Lettera di fra Stefano alla comunità

Lettera alla Comunità #4: Vivere senza sentirsi toccati + Il segreto della risonanza
Cara amica, caro amico, bentornati.
Quando il mondo diventa muto
Hai osservato una cosa? Ci lamentiamo tutti di non avere tempo, eppure abbiamo più tempo libero, più comodità e più strumenti di qualsiasi generazione prima di noi. Forse, il problema non è la quantità di tempo, ma la qualità del nostro rapporto con la vita. Potremmo chiamarla “risonanza”: quella capacità di sentirsi toccati dal mondo, di vibrare con ciò che incontriamo, come una corda che risponde a un’altra corda.
Quando la risonanza manca, tutto scorre ma niente ci raggiunge. Vediamo un tramonto e pensiamo alla foto da fare. Ascoltiamo un amico e intanto la mente è già altrove. Il mondo diventa muto, e noi con lui. Non è depressione, non è nemmeno tristezza: è una specie di vetro sottile tra noi e le cose.
Lo stupore è una porta
La tradizione cristiana conosce bene questo tema, anche se usa altre parole. I salmi sono parole che nascono dal cuore di un uomo che si lascia toccare: dai cieli, dal mare, da un filo d’erba, dal volto di Dio. Pregare, in fondo, è esattamente questo: uscire dal controllo e lasciarsi raggiungere. Non a caso Gesù indicava i bambini come maestri: loro non hanno ancora imparato a difendersi dallo stupore.
La risonanza non si può comprare né programmare. Ma si può preparare: rallentando, togliendo qualche cuffia dalle orecchie, guardando davvero la persona che ci parla. È un allenamento umile, quotidiano, alla portata di tutti.
Questa settimana ti propongo un esercizio semplice, quasi banale: una volta al giorno, una sola, fermati davanti a qualcosa, un volto, un albero, il pane sulla tavola, finché non ti dice qualcosa. Non ho una domanda da lasciarti, stavolta: solo questo minuto al giorno.
Buon cammino e un caro saluto,
☩ Fra Stefano
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