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from ordinariafollia

C'erano due neuroni o forse tre nella mia testa dopo la consegna delle chiavi.

Uno era maschio, per così dire. L'altro no, per contraddire.

Venne loro data una consegna, un foglio nel quale c'era scritto come lavorare. E lessero. Il primo disse: ho capito, bene! si farà così e cosà, facile. L'altro rimase sul divano.

Intanto la macchina attendeva a folle. Motore caldo, carrozzeria fiammante, due dadi di peluche che non avevano mai rotolato pendenti sotto allo specchietto. Il primo neurone disse al secondo: alzati, dobbiamo lavorare. Il secondo gli rispose: sì, ma prima giochiamo a nascondino.

ordinariafollia-log_002-2024_mini.jpg

Aspetto sdraiato sul cofano all'autosalone e taglio erba nella speranza che ricresca. Aspetto te, camminando avanti e indietro. A volte immaginando che ogni mattonella sia come la sola cosa reale ed io un equilibrista sul tetto del mondo.

Aspetto seduto su una sdraio avvelenata, sul ciglio della collina da dove si vede il mare. Sotto gli ulivi. Pieno di zanzare. Aspetto contando i petali dei fiori in un valzer americano dove sono sia cowboy sia indiano. Dove sono vestito con un abito leggero ed ho sempre una pistola nascosta e pronta.

Aspetto in piedi tra gli altri pilastri minerali intanto che una palla rimbalza e la figura di una giovane donna cammina sulla sabbia. Aspetto la mano di mia madre che venga a carezzarmi mentre non prendo sonno.

Aspetto e sono forse quello che sta ancora nascosto. Aspetto e sono forse quella che è rimasta.

 
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from Pensieri di Pollo

«Annihilator è ciò che succede quando lasci un pazzo visionario solo in una stanza libero di creare a briglia sciolta»

non ci sono parole migliori di quelle di Christopher Meloni nell'edizione Saldapress per introdurre Annihilator.

Grant Morrison ci racconta di uno sceneggiatore, Ray Spass, che vive di pane ed eccessi e che si ritrova con una malattia terminale e un'ultima storia fantascientifica da raccontare.

Solo che quella storia si scopre essere reale: il protagonista della sceneggiatura, il criminale interstellare Mad Nomax, piomba in casa di Ray e lo costringe a portare a termine il lavoro per poter recuperare la memoria.

Inizia così un racconto che mescola una critica al sistema Hollywoodiano con un'epopea fantascientifica, che cerca di far convivere un'anima intimista, parlandoci di rapporti umani ed elaborazione del lutto imminente, mescolandola ad un'anima invece eziologica, proponendosi come un racconto dell'origine del nostro universo e dell'umanità stessa.

Un intreccio, come emerge anche solo da queste poche parole, a tratti inutilmente complesso e quasi pretenzioso, con sporadici cali di ritmo e passaggi confusi. Ho avvertito la pretesa di Morrison di forzare alcune reazioni di shock e di senso di maestosità, ma, ad essere sincero, il fumetto mi è sembrato riuscito solo a metà, giocando su tematiche e linguaggi che a volte prendono spunto da Neil Gaiman e dal suo Sandman, che, in virtù anche di un numero di pagine estremamente più alto, continua ad essere il punto di riferimento per i fumetti che vogliono veramente parlare di Tutto.

Ottimo il comparto visivo: anche qui l'impostazione di certe tavole ricorda quella delle vicende di Morfeo, ma ho trovato Frazer Irving davvero ispirato, con una regia fuori dagli schemi e a tratti volutamente schizoide, perfettamente in linea con la sceneggiatura proposta.

 
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from salagiochi

Wonder Boy III: Monster Lair, ovvero il gioco dei drogati


Non è una mia affermazione, era una constatazione scaturita dalla fermentazione delle menti, nella mia sala di fiducia.

Wonder Boy III, per qualche motivo, dalle nostre parti era il primo gioco a pararcisi davanti, quello che ci accoglieva nel mondo fantastico degli schermi settati male, dei controller da riparare e degli altoparlanti scassati. Sempre nella mia sala di fiducia, era il primo gioco sulla sinistra, nell'angolo. Intanto, una precisazione: ho giocato tantissimo al primo Wonder Boy, ma i giochi che ti “spingono” non mi sono mai piaciuti: quelli dove lo scrolling continuna, che tu lo voglia o meno, inghiottendo per sempre il tuo personaggio o, semplicemente, spostandolo di peso. A Monster Lair, quindi, ci ho giocato poco, forse giusto perché a quell'età e in quel periodo storico era ancora giusto aver fame di qualsiasi cosa somigliasse a un videogioco. Giocavo, superavo due o tre livelli, probabilmente morivo al boss serpente o subito dopo. Forse, qualche volta, sono arrivato a quello delle api.

Non ero messo particolarmente male, nonostante ci giocassi poco: le prestazioni degli altri erano più o meno equivalenti, livello più, livello meno. A parte il solito Alessandro, ne parlerò separatamente. C'erano, però, dei tizi che si spingevano molto oltre: quelli che erano riconosciuti come drogati (effettivamente lo erano, si trattasse di fumo o del livello successivo, il fumo e le droghe non mi interessano e non voglio averci nulla a che fare).

E così, c'è questo drogato A che gioca e raggiunge livelli vietati agli altri; poi c'è B, che domina il gioco come se non avesse fatto altro nella vita; poi C, eccetera... ormai la voce si è sparsa, la nomea è quella: Wonder Boy è il gioco dei drogati.

Il gioco in sé, comunque, doveva emettere qualche vibrazione strana, qualche frequenza particolare in grado di risuonare con certe menti elette. Un pomeriggio qualsiasi, siamo lì, senza dire una parola, guardiamo qualcuno giocare; forse aspettiamo il nostro turno o, più probabilmente, abbiamo finito i nostri gettoni. E così, dal nulla (out of the blue, direbbero i nostri amici anglofoni), un amico interrompe il silenzio con “le musiche sono di Harrison Ford, si sente proprio”.

 
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from yrioll

Quando gli si fa notare che hanno dei privilegi gli uomini pensano che le donne li considerino tutti dei piccoli Luigi XVI, viziati, serviti e riveriti che non hanno un pensiero al mondo. Al di là del fatto che questo denota quanto gli uomini ritengano le donne delle povere stupide che non hanno la più pallida idea di come funziona il mondo, ma quando una donna parla dei privilegi degli uomini si riferisce a tutte quelle libertà che un uomo ha e una donna no. Ficcatevi in testa che per una donna il solo fatto di camminare per strada senza avere paura di essere molestata È un privilegio. È un privilegio perché è una libertà che un uomo ha e una donna no. Sentirsi liberi di rifiutare degli approcci sessuali senza temere per la propria incolumità È un privilegio perché l'uomo lo può fare e una donna no. Intraprendere una carriera sapendo che mai si sarà costretti a dover sacrificare la famiglia o un avanzamento È un privilegio perché un uomo non se ne dovrà mai preoccupare mentre una donna sì. E questo vale per ogni altra categoria discriminata sulla base del genere, della razza, della conformità o meno del proprio corpo.

Signori, in conclusione, sappiate che non ce ne frega niente del vostro conto in banca o della dimensione della vostra auto. Quelle sono cose che interessano a voi per bullarvi coi vostri amichetti. Quello che vogliamo noi è essere libere.

 
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from Pensieri di Pollo

Easy Breezy è un fumetto sporco, sia nel disegno che nel racconto. Yi Yang, autrice italo-cinese pubblicata da Bao, attinge a piene mani dallo stile di Taiyo Matsumoto regalandoci ritratti nervosi, inquadrature sghembe e prospettive esasperate al servizio di una di quelle storie in cui tutto sembra andare sempre e solo storto.

Easy Breezy è la storia di alcuni ragazzini vittime di circostanze più grandi di loro, in una città in cui gli adulti possono essere solo malvagi. C'è Li Yu, bullo di quartiere che decide di combinarla grossa convincendo l'ingenuotto zio a rubare un furgone e a rivenderlo allo sfasciacarrozze mafiosetto di turno. C'è Yang Kuaikuai, ragazzo apatico e solitario, coinvolto suo malgrado nel furto. C'è infine Yun Do, dolcissima bambina di sei anni che in quel furgone era già stata sedata e nascosta prima degli eventi per il più crudele dei motivi.

Ma Easy Breezy parla anche e soprattutto di famiglia, la cui assenza si fa assordante nei silenzi tra una rocambolesca fuga e l'altra; famiglia che, come nella vita reale, può però essere scelta tra le persone che amiamo, con o senza legami di sangue. Ed è questo il messaggio più toccante di questo fumetto che si legge d'un fiato e che alla fine, ma proprio alla fine, così sporco non lo è.

 
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from highway-to-shell

Avete presente quei vecchi film americani dove c'è una fattoria piazzata nel bel mezzo del nulla ma proprio da lì deve passare la ferrovia o una nuova strada e ci sono i cattivi pieni di soldi che per fare ancora più soldi fanno di tutto per costringere il proprietario a vendere? In genere alla fine il cowboy-protagonista-buono riesce a tenersi la fattoria.

In alcune varianti c'è di mezzo il petrolio o un centro commerciale.

Ed a dire il vero anche uno dei miei film d'animazione preferiti ha una trama simile: Up

Beh succede anche in Italia nel 2024, non è roba da film vecchio americano.

Succede in Piemonte per l'esattezza

Tra l’asfalto della statale 25 in val di Susa e i binari della linea storia Susa-Bardonecchia c’è casa dei signori Zuccotti. Con altre due della frazione di San Giuliano di Susa dovrà essere demolita per fare spazio al cantiere dalla Tav. Verrà tutto sepolto, non ci sarà più niente. La ragione di stato di un’infrastruttura strategica. Le ragioni dell’economia, con le compensazioni che i proprietari stanno trattando con Telt, con il Comune a fare da mediatore con altri 1.400 piccoli proprietari interessati dall’esproprio dei terreni.

Quindi nella realtà vincono sempre quelli con i soldi.

 
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from schizo

A partire da venerdì 17 maggio 2024, primo anniversario delle alluvioni che colpirono la Romagna e l’Emilia sudorientale, sulla piattaforma indipendente OpenDDB sarà disponibile Romagna tropicale, un documentario realizzato dall’antropologo e regista francese Pascal Berhnardt…

https://www.wumingfoundation.com/giap/2024/05/romagna-tropicale-documentario/

 
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from La cantina dell'appartamento al terzo piano (senza ascensore)

Chi mi conosce sa che ho un rapporto complicato con l'intelligenza artificiale. Ritengo sia qualcosa di eccezionale, ma usato non nel migliore dei modi. Diciamo che si può riassumere tutto al meglio con questo meme così non mi perdo in sproloqui:

fonte: https://twitter.com/AuthorJMac/status/1773679197631701238

Ora che abbiamo smarcato questo doveroso preambolo arrivo al punto: avevo bisogno di trascrivere degli audio in locale (sai com'è, la privacy e tutto il resto...) e mi son messo a guardare software e strumenti per farlo senza dovermi ascoltare ore di registrazioni. Ho così scoperto l'esistenza di un software Open Source chiamato Whishper che sfrutta l'AI per fare esattamente ciò di cui avevo bisogno.

Fantastico. Installiamolo!

GNU/Linux o Windows?

A prescindere dal sistema utilizzato l'installazione è molto semplice: basta avere Docker e Docker Compose sul PC (su GNU/Linux lo si installa dai repository o dal sito ufficiale, su Windows basta installare Docker Desktop che comprende entrambi). Mi raccomando se state installando sotto Windows attenzione a riavviare la macchina post-installazione di Docker Desktop (sì, nel 2024...) e lanciare l'applicazione dopo il riavvio per accettare i ToS. Se però sotto GNU/Linux basta lanciare uno script, su Windows è un filo più complicato perché lo script ufficiale può dare qualche rogna, ma vediamo al volo come installarlo anche lì.

Da Powershell scarichiamo il file di Docker Compose, il file environment, scarichiamo i container e lanciamo il Compose:

curl -o docker-compose.yml https://raw.githubusercontent.com/pluja/whishper/main/docker-compose.yml

curl -o .env https://raw.githubusercontent.com/pluja/whishper/main/example.env

docker-compose pull

docker-compose up -d

Fatto? Benissimo, ora andando su http://localhost:8082 dovrebbe rispondere la nostra istanza locale di Whishper prontissima a ricevere file (o URL) e trascriverne agilmente il contenuto.

Voglio saperne di più!

Se vi interessa l'argomento vi lascio un paio di link ufficiali per approfondire e comprendere al meglio alcuni concetti:

Aggiungo, giusto per ingolosirvi, che sulla documentazione ufficiale sono disponibili anche le informazioni per rendere l'istanza di Whishper visibile all'esterno (quindi Reverse Proxy e compagnia) e per modificare le trascrizioni in modo estremamente comodo.

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from LKL

Consigli fondamentali per amicizie senza retrogusto amaro, amarissimo


Ovviamente, non ne ho; non avrei fallito, altrimenti. E ora, mi ritrovo così, avanti negli anni, senza la voglia e la forza di ricominciare con nuove amicizie. Col timore di rifare gli stessi sbagli, perché gli errori sono fatti per essere ripetuti, mentre saggezza e esperienza sono concetti volatili.

Ho un rapporto complicato col concetto in sè dell'amicizia. Non ho mai dato troppo peso, non so se sbagliando o meno, alle amicizie scolastiche: solitamente, è gente a caso, finita in una classe a caso, senza nulla che faccia da collante, tranne l'indirizzo scelto dalle superiori in su. Si diventa, più o meno amici, più per forza che per desiderio. Finito il ciclo scolastico, finita l'amicizia. C'è chi continua a vedersi, qualcuno che si fidanza o sposa attingendo a quel bacino casuale, nel mio caso niente di questo. Neanche le famose rimpatriate, per fortuna.

I miei amici, quelli di una vita, li ho conosciuti in sala giochi, qua il collante c'era, i videogiochi. Una passione che si accompagna spesso ad altre: i fumetti, l'animazione. Era il nostro caso, eravamo giovani, eravamo in sintonia e ne è scaturita un'amicizia, direi, naturale, non quella scolastica imposta dalla casualità.

Sono passati gli anni, i lustri, i decenni, quell'amicizia è rimasta più o meno salda, ha affrontato il tempo e una delle maledizioni del Sud, sopravvivendo come farebbe una lamiera alle intemperie: arrugginita, ammaccata.

Una delle maledizioni del Sud, perché ce ne sono troppe, è la diaspora giovanile: sono terre morte nel corpo e nell'anima, per vivere (piuttosto che sopravvivere) bisogna andarsene al Nord, all'estero. Lontano. Qualcuno si sposa, il matrimonio porta a cambiare frequentazioni. Quelli che una volta erano momenti insieme, avventure, diventano una chat di gruppo, da qualche parte.

E le chat di gruppo ti rivelano o riportano alla luce quelle realtà che volevi seppellire: che quegli amici, gli unici veri mai avuti, sono esattamente come la gente con cui non vorresti aver nulla a che fare. Omofobi, razzisti, fasci senza capire di esserlo, reazionari, fuori dal tempo che li circonda, incapaci di cogliere la necessaria mutevolezza della società. Irrecuperabili, inerti, gli unici interventi a durare più di due righe riguardano il calcio (e solo quello, altri sport non esistono) e qualche link a account femminili su questo o quel social, con relativi commenti adolescenziali e misogini, con insinuazioni da incel, pure da gente sposata e con figli.

E così resti in quella chat perché tanto, pur uscendone, sai che è contaminata; perché, uscendone, dovresti dare spiegazioni che non vale la pena dare. Ormai sai quel che dicono e quel che pensano, che tu ci sia o meno.

Quanta amarezza; pensare che, quando ho traslocato fuori regione, quando mi sono disperso anche io, non ho neanche preso in considerazione l'idea di nuove amicizie. Avevo già la mia compagnia, lo immaginavo come un tradimento.

Ora, ripeto, non ho più forza e voglia di cercarne altri, trovando nuove delusioni. Cosa farò in una nuova esistenze, dovesse esistere la reincarnazione? Potendo attingere alle vite passate, fonderò le mie amicizie PRIMA sui valori che reputo imprescindibili, DOPO, eventualmente, sulle passioni in comune: su quelle, si può trattare; sul resto, no, peccato averlo capito troppo tardi. Ecco, un consiglio forse l'avevo.

Quanta amarezza.

 
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from schizo

di Geert Lovink

Internet sta accelerando i problemi del mondo ed è ormai destinata a una morte prematura. Ma un’altra fine è possibile, se ammettiamo che c’è bellezza nel collasso

Può la cultura di Internet allo stato attuale resistere all’entropia e sfuggire alla registrazione infinita mentre fa fronte alla propria fine senza fine? Questa è la domanda che ci ha lasciato in eredità il filosofo francese Bernard Stiegler, scomparso nell’agosto 2020. Un’antologia su questo tema, intitolata Bifurcate: “There Is No Alternative”, è stata scritta durante i primi mesi del COVID-19: portata a termine poco prima della sua morte, è basata sul suo lavoro e redatta in consultazione con la generazione di Greta Thunberg. Bifurcate è anche un progetto per la giustizia climatica e l’analisi filosofica, firmato collettivamente sotto lo pseudonimo Internation. “Biforcare” significa dividere o bipartire in due rami. È un appello a ramificarsi, creare alternative e smettere di ignorare il problema dell’entropia, un quesito classico della cibernetica. Conosciamo il disordine nel contesto della critica di Internet come un problema dovuto al sovraccarico cognitivo, associato a sintomi psichici quali la distrazione, l’esaurimento e l’ansia, aggravati a loro volta dalle architetture subliminali dei social media estrattivisti. Stiegler chiamò la nostra condizione l’Entropocene in analogia con l’Antropocene: un’epoca caratterizzata dal “massiccio aumento dell’entropia in tutte le sue forme (fisiche, biologiche e informative)”. Come Deleuze e Guattari avevano già rilevato, “Non ci manca certo la comunicazione, anzi ne abbiamo troppa; ci manca la creazione”. Il nostro compito, perciò, è creare un nuovo linguaggio per comprendere il presente con l’aspirazione di fermare e superare l’avvento di molteplici catastrofi, esemplificate dal concetto plurimo di Extinction Internet…

https://www.sinistrainrete.info/cultura/28031-geert-lovink-extinction-internet.html

 
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from basseaspettativepodcast

Uno dei punti su cui l’UE si è concentrata particolarmente con le modifiche al regolamento europeo sull'informazione di cui abbiamo parlato nell'ultima puntata è quello di garantire informazione pluralistica e, nel caso dell’informazione pubblica, più imparziale possibile.

https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20240308IPR19014/liberta-dei-media-una-nuova-legge-a-tutela-di-giornalisti-e-liberta-di-stampa

Ma cosa significa “informazione imparziale”?

C’è un adagio nel giornalismo che recita più o meno: se ci sono due candidati e uno dice che fuori piove, mentre l’altro dice che fuori c’è il sole, il compito del giornalista non è di riportare entrambe le versioni, ma quello di aprire la finestra, guardare fuori e dire la verità agli spettatori.

È realmente possibile farlo, oggi?

Ammesso di avere un ottimo team per il fact checking – specialmente per i dibattiti in tempo reale – viviamo in un'epoca in cui basta opporre la minima resistenza alle dichiarazioni a ruota libera di politici e VIP per scatenare la ritorsione sia del soggetto, che non accetterà più di parlare col giornalista, la trasmissione o la testata, sia che del pubblico, con insulti, minacce, attacchi...

La conseguenza è che ci ritroviamo sempre più spesso ad osservare giornalisti che fungono da megafoni per qualsiasi messaggio i politici vogliano far passare, senza inquadrare e definire i contorni delle vicende, senza controllare la veridicità di quanto affermato, senza fare il loro lavoro.

Quando l'informazione non è libera di comportarsi onestamente nei confronti degli spettatori, la realtà viene plasmata dalla voce che urla più forte e più insistentemente.

Attenzione, però: non stiamo dicendo che i giornalisti dovrebbero essere al di sopra delle regole, in grado di dire qualsiasi cosa, perché a quel punto il rapporto di potere sarebbe sbilanciato nell'altro senso.

Questo è senza dubbio un equilibrio difficile da trovare. D'altra parte, poi servirebbe anche un pubblico più pacato, pronto ad accettare nuove informazioni ed integrarle nella propria opinione, invece di rigettarle come velenosi attacchi verso le proprie idee.

In effetti il punto sembra essere proprio questo: gran parte del pubblico ha rinunciato ad avere un'opinione “informata”, preferendo avere l'opinione “giusta”, quella confermata dai propri pari, dai politici che sono “dalla loro parte” e dai media che gli danno spazio.

Hanno rinunciato alla possibilità di avere una visione più chiara della realtà pur di non dover affrontare il disagio di ammettere di avere torto.

La puntata la trovate su:

https://podcasters.spotify.com/pod/show/basse-aspettative/episodes/11--Linformazione--morta-e-anche-noi-non-ci-sentiamo-tanto-bene-e2itkgv

 
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from schizo

Dal 2 giugno al 14 agosto 2024, MAGMA presenta la quinta edizione di ELEMENTI, la rassegna itinerante di musica, performance e arti visive contemporanee, ideata nel 2020 con l’intento di creare una dimensione performativa immersiva all’interno di paesaggi naturali dall’elevata potenza emozionale che caratterizzano il territorio romagnolo.

https://www.gagarin-magazine.it/2024/05/musica/elementi-quinta-edizione-a-cura-di-magma/

 
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from memorie

Un'altra storia di fantasmi: la sposa sulla scala


Prossimamente, scriverò dello zio Peppino, il primo evangelista del Catch in Italia. Non ora: è il momento di un fantasma. Non ricordo neanche, in verità, se la storiella che segue si sia compiuta sullo scalone dello zio Peppino o qualche altro prozio. Siamo ancora nei primi anni Cinquanta.

Mia nonna tiene per mano mia mamma, la più piccola delle figlie, poco dietro una mia zia. L'oscurità quasi totale di una scala senza finestre interrotta solo da un neon indeciso appollaiato sulla porta in cima, la loro meta.

Non l'ho mai sentito direttamente dalla mia nonna materna, perché ero troppo piccolo quando è morta, ma mia mamma e mia zia dicono la stessa cosa: a metà scala, spiccava un'apparizione evanescente, una figura umana lattiginosa, con quello che sembrava essere un abito da sposa. Mia nonna disse loro di non aver paura e di continuare a camminare, schiacciate contro il muro.

Si incrociano, la sposa dice “non dovete avere paura, non è voi che sto cercando”, poi la superano. Arrivate in cima, si voltano e non c'è più nessuno.

Non so se sia stata la fame anche stavolta, ma tant'è.

 
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from COSE NUOVE

Aprile dolce dormire cose nuove scoprire. Anche se devo dire che è stato un mese abbastanza povero rispetto al solito. Ma quantità non è qualità, quindi poche ciance e iniziamo!

GIOCHI

Il 2 aprile è uscito Saviorless, primo gioco indie prodotto in Cuba. Si tratta di un gioco d'azione 2D con elementi puzzle ambientato in un mondo dark fantasy. Dal punto di vista estetico mi piace tantissimo!

Il 2 è uscito anche Frogmonster, un fps in voxel art in cui si esplora un mondo pieno di strane creature.

Il 5 aprile è uscito Biomorph, un metroidvania in cui si può prendere le sembianze e i poteri dei nemici sconfitti.

Il 9 aprile è uscito in early access The Devil Within: Satgat, un gioco d'azione 2.5D ambientato in un mondo fantasy moderno.

Il 9 è uscito anche Yellow Taxi Goes Vroom, un platform 3D in cui si è un taxi a molla e si esplora un mondo super colorato alla ricerca di segreti e oggetti da collezionare, con una grafica in stile N64.

Il 10 aprile è uscito Turbo Kid, un metroidvania in cui si gira (anche) con la bici, una BMX per la precisione. È basato sull'omonimo film del 2015 e non manca quella sana dose di splatter. Questo lo aspettavo da un bel po' e non vedo l'ora di giocarlo.

Il 16 aprile è uscito Harold Halibut, un gioco narrativo in stop motion realizzato a mano il cui sviluppo ha richiesto ben dieci anni.

Il 18 aprile è uscito in early access No Rest for the Wicked, nuovo gioco di Moon Studios, studio austriaco già autore della saga di Ori. Si tratta di un rpg con visuale isometrica ambientato in un mondo fantasy. Le prime reazioni non mi sembrano entusiaste, ma come sempre aspetterò la versione 1.0 per provarlo.

Il 25 aprile è uscito Another Crab's Treasure, un'avventura soulslike ambientata sott'acqua in cui un paguro deve riacquistare la sua conchiglia e per farlo si imbarca in un'avventura in cui usa qualsiasi oggetto — per lo più spazzatura — come conchiglia temporanea. Non so perché quando ho visto l'annuncio ero convinto fosse il sequel di un gioco già uscito. Probabilmente è perché era in sviluppo da secoli forse. O forse mi ha ingannato Another nel titolo? Boh.

Il 30 aprile è uscito Dragon Ruins, un dungeon crawler che lɜ autorɜ definiscono a dungeon crawling microgame for tired people. Esteticamente mi piace un sacco.


FILM

L'11 aprile è uscito Robot Dreams, in italiano tradotto Il mio amico robot. È un film d'animazione che parla dell'amicizia tra un cane e un robot e che purtroppo non sono riuscito ad andare a vedere al cinema perché l'hanno dato solo per una settimana e a orari improponibili, tipo alle 16:00. Ancora non ci siamo tolti dalle palle lo stigma “film d'animazione = film per bambinɜ”.


SERIE TV

Il 10 aprile è uscita Fallout, basata sulla serie di videogiochi che... vabbè inutile che vi spiego. La serie è stata rilasciata per intero, per lɜ amanti del binge watching.

Il 13 aprile è uscita la prima puntata di Kaiju No. 8, adattamento anime dell'omonimo manga di Naoya Matsumoto, prodotto da Production I.G.. Il mondo è sotto la continua minaccia di mostri giganti, i kaiju, che sempre più spesso appaiono e distruggono tutto. Il resto potete immaginarlo, è un classico battle shonen. Io sto in pari col manga e devo dire che l'inizio mi è piaciuto parecchio, ma dopo un po' diventa abbastanza banale e ripetitivo, non so se consigliarvelo effettivamente.

Il 14 aprile è uscita la prima delle sette puntate di The Sympathizer, miniserie tv di A24 e prodotta da Park Chan-wook e Don McKellar, con Robert Downey jr. La serie è tratta da un romanzo che parla della storia di una spia vietnamita durante la guerra del Vietnam.


LIBRI

Il 19 aprile è uscita l'edizione italiana di The Will of the Many. La volontà dei molti dello scrittore australiano James Islington. Si tratta di un fantasy in cui la società è governata da un potere centrale, la Gerarchia, e il protagonista nasconde la sua vera identità e si infiltra nell'accademia facendo finta di farsi controllare dalla Gerarchia come tuttɜ, ma probabilmente ha altri piani.


FUMETTI

Il 3 aprile è uscito il primo numero di Rook: Exodus, miniserie scritta da Geoff Johns e disegnata da Jason Fabok (lo stesso team dietro Batman: Three Jokers) per Image Comics. È una serie fantascientifica in cui il protagonista è un semplice contadino che dalla Terra si trasferisce su Exodus, un pianeta terraformato che però sta vivendo una fase di crisi e di guerra per il controllo.

Il 24 aprile è uscito il primo numero di Spectregraph nuova serie di James Tynion IV (The Nice House on the Lake, Something is Killing the Children, W0rldtr33) e Christian Ward, pubblicata da DSTLRY, casa editrice di fumetti indipendente nata nel 2023. È una classica storia di fantasmi ambientata in una villa il cui proprietario, un grosso magnate americano con la passione per l'occulto e il paranormale, è appena morto.


Ho finito Shogun — serie che è uscita a febbraio ambientata nel Giappone feudale — e ve la straconsiglio, per me una delle migliori Cose del 2024 a mani basse.

Due Cose Vecchie che mi hanno deluso invece sono stati due film: The Menu e Melancholia, non mi hanno detto niente e avevo aspettative più alte.

Ora corro a giocare a Yoshi's Island sulla Retroid Pocket 3+ che mi è appena arrivata. Ciaooo!

Cose di marzo 2024

 
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