomo e più credente, nella vita di ogni giorno.

Cari benefattori e benefattrici, vi ringrazio di tutto cuore per avermi accompagnato in questo lungo itinerario missionario, con la vostra preghiera e collaborazione missionaria. In particolare, il ringraziamento va al caro Don Filippo, per il suo grande cuore missionario, come, pure, ai miei familiari che mi hanno permesso di seguire il mio ideale missionario ed aiutato in tutti i modi. Nelle Sante Messe di tutti i giorni, ricordo al Signore le vostre intenzioni; aiutatemi a ringraziare il Signore per il mare di grazie che mi ha concesso per i miei 60 ani di vita sacerdotale, che compio il 26 Aprile di quest'anno. Buone e Sante feste Pasquali.

La grazia e la pace del Signore nostro Gesù Cristo, che è il piùprezioso di tutti i beni, vi accompagnino, oggi e sempre. Amen »

Padre Ernesto

Contatti: Tel. +5527997860071 Indirizzo: Missionari Comboniani, Rua Josè Rubens, 15 005515-000 San Paolo (SP) – Brasile

Per eventuali donazioni: Padre Ernesto Ascione IBAN Poste Italiane: IT96T0760114900001080273632 BIC/SWIFT BPPIITRRXXX Causale: mantenimento bambini della strada, per p. Ernesto Ascione.

Nel mio campo, l'informatica, cerco di spiegare cose anche complesse, facendo discorsi ed esempi semplici, alla portata di tutti. Nel tempo ho acquisito una certa esperienza e posso affermare che nella maggior parte dei casi mi faccio capire.

Oggi vorrei spiegare, semplicemente, la differenza tra Social Media Centralizzati (FB. IG, X ecc.) e il Fediverso (Mastodon, Friendica, Lemmy, Pixelfed, ecc.). Allora, vi va di partire con me in questo breve viaggio sulle ali della fantasia? andiamo!

Immaginate un oceano. Voi siete su un grande molo e davanti a voi ci sono diversi tipi di navi. Innanzitutto ci sono grandi navi da crociera, enormi, bellissime e lussuose. Il personale di bordo vi chiama sorridendo e vi invita a salire. Vi dicono che è gratis, non si paga nulla, ci sono grandi ristoranti, piscine, campi da tennis e ogni tipo di divertimento. Si canta e ci si diverte notte e giorno, senza sosta. Non si dorme mai, e le navi sono già piene di gente. Ci sono i vostri amici, i vostri parenti, il vostro datore di lavoro. Prima di salire cercate di capire se è tutto così bello come sembra. Fate qualche domanda a chi è già a bordo e vi dicono che si, è gratis, però la nave conoscerà tutti i vostri segreti, l'orientamento sessuale, religioso, politico. Insomma, una grande comunità dove non esiste la privacy, però ci si diverte un mondo. E poi... cosa abbiamo da nascondere?

Più avanti c'è una piccola flotta di barche a remi e a vela. Sono piccole, alcune stanno a galla per miracolo, altre sono dipinte a mano con figure di fantasia. A bordo ci sono pescatori, gente povera, che mangia il pesce pescato e beve acqua. Sono amici di navigazione, si conoscono tutti, si rispettano l'un l'altro. Il divertimento se lo inventano da sé, senza avere a disposizione grosse somme di danaro. Loro non ti chiamano, non ti invitano a salire a bordo. Aspettano che sia tu a decidere, senza manipolazioni. E' gente vera, leale, che dà ancora importanza ad una stretta di mano, ad un abbraccio, che si aiuta vicendevolmente.

A questo punto dovete decidere dove salire, se nella nave da crociera o sulla barca di pescatori.

Ognuno ha già fatto la sua scelta. La maggior parte sta sulla nave da crociera ma...il Signore Gesù, dove salirebbe?

E voi, seguaci di Gesù, Sacerdoti, persone di fede, che ci fate sulla nave da crociera?

Con questi due interrogativi, chiudo l'articolo. A voi le dovute riflessioni. Namasté 🙏

Scrivo questo articolo per i componenti della comunità, ma soprattutto per coloro che vorrebbero farne parte.

Vorrei chiarire alcuni punti che, anche se sono ampiamenti descritti nelle info, nelle regole dell'istanza e nel manifesto, sembra non vengano correttamente compresi, nonostante siano scritti in maniera chiara ed inequivocabile.

Punto primo: “Parrocchie” non è una copia di X/Twitter. Non si chiede l'iscrizione perchè ogni tanto si vuole pubblicare un post a tema cattolico, o perché la Domenica si va a messa. La nostra istanza è come una grande famiglia, ci conosciamo personalmente, ci telefoniamo, ci incontriamo e chi vuole vivere un social senza coinvolgimento può andare su altri lidi. Ci sono istanze, generaliste e tematiche, per tutti i gusti.

Punto secondo: la nostra non è semplicemente una istanza cattolica, ma è una casa per coloro i quali vivono realmente e concretamente la fede. Una comunità cattolica deve avere al centro la Parola di Dio e l'Eucarestia. Non serve a molto pubblicare qualche post con madonne varie o figurine di Santi, o la preghiera ad effetto, se non c'è dietro una vita concreta di conversione ed amore per il Signore.

Punto terzo: come diretta conseguenza dei punti precedenti, qui non c'è posto per i disturbatori, gli adoratori di statue e quadri, i fissati della religione, i malati di protagonismo. Questa è la nostra casa, costruita da me per i cuori aperti all'accoglienza, al dialogo, allo scambio di opinioni. E' una casa fatta su misura per la vita parrocchiale o di fede. Ci ho speso molto tempo per renderla più bella e accogliente possibile, e non me la faccio rovinare dal primo furbetto della rete.

Punto quarto: l'iscrizione è (e resterà sempre) su invito. A costo di rimanere in tre, devo proteggere ciò che ho costruito dalla feccia che circola in rete. Non sono uno stupido, né un ingenuo. Utilizzavo le chat quando la maggior parte di voi non era ancora nata, quindi una persona non equilibrata o che vuole entrare solo per guardare i “fatti nostri” la riconosco dopo 10 secondi. Di falsi profili ne ho visto a migliaia e li sento a fiuto. Quindi mi spiace se qualche volta ho negato l'invito, ma succederà ancora e non ho alcun rimorso per questo. Come ho detto sopra, devo proteggere ciò che ho costruito.

Punto quinto: nella nostra comunità si parla, ci si confronta, ci si racconta. Avere un ambiente etico e rispettoso ha questo scopo, di far sentire lo spirito di accoglienza, di carità. Nessuno qui viene giudicato ed ognuno è libero di esprimere sé stesso, nel rispetto delle regole e degli altri.

Mi scuso se sono stato prolisso, ma era necessario che chiarissi lo scopo di “Parrocchie”, anche se non finisce tutto qui e molto ci sarà da dire in futuro. A tutti voi... grazie di esserci. Namasté

Stasera vorrei dare un piccolo spunto di riflessione e spiegare, se riesco, la presenza di “Parrocchie” nel grande social network del Fediverso.

Lo spunto di riflessione è una realtà che è sempre stata sotto gli occhi di tutti, ma pochi la vedono: il Signore ama le piccole cose, fatte con umiltà e con un cuore colmo di amore. Le cerimonie pompose lasciano il tempo che trovano, le liturgie complesse, magari con parole o canti in latino, non entrano nei cuori. I grandi eventi sono adatti per le foto e per i filmati, non di certo per pregare in maniera raccolta. La Chiesa ha allontanato tante persone a causa delle sue cerimonie, riti fatti per il mondo ma che poco c'entrano con la preghiera.

Sia chiaro, non sto rifiutando o criticando l'operato della Chiesa, che resta la nostra grande madre, con i suoi pregi e difetti, ma bisognerebbe provare a tornare piccoli. Le dinamiche interne del Vaticano, degli alti Prelati, così come quelle delle parrocchie, stanno soffocando pian piano la vera essenza della fede, per sostituirla con cerimonie pompose e prive di anima.

Dov'è l'umiltà, dove l'accoglienza dell'altro, che fine ha fatto l'amore di Gesù, dov'è la carità ? Sta a voi dare una risposta.

Passiamo adesso al motivo dell'esistenza di “Parrocchie”.

Internet è uno strumento fantastico, che originariamente fu pensato per unire persone molto distanti tra di loro. Per me che ho visto il mondo prima di Internet, non mi sembrava vero di fare ricerche senza dovermi recare ogni volta in biblioteca e cercare tra decine di libri. Con Wikipedia © poi, si raggiunse l'apoteosi della conoscenza, finalmente accessibile a tutti, o quasi. Nei forum si discuteva degli argomenti più vari e la mente si apriva al mondo.

La posizione della Chiesa di allora era: “questa cosa non ci serve e non ci interessa”.

Poi grandi aziende fiutarono un modo per far soldi, molti soldi, e così naquero i Social Media, prima su PC e poi sugli smartphone.

La posizione della Chiesa diventò: “è uno spazio nuovo, dove siamo chiamati a fare evangelizzazione”. Quindi spuntarono i primi profili di sacerdoti, educatori, pagine dei gruppi parrocchiali, con foto e tutto il resto.

Infine, in quest'epoca di Social Media padroni del mondo, che si sentono impuniti e si permettono di utilizzare i dati delle persone a loro piacimento, i sacerdoti, educatori, ecc. stanno ancora là, invischiati in piattaforme realizzate da persone senza scrupoli, che venerano il denaro come loro unico dio.

Come si può ancora parlare del Signore stando a casa di satana?

Ormai, su queste piattaforme, il testo di una preghiera viene messo tra la pubblicità del divano e quella sui consigli di bellezza. Le foto di un'attività in parrocchia vengono mischiate con il filmato del coniglio con le corna di alce ed altre amenità simili. Qualsiasi contenuto che abbia un significato, viene vanificato e soffocato da una valanga di futilità che ingoiano tutto, col solo scopo di farci stare più tempo a guardare lo schermo del telefono.

E allora, i tempi sono maturi per avere una “nostra” casa. Uno spazio dove l'amicizia, il confronto, la preghiera e l'amore per Dio e per il prossimo non siano strumentalizzati, utilizzati per vendere prodotti o sfruttati per vendere i dati delle persone. E' giunta l'ora di smetterla di arricchire chi è già vergognosamente ricco.

Lo scopo della Comunità Digitale “Parrocchie” è di fornire una casa etica, rispettosa e pulita alle comunità parrocchiali, a chi desidera confrontarsi sui temi della fede, a chi cerca conforto e perdono, ma soprattutto è nata per unire. Le diverse realtà parrocchiali non possono più essere separate le une dalle altre, c'è bisogno di avere un collante, c'è bisogno di supporto reciproco, di unità.

Come tutte le cose nuove, all'inizio la piattaforma e la “app” di “Parrocchie” richiederà un pò di tempo per capire l'utilizzo, ma ne vale la pena. Questa è la via d'uscita, questa è la risalita dalla cloaca.

“E quindi uscimmo a riveder le stelle” (Inferno XXXIV, 139)

Buona Domenica Comunità. Vi scrivo qui un pò di aggiornamenti riguardo alle cose che bollono in pentola.

Sto collaborando con il gruppo di preghiera della Divina Misericordia di Casapulla, per cercare di riformare un gruppo numeroso e trasformare il Tempio di San Luca Evangelista in un punto di riferimento per la provincia di Caserta. Il 12 aprile è prevista l'inaugurazione di una immagine di Gesù Misericordioso che sarà posta sulla facciata della Chiesa, illuminata e visibile dalla strada. Intanto ho messo mano alla cerimonia della Coroncina, che si recita ogni Venerdì alle 19:00, per cercare di animare la liturgia con qualche canto. Non va tutto liscio, ci sono intoppi, ovviamente, il maligno ci mette del suo, ma noi non abbiamo fretta, con o senza canti l'importante è pregare.

Per quanto riguarda la Comunità Digitale “Parrocchie”, dopo la partenza ufficiale di Domenica scorsa, sto distribuendo un pò di inviti a persone di cui mi fido e che mi sono vicine quasi tutti i giorni. Se volete una copia del foglio di invito, basta che me lo chiedete. Ogni aiuto è profondamente gradito. Purtroppo la semplice operazione di iscriversi ed impostare la app, sembra essere un'impresa titanica. Anche qui il maligno ci mette la coda, insieme a META, per scatenare l'angoscia ogni volta che si nomina una app diversa dalle solite note. Sappiate che non è colpa vostra, siete stati programmati in questo senso. Pensate di no? sono tutte sciocchezze? siete stati programmati anche per pensare che sono tutte sciocchezze. Intanto ricevo richieste di follow da persone che sono su altre istanze, quindi la famiglia si allarga lo stesso.

Ultima considerazione personale. Vedo in giro tanta devozione verso quel Santo, quel quadro o quella statua. Va bene pregare, fare del bene al prossimo, ma non dimenticate mai chi deve essere il centro della comunità: Gesù Eucaristia. Lui sta in Chiesa, quindi lasciate perdere le vostre esperienze personali (negative) con questo o quell'altro prete, entrate in Chiesa e pregate Gesù Eucaristia. La religione cattolica non è una religione del singolo, ma è profondamente comunitaria. Non si può dire: “Sono credente ma non praticante”. Se hai un amico, un vero amico, hai desiderio di vederlo, di parlarci, di conoscerlo meglio. Altrimenti diventa come un amico di FB, un numero tra i numeri. E poi non abbiate paura, il bello della religione cattolica è che “si può sempre ricominciare”, parole della nostra Chiara Luce Badano.

Buona Domenica a tutti. Namasté

La preghiera è una delle cose più sottovalutate della religione e in generale della spiritualità. Ad un occhio esterno, può sembrare che la preghiera venga utilizzata come supplica per ottenere dei vantaggi personali. In realtà non è affatto così. La preghiera rappresenta il canale di comunicazione tra il nostro cuore e Gesù. E' un dialogo con il quale ci si conosce, piano piano, e si impara a riconoscere Cristo nelle vicende della nostra vita.

Seguire Gesù senza pregare, è come avere un amico e non parlarci mai. Non ci si può conoscere senza avere dialogo, continuo, ogni giorno. E' difficile trovare il tempo ed il luogo giusto. Di solito c'è bisogno di un attimo di calma, di silenzio, per rivolgere i pensieri esclusivamente al Signore. Però questa condizione non si avvera quasi mai. Viviamo le nostre vite in un continuo susseguirsi di eventi, impegni, cose da fare. Non sempre si può fare silenzio, non sempre si trova il posto giusto. Ed allora bisogna adeguarsi a pregare anche in mezzo al rumore, mentre si sta facendo qualcosa, sul posto di lavoro, mentre si cucina o si lavano i piatti.

Il Signore ci ascolta, basta avere un cuore aperto e un pensiero a Lui.

Recuperiamo il rapporto con Gesù entrando in chiesa. Conosco molte persone credenti che non frequentano la chiesa a causa del comportamento poco “etico” dei sacerdoti. Ma la fede è la sequela di Cristo, non dei sacerdoti. E nemmeno ci si può creare una religione personale. La religione cattolica non è una religione personale, ha bisogno di comunità, di amicizia, di preghiere insieme agli altri. Le comunità sono importanti, ci fanno sentire meno soli, ci aiutano, ci spingono ad uscire quando vorremmo chiuderci in noi stessi.

“Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”, è questo che disse Gesù. E' un messaggio chiaro e semplice. Non ci isoliamo, cerchiamo gli altri, ascoltiamo le loro storie, facciamo gruppo.

Ci sentiremo di sicuro meno soli.

Namasté

Cari amici della Comunità Digitale “Parrocchie”, nel mio percorso di costruzione di questa piccola isola di amicizia che è la nostra comunità, qualche mese fa ho sentito il bisogno di scegliere una figura di riferimento, un Santo protettore, un maestro di vita che potesse rappresentare un esempio da imitare per tutti noi.

Il mio primo pensiero fu San Carlo Acutis, un giovane canonizzato il 7 settembre 2025 da Papa Leone XIV. Dichiarato “protettore di Internet”, sarebbe stata la scelta più logica ed adatta per una piattaforma digitale in rete. Mi armai di una buona dose di sfacciataggine (una qualità che ultimamente non mi manca) e scrissi alla Fondazione che porta il suo nome, per avere l'autorizzazione di citarlo come nostro protettore “ufficiale”.

Dopo più di un mese, non ebbi alcuna risposta. O non avevano capito la mia richiesta, o non avevano mai letto l'email, o più semplicemente non rispondono a nessuno.

Poco male, non mi persi d'animo e passai al piano “B”. Una ragazza di nome Chiara “Luce” Badano, della quale conoscevo da tempo la storia, in quanto aveva fatto parte dei focolarini di Chiara Lubich. Sempre con la mia ormai proverbiale sfacciataggine, scrissi alla Fondazione Chiara Badano. Dopo qualche settimana, esattamente oggi, 23 novembre, mi è arrivata la risposta. Voglio condividere con voi una sola frase: “Per una vicinanza del cuore non serve indicare una guida in modo ufficiale, e neanche pubblicare preghiere o altro, sarà lei a farsi vicina senza intermediari, direttamente parlando al cuore di ciascuno”.

Avevo commesso un errore, perché non serviva un protettore di Internet, ma una ragazza che aveva basato la sua vita, fin dall'infanzia, sull'amicizia e sull'amore di Gesù. Una persona che non seguiva le mode, non si adeguava alla massa, ma era una buona amica per tutti. Se avete qualche minuto di tempo, andate a leggere la sua storia su chiarabadano.org

Io credo che c'è un motivo per il quale lo Spirito Santo mi ha indirizzato verso di lei, oppure, come scritto nella email, è stata lei a farsi vicina, parlando al cuore. In conclusione, da oggi la Beata Chiara “Luce” Badano, che chiamerò semplicemente Chiara Luce, sarà la protettrice di tutti noi di Parrocchie.

Benvenuta Chiara, abbiamo voglia di ascoltarti.

Namasté

Tanti anni fa, quando io avevo circa otto anni, tutte le persone del mio paese si professavano cristiane. Tanti andavano in Chiesa, facevano parte di gruppi parrocchiali, partecipavano alle processioni e alla festa del Santo Patrono. Non c'era quasi scelta, tutti ma proprio tutti appartenevano alla fede cattolica.

Poi con gli anni, con la venuta di immigrati e lavoratori stranieri, ci siamo resi conto che esistevano anche altre religioni ed altre fedi. All'inizio era buffo vedere queste persone vestite secondo la loro cultura, ma poi, piano piano, ci siamo abituati. Purtroppo però, anche in questo tempo attuale, non abbiamo instaurato quel rapporto di conoscenza reciproca, che porta arricchimento e comprensione, principi fondamentali per vivere in pace.

Man mano che passavano gli anni, con l'avvento degli smartphone e soprattutto dei social network, le pubblicità aggressive ci hanno portato a desiderare sempre più oggetti e a volerli subito. I negozi ed i centri commerciali cominciavano a fare aperture domenicali, e costringevano il personale a lavorare anche di Domenica. Di conseguenza anche la catena produttiva (fabbriche, laboratori, ecc.) era costretta a lavorare anche la Domenica.

La Domenica è diventata ormai un giorno qualsiasi, e il tempo per la fede non c'è quasi più.

Nei tempi attuali, la fede nel Signore è stata sostituita nella fede negli oggetti, nella fede nel danaro.

E così sono nati tanti dèi, il dio danaro principalmente, il dio lavoro, per guadagnare più danaro, il dio social network per guadagnare più followers e numeri, il dio calcio, che ci tiene sul divano a vedere tutte le partite del campionato.

Con tanti dèi in giro, il Signore è stato messo in un angolo. Anzi, ormai ci si vergogna a dire di essere cristiani praticanti. Non è raro incontrare persone che si recano in chiesa come se andassero ad un incontro di una associazione segreta. Ogni giorno devono sorbirsi le critiche alla Chiesa, al Vaticano, al Papa, al singolo sacerdote senza poter replicare perché apparirebbero ingenui, sempliciotti, pupazzi manipolati che si bevono qualunque favoletta.

La questione è abbastanza seria, forse non è ancora venuta fuori in modo completo, ma una verità è certa: ci si vergogna a dire di essere cristiani.

Per paura di essere attaccati, a volte preferiamo seguire Cristo in silenzio, di nascosto, evitando che gli altri se ne accorgano. Ma qual'è veramente il messaggio del Signore: “seguitemi di nascosto senza farvi scoprire?”.

Oppure il messaggio è: “aprite il vostro cuore ed annunciate il Vangelo al mondo?”.

“Non si accende una lampada per tenerla sotto il tavolo”. Queste sono le parole del Signore. Ma voi, vi sentite luce o tenebra? e se siete luce, perché vi nascondete sotto il tavolo?

Ci sono dei paesi in cui professarsi cristiani è pericoloso, ma per fortuna in Italia esiste ancora la libertà di parola e la libertà di culto. Ci sono religioni che lottano tutti i giorni per affermare il loro diritto all'esistenza, prendiamo esempio da loro. Testimoniamo la Parola senza vergogna, portiamola nei luoghi dove viviamo tutti i giorni. Perché non è vergogna essere cristiani, non è vergogna testimoniare la pace, non è vergogna insegnare il perdono, non è vergogna esercitare la carità.

Alla fine, se qualcuno deve prenderci in giro, lo farà lo stesso, solo perché i loro dèi non sono i nostri dèi, il loro smartphone non è come il nostro, la loro busta paga non è come la nostra e i loro vestiti firmati non sono come i nostri.

Noi abbiamo un unico Dio, misericordioso, che porta la pace. Abbiamo un unico cuore dove il primo posto è per Lui. Noi apparteniamo all'umanità libera e attenta al proprio prossimo. Non nascondiamolo, se possiamo.

Namasté

Nella mia opera di divulgazione della Comunità Digitale “Parrocchie”, cerco sempre di coivolgere altre comunità cattoliche presenti in rete. Con cuore puro e tanta fiducia, contatto persone, visito siti, mi guardo video. Sono personalmente convinto che una comunità cristiana non debba essere chiusa, ma aperta per portare la Parola e la verità di Cristo a chiunque abbia un cuore aperto per ascoltare.

Purtroppo c'è la cattiva abitudine, ereditata dai social media centralizzati, di voler fare le cose senza impegno. Capiamoci, non è che deve diventare un lavoro, bisogna sempre tener presente le priorità, ma se si propone una collaborazione o un gemellaggio tra siti web, che si riflette sulle comunità reali, non ci si può limitare a dare l'amicizia in stile Facebook. Eppure sto sperimentando proprio questo. Fintanto che non ci si conosce, come dei perfetti sconosciuti, si accettano collaborazioni. Ma come si chiede un contatto umano, quelle stesse persone scompaiono.

E' la paura di non essere all'altezza, o il timore di venire coinvolti in un qualcosa di non meglio identificato?

E' l'abitudine di trattare le persone come follower, oppure è la ormai dilagante abitudine di avere rapporti tramite messaggio, senza mai conoscere nemmeno la voce dell'interlocutore?

In effetti il messaggio è immediato, breve, non impegna, tiene la persona ad una certa distanza, per cui quando si decide di troncare i rapporti, basta un messaggio e tutto è fatto.

Io non mi arrendo e continuo a contattare persone, associazioni, siti web cattolici. La nostra Comunità Digitale è fondata sui rapporti umani, sul rispetto e sull'ascolto della Parola. Invito tutti ad ascoltare il Vangelo del giorno, con i video di fra Stefano Bordignon, oppure più semplicemente a trovare 2 minuti di tempo per leggerlo. Il rapporto con il Signore non può essere sporadico, una volta alla settimana o una volta al mese. Se ho un amico, lo sento tutti i giorni, ci parlo, mi confido, chiedo consigli. Non si può essere amici solo per un'ora la Domenica, magari annoiati dall'omelia di quel sacerdote che non ci piace.

Io sono a mio modo radicale. A costo di rimanere in tre, non intendo riportare nella nostra Comunità le dinamiche tossiche e superficiali dei social media. Noi ci conosciamo, ci parliamo, ci incontriamo, ci telefoniamo.

Infine, rivolgiamo il nostro cuore al Signore, perché lui ci sta accanto ma non entra nel nostro cuore se noi non lo vogliamo. Dobbiamo fare noi l'ultimo passo verso di lui.

Namasté